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Borghetto non volta pagina grazie al medico sconfitto, c’è almeno l’elettricista galantuomo

Borghetto: quando l’informazione ‘indipendente’ da una mano si possono vincere le comunali quasi senza rinnovamento, se non di facciata. Il plotone di comando potrà decidere nel business immobiliare, nella ‘confraternita’ Servizi Ambientali Spa. E non si parla di impegno per regolamentare gli affitti di seconde case nella città che vanta il primato. Invano lo chiede da anni Assoutenti. Nella rissosa campagna elettorale hanno messo la sordina persino a scelte di vitale importanza per il futuro e lo sviluppo (posti di lavoro e commercio) quali la sorte del complesso ex Roveraro, da anni in rovina, i suoi volumi residenziali e non, destino del Puc e aree della futura stazione ferroviaria. Non meno importante il tema ‘cultura della legalità’ nei giorni in cui torna d’attualità il ‘dossier Fazzari e cave’ per via del dissociato Rolando Fazzari e di un attentato vandalico con matrice in odore di mafiosità, invece silenzio elettorale perfetto.

Per fortuna, ma bisognerà attendere “dal dire al fare”, dalle “promesse alla concretezza”, Borghetto S. Spirito, l’unica cittadina della Riviera che, con Albenga, dal dopoguerra si era vista con due sindaci finiti in carcere; per fortuna, dicevamo, che l’artigiano Giancarlo Canepa si presenta da neo sindaco con ‘le mani pulite’.  Zero esperienza politico amministrativa, sorretto almeno nella campagna elettorale da chi ha avuto esperienza organizzativa ed ha messo in moto un apparato che ha saputo conquistare la maggioranza del consenso. Deviare l’informazione scritta e via web su temi ‘leggeri’, che non disturbano i manovratori.

A Borghetto sono rimasti in parte delusi, chi come Giannino Pesce, ex esponente della Lega bossiana e poi convinto sostenitore della ‘rivoluzione Grillo’, ripeteva agli amici: “Io con tutti quelli che parlo, ascolto solo gente che voterebbe per i 5 Stelle”. E’ vero, a Borghetto di lista neppure a parlarne, i dirigenti provinciali pentastellati contattati da Pesce non si sono neppure più fatti sentire. Si ripeteva però che un paio di esponenti ‘grillini’ erano rappresentanti informalmente nella lista di ‘Villa sindaco’, che da Loano erano arrivati un paio di attivisti di ‘LoaNoi’, in particolare l’ideologo sindacalista ferroviere esperto in Comitati.  Pier Paolo Villa si è comunque detto soddisfatto del risultato. “Ho guadagnato 160 voti rispetto alla volta scorsa mentre l’affluenza alle urne è scesa dal 63,72 al 60, 5 ” .

Chi ha avuto la possibilità di leggere l’umilissimo trucioli.it troverà che già una settimana prima avevamo scritto “fonti vicine al presidente Toti, dove si monitorizza l’andamento preelettorale, danno vincente il centro destra imposto, voluto ed accettato anche a Borghetto”. Per il gruppo Villa si ripropone la sconfitta dell’uomo che per due volte ha puntato le fisches sulla sua elezione a sindaco. E ora, a risultato finale, se la prende pure lui con il bersaglio privilegiato della campagna elettorale 2017, Giancarlo Maritano, medico di famiglia, veterano di competizioni ed esperienze di comunali, in quel di Loano è stato assessore.  Spara Villa: “Mi fa sorridere che oggi – ha dichiarato a Federica Pelosi del Secolo XIX -  proprio Maritano cerchi la condivisione di proposte come quella della commissione d’inchiesta sul buco di bilancio lasciato dal sindaco Gandolfo, quando è stato l’unico  a rifiutare di sottoscrivere un documento da me proposto a inizio campagna elettorale con il quale invitavo i miei avversari a collaborare sui temi più importanti ed urgenti per la città”.

