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Savona, anche ‘fave e salame’ a sostegno dell’Associazione ‘Amici del Nautico’

‘ Il piatto piange ‘. E’ un modo di dire che si usa nei giochi d’azzardo, ad esempio il poker, ma che per la gloriosa (e un purtroppo dimenticata) Associazione ‘Amici del Nautico’ Leon Pancaldo significa ‘battere cassa’ per non perire. E al suo 73 enne presidente, Francesco Ottonello, non resta che ricorrere alla ‘cena sociale’ tra iscritti  tesserati (150), amici e simpatizzanti (almeno 800). Nel marzo 2015  aveva fatto un appello con Rai 3 Regione, purtroppo neppure quel canale  autorevole è servito. “Non ci aiuta nessuno e spero di sbagliare quando penso cosa accadrà a chi mi deve sostituire. Sarà pur vero che siamo tutti utili e nessuno è indispensabile, resta lo scenario di cosa possa succedere quando si distrugge un’istituzione come il Leon Pancaldo di Savona”. La Fondazione De Mari merita la citazione per i 20 mila euro.

Terminata la cena di beneficenza pro Associazione Amici Leon Pancaldo è il momento di battere cassa con il presidente Ottonello

Nonostante il sito ufficiale dell’Associazione dia appuntamento a ” venerdì 28 maggio alle ore 19:30 presso la sede CRAL “Pippo Rebagliati” nella omonima piazzetta in darsena la Associazione “Amici del Nautico” – Mostra delle Scienze Nautiche di Savona terrà una CENA SOCIALE per soci e simpatizzanti”, la data era  il 28 aprile, se non altro perchè il giorno indicato, a maggio, è una domenica.

L’avvocato Roemer, tra gli studenti del nautico, con il comandante Gambetta

Si sono ritrovati in amicizia e allegria, uomini e donne, almeno un centinaio di iscritti e simpatizzanti, qualche alunno, qualche insegnante, qualche marinaio che di anni e di memoria storica ha un ricco bagaglio.  Un modo di socializzare nella sala del Cral  e per gustare oltre al piatto della stagione (fave e salame), buridda di stoccafisso, polpo con patate, dolce, vino della casa e caffè: a 25 euro.

L’ex docente e Capitano di Macchina, Ottonello non ha ancora ‘meritato’ il titolo onorifico di ‘Cavaliere del Lavoro‘, nonostante abbia trascorso una vita da docente e stia dedicando la sua  terza età all’archivio storico del Leon Pancaldo. “Non merito nulla - ripete scherzando mentre si aggira sorridente tra i tavoli – vorrei soltanto non finisse in malora ciò che abbiamo creato, con la ristrutturazione di tutti i modelli  di navi; vorrei che non si disperdesse il grande amore verso l’Istituto scolastico, trampolino di lancio per tanti alunni. Il gioiello è stato la ristrutturazione di un transatlantico, di quasi 3 metri: l’Andrea Doria, fedele all’originale  in ogni dettaglio “.

Tre studenti del Nautico da citare hanno dedicato ogni minuto libero alla grande impresa: Matteo De Cesare, Iacopo Grappiolo e Alberto Trombetta impegnati per sistemare e migliorare uno dei modellini di pregio della Mostra Permanente delle scienze Nautiche.

Un caldo e franco saluto tra il presidente Ghersi (Associazione Marina d’Italia) e l’architetto Martinengo figura importante della società savonese, l’architetto Giuseppe Martinengo. Più fatti che parole e molto schivi al palcoscenico mondano

Nella cronache del marzo 2015 si legge che “ curatore e responsabile dell’intera mostra è Francesco Ottonello, ex docente di fisica dell’Istituto Nautico e Capitano di Macchina. “La raccolta delle strumentazioni e degli apparecchi delle scienze nautiche è in continua evoluzione – affermava – La mostra custodisce un raro planetario storico: in Italia ce ne sono solo altri tre, uno a Viareggio, Messina e Livorno”.

