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Andora, Cooperarci: dove si lavora 16 ore di fila. Un’eccezione nella onlus con 321 soci?

“Guardi che non mi interessa fare casino, né finire sui giornali, anzi fanno bene a tacere, ma quando si parla di Cooperative sociali in provincia di Savona e oltre, sarebbe utile sapere, visto che operano anche nel pubblico, con i Comuni. Ad Andora per esempio con la RSA anziani. Ci sono dipendenti, io ho sentito parlare di infermieri/e professionali che dopo il turno regolare di otto ore, senza stacco alcuno, fanno la notte, altre otto ore. Possono dormire ed alzarsi in caso di chiamata che viene contabilizzata mezzora di lavoro. Queste cose è utile saperle, come i 35 € riconosciuti per la notte. Oppure chi è a tempo determinato ha l’infortunio pagato e non la malattia ? Ecco questa è la Bella Italia….”

La cena alla Tortuga di Andora del personale di Cooperarci che opera nella RSA comunale

Già ormai pare vada di moda tacere con i ‘media’, non far sapere.  Bocche cucite, o meglio si parla, a condizione che si rispetti il ‘silenzio stampa’- La scorsa settimana è accaduto, diciamo del tutto casualmente, con la situazione in cui versa ed è stato ridotto il nuovo ospedale di Albenga, dove in tutta ‘riservatezza’, si fa per dire, è stato chiuso il bar e di fatto smantellatoil servizio di cardiologia, tra medici che lasciano, maternità e mancate sostituzioni. Un ospedale dove in pratica funzionano a pieno ritmo le pietose camere mortuarie e si fa la coda, dopo aver pagato la sosta, alla sbarra del parcheggio. Albenga dove è rimasta la medicina. Ma la vice presidente ed assessore alla Sanità, Sonia Viale, ha assicurato che a settembre riaprirà la nuova ortopedia privata, convenzionata, di Monza che sostituisce Omnia Medica di Savona. Sarà un’eccellenza per tutti, ricchi e poveri. La Lega Nord sulla sanità in Italia fa scuola a tutti. La storia dell’ospedale ‘in sonno’, finito per caso su trucioli.it. ha avuto un successo straordinario di lettori – navigatori: oltre 7 mila: la conferma di quanto sia sentito il problema nel comprensorio ed entroterra disagiato.

A destra e a manca ci accusano, noi piccolissimo trucioli.it,  di ‘non tacere’, di divulgare certe notizie, come quella di Ormea dove  due consiglieri comunali di maggioranza si sono trovati ‘spogliati’ dei rispettivi coniugi per fughe d’amore che coinvolgono il Centro migranti del paese. A Cosio d’Arroscia ci hanno rimproverato che nella riuscitissima ‘Sagra delle erbe e della Lavanda‘ abbiamo pubblicato le foto del curioso gabinetto all’interno del Municipio ed aperto al pubblico, utilizzabile solo per chi riempiva un pentolino d’acqua del rubinetto esterno e provvedeva a versare l’acqua nel watt. “Volete solo infangare….perchè allora avete taciuto la notizia della moglie di quel sindaco che vistasi tradita è salita sul campanile della chiesa e voleva gettarsi, se il coniugi non tornava a casa…”. Altra campana: “Perchè avete ignorato quel tizio di presidente….che l’hanno trovato addormentato sull’auto quasi in una curva, ubriaco perso e gli amici credendolo invece morto per infarto hanno dato l’allarme e la Croce Bianca….”. Insomma, a sentire, sarebbe veramente cambiato il mondo dei media ponentini. E’ nata la categoria degli esperti dell’autocensura. Non ci crediamo, fino a prova contraria. Ci saranno pure i casi di ‘omertà’ e qualche piccolo favore, però è ancora tutto da dimostrare la pratica dei giornalisti silenti.

La sfogo nato in quel di Andora, se risponde a verità, può benissimo darsi sia una pratica di lavoro regolare e diffusa nel mondo delle cooperative: ovvero 8 ore di lavoro, più otto di ‘reperibilità’ notturna all’interno dell’istituto. Forse non è in modo migliore se si tiene conto del lavoro che si svolge nelle ore di servizio, soprattutto per un infermiere/a professionale, con gli anziani alle prese con tante problematiche più o meno gravi, con certe patologie croniche. C’è di assicura che lo stesso orario si ritrova pure per i medici. Può darsi, ci sarà il consenso del sindacato. Non siamo in grado di rispondere ed ogni chiarimento è benvenuto.