Seggi presidiati all’esterno dai candidati, soprattutto della lista del sindaco vincente

Che dire sulla commissione d’inchiesta: si o no ? Il Bel Paese è zavorrato dalle commissioni d’inchiesta. Il fatto che la proponga un Maritano che a quanto pare, dopo decenni, continua a non essere in sintonia con il popolo che vota, la dice lunga. E nonostante in lista potesse contare su tre o quattro figure con curriculum di ottime competenze professionali, di buon profilo etico. Maritano aveva iniziato male ed ha concluso peggio, almeno visto da chi di campagne elettorali ne ha raccontate, da cronista e testimone, qualche decina. Avevo iniziato da giovane  studente con la vittoria di Felice Elice, a Loano, che aveva battuto la Dc. Da neo pensionato aveva dato una mano, a Spotorno, alla vittoria del sindaco galantuomo, da sempre di sinistra, Bruno Marengo, ex primo cittadino di Savona ed ex consigliere regionale, scrittore per hobby e a Noli quando per la prima volta fu eletto sindaco Ambrogio Repetto lista civica di centro sinistra.

Giancarlo Maritano aveva esordito ‘sposando Macron’, poteva restare in casa nostra ed indicare anche solo per scaramanzia (?) Romano Prodi, l’unico che in campagna elettorale è riuscito a battere la potente confraternita di Berlusconi. E che con Prodi presidente del consiglio c’è voluto un Mastella campano da una parte e franchi tiratori del comunismo forcaiolo dall’altra, per decretare il fallimento del governo di centro sinistra. E oggi un illuminato di sinistra alla Giuliano Pisapia , ex sindaco di Milano, mai inciampato in scivoloni giudiziari, ripete: “Prodi premier, ci metterei la firma”. 

Maritano che ha proseguito negli autogol deridendo la pochezza ‘culturale’ di candidati a sindaco che nella vita fanno l’elettricista o il tabaccaio. In sostanza è vero, ma in una realtà sociale dove i laureati non brillano, né come numero, né come esempio di probità per il bene comune, forse non era il ‘tema che poteva attirare’ consensi. Si aggiunga che non si è letto nulla, nessuna risposta alla tremenda accusa dell’ex assessore forzista geometra Orzelli. Il cittadino, professionista, imprenditore Maritano beneficiato addirittura dalla prima delibera di giunta del capitano sindaco Gianni Gandolfo. Non per un palazzo, parrebbe una piccola mancia, un posto convenzionato in più a carico del Comune nella struttura della famiglia Maritano. Che Orzelli abbia atteso la campagna elettorale per pubblicizzare un presunto ‘favore’ la dice lunga sulla sua coerenza da cittadino che invoca la legalità a scoppio ritardato. Se era un ‘sotterfugio’ doveva ‘gridarlo’ subito a IVG.it, Il Vosytro Giornale libero e d’inchiesta sulle malefatte, imbattibile in quanto a lettori. Noi ci ritagliamo l’angolo dei 12 ‘apostoli’, basta e avanza.

Il tempo, si suole dire, è galantuomo, generalmente per tutti. Basta sedersi sulla riva del fiume. Parlare di svolta, a Borghetto, è davvero eccessivo. Il cordone ombelicale che ‘unisce’ idealmente gli interessi legittimi di Santiago Vacca, del suo ‘protettore’ politico Angelo Vaccarezza, con l’uomo forte della squadra, Roberto Moreno, commercialista e revisore dei conti anche per il Comune di Loano, la Provincia,  in Regione,  non è un’invenzione da primo d’aprile. A questo si aggiunga la cugina Cinzia Vacca peraltro entrambi indicati dai 5 saggi di trucioli quali amministratori meritevoli per il futuro di Borghetto. Si aggiungano i legittimi interessi della famiglia dell’imprenditore edile Angelucci che operano pure su Loano (zona alberghiera ormai bloccata da 20 anni e gli Angelucci rappresentano l’eredità Miino). Moreno del resto è l’uomo di fiducia di quel centro destra che ha un’aperta vocazione per quello che definiscono ‘sviluppo edilizio’, non a caso nel loro gruppo parlano di ‘sanare il buco di bilancio anche con gli oneri di urbanizzazione‘, senza specificare a quali oneri pensano. Nuove case, nuovi volumi, altro suolo da depredare.

