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Non far sapere che a Upega sono tornati i ‘briganti’. Un convegno in terra brigasca con i media assenti, ma nessuno ci fa più caso

Non sappiamo se gli organizzatori siano rimasti delusi dall’assenza di cronisti, con un paio di eccezioni (Imperia Tv e trucioli.it) ma dal convegno di Upega, in quella terra brigasca dove gli archivi stampa narrano di ‘inviati speciali’ alla ricerca degli ‘ultimi briganti’, sono emerse straordinarie notizie, anche inedite, sulle Alpi Liguri e Marittime. Ignorate causa spopolamento ed abbandono in massa, con ‘macerie’ anagrafiche e sociali ? In compenso ‘la terra madre’ pare risorta con l’eccezionale presenza di specie botaniche rarissime. Patrimonio unico in Italia, raro nel resto del pianeta, da potenziale risorsa turistica – economica (non effimera): promozionando, sensibilizzando, coinvolgendo  soprattutto il mondo giovanile. Giovani  capaci di regalare un talento come Marco Servalli, 24 anni, imperiese che ha scritto una tesi di laurea di 90 pagine, con un confronto documentato, da analisi e ricerche, tra il 1954 – 2010. Risultato: ‘gigantografia’  in parole e cifre delle montagne upeghesi. E che ne sarà tra mezzo secolo ? I boschi avranno inghiottito prati e cespugli.

Marco Servalli, laurea specialistica in quattro università, dopo tre anni al Politecnico di Torino ed il diploma da geometra a Imperia

Una previsione allarmante, quella del dr. Servalli, esperto di progettazione delle aree verdi e del paesaggio: scuola da geometri a Imperia, tre anni di politecnico a Torino, frequenza specialista in quattro università: Unige, Unito, Unismi, Polito. L’unico della sua sezione di laurea ad aver svolto un certosino lavoro di studio sui monti ‘brigaschi’ e figlio di uno degli associati di A Vaštéra.  L’associazione del popolo brigasco “residente” in otto paesi che conta  750 persone. La maggioranza è in territorio francese: La Brigue e Morignolo, insieme, arrivano a  633 abitanti. In Italia, nel comune di Briga Alta (Piaggia, Carnino e Upega), sono residenti 39 persone. Il resto è nei comuni parzialmente brigaschi di Ormea e Triora: con 43 persone a Viozene in Piemonte, 25 a Realdo, 6 a Verdeggia uniche isole linguistiche in Liguria, dove lungo la costa abitano decine di discendenti “dispersi”.

Un popolo, un convegno sul tema ‘Alpi Liguri e terra brigasca’: natura cultura e potenzialità economiche‘. Un osservatorio autentico e privilegiato che meritava la presenza quantomeno della Tv pubblica regionale Rai (Piemonte o Liguria), non solo per gli illustri relatori, per i ‘contenuti’ che sono emersi. Ma Rai 3 Liguria, come abbiamo documentato in altre circostanze, è spesso latitante sulle notizie concrete (di recente è accaduto a Noli con le celebrazioni del Transylvania ed il ricordo dei pescatori eroi, poco prima a Ceriale con l’inaugurazione del primo monumenti Ai Nonni della Liguria). Si rincorre  la mediocrità, oppure informazioni che ricalcano ciò che i giornali pubblicano il giorno prima; giornalisti inviati alla ricerca di banalissime ‘eccellenze’ e senza preoccuparsi di fronte agli ‘annunci’ di come sia andata a finire. Per non parlare dell’ostracismo a ‘personaggi ‘ scomodi e più impegnati nelle lotte civili o ambientali.

Non si è stupito di essere stato ignorato dai media Marco Servalli che queste terre conosce e frequenta da bambino fino a diventarne un benemerito studioso, affascinato dalle tante meraviglie nascoste, poco note. Nelle linee guida dello svolgimento della tesi  di laurea si è servito del materiale dei voli fotogrammetrici militari e delle più recenti ‘ortofoto’ che riprendono dall’alto, con elicotteri, il territorio. “Ho utilizzato secondo scienza – osserva Servalli, presente al convegno di Upega – pendenza, esposizione, altimetria; una volta ‘pesati’ i fattori e confrontati, sono giunto ad ipotizzare cosa ne sarà di queste terre tra 50 anni. Il bosco che avanza, il mutamento del paesaggio e ciò che ne consegue sotto ogni aspetto”.

