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Il rilancio dei centri storici? Grazie a Red Carpet emozioni da star ! Se non ci prendono in giro (a Bardineto) la festa di asini e muli

Non molto tempo fa a Bardineto (gli archivi stampa possono esibire titoli: ‘Ecco la piccola Svizzera della Liguria’) hanno organizzato la ‘sagra’ o la ‘saga (?)’ degli asini e dei muli (fonte Il Secolo XIX e La Stampa). Questa ci mancava proprio nel paese più ‘desolato’ delle nostre aree montane in crisi. Qui dopo il ‘deserto’ alberghiero e della ristorazione, persino un bar ad affitto minimo non riesce a sopravvivere. Ci mancava il ‘deserto’ di una borgata (Brigneta) rimasta isolata nel dopo alluvione, nonostante la presenza di un allevatore (Massone) che merita a pieno titolo l’eccellenza, non quella che ascoltiamo spargere a piena mani a destra e a manca. E c’è chi assai più serio e meno faceto, come il consigliere comunale di Ceriale, Luigi Giordano, lancia la sua ricetta per far rinascere (o rivivere) il centro storico più ‘povero’ (in tandem con Borghetto S. Spirito) della Liguria turistica. Intanto c’è chi fa a gara nel ‘ tappeto rosso’, modello Toti, per promuovere il territorio e il turismo, dal mare all’entroterra. Pero solo quest’anno, fanno sapere i padroni del ‘vapore’. Leggi anche la presentazione dell’Expo di Pieve di Teco 2017, cxon la presentazioni di bandi per 11  comuni della Valle Arroscia per accedere a finanziamenti per 3,7 milioni di euro.

Alassio sorrisi e gioia per il Red Carpet del presidente Toti, berlusconiano e Sonia Viale, leghista, con i sindaci Canepa e Maglione (Laigueglia). Qui il tappeto rosso unisce simbolicamente i due centri della Baia del Sole baciati per la stagione 2017 da eccezionali record di bagnanti e presenze alberghiere ed extraalberghiere

Ha scritto il combattente ed omnipresente Luigi Giordano, mancato sindaco alle ultime comunali ed il prossimo anno a Ceriale si vota, con l’imprimatur già assegnato all’eterno redivivo Piero Revetria, un ex e attuale primo cittadino di Vendone: “Negli ultimi anni tutte le amministrazioni hanno presentato programmi sul recupero del centro storico, ma niente è stato fatto, almeno per quanto di responsabilità delle amministrazioni. L’incuria e il degrado, di certe nostre zone del centro storico ne sono una testimonianza tangibile. Questo è il risultato di una politica amministrativa che non ha mai dato priorità al rilancio turistico culturale del proprio centro storico. Penso che il rilancio di un paese turistico come il nostro debba passare inevitabilmente attraverso il ripopolamento del centro storico e attraverso il turismo, valorizzando culturalmente l’anima del paesaggio con i paesi confinanti, sfruttando la nuova passerella ciclo pedonabile con Borghetto, ed estendere con Albenga e la nostra frazione Peagna una rete di attrazione naturali che coivolga le specialità gastronomiche locali , ma soprattutto legami culturali. Facendo di Ceriale un centro commerciale all’aperto come lo era in origine, attraverso la pubblicità costante in collaborazione con i nostri paesi confinanti; invitando tutte la nostre attività, da quelle agricole, artigianali, commerciali, a radunarsi nel centro storico e sul lungomare specialmente nella bassa stagione con tutti i prodotti da loro fatti o commercializzati. La passerella di Borghetto apre nuove prospettive per noi e per loro. La possibilità di far tornare viva Ceriale passa attraverso le idee e la passione che ci mettiamo. Non certo dando incrementi volumetrici ai supermercati che stressano il mercato locale portando fuori la ricchezza in cambio di qualche posto di lavoro incerto e precario. Oggi si Parla anche di portare la biblioteca nel centro storico nell’ex palazzo Fizzotti, probabilmente il progetto esecutivo sarà pronto per la fine dell’anno in corso. Ma di questo ne parlerò in seguito quando avrò in mano maggior elementi di valutazione. A primo acchito dico che potrebbe andare bene, purchè riviva il nostro centro storico.

Luigi Giordano

Dalla lettura de La Stampa si legge: Dopo due mesi di attesa, la frazione di Brigneta a Bardineto torna ad avere un collegamento pedonale con il resto del paese.

Franca Mattiauda sindaco di Bardineto

E’ stata installata e aperta al pubblico ieri la nuova passerella in legno e acciaio che, sino ai lavori di ripristino del ponte spazzato via dall’alluvione, consentirà agli abitanti di Brigneta di passare da una sponda all’altra del fiume. «La nuova passerella è arrivata già montata ed è stata sistemata con una gru sulle spalle del ponte distrutto – ha spiegato il sindaco, Franca Mattiauda -. per essere poi ancorata». La struttura resterà a disposizione degli abitanti della frazione sino a quando non inizieranno i lavori di ricostruzione del ponte vero e proprio.”

