Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio, il vendicatore della notte.
Stellanello famiglia stimata, Franco in carcere. Una figlia pediatra, il papà nel fango

Franco Rotondo una famiglia di Stellanello stimata e laboriosa. Il compianto papà (classe 1927) era persona retta, una vita di sacrifici a lavorare la terra e da manovale, la moglie una perfetta casalinga e donna di campagna. All’onore del mondo una figlia ed il figlio che, a sua volta, è papà di una ragazza che si è fatta strada (pediatra a Roma). Ora per Franco la resa dei conti con la giustizia. Il carcere dopo aver truffato da promotore finanziario abusivo decine di persone in Val Merula e non solo.

Una storia che gli abitanti di Stellanello, almeno quelli che hanno memoria, non raccontano volentieri. Il loro concittadino l’hanno visto via via finire nel baratro. Era entrato, qualcuno ricorda, come promotore della Medionalum, poi per il Monte dei Paschi di Siena fino al fango di oggi e quando già dal 2004 non poteva più esercitare la professione. Ma nonostante, secondo la tesi accusatoria, abbia di fatto continuato nella ‘raccolta dei risparmi’  carpendo, parrebbe, la buona fede di tanti cittadini, tra cui anziani, uomini e donne, forse allettati dal fatto che poteva offrire interessi allettanti.

La famiglia Rotondo cresciuta nella frazione Canneto quando contava un’ottantina di abitanti, all’insegna della rettitudine e del lavoro. Quel figlio che scivolava, col passare degli anni, da un precipizio all’altro. Tra lo sbigottimento anche se forse non erano molti coloro che immaginavano il carcere per Franco. Certo, voci e perplessità, fino alla diffidenza nel vederlo circolare con auto di grossa cilindrata, la scelta di unirsi e convivere con una giovane donna brasiliana.