Non ha sviluppato l’interrogativo che ne sarà della presenza umana. I migranti che privilegiano la costa ed il primo retroterra arriveranno fino quassù ? L’analisi del trend attuale non incoraggia, l’asticella segna abbandono. “E fino a quota massima di 1800 slm. – prosegue Servallisi avrà uniformità del territorio e influssi negativi  sulla biodiversità. E’ vero, il mondo giovanile che abita nelle città, e non solo, ignorano l’esistenza del patrimonio delle nostre montagne. Ho amici di Albenga che si e no conoscono queste vallate, ho un’amica a Finale Ligure che ignorava persino l’esistenza della nota grotta dell’Edera nel finalese”.

IL SINDACO DI ORMEA GIORGIO FERRARIS -  Il presidente dell’Associazione A Vaštéra, dr. Giovanni Belgrano, che non ha risparmiato impegno ed energie per la buona riuscita della due giorni di Upega, ha ricordato: “Siamo piemontesi che gravitano in Liguria anche se da questa regione  non riceviamo molto”. Un cenno che nell’intervento del sindaco di Ormea, Ferraris, insegnante e politico, pubblico amministratore di lungo corso, ha assunto toni sferzanti: ” In Valle Maira ci sono 70 attività e 1400 abitanti, più meno il numero di persone del mio Comune, ma con ben altro risultato socio economico.  Non siamo neppure d’accordo se chiamarci Alpi Marittime o Alpi Liguri.  Non sono qui per polemizzare però che senso ha leggere titoli sui giornali o di convegni in cui si parla  di rilancio della Via del Sale.  Non siamo in grado di fare un’altra proposta meno riduttiva? Basta andare su Wikipedia, cliccare Via del Sale e escono fuori una settantina di percorsi…dal Sud al Nord Italia….è tutto detto…“. L’interrompe lo scrittore e studioso di storia locale e del Ponente, Giampiero Laiolo: “Quando ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto ‘l’abbiamo denominata Via del Sale, anche da Limone a Monesi, perchè ormai qualche giornalista l’ha definita così.’ La strada del sale ha altre origini….parte da Nizza….”.

Il presidente della Provincia di Cuneo Milva Rinaudo conversa con il presidente del Cai di Imperia Elena Norzi

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CUNEO MILVA RINAUDO – Tra le presenze istituzionali annunciate nel depliant, assente l’assessore regionale all’Urbanistica, Demanio, Pianificazione territoriale, tutela del paesaggio,  politiche abitative  ed edilizia, attività estrattive e rapporti con i lavoratori trasfrontalieri, Marco Scajola; assente il notaio Franco Amadeo presidente della Camera di Commercio di Imperia (nessuna presenza pare per la Provincia di Imperia), presente  il presidente della Provincia di Cuneo,  Milva Rinaudo: “E’ la prima volta  che raggiungo questa zona,  vallata di un selvaggio eccezionale, con  potenzialità enormi. Dico questo anche se noto che nel depliant della manifestazione manca proprio il logo della nostra provincia … dopo la legge Del Rio del 2014 siamo  rimasti 12 consiglieri con 3800 km di strade, 250 Comuni, l’unica provincia d’Italia ad aver già approvato il bilancio. Cuneo che ha presentato la candidatura a Capitale Italiana delle Cultura”.

IL RESPONSABILE  DEL ‘MORINESIO ALPES D’OC VALLE MAIRA -CN PAOLO RIBA - Il caso della Valle Maira è emblematico sul fronte della sopravvivenza e sviluppo economico delle ‘terre alte marginali’. Un esempio di integrazione storico, di organizzazione sul territorio. Dieci comuni, meno di 2 mila residenti, discreto successo turistico. “La nostra era una terra ormai abbandonata e nessuno ha potuto rovinarla, l’area è rimasta quella che era e ciò ha contribuito allo sviluppo della vallata, anche se resiste la mentalità montanara con il suo estremo individualismo.  Invece – ha rimarcato – per vincere e uscire dall’isolamento bisogna fare squadra, remare insieme, anche se non c’è stata alcuna regia dall’alto,  semmai tante iniziative singole. Primo, in Valle Maira chi è rimasto è convinto di riuscire a fare qualcosa di utile e ci crede. Secondo, non è una favola quella che risale  a 35 – 40 anni fa quando una coppia di tedeschi diretta in Francia si è fermata in valle, ha iniziato dando vita ad una struttura ricettiva  molto montanara ed ha riscosso successo sopratutto tra i connazionali del centro e nord Europa. Non è turismo di massa, ma di nicchia che ama soprattutto l’integrità del territorio. E’ così che sono nate le prime locande arcaiche e senza creare sistema, di fatto un’attrazione costante, durevole, che non ha risentito della crisi mondiale ed il turista più numeroso è rimasto quello tedesco”.

