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Allegria a Loano, l’estate dei rubagalline

I più giovani non possono ricordare gli anni dei rubagalline nei pollai perlopiù di paesi dell’entroterra o periferia di città. Rubagalline a due zampe, spesso per fame; rubagalline a quattro zampe opera di volpi quando in giro, nei nostri boschi, se ne contavano molte ed i cacciatori davano loro la caccia con la doppietta e le ‘trappole’. Ora il pollaio è diventato raro, quasi status simbol dei nostalgici che nelle città hanno assistito alla scomparsa di orti e di verde.  Tutti vogliono bene alla terra, ma è ‘bassa’ e col cemento si può diventare ricchi. A Loano, un giornalista vecchio stampo, ha avuto la balzana idea di rifiutare, nel lontano passato, il cambio di destinazione d’uso: garage interrati per un esteso parcheggio pubblico. Da romantico, passato di moda, ha preferito l’orto dei nostri vecchi, le piante, accudire un pollaio, irrigare con l’acqua di quel pozzo che sarà ‘deviata’, come successo in altri centri della Riviera, con la ferrovia a monte.Ma che notizia è questa in un’estate da assalto alle ‘povere’ spiagge ? Di sagre a go gò, feste e musica, scacciapensieri, in ogni dove  Forse è solo una curiosità da raccontare sotto l’ombrellone. Succede infatti nell’opulenta città dei mega yacht del meraviglioso porto turistico, succede quasi all’ombra del maestoso Castello dei Doria acquistato 20 anni dai fratelli Percassi, tra i maggiori imprenditori veneti ed italiani. Impegnati  con un’operazione di 100 milioni di  euro (quanto è costato al Gruppo Ligresti, poi fallito, il porto di Loano, 15 milioni in più) nell’ampliamento dello shopping center dell’aeroporto  di Orio al Serio. Il centro dei Percassi una volta ampliato (più 35 mila mq) sarà il maggiore d’Italia, tra i più grandi d’Europa, con un’estensione di 105 mq e 289 negozi fashion e food, con brand della moda,  ben 50 ristoranti, un ipermercato ed una multisala. Dei Percassi, a Loano, nelle stanze molto ‘riservate’, si era parlato come possibili e potenziali acquirenti del porto, visto che il Gruppo Unipol -Sai si occupa solitamente di attività finanziarie ed assicurative. Ma per ora sembra tutto tranquillo, anche perchè le vocine bisbigliano di un ipotetico nuovo piano regolatore (sempre nel cassetto, dopo aver superato almeno sei anni di scadenze annunciate) che consenta di realizzare qualche edificio nell’area del parco del Castello che costeggia la stretta via Bulasce, nella parte iniziale. La strada così potrà essere finalmente ampliata. In Regione il vento dell’urbanistica scajolana è favorevole e a Loano gli ‘amici del cemento’ sono fortissimi. Basti pensare alla recente delibera consiliare che ha dato il via praticamente all’unanimità alla ‘riqualificazione’ dell’ultimo ‘fazzoletto verde’ dei Mazzocchi con un’operazione edilizia, ridimensionata per intervento della Regione, dei fratelli Rosso e del socio Panizza. Loano dove la crisi del settore immobiliare è passata in fretta. Loano dove nessuno ha ancora risposto all’interrogativo reiterato di trucioli.it sulla strada sterrata realizzata abusivamente nel corso degli anni lungo l’alveo del Nimbalto ed è ora prodromico alla dolce colata di vetrocemento. Forse se ne riparlerà, magari nelle aule giudiziarie, di fro nte ad un’alluvione, al Nimbalto che come negli anni ’50 torna a fare vittime. Così va il Paese, non solo Loano. Non è un’eccezione, ma la regola.

Ci perdoneranno i lettori se abbiamo divagato forse su cosette (edilizia e dintorni) che riguardano, a Loano, quattro gatti. Anche il mondo della cultura e delle professioni, sia fa per dire, è distratto da altri impegni. Qui i talebani dell’ambiente non hanno attecchito. Non c’è neppure più un dr. Maurizio Strada, benestante, indipendente e leghista, che da loanese verace suonava la gran cassa a suon di ricorsi, esposti, interpellanze che divulgava sistematicamente al cronista del Secolo XIX. I leghisti di oggi sono assai più magnanimi e riservati. Per non dire altro !

Torniamo alle nostre amate ex galline del pollaio all’aperto, recintato, in uno spazio di 350 metri quadri: da un parte protetto da vecchie mura lungo il Nimbalto, dall’altra da via Dei Fei ed inferriata in ferro di due metri. Tra l’altro proprio di recente su una villa frontaliera è stato messo un cartello: Questa area è protetta anche da videosorveglianza….”. Le ‘ovaiole’ erano li da molti anni, rifocillate ogni giorno dalla graniglia naturale dell’Agricola Bruzzone e soprattutto ruspanti, coccolate dai bambini che passano; per molti di loro, delle città, vedere i volatili liberi è una sorpresa. Vogliono fermarsi, osservarle, a volte gli ‘danno da mangiare’. Galline innocue perchè prive anche del gallo che canta all’alba ed al tramonto e magari disturba i vicini.

Ebbene, ora non ci sono più. In tre raid, quasi in successione, sono state rubate mentre nel cuore della notte, presumibilmente all’alba, erano ancora a riposo sugli alberi del giardino scelti da sempre per stare sollevate da terra, pure durante le piogge. In quattro giorni, in tre notti hanno fatto piazza pulita. E’ rimasta qualche piuma, niente tracce di sangue. E alla prima denuncia alla stazione dei carabinieri di Loano, l’appuntato anziano che ha già fatto servizio nella Basso Cuneese, ha dato un consiglio: meglio togliere quelle rimaste. Lui ricorda che era la preda prediletta dalle tribù di zingari.

Il pollaio ora è rimasto desolatamente vuoto, la piccola mangiatoia mezza piena, la ‘scodella dell’acqua’, il ripostiglio dove ogni giorno deponevano le uova, protetto solo dall’intrusione delle carnivore e onnivore Gazze ladre che imperversano e distruggono nidi a centinaia. Non si sono viste le ‘dame’ e i ‘damigelli’ della protezione animali che un paio d’anni fa erano arrivati persino da Savona. In tre in servizio perchè avevano ricevuto la segnalazione che nell’orto – pollaio c’erano trappole per topi. Severamente vietate. Possono finire in trappola i passerotti, specie protetta; passibili dunque di denuncia penale, trattandosi di reato punito dalla legge, non una semplice contravvenzione. E i nidi distrutti dalla Gazze ladre ? E i rubagalline che l’hanno fatta franca e possono continuare, sicuramente indisturbati, a spostarsi magari in collina dove di pollai ce ne sono ancora ? Questo è anche la Bella Italia.

A Loano, per ora, i bimbi non potranno più raccontare ai nonni, ai piccoli amici: “ho visto le galline..libere nell’orto e gli ho dato da mangiare”. Sono finite in pentola e almeno non auguriamo ai ladri il ‘buon appetito’  , siano essi zingari, albanesi, che dir si voglia. L’estate 2017 è anche questa. Un tempo sulle cronache locali meritava almeno un titolino. Oggi chi  legge si fa pure una risata: “Ma chi è quel coglione che tiene ancora le galline in centro città !!!”. Ha ragione, a Fiumicino, zona aeroporto, c’è un ristorante all’insegna di Rubagalline.  Buona estate a tutti, rubagalline esclusi.

 

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