Non c’è molto materiale di archivio stampa nella storia ultratrentennale di Cooperarci, cooperativa sociale a responsabilità limitata, con lo storico presidente Laura Genco e che a leggere qualche resoconto del Secolo XIX e de La Stampa doveva fondersi con il colosso cooperativo Il Faggio (14 dicembre 2016, articolo a firma di Silvia Campese). Nonostante gli sforzi ed i risparmi il bilancio 2015 si era chiuso con un deficit di 63 mila euro, di gran lunga minore rispetto alle voragini e ‘buchi’ del passato.  Al punto che i soci si sono ridotti all’unanimità gli stipendi del 10 %. Una cooperativa che spazia  in tre aree: anziani, minori, sanità e lavoro, attiva in due province liguri (Savona, dove è nata e Imperia) e Basso Piemonte. E’ la stessa presidente in un’intervista (vedi oltre) a RSVN annuncia  l’ingresso nell’ospitalità con l’apertura di un hotel di 19 posti letto a Celle Ligure, una casa per ferie della Provincia di Milano a Bordighera in via Romana, attività in appalto, aperto un ristorante pizzeria con cucina di prodotti tipici a Spotorno. E ancora un nuovo centro ambulatoriale (odontoiatrico compreso) a Cengio dove è possibile risparmiare bei soldini in prestazioni.  Un cammino arduo, ma in crescendo e di successo, ha ricordato con malcelato orgoglio la presidentessa Genco, abbiamo iniziato con 6 operatori, abbiamo superato il traguardo dei 12 asili nido e 490 lavoratori “.

Laura Gengo

Assistenza domiciliare e assistenza familiare, custodi sociali, servizi residenziali e semiresidenziali (RSA, Case Protette), centri diurni per anziani affetti da patologie di demenze senili o Alzheimer, svolti direttamente attraverso il nostro consorzio regionale C.Re.S.S. (Vedi intervista a Laura Gengo di RSVN.it……)

Le figure professionali impegnate sono medici geriatri e generici, psicologi, coordinatori, fisioterapisti, O.S.S, infermieri professionali, animatori, formatori, docenti area anziani.

Nel sito di Cooperarci si legge anche questo: “Non si deve buttare via il bambino con l’acqua sporca, le cooperative sociali sono un vanto per il paese, ma c’è un rischio legato a soggetti che non hanno nulla a che vedere con le cooperative sociali e ci sono deroghe troppo significative, che sono giuste, ma non sono controllate”. A dirlo poco fa in audizione davanti alla commissione Migranti, il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone.“Per esempio – ha spiegato Cantone – le cooperative possono procedere ad affidamento diretto dei servizi se hanno un certo numero di soggetti disagiati. Nessuno però è andato a verificare se questo numero sia effettivo e se quei soggetti siano stati davvero impiegati in quell’appalto: bastava dichiararlo”. Per questo Cantone ha parlato di “assenza reale di meccanismi di controllo”.

E ancora:  la cooperativa Cooperarci Onlus nasce nel 1983 dall’iniziativa di un gruppo di assistenti sociali ed educatori attivi presso l’Arci Ragazzi di Savona, per operare nel campo dei servizi socio-educativi, culturali e sportivi.

La progettazione e la gestione di “servizi alla persona” nell’area socio-educativa, la prevenzione e la riabilitazione dei minori a rischio di devianza e di esclusione sociale rappresentano le attività storiche della nostra organizzazione , che nel corso di 30 anni di attività ha vissuto una costante evoluzione e differenziazione dei servizi offerti.

La cooperativa si propone infatti di riuscire, nella propria autonomia e secondo i principi ispiratori, ad intercettare i bisogni reali delle persone trasformandoli in domanda e nel contempo offre servizi di qualità che via via si adattano in maniera flessibile al mutare delle condizioni e delle esigenze dei territori e delle comunità.

Oggi Cooperarci Onlus progetta e gestisce una gamma articolata di servizi alla persona in collaborazione con enti locali, imprese, organizzazioni no-profit per contribuire alla piena realizzazione di importanti obbiettivi comuni, anche attraverso progettazioni partecipate e in un’ottica di coesione sociale.

Dai servizi alla prima infanzia a quelli dedicati a minori, adolescenti e giovani, a quelli per la promozione al lavoro, soprattutto delle fasce deboli, fino all’assistenza agli anziani e alla sanità privata, l’impegno della nostra cooperativa si declina in interventi che coniugano esperienza e innovazione, lavoro in rete e gestione responsabile.

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