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Addio monetine, chi ci guadagna: consigli…

A sedici anni di distanza dall’introduzione dell’euro, nel 2018 diremo addio alle monete da 1 e 2 centesimi. Quali vantaggi e come calcolare gli arrotondamenti.

Nel 2002, proprio quando l’euro faceva il suo debutto, qualcuno ci aveva già pensato. La Finlandia è infatti stata la prima a introdurre l’arrotondamento dei prezzi a 5 centesimi, praticamente assieme all’avvento della moneta unica. Hanno poi seguito la stessa strada anche Olanda (2004), Irlanda (2010) e Belgio (2014). Il 2018 dovrebbe essere l’anno dell’Italia. Sì, perché le tanto odiate monetine da 1 e 2 centesimi potrebbero diventare presto soltanto un ricordo. Stando a quanto confermato dalla cosiddetta manovrina bis ormai diventata legge, infatti, l’Italia sospenderà il conio delle monetine ramate a partire dal 1° gennaio 2018. Il Governo ha già ventilato l’ipotesi di un passo indietro che, se dovesse avvenire, potrebbe coincidere con la Legge di Bilancio, prevista dopo l’estate. Ma vediamo cosa sappiamo finora.

Quali vantaggi per gli italiani? Oltre alla liberazione dalla seccatura di avere un numero imprecisato di minuscole monetine nel portafoglio, da questa decisione le casse italiane potrebbero trarre un indubbio beneficio. La sospensione del conio di queste monete, infatti, comporterebbe un risparmio quantificato in circa 20 milioni di euro. La produzione delle monetine ha infatti un costo decisamente più alto del loro valore: il conio di una moneta da 1 centesimo costa 4,5 centesimi, mentre per quella da 2 ne servono 5,2.

Come verranno calcolati gli arrotondamenti. Cosa cambierà per i consumatori? Oltre al fatto che non bisognerà più circolare con minuscole monetine nel portafoglio, di fatto i prezzi al dettaglio subiranno un arrotondamento al multiplo di cinque più vicino. Quindi i prezzi i cui centesimi terminano in 1, 2, 8 e 9 si arrotondano a zero, per fare alcuni esempi 5,52 euro diventano 5,50 mentre 5,58 diventano 5,60 euro. I prezzi i cui centesimi terminano con 3, 4, 6 e 7, invece, si arrotondano a cinque: 5,53 o 5,57 diventerebbero in entrambi i casi 5,55 euro.

Solo per i pagamenti in contanti. Chi dovesse avere ancora delle monetine, anche dopo il 2018, potrà comunque continuare a utilizzarle, purché sommate in modo da arrivare almeno a cinque centesimi. Una precisazione doverosa riguarda gli arrotondamenti. Questi riguarderanno esclusivamente i pagamenti i contanti, per i quali varrà la regola del cinque esposta precedentemente. Per tutti gli altri pagamenti (bancomat o carte di credito, per fare alcuni esempi), i centesimi continueranno a esistere e i prezzi verranno calcolati secondo la modalità di sempre.

Fabian Giliberti ·

Arei gradito anche un analisi dei contro, non solo dei pro….
Anche in relazione al fatto che è il commerciante a stabilire il prezzo e non l’acquirente !
Prevedo come sempre …che come in passato, anche ora l’euro ed i nostri governanti ci regalano l’ennesiva svalutazione dello stipendio fisso.
Rispondi · 1 · 2 h
Nitro Claudio

Avevo pensato anch’io , subito , al discorso dell’arrotondamento verso l’alto dei prezzi che sarebbe gradito a Governi in cerca d’inflazione e meno , molto meno ai consumatori ma visto che la spesa a ben vedere è fatta nella grande distribuzione ho letto che i prezzi singoli rimarranno quel che sono , il totale della spesa se pagato con plastica rimane tale e quale e l’arrotondamento viene fatto solo sul totale per chi paga cash quindi la cosa dovrebbe essere minima.
Aleandra Gutierrez ·

una catena della gdo già da tempo arrotonda, con le regole sopra esposte, ai 5 o 10 centesimi, sia per pagamenti in contanti, sia per pagamenti con carta, mentre un’altra esegue lo stesso procedimento ma solo alle casse automatiche. A me personalmente non cambia nulla se non l’eliminazione del fastidio di queste monetine praticamente inutilizzabili: non si possono nemmeno utilizzare nelle macchinette automatiche del caffè, appena ne ho u certo numero, svuioto le tasche e le lascio a casa per evitare di avre un peso solo voluminoso. Avrebbero potuto pensarci tempo fà e solo l’ipotesi possano ancora cambiare idea mi fà capire che si, siamo in Italia dove si decide sempre una cosa e dopo 5 minuti si decide l’eastto contrario. Il risparmio di una ventina di milioni di euro, nell’economia del Paese, è una goccia ma perchè doverci rinunciare?
Rispondi · 1 · 1 h
Giuseppe Iervolino ·

Altro regalo ai banchieri e commercianti. Quando finirà questo lercio meretricio?
Rispondi · 1 · 1 h
Sergio Lupi ·

Torniamo al baratto e chiudiamo i conti correnti degli odiati banchieri
Da Voce Arancio

 

 

 

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