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Alassio ultima ora: morta in mare Maria Teresa Marchisio del G. H. Mediterranèe

Era la decana delle albergatrici di Alassio. Maria Teresa Marchisio, 79 anni, è stata rinvenuta cadavere, nel pomeriggio di domenica 30 luglio, nelle acque tra Bagni Lido e lo stabilimento balneare del G.H. Spiaggia, non lontano dalla spiaggia del G. H. Mediterranèe, di cui la donna è titolare da quando aveva rilevato l’immobile e la concessione dalla vedova Zipzer (1986). Non c’è per ora certezza sulla causa del decesso, probabile un malore da infarto e conseguente annegamento.  A dare l’allarme un turista. Con ogni probabilità sarà l’autopsia a fare chiarezza.

 

Maria Teresa Marchisio ripresa nel budello di Alassio ai primi di luglio 2017 (foto archivio trucioli.it)

Maria Teresa Marchisio trovata cadavere in mare alle 16 di domenica 30 luglio 2017

L’imprenditrice – albergatrice, sposata Mollea, un figlio, Piero, proprietario del Motel Agip (Mirò) di Savona, il gemello Gianni gestisce un’azienda agricola Cortemilia, mentre il marito si occupava in passato di un negozio d’abbigliamento  sempre a Savona. Lei conduceva in proprio il G. H. Mediterranèe da quando  aveva rilevato immobile ed attività,  proceduto ad acquisto di altri locali,  negozi,  con ristrutturazioni alberghiere e commerciali nel settore dell’abbigliamento che ha successivamente dismesso. Aveva infatti iniziato con la boutique ‘Vague’.

Maria Teresa Marchisio che proprio negli ultimi giorni era stata fotografata nel ‘budello’ di Alassio durante il passeggio da trucioli.it. Incontrandola le solite parole di circostanza e la soddisfazione che quest’anno finalmente la stagione turistica sta andando decisamente bene, anche se “i problemi ed i grattacapi non mancano mai, io mi sono un po’ distaccata perchè  l’età  pesa  e non vale la pena di arrabbiarsi”. Una donna piuttosto solitaria, poche amicizie, a tratti scontrosa, riservata, ma che sapeva coltivare le pubbliche relazioni soprattutto nel mondo della politica (accadeva parecchi anni fa, come documentano in alcune occasioni le cronache dell’epoca). E’ stata tra le prime donne ad abbracciare l’esoterismo in una loggia rosa del ponente. Capace di mandare avanti un’azienda con 96 camere, tra cui una decina di suites, sul lungomare di ponente, fronte mare, oltre ad una dependence.

Il G. H. Mediterranée, una trentina di dipendenti in stagione, imponente edificio bianco di fine ’800, ristrutturato in varie riprese, fino agli anni duemila, incorniciato dal  verde e da un giardino prospiciente, dotato di un grande arenile privato. Eleganti saloni e belle camere confortevoli con tocchi di raffinatezza. Una cucina nazionale nell’ampia sala ma anche al ristorante a buffet sulla spiaggia. E che negli ultimi anni era stata depennata dalla prestigiosa Guida Michelin, provocando il disappunto dell’operatrice turistica che non si perdeva mai d’animo. E sapeva essere battagliera.

L’albergatrice Maria Teresa Marchisio titolare del G. H. Mediterranèe ripresa nel budello di Alassio

La tragedia proprio in un giorno di piena estate e con l”arenile affollato di bagnanti e vacanzieri. Tra i primi ad accorrere la sorella ed appresa la notizia il sindaco Enzo Canepa, oltre che conoscenti e colleghi.

Il mese scorso era morto uno dei suoi clienti Vip e di lunga data, Paolo Limiti, a 77 anni e la signora Marchisio con i conoscenti era apparsa molto scossa, addolorata. Limiti era un cliente da soggiorni lunghi, di circa due mesi, nel «rifugio sicuro» del Grand Hotel Mediterranee di Maria Teresa Marchisio, dove, per oltre vent’anni, ha lavorato come portiere Aurelio Iannone, ora dipendente del Grand Hotel Spiaggia, divenuto il riferimento di Limiti in terra alassina. «Paolo mi diceva: “Aurelio ti chiedo scusa, ma per qualsiasi cosa che riguarda Alassio io devo passare attraverso di te. Sei il mio uomo di fiducia”, – ricordava Iannone.

 

LA STAMPA NEL 2010

Il Grand Hotel e Maria Teresa Marchisio donna tenace, nel lavoro estrema determinazione e fermezza, non perdeva ‘mai le staffe’.  Come quando affittò ad una società alberghiera l’hotel. In un articolo de La Stampa si ricorda che “il giudice del tribunale di Savona, Pisaturo, considerato il mancato pagamento degli ultimi otto mesi di affitto, ha deciso di restituire la struttura alberghiera alla società proprietaria (la Marchisio). E se circa la metà dei dipendenti della “ET Service” hanno deciso di dimettersi e sono stati quindi riassunti, un’altra quindicina hanno rifiutato l’accordo. «Un comportamento che non comprendo – sottolinea l’avvocato Francesco Pastorino, legale della “ET Service” – con la controparte avevamo infatti raggiunto una sorta di accordo per tutelare il posto di lavoro di tutti i dipendenti. Alcuni hanno seguito i nostri suggerimenti e hanno mantenuto il posto di lavoro, gli altri molto probabilmente sono stati mal consigliati». «Da parte nostra – afferma il legale della signora Marchisio – non abbiamo fatto altro che chiedere la tutela dei nostri diritti. Cercando di fare tutto il possibile per salvaguardare tutti i posti di lavoro». «Siamo a conoscenza della vicenda – aggiunge Riccardo Bozzano, della Cgil di Albenga – anche se nessuno dei lavoratori che ora si ritrovano senza posto di lavoro ha chiesto il nostro intervento».

Maria Teresa Marchisio lo scorso maggio mentre passeggia nel centro storico alassino

Bufera su uno dei più importanti hotel della provincia, il Mediterranée di Alassio, un hotel a quattro stelle. Nella tarda mattinata di ieri i dipendenti hanno scoperto di aver perso il posto di lavoro e che l’albergo aveva repentinamente cambiato gestione, con un debito di mezzo milione e intervento dell’ufficiale giudiziario. Due ore dopo si sono recati in massa al pronto soccorso dell’ospedale di Albenga per farsi certificare uno stato di stress e poter così avviare una causa civile per ingiusto licenziamento. Occorre però precisare che anche a loro, così come ad altri colleghi di lavoro, era stata offerta l’opportunità di dimettersi dalla società per la quale stavano lavorando e ottenere l’immediata riassunzione in un’altra società.

Una vicenda complicata e paradossale, che vede come protagonisti una quindicina di dipendenti della “ET Service”, una società a responsabilità limitata con sede in Sardegna che dal gennaio del 2007 aveva preso in affitto d’azienda il Grand Hotel Mediterranée di Alassio, e la società proprietaria della struttura, della quale è legale rappresentante la signora Maria Teresa Marchisio. La “ET Service” non avrebbe versato alla società proprietaria della struttura alberghiera i canoni relativi agli ultimi quattro bimestri di locazione, una cifra che arriva a sfiorare il mezzo milione di euro. Ieri mattina, così, l’ufficiale giudiziario è giunto al Grand Hotel Mediterranée ed ha notificato il provvedimento firmato dal giudice della sezione staccata di Albenga del tribunale di Savona Filippo Pisaturo, che ha accolto il ricorso ex articolo 700 presentato dalla società proprietaria del lussuoso albergo alassino (un quattro stelle fronte mare con ampio dehors sulla passeggiata e spiaggia privata nella zona a ponente del centro).

 

 

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