ALASSIO – IL SECOLO XIX
Indagati la giovane moglie brasiliana e l’avvocato alassino Domenico Oddino
Truffe per quasi due milioni
Arrestato ex promotore
di Alberto Parodi
Alassio – Tutto è partito dalla denuncia di un lontano cugino. Tra le vittime dei raggiri finanziari, con i risparmi di una vita evaporati in investimenti in realtà inesistenti e interessi mai visti, c’era anche un’anziana donna che aveva perso quasi l’intero patrimonio accumulato in una vita. Come lei altre ventiquattro persone.
Ieri sono stati effettuati sequestri per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro nell’ambito nell’arresto dell’ex promotore finanziario Francesco Rotondo, originario di Stellanello, radiato dall’albo nel 2004 per decisione della Consob. Un’inchiesta portata avanti dal pubblico ministero Massimiliano Bolla che ha diretto le indagini della Guardia di Finanza.L’ex promotore finanziario è finito in carcere con le accuse di truffa, autoriciclaggio, abusivismo finanziario e trasferimento fraudolento di valori. Indagata dalla Procura anche la moglie ventenne, sudamericana appena sposata, e l’ avvocato alassino Domenico Oddino legato a Rotondo da rapporti d’affari e consulenze legate anche alla società Callit con sede a Parma al centro del lavoro delle Fiamme Gialle.
Secondo la tesi di finanzieri e Procura (ipotesi ancora da dimostrare in un’eventuale sede giudiziaria)l’avvocato alassino avrebbe avuto un ruolo a sostegno dell’ex promotore compiendo violazioni legate all’attività finanziaria ritenuta abusiva. L’ex promotore Rotondo ,secondo la ricostruzione investigativa basata sulle denunce ricevute e sulle testimonianze raccolte, avrebbe venduto prodotti finanziari promettendo cospicui interessi.
Almeno 25 le persone che sarebbero state truffate, per un giro d’affari di 1,4 milioni. Tra i beni sequestrati a Rotondo anche un’auto di lusso con targa lituana. Tra i clienti persone in difficoltà economiche, piccoli imprenditori e pensionati, tra cui l’anziana vedova che ha consegnato al truffatore tutti i suoi risparmi.L’ex promotore nel breve periodo riusciva a garantire interessi e guadagni, poi gli investimenti finivano in un fallimento. La raccolta del risparmio serviva anche a coprire le spese private rilevanti della moglie. La donna si sarebbe anche prestata a riciclare parte dei proventi illeciti con intestazioni fittizie di beni. Buona parte dei proventi illeciti è risultata essere stata “autoriciclata” dall’indagato con operazioni per 350 mila euro.
Rotondo promuoveva (abusivamente secondo l’accusa) e offriva prodotti finanziari agendo sia in proprio che quale legale rappresentante di società nazionali ed estere. Numerose le perquisizioni ieri delle Fiamme Gialle anche a casa delle vittime alla ricerca di documenti e certificati firmati da Rotondo. Perquisito anche lo studio di Oddino ad Alassio alla presenza del commissario dell’ordine degli avvocati Giancarlo Salomone.
«Sono estraneo ai fatti fiducia nella giustizia»
«L’avvocato Oddino si dichiara estraneo ai fatti contestati e alle accuse. Ha fiducia nel lavoro della magistratura e nella giustizia. Dobbiamo approfondire i documenti». Così ieri sera ha dichiarato l’avvocato Marco Bertolino, difensore del collega Oddino. Oggetto di perquisizioni anche la costituzione di una società (Calllit) per il transito temporaneo delle somme. —
ALASSIO – CACCIA  AI RESPONSABILI DELLE AZIONI INTIMIDATORIE
AL GIORNALISTA  E SCRITTORE ALASSINO DANIELE LA CORTE
Se volevano appiccare il fuoco al liquido infiammabile versato per oltre una paio di metri davanti alla porta di ingresso dell’abitazione non avrebbero avuto particolari difficoltà. La zona, sulle alture di Alassio, soprattutto con il calare delle tenebre, non è molto frequentata. Dunque la ‘mente’ e il probabile autore dell’atto intimidatorio (a meno che non si tratti di avvertimento per commissione) è una sola persona.
La riservatezza del giornalista La Corte sarebbe stata richiesta dagli stessi inquirenti, anche alla luce del fatto che potrebbe trattarsi di un concatenarsi di eventi di cui la famiglia La Corte potrebbe trovarsi, suo malgrado, al centro da alcuni mesi. La ritorsione – vendetta magari ad opera di una mente raffinata sì, ma forse malata e pericolosa.
Da qui la delicatezza delle indagini e il confronto con i magistrati inquirenti. A rischio, infatti, potrebbe esserci l’incolumità di una o più persone. Nulla trapela, ad esempio, su un’altra vicenda che, sempre dalle colonne de La Stampa, ha suscitato clamore e preoccupazioni (vedi articolo a fondo pagina).
Possono esserci collegamenti ? E quale la carature delle persone coinvolte e sospettate ? Occorre intervenire prima che accade l’irreparabile ? Il giornalista La Corte, da pensionato, non è un personaggio impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, anche se nel suo passato ha seguito inchieste e vicende delicate. Che possa trattarsi di ritorsioni a distanza di tempo difficile immaginarlo. Piuttosto la sfera investigativa può essere ristretta a storie di vita assai più recenti, a menti forse prive di freni inibitori e che si esaltano di pari passo con i loro misfatti. Chi può dire, a questo punto, non possa accadere e qualcosa di veramente grave ? Il ‘silenzio’ messo in atto dal giornalista è, a sua volta, un segnale di forte preoccupazione, una richiesta di aiuto alla magistratura e agli inquirenti. Tutti sulle tracce di un possibile unico filo conduttore. L’innominabile temerario che potrebbe avere un volto, una professione, una vita di vicissitudini alle spalle ? E che non può certo sentirsi un intoccabile. Ecco allora domandarsi, con senso logico, se ci possono essere correlazioni tra episodi e l’articolo di Giò Barbera sul medico violento potrebbe ancora riservare clamorose sorprese.
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