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I cinque scatti (non proibiti)
a lady Ilaria, sindaco di Savona

Quasi mai in imbarazzo, sempre a suo agio, con quell’aria da timidina.  Laurea in giurisprudenza, iscrizione all’albo degli avvocati messa in naftalina, moglie e mamma, Ilaria Capriolgio riesce a coinvolgere e stupire un fotorepoter di lungo corso e scafata esperienza quale è Silvio Fasano. Leggi anche: una “reunion” per la Lista Civica Caprioglio Sindaco, a un anno dalla sua nascita. E’ stato l’unico mastino a non perdere cinque minuti della commemorazione per i 100 anni del Transylvania. Tra centinaia di scatti ne ha trasformati cinque in un divertente siparietto da spigolature sulla prima cittadina di Savona. Lei finora ha superato i 100 giorni e si allena per le mille miglia alla volta della Capitale. Nonostante diluvio e disgrazie che si è ritrovata in eredità (dal commercialista di grido e precedessore Federico Berruti), sta superando la sofferta mannaia di quasi tutte le spese comunali affidata  (la mannaia) ad un altro commercialista, forse ancora più di grido e di esperienza professionale nel pubblico, quale è Silvano Montaldo che fu scelto dal ministro Claudio Scajola a mandatario delle campagne elettorali. Ed uscito bianco che più bianco non si può anche da un paio di delicate indagini per quel ruolo fiduciario del ministro imperiese. E che forse sarà il futuro primo cittadino di Imperia, per la seconda volta e c’è da scommettere che il dr. Montaldo risponderà ad un’altra ‘faticaccia’ nei disastrati bilanci del capoluogo ponentino.

Scrivevano alcuni giornali nazionali: “Silvano Montaldo, commercialista e fedele scudiero di Claudio Scajola, è un esempio di cooptazione. Ex tesoriere regionale di Forza Italia, ex sindaco di Laigueglia in forza Dc (SV), attualmente ricopre la carica di assessore al Bilancio della Provincia di Savona. Quando Scajola sedeva ai piani alti di via Veneto, Montaldo ha gestito l’amministrazione straordinaria di Merloni, Iar-Siltal, Olcese e via discorrendo, oltre a essere attualmente sindaco di Finmeccanica, Aeroporti di Roma, Porto Imperia Spa (fino al novembre 2011), Autostrada dei Fiori, Aeroporto di Villanova d’Albenga, Gse e Carige Assicurazioni. Contattato ripetutamente da Linkiesta, Montaldo non ha potuto rispondere perché impegnato all’estero”.

C’è chi sostiene che la ‘cura da cavallo‘ di Montaldo – Caprioglio, maldigerita dai compagni di viaggio leghisti, potrebbe cambiare il volto di Savona. Almeno quello dei partiti così malvisti nella società civile. A Savona il primo partito è senz’altro quello della protesta, vale a dire M5S.

Il ‘sistema Savona’ con assessore, Montaldo,  che da tecnico sa perfettamente che le scelte anche impopolari o si fanno nei primi due anni di governo o altrimenti si finisce per “tirare a campare” così come erano riusciti a fare le ormai logore amministrazioni rosse. Diciamo logore per non dire altro. Per fortuna le giovani generazioni nulla possono sapere o ricordare cosa accadde negli anni ‘ruggenti’ del Pci con il Depuratore Consortile, la prima grossa preda delle Cooperative rosse in quel di Savona. E che la Federazione provinciale era diventata una ‘macchina da guerra’ e di posti di lavoro dove transitavano milioni, anzi miliardi.

E che pensare di cosa sia accaduto e mai emerso, nella realizzazione del Palazzo di giustizia. O meglio ci sono state almeno tre inchieste, qualche indagato solo per la palificazione e la giustizia ha tirato le somme per arrivare alla verità giudiziaria: nessun colpevole.

Ogni tanto qualche Vip nazionale (Vittorio Sgarbi che a Savona veniva già per via di una gentile gallerista) l’ha urlato in più trasmissione televisive (a cominciare dalla 7) che quell’ orribile palazzo merita ruspe e manette. Ignorando la storia, anche investigativa, a proposito della cittadella. Savona, col ministro della Giustizia ligure, è riuscita a liberarsi del ‘ghetto’ Casa circondariale Sant’Agostino, ma per il tribunale  l’impresa appare più ardua. Del resto una provincia che da 42 anni discute di nuovo carcere, ora a Savona, ora Quiliano, ora in Val Bormida, costringendo detenuti, famigliari, avvocati, forze dell’ordine ad emigrare nelle province di Imperia e Genova, conferma l’incapacità e la debolezza di chi è eletto al Parlamento, nelle stanze del potere politico.