Non solo turismo, connubio con l’agricoltura, sfruttando in modo particolare la stagione estiva e quanto offre. Paolo Riba ha affrontato la tematica della potenzialità della trasformazione dei prodotti agricoli di montagna: lamponi, ribes, mirtilli, more, avvertendo che non bisogna far l’errore di passare attraverso la tagliola dei mediatori. Sono quelli più ingordi, che trattengono il tornaconto maggiore. Occorre invece oltre alla produzione diretta, la capacità di trasformazione e la vendita al mercato locale. Se la Valle Maira ha fatto ‘miracoli’ è un buon esempio che fa scuola.

La montagna, se anche la politica fa solo ‘conti’ elettorali, può resistere o addirittura risorgere. Abbiamo il vicino esempio della Valle delle Meraviglie del parco nazionale del Mercantur, la regione dei cento laghi, dove la stagione turistica dura 8-9 mesi all’anno, dove hanno inventato gli ‘sherpa‘ che accompagno gli escursionisti in jeep e a piedi. Mentre in Liguria si ha notizia, come ha ricordato Paolo Riba, di un unico ‘sherpa’.

Per amore di Patria non parliamo dell’Alto Adige, del Tirolo italiano. E non si dica che è solo questioni di ‘indipendenza’ e ‘sovvenzioni pubbliche’. La politica sudtirolese, ben pagata, da decenni ha fatto la scelta di dare priorità alle aree più difficili: la montagna, favorendo la permanenza di pastorizia e agricoltura che, a sua volta, è diventata anche imprenditoria turistica. Sono decine gli impianti vecchi e nuovi (seggiovie, cabinovie, è ancora in funzione la gemella della prima seggiovia di Monesi), le strade di montagna sono costate cifre ingenti e la più sperduta è come la nostra Aurelia, i giovani non devono emigrare alla ricerca di lavoro. Anzi, nella turistica provincia di Bolzano ormai la presenza di lavoratori comunitari e sloveno, croati, ha assunto un ruolo primario, senza di essi non potrebbero esistere centinaia di attività. Eppure, fateci caso, del ‘metodo’ Alto Adige i nostri politici presenzialisti a convegni, expo, sagre, feste, con mangiate a ‘sbaffo’, non parlano mai. Non certo per invidia, siamo alle solite, meglio non far sapere. E Rai Regione ti da un mano !

Luciano Corrado

 LE DUE GIORNATE DI UPEGA RACCONTATE CON LE IMMAGINI DI PROTAGONISTI, PERSONAGGI E OSPITI

Upega, è l’ora dell’apertivo. Il presidente dell’Associuazione A Vastera, dr. gianni Belgrano seduto ai tavoli della locanda con l’editore e patron di Imperia Tv, cav. Francesco Zunino e consorte

L’arrivo del presidente degli industriali di Imperia,  Alberto Alberti, proiprietario dell’omonimo caseificio, si unisce alla comitiva degli amici invitati

Per approfondire gli studi sulla simbologia dei pastori brigaschi e delle Alpi Marittime anche una scrittrice proveniente da Gorizia ha seguito il convegno di Upega

Lo schivo sindaco di Briga Alta Ivo Alberti, guardia del Parco Alpi Marittime, conversa con una turista

La tavolata degli invitati, a pranzo, alla due giorni di Upega

Il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello e consorte a colloquio con Gianni Belgrano

In primo piano Elena Norzi, di spalle l’ex sindaco di Montegrosso Pian Latte e ristoratore di successo Riccardo Cordeglio l’unico ad aver presenziato dall’inizio alla fine ai lavori e di aver ripreso le immagini più significative per Imperia TV

Il sindaco di Briga Alta, Ivo Alberti con l’ex sindaco di Montegrosso Pian Latte, Riccardo Cordeglio

Il banchetto molto apprezzato dell’azienda De Benedetti, transumanti da Leca d’Albenga a Upega, da decenni, con mandria e formaggi

Ottimo padrone di casa e tuttofare nella struttura della Pro Loco, l’ex sindaco di Briga Alta, Mario Zentilini, sull’uscio che accoglie gli ospiti

Mariapia Alberti presidente della società Lagarè durante il suo intervento e che con 24 soci sparsi per la Liguria ed il Piemonte hanno reso possibile l’apertura della Locanda di Upega con piccolo negozio di alimentari

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