Il responso elettorale ha premiato  i migliori, i meritevoli, chi farà finalmente di Borghetto una città capace di risollevare il suo centro storico, senza ripetere gli errori del passato ? Una curiosità, ad ascoltare gli interventi degli stessi vincitori in campagna elettorale abbiamo sentito parole severe per come si è amministrata la città fino ad oggi. Per un ventennio ad opera del centro destra. Ben vengano gli innovatori, il sindaco, gli assessori, i consiglieri che si occupano prima di tutto delle piccole cose, a cominciare dall’unico gabinetto pubblico scandaloso sul lungomare, al punto che nessuno ha sentito l’esigenza di indicarlo ad esempio, nonostante la foto di trucioli.it e le reazioni che ha suscitato nel mondo del web. Piccola cosa si dirà, ma è dalle piccole cose che bisogna partire, dalla pulizia del ‘giardino di casa’ per capire se chi la abita è educato al decoro. Nella compagine ci sono i leghisti che in campo nazionale parlano lingue diverse dai berlusconiani. Ma in Regione il tandem Toti – Rixi, la sponda massonica e leghista presente anche a Borghetto, è cimentata. Vedremo se prevarranno gli interessi dello ‘sviluppo’, oppure gli ‘interessi’ di mettere ordine nel disordine.

Una noticina finale. Non può stupire che un medico di famiglia, Marina Olimpio, figlia di un compianto benemerito sindaco di Bardineto, sia ‘premiata’ con 45 preferenze, oppure l’imprenditore ingegnere Simone Fresia con 37; tutto sommato non si sono mai interessati alla vita socio economica borghettina se non da pochi mesi.  Lascia l’amaro in bocca invece la quota di preferenze (47) raggiunta da Lorenzo Michelini, borghettino verace che, nella vita, si è dedicato al lavoro (dapprima in un’azienda dell’industria di Vado Ligure) e poi alla terra.  Con coerenza anche ai tempi dell’adozione del Puc. Non ha mai suonato la tromba, ma è tra coloro che nei fatti hanno difeso l’ambiente, ciò che resta della storia gloriosa dell’agricoltura di Borghetto. Il suo impegno nella terra non è un aspetto che riguarda solo lui, è un tema di cultura e di civiltà quanto mai d’attualità. Una candidato che lavora la campagna, produce due eccellenze come l’asparago violetto ed i carciofi, magari avrebbe meritato il ruolo da sindaco alla stregua dell’artigiano Giancarlo Canepa; in una comunità civile che apprezza certi valori, c’era da aspettarsi un buon consenso e riscontro elettorale. Vuol dire che Borghetto non è ancora matura per una vera svolta ? Speriamo non sia così.  Michelini merita la solidarietà e con lui tutti coloro che nella terra degli avi dedicano lavoro, passione, ingegno. Con quanti si indignano a vedere che nei negozi della patria delle pesche Michelin, arriva frutta da fuori, pesche napoletane, piemontesi.

In una comunità l’informazione conta eccome, ha ripetuto in tivù Matteo Salvini che un giorno si e l’altro pure è ospite di trasmissioni televisive in prima serata e parla la lingua che molti condividono, anche quando dice che l’Europa sta massacrando gli stabilimenti balneari e “c’è già chi vuole vendere“. Fate correre la voce, aprite le orecchie se qualche ‘povero bagnino’ è costretto a vendere, facciamoci avanti.  La categoria che ha sempre benedetto la ‘macchina perpetua’ delle seconde case ha bisogni di aiuto. Più gente c’è nelle case, più vengono clienti sulla spiaggia.  Gli stabilimenti balneari fanno anche bar, ristorante, pizzeria, parco giochi. C’è chi ha fatto lo spezzatino nella gestione. Poi c’è chi si è accorto che la massa ha ucciso la qualità del turismo e di vita delle città. Che gli albergatori sono rimasti ‘merce rara’ e i posti di lavoro per i diplomati dell’Alberghiero sono andati in fumo. Borghetto ha pagato più di tutte come meritava per la sua caotica espansione. Per il responso dei suoi elettori. Oggi in soccorso sono arrivati i terroristi e fanatici islamisti. Le mete che facevano concorrenza, a prezzi stracciati e popolari, sono diventate off limits e il turismo ligure, ponentino, ha ripreso a tirare, anche con un tessuto alberghiero decimato. Fino a quando ?

Luciano Corrado

LE DUE LISTE CHE HANNO PERSO LA SFIDA ELETTORALE

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