Savona che contava certamente di più ai tempi dei savonesi Sandro Pertini (deputato socialista, presidente della Camera e poi della Repubblica) e Carlo Russo, deputato democristiano dal 1948 al ’79, giovanissimo sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministro e al ministero dell’Interno, poi Ministro dei Rapporti con il Parlamento, delle Poste e Telecomunicazioni.

Savona che, ripetono da anni alcuni analisti, ha sofferto lo strapotere COOP e sinistra figlia del Pci: nessuna concorrenza, prezzi alle stelle, qualità bassa. Lo strapotere ha avuto i suoi malefici effetti, ad esempio, all’ex Servettaz-Basevi che è fallita per rigenerarsi in altre realtà che però hanno avuto vita difficile. L’area ha avuto anni di “blocco” finché non è entrata sotto l’influenza Coop che ha realizzato le Officine. Anche Orsa2000 ha avuto lo zampino iniziale delle Coop, ed anche Binario Blu forse ce l’ha, nel senso che Geomark srl (intestataria 50%) è una società intesta a Franco Goria che è stato anche dirigente di coop.

Non tutto però è sempre da ‘gettare’. Le villette al Santuario, molto savonese il mugugno caustico negativo che si oppone a tutto. Il mondo deve andare avanti, deve lavorare, deve progredire. L’insediamento per quel poco che da profani si vede sembra ben realizzato, dà lavoro che una delle grandi mancanze del savonese. Certo tutta da verificare la viabilità e quant’altro, ma  un giudizio tendenzialmente positivo.

E’ vero che di case vuote ce n’è una quantità poco invidiabile, ma è pur vero che moltissime sono brutte case ed in stato indecoroso. Ci vorrebbe il coraggio di proporre un piano città che demolisca il “brutto” e realizzi il “bello”! Purtroppo sembra che la nuova Giunta questo coraggio non ce l’abbia. Ecco qui ci vorrebbe un po’ di America e di uomini di Trump.

Savona, il ponente savonese (da Fornaci a Zinola) potrebbe essere uno spazio di rinnovamento incredibile, ma …. non vogliono! Non ci sentono e non vedono.

Coraggio Ilaria, se ha voglia, tempo e interesse, legga le semplici parole di un umile blog di provincia. Oltre alle spigolature scherzose vorrebbe scrivere che Savona cambia, non sono arrivati i marziani, ma i pionieri  dello slancio e Savona ritrova il rilancio (l.c.)

 

Una “reunion” per la Lista Civica Caprioglio Sindaco, a un anno dalla sua nascita. “Ieri sera a cena con la Lista Civica ‘Caprioglio Sindaco’”, scrive sui suoi profili social Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona. “Un gruppo di amici e di persone innamorate di Savona, senza tessere di partito o appartenenze politiche. Una squadra di ‘professionisti, lavoratori e soggetti impegnati nel mondo sociale che ho avuto l’occasione di conoscere e di stimare’, per utilizzare la stessa definizione che usai nella conferenza stampa di presentazione, che dodici mesi fa unì le forze e accettò di intraprendere un’avventura – la prima esperienza elettorale per tutti, anche per me! – spinta esclusivamente dal desiderio di migliorare la nostra Città”.

Erano presenti, oltre al Sindaco Caprioglio, anche l’Assessore Maurizio Scaramuzza e i Consiglieri comunali Elda Olin Verney, Alessandro Venturelli, Andrea Sotgiu e Giancarlo Dogliotti. “È trascorso un anno, ma lo spirito è ancora quello degli inizi. Il desiderio di impegnarsi per consegnare una Savona migliore alle nuove generazioni è immutato e forte come il primo giorno. Sono orgogliosa di questa squadra. Perché prima ancora di essere una Lista Civica – che oggi può contare anche su una rappresentanza in Amministrazione e in Consiglio Comunale – si tratta di un gruppo di amici, accomunati dall’amore per il proprio territorio, motivati da un solo interesse: migliorare Savona”, conclude Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona.

 

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