Lo strumento ottico, utilizzato per riprodurre in modo estremamente realistico la volta celeste su uno schermo di proiezione, custodito a Savona, ha un forte valore storico.Un planetario rarissimo, un cannocchiale del XIX secolo, un mappamondo antico. Questi sono solo tre degli oggetti più preziosi custoditi all’interno della “Mostra Permanente delle Scienze Nautiche”, che si trova nello storico palazzo sede del Nautico, oggi Liceo Classico.

Nella “soffitta” delle Scienze Nautiche che comprende 12 sale e il lungo corridoio dell’ultimo piano dell’istituto, si nasconde un patrimonio d’arte  di valore inestimabile. Si possono ammirare collezioni di modellini di macchine a vapore funzionanti, apparecchiature da laboratorio di fisica, apparecchiature di navigazione e addirittura il Gabinetto Meteorologico. Strumenti come il cannocchiale, l’anemoietografo e il pluviometro che fanno parte del ‘Gabinetto’. Costante e continua è la collaborazione con l’Arpal grazie alla presenza di queste apparecchiature. L’Osservatorio Metereologico di Savona fa parte infatti del sistema di rilevamento dei dati fisico atmosferici del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e, insieme al centro meteorologico dell’Università di Genova e a quello del Seminario Vescovile di Chiavari, risulta essere tra i più antichi della Liguria, entrato in funzione nei primi anni Settanta dell’Ottocento.

Che dire del fatto, si leggeva inoltre, che  i tesori contenuti all’interno della mostra permanente sono sconosciuti alla maggior parte della cittadinanza e servirebbe un’azione di sensibilizzazione per “non cadere nell’oblio”. Abbiamo i visitatori – turisti delle crociere, perchè non coinvolgerli ?  Qualcuno di faccia avanti e proponga.

Un tavolo con studenti del Nautico Leon Pancaldo

La mostra è sempre stata accessibile agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, ma dovrebbe essere visitata anche dai cittadini savonesi che, qui, potrebbero scoprire un patrimonio storico del tutto sorprendente – concludeva Ottonello nel 2015 - La mostra, proprio per le sue peculiarità, merita di essere valorizzata, inoltre le strumentazioni e le apparecchiature custodite rappresentano un’occasione unica per gli studenti, in particolare degli istituti tecnici, di apprendere nello studio. Si tratta di una mostra con un forte valore istruttivo che lascia le porte aperte a tutti”.

Da qui l’invito, sempre attuale e ripetuto, del curatore agli insegnanti. Sono trascorsi poco più di due anni e sarebbe utile chiedersi come è andata finire. Cosa è cambiato. Il ‘nostalgico’ Ottonello predica al deserto ? Abbaia alla luna ?  Che dire della testimonianza di quei quadri che raccontano tutti i ritratti  dei presidi che si sono succeduti e dei diplomandi ? di tanti modelli navali ? Che dire di questo savonese che si accalora, alza la voce, gesticola, arrossisce, quando deve affrontare con gli amici di ieri e di oggi il tema: cosa vogliamo effettivamente farne del Nautico ?  Del resto qui non è in gioco il destino di una banca, pur importante, di un’associazione sportiva o culturale, di un ente. Qui si tratta di non gettare alle ortiche il lavoro di ingegno, un comparto socio culturale dove Savona, la sua provincia, possono andare fieri e trarne vantaggi. E fa tenerezza, come è accaduto al termine dell’incontro conviviale, assistere agli abbracci, all’incoraggiamento, al pathos dei ricordi, ma anche al confronto reale, attuale sul futuro dell’Associazione Amici del Nautico.

Per il presidente Ottonello una cena sociale tra i tavoli infaticabile nella sua missione pro Associazione

Ottonello resiste a dispetto dei santi, non lasciamo troppo solo per non ritrovarci qualche amara sorpresa.  Non è tanto la sua figura nel presente, quanto la sorte che non merita il ‘vecchio caro nautico’, la creatura che continuerà ad affascinare le future generazioni. E non resta che chiedere aiuto e consigli urgenti proprio a loro. E magari all’attivissima giunta del sindaco Ilaria Caprioglio.  Bussate e vi sarà aperto !

 

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