Già siamo in piena estate. Il finanziamento per il nuovo ponte c’è, ma i tempi sono quelli all’italiana, anche se la Brigneta ed i suoi abitanti, continuano a restare isolati, con le quattro ruote giri planetari a parte. Magari può essere un’idea ambientalista per la prima cittadina commercialista a Finale Ligure che non pare sia riuscita a brillare nell’opera di rilancio del paese che amministra al secondo mandato. I cittadini elettori l’hanno premiata e avrà pure dei meriti. Un tempo si diceva scherzando: parola da ‘Bardenuli’. Fatevi coraggio ! Meglio tardi che mai.

Intanto chi lavora, produce e merita un ‘tanto di cappello’ resta alle prese con una viabilità anno zero per raggiungere la sua azienda che non è una villa di lusso. Scrive un letore di Trip Advisor: Il posto non è da “visita” in quanto è un’azienda agricola vera e propria. Il giudizio dato è nel merito. Producono formaggi davvero fantastici. Le papille gustative fanno festa. Con il latte delle loro mucche, in estate, producono anche gelato e yogurt totalmente biologici. Per assaggiarli bisogna andare al Cafè da Picaia.

E un secondo: “L’azienda di Giacomo e Marco Massone ha  una trentina di mucche dal cui latte ricava ottimi prodotti. In un piccolo negozietto accanto alla stalla vendono latte crudo (1€ al litro), yogurt al naturale ed alcuni (pochi) tipi di formaggio quali stracchino, primo sale, tomini (al peperoncino o alla rucola) ed una Toma proposta in 2 tipi di stagionatura. Tutti i formaggi  eccellenti. Fanno anche gelati. C’è la possibilità di vedere (e accarezzare) le mucche e i loro vitellini! Molto affettuosa anche la cagnolona Haidi! Titolari molto cortesi. Il posto non è semplicissimo da trovare ma è noto a tutti a Bardineto e, quindi, chiunque saprà aiutarvi per ora a raggiungerlo a piedi”.

REGIONE LIGURIA, PRESENTATA LA QUINTA EDIZIONE DELL’EXPO DELLA VALLE ARROSCIA

GENOVA. Stand di prodotti tipici, degustazioni, corsi di assaggio d’olio, visite guidate, mostre, convegni e musica animeranno il borgo di Pieve di Teco, in provincia di Imperia, in occasione della quinta edizione dell’Expo della Valle Arroscia, in programma dall’1 al 3 settembre. La manifestazione, presentata oggi in Regione Liguria, è promossa dall’azienda speciale PromImperia della Camera di Commercio Riviere di Liguria in collaborazione con il Comune di Pieve di Teco, con il contributo della Regione Liguria e il sostegno dell’Unione dei Comuni, Parco Alpi Liguri. “Nonostante i tagli del governo centrale agli eventi fieristici – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi – abbiamo reperito, in sinergia con il sistema camerale, risorse che potessero dare un supporto economico a un Expo che promuove le bellezze e le tipicità della vallata e che, in questi anni, si è attestata come una vetrina importante per i prodotti e le attività turistico-ricettive della valle Arroscia”. “È un format – ha commentato il presidente di PromImperia Enrico Lupi – che ormai ha preso piede e può solo crescere evento atteso e fondamentale per fare incoming nell’entroterra e permettere l’incontro tra turisti e territorio, in un’ottica di promozione e destagionalizzazione. Ricette tipiche prodotti, outdoor e cultura per un turismo sempre più emozionale e legato alle opportunità di una vallata dalle potenzialità ancora da scoprire”.

Nella tre giorni dell’Expo sarà possibile scoprire e assaggiare, in una sorta di street food della tradizione, le ricette e le materie prime e tuffarsi in una realtà sociale ed economica che ha conservato intatte le tradizioni e la cultura di un tempo. Paesaggi che vanno dagli oliveti ai pascoli d’alpeggio, profumi e sapori di olio extravergine, formaggi di malga, toma di Brigasca, il Brusso, latticini, aglio di Vessalico, patate di montagna, miele e castagne, fondendo la tradizionale cucina bianca a quella mediterranea. Senza dimenticare gli ottimi vini del territorio, a partire dall’intenso Ormeasco di Pornassio e il rosato Sciac-trà.

Con un contributo regionale di 10mila euro, l’Expo della Valle Arroscia è tra le iniziative finanziate dalla Regione Liguria in sinergia con il sistema delle Camere di Commercio. L’apertura ufficiale dell’Expo si terrà venerdì 1 settembre alle 16.30. Tra gli eventi in programma: degustazioni con vini e prodotti locali, una dimostrazione di pallapugno – sport della tradizione del territorio -, un convegno sull’olio extravergine d’oliva, musiche, canti e aperitivi itineranti sotto i portici di corso Ponzoni. L’Expo sarà anche l’occasione per presentare il Programma Aree interne, che consentirà a 11 Comuni (Armo, Aquila d’Arroscia, Borghetto d’Arroscia, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pieve di Teco, Pornassio, Ranzo, Rezzo e Vessalico) di partecipare, una volta superato il vaglio dell’apposito comitato nazionale, a bandi per 3,7 milioni di euro, dedicati allo sviluppo dell’entroterra con fondi dell’Unione europea (Fesr, Fse e Psr) e ministeriali su servizi sanitari, scolastici e di mobilità.

 

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