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Pieve di Teco dove la colpa è degli altri

Nel 2018 Pieve di Teco è tra i comuni imperiesi chiamati ad eleggere il nuovo governo del paese. Per il sindaco Alessandro Alessandri si conclude l’esperienza di 9 anni a capo dell’Amministrazione e 5 anni da assessore nella giunta Brunengo. Un primato per il giovane e brillante primo cittadino. La minoranza lo boccia perchè i contribuenti sono tartassati, da 10 anni Pieve attende il ‘centro per la differenziata’ e il promesso sviluppo economico arranca.  Per il sindaco la colpa è delle amministrazioni che l’hanno preceduto, a partire dal lontano 1970. Insomma, lui si promuove, i precedessori bocciati.COMUNICATO STAMPA - La minoranza boccia il bilancio di previsione. I cittadini costretti a pagare tasse più del dovuto.

La settimana scorsa si è riunito il consiglio comunale che ha approvato il bilancio di previsione del 2017. Per far quadrare i conti nel modo più immediato e semplice i cittadini continueranno ed essere tartassati. Sulle bollette dell’acqua e della spazzatura sono stati caricati, in aggiunta alle altre spese, ben 158.100 Euro per il personale alle dipendenze del Comune. Cifre esagerate e non giustificate. Troppe cose non approviamo per come vengono gestite. Un bilancio che mette a nudo le gravi mancanze di questa amministrazione.

Alcuni servizi prima svolti dagli uffici comunali sono stati dati a personale esterno ma i dipendenti degli uffici comunali, anziché diminuire, sono aumentati. Questa è la verità, certificