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Quando a Savona comandava
la banca di Stanlio ed Ollio

Trucioli.it, modestissimo blog di chi, con la passione per il giornalismo, cerca di fare anche informazione ‘della memoria’, ripropone un manifesto affisso in campagna elettorale ad opera del Partito Radicale – Lavoratori della Cassa di Risparmio. Il giovane cronista di giudiziaria che ormai cavalca la quarta età, si premurò di recarsi all’ufficio pubbliche affissioni, allora nei pressi della galleria di Piazza Diaz. Un manifesto ‘blasfemo’ nei confronti di savonesi, organizzazioni sindacali, partiti politici ? Oltre le righe certamente. Non vogliamo considerarlo, a distanza di anni un atto d’accusa nei confronti di chi puo essere chiamato in causa, ma un documento di storia cittadina. Erano gli anni che l’informazione aveva un peso, contava pure numericamente per le copie vendute in edicola ed il suo robusto mercato pubblicitario. Gli anni dei giornalisti sulla plancia di comando (il più longevo, da record nazionale, oltre 30 anni, Sandro Chiaramonti de La Stampa), Luciano Angelini e Sergio Del Santo per Il Secolo XIX, Nicolò Siri redattore a La Stampa e al Gazzettino della Liguria, Ivo Pastorino che cessata la Gazzetta del Popolo passò al giornale della famiglia Agnelli. Fausto Buffarello all’Unità. E oggi, ci siamo liberati degli Stanlio e Ollio ?

Abbiamo chiesto, ad un testimone di quei tempi, lui all’interno dei meccanismi  Carisa, da sindacalista e da direttore di sede, di farci un ‘commento storico’ sul manifesto. “Il manifesto che ricordo (vagamente) nel titolo e di cui mi sfuggiva il contenuto, contiene – a mio giudizio – molte verità, ma anche alcune forzature ed avrebbe bisogno di un commento “de visu” perché la questione è complessa, ma a distanza di tempo e vista la miseranda fine di una banca che non era nelle condizioni di Etruria e C. ma dava soltanto fastidio e quindi doveva essere assorbita dalla confraternita del “condannato” genovese. Una storia che merita sicuramente di essere ripresa, troppo presto condannata al silenzio dagli stessi media locali e sottoposta all’attenzione dei savonesi di oggi che si trovano ad utilizzare i pessimi servizi di Carige dalla quale mi si dice vi sia esodo almeno nel savonese”.

Il manifesto fotografo nella copia originale che fu affisso e 24 ore dopo rimosso durante la campagna elettorale di Savona

Il manifesto, peraltro privo dell’indicazione della tipografia e dunque in violazione delle norme che disciplinano la stampa, resto affisso un paio di giorni, per essere rimosso su disposizione del sindaco di Savona, ma accadde pure che il cronista del Secolo XIX al quale era affidato anche il turno di cronaca in questura fu ‘preso a verbale’ in quanto testimone della divulgazione, senza riferire pare logico che era in possesso di una copia che a distanza di 40 anni e oltre riproponiamo solo ed esclusivamente da evento ‘storico’.

Il testo: “L’irresistibile coppia di imprenditori al timone della Cassa di Risparmio di Savona, sta facendo ridere l’intero mondo della finanza. Capitati alla guida di un’Azienda sana e prospera l’hanno governata, e pur distratti da molti affari (la massoneria, un’associazione a delinquere forse di stampo mafioso, la Redilco, i terreni dell’Oltreletimbro – Il Secolo XIX, La Stampa), hanno:

1) Promosso una politica di gestione del Personale impostata sull’arroganza, le violazioni contrattuali, le intimidazioni di stampo mafioso.

2) Svilito l’ingente patrimonio di partecipazione offerto in altri tempi dai Dipedenti.

3) Sguarnito la sicurezza, permettendo a chi vuole rubare di farlo. (Magnani, ex  segretario Fisac -CGIL ha sottratto circa 1.5 miliardi con diversi ‘colpetti’ prrattisi indisturbati per molto tempo).

4) Prodotto decine di miliardi di partite in sofferenza.

6)  Attuato una poltica attusa di riduzione del Personale e conseguenti disservizi per la Clinetela.

7) Incentivato il clientelismo indebolento la struttura della Banca.

8) Sviluppato il fenomeno dei sindacalisti in carriera ( Tasco, persona sul cui spessore tecnico e morale tuti sono al corrente,  da segretario provinciale  e probiviro Fabi a capo del personale  con uno stipendio annuo sui 100 milioni.

9) Investito miliardi in una strutura politicamente superata (Cedacri Ovest) la cui fine appare già segnata.

10) Sborsate cifre enormi in consulenze per il passaggio delle esattorie ad altra banca.

Ma non basta ! Ivaldi ed Ivaldo, rappresentanti del partito degli affari, hanno ordito un imbroglio da 5300 miliardi vendendo per una cifra ridicola una ingente quota della Banca savonese alla Cassa di Risparmio di Genova. L’ingresso in forze dei genovesi causera il deperimento della Cassa savonese, calo occupazionale, fuga di tecnologie e di professionalità, migrazione di capitali fuori provincia.

Elettrci, elettori: cosa faranno i futuri amministratori savonesi ?

Fermate con il voto il partito degli affari e delle tangenti.

Partito Radicale – Lavoratori della Cassa di Risparmio di Savona.

Non erano gli anni dei ‘vampiri’ alla Carisa, ma del presidente  amico di tutti  o quasi, prof. Bartolini che era anche il preside del Liceo Linquistico privato Deledda ed iniziava a produrre il buone prezioso Granaccia. Lunga vita al mitico ‘presidente amico dei genovesi e della loro causa, ovvero l’acquisto di Carisa. Foto scattata in parrocchia, a Quiliano, con don Pino Torcello; in alto a sinistra Candido Baldizzone, seduto a sinistra Rosario Tuvè e accanto un noto chirurgo dell’epoca: era un giorno felice con professionisti di Savona, suore, e Franco Marabotto (concessionario Olivetti e Lions). (foto archivio trucioli.it)

 

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