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Lettera da Varazze: la curiosa rumenta della turista e i ‘regolari’ contratti d’affitto in nero

Una sera, come ogni sera, vado a buttare la “rumenta” . All’esterno dei cassonetti una ventina di sacchetti maleodoranti. Apro il cassonetto (semivuoto) e getto il mio sacchettino. Mentre mi allontano vedo una signora che si appropinqua al cassonetto e deposita sul marciapiede il suo sacchetto di spazzatura. Ritorno sui miei passi e mi rivolgo alla signora. Ne scaturisce questo interessante dialogo. – Mi scusi signora: perché non apre il cassonetto e vi deposita l’immondizia anziché lasciare il sacchetto sul marciapiede ? Risposta: Perché i contenitori sono chiusi e non so come fare per aprirli. – Mi scusi signora: è più di un anno che vige questo sistema e lei non si è mai interessata, non si è mai informata sul come fare per aprire i cassonetti ?  Risposta: Io non abito a Varazze: prendo in affitto un appartamento per due mesi in estate. – Il proprietario della casa avrà certamente il ciondolino magnetico o la tessera per aprire tutti i cassonetti. Se lo faccia dare !

Passano due/tre giorni : stessa ora, stesso posto, stessa signora che lascia il suo sacchettino sul marciapiede vicino al cassonetto. – Buonasera signora: non l’ha ancora chiesta la chiave elettronica al proprietario della casa ?  Risposta: Ho raccontato quello che mi è successo al proprietario dell’appartamento : che un signore ( sarei io ) mi ha redarguita perché non ho aperto il cassonetto dicendomi che ci vuole una chiave elettronica che il proprietario della casa deve avere. –E cosa le ha detto il proprietario ?  Risposta: Mi ha detto che se voglio la chiave per aprire i cassonetti dobbiamo rivedere i patti e che l’affitto si raddoppia (pago già quattromila euro per due mesi ! ) perché se mi da la chiave deve registrare il contratto di affitto.

Sarà per questo che d’estate dobbiamo sopportare questa schifezza della rumenta per le strade ? Quanto è diffuso ‘sto fenomeno degli affitti in nero ? Perché noi varazzini pensionati e lavoratori dobbiamo sopportare tutto questo ? Perché l’amministrazione comunale non interviene seriamente ? Evidentemente devono essere proprio tanti costoro che affittano in nero: così tanti da costituire un consenso (elettorale, si intende !) indispensabile per tenere in piedi questa classe politica.

Bruno B. (Varazze)

Nota di redazione: la lettera denuncia del varazzino è chiara ed esplicita. Denuncia un malcostume largamente diffuso, non da oggi, né si può imputare all’attuale giunta ogni colpa.  L’evasione fiscale nel nostro Bel Paese è fonte di consenso elettorale, così come il consenso mafioso per eleggere politici in sede locale, provinciale e regionale di realtà pervase dal potere mafioso. Non ci sono statistiche su quanti siano, anche a Varazze, gli alloggi – seconde case, che beneficiano dell’auto esenzione fiscale.  Negli anni ’50 – ’60 e fino ai primi del ’70, in alcune locale della Riviera era facile osservare che certe famiglie liberavano locali e magazzini a piano strada per concederli in affitto nella stagione dei bagni. Da alcuni decenni ci siamo ‘civilizzati’, non più i piani bassi ( a parte quelli trasformati da sempre in veri e propri alloggi, con il cambio di destinazione d’uso concesso da magnanimi piano regolatori e per la gioiai dei tecnici chiamati a presentare i facili progetti ), ma interi palazzi, deserti gran parte dell’anno. La Riviera, non è solo una caratteristica varazzina, che ha conosciuto la più colossale percentuale di frazionamenti, di cui le statistiche poco o nulla dicono, a partire dai centri storici, fino agli insediamenti degli anni ’80 quando non era ancora esploso il fenomeno dei mono e bilocali, della trasformazione di decine di attività alberghiera, l’unica industria in Riviera, con i Comuni, gli ospedali, gli uffici pubblici, le banche, i supermercati, che ha poteva assicurare posti di lavoro per i giovani, per le donne. Se una fabbrica chiude, anche se ha pochi occupati, dimostrano le cranache, fa notizia, si mobilitano sindacati e i mass media fanno da cassa di risonanza. Per gli esercizi alberghieri, per la loro chiusura, non solo spesso si ignora e non si legge neppure un breve sulla cronaca locale, ma l’indifferenza sociale è da assuefazione. Bel progresso ! (l.c.)

 

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