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Ellera pranzo di leva dei ‘ragazzi del nautico’
E dove la cucina non tradisce nonna Teresa

Hanno navigato una vita, girando gli oceani, i porti del pianeta. E’ una delle comitive più ricche di storia della provincia di Savona. Ogni anno i ‘ragazzi del nautico’ (ex comandanti di navi, capo macchinisti, ufficiali) si ritrovano per il pranzo di leva. E la scelta prediletta, con rare eccezioni, è per ‘La locanda di nonna Teresa’ ad Ellera, frazione di Albisola Superiore. Dall’Accademia del mare, all’accademia della cucina. E’ qui che da tre generazioni si tramanda l’arte praticata ai fornelli, alla preparazione dei menù all’insegna della tradizione, genuinità prima di tutto e tanto amore, dedizione al proprio lavoro. E’ qui è che da 60 anni ti accoglie “zio Roberto’.

Il ‘ragazzino’ novantenne Gesualdo Galatolo a sinistra nella foto con un amico della nautico

E’ qui che il 23 maggio scorso è tornato il decano della ‘comitiva del mare’, capitano Gesualdo Galatolo, che è stato capopontile alla Fornicoke di Vado Ligure, responsabile della funicolare, della sicurezza E’ qui che ha fatto ancora da ‘coordinatore del gruppo’ Renato Piovano, a cui noi tutti siamo affezionati oltre che obbedienti, il comandante Piovano un personaggio con la P maiuscuola, per il suo passato, per i traguardi raggiunti (leggi….), per gli studi e gli attestati ricevuti e che ha scelto di vivere in mezzo alla ‘foresta’ di Bagnasco (Cuneo). E’ qui che non ha mai voluto mancare una delle anime dei ‘lupi di mare’ che nella vita ha scelto anche il servizio di amministratore pubblico, sindaco per tre mandati nella natia Noli, il comandante Carlo Gambetta, ricco di nostalgia e memoria storica, attivissimo e collaboratore fedele di questo blog di volontari. E qui che ad ogni incontro si ripercorrono gli anni in mare, impegnati 24 ore su 24, si guadagnava tre volte di più di un impiegato, quando si usciva dal ‘nautico’ la prima visita era riservata all’Accademia Militare. E’ da qui che ‘uscivi’ da Luogotenente.

Il comandante Renato Piovano, a sinistra della foto, a fine pranzo è l’ora dei conti e della cassa

Il pranzo di leva tra quanti hanno ancora la forza e la voglia di ritrovarsi, rivivere, raccontare, riflettere sul passato e sul presente, cosa è cambiato da quei tempi. Ad accoglierli, stringere loro la mano ad uno ad uno il mitico Roberto, l’oste che con la sorella Ada (Renata), la nipote Raffaella, è l’anima e la memoria storica della locanda, del paese. Per anni è stata l’ostaia prediletta degli artisti di Albisola: Tullio Mazzotti, ceramista e pittore,ra i firmatari del Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica. Con Tullio, Porcu, Sassu, Fontana, Rossello, Lam. “Erano di casa – ricorda Roberto – , quando vendevano un quadro, si festeggiava…..; erano gli anni in cui il turismo balneare aveva una clientela di qualità e la nostra locanda  era la meta prediletta. Sabato e domenica dal lavoro non si riusciva a mettere la testa fuori dalla porta, si suole dire. E non avevamo l’attrezzatura di oggi, si preparava tutto a mano, a cominciare dalla pasta fresca.  Tagliatelle, ravioli con ripieni di erbe selvatiche e sugo di coniglio, e ovviamente coniglio in umido alla ligure,  con gusti che mandavano in visibilio i clienti”.

Roberto Rossi, da 60 anni, portabandiera di ‘nonna Teresa’ tra i commensali della leva dei ‘ragazzi del mare’

La genesi di della Locanda Nonna Teresa inizia negli anni 40. Genesio Rossi, nullatenente e play boy come si poteva essere allora, aveva sposato Teresa Lavagna, classe 1910 Sarà proprio lei a dare il nome al locale. A tirarsi su le maniche, soprattutto quando il marito muore a 69 anni. E con la sapienza degli antichi a coinvolgere nel lavoro Roberto,  primogenito e Rita. Fino alla terza generazione con Raffaella, sposata e mamma. E’ qui che tra le specialità bandiera culinaria di questa terra si possono assaggiare le lumache (ovviamente quelle di allevamento del cuneese) preparate con la ricetta segreta di Nonna Teresa e che le rende uniche. Provare per credere e poi a fine pasto resta quel senso di leggerezza che solo genuinità e materia prime, assieme alla maestria di chi è ai fornelli, può rendere possibile. Un sogno che si avvera, a Ellera.

Mamma Ada (Renata), con la cameriera e la figlia Raffaella della locanda Nonna Teresa di Ellera

Dopo la ‘faticaccia’ del pranzo il riposo sulla sedia del bar per mamma Ada, una vita ai fornelli con amore e passione d’altri tempi, tanti sacrifici per la famiglia

 

Per Roberto Rossi, una vita dedicata la lavoro e alla preparazione della pasta fresca, un tempo solo a mano, ora ci sono le macchine che impastano e producono

L’ultima foto ricordo e prima di lasciare il ristorante di Ellera, con l’augurio di ritrovarsi in salute ed in allegria nel 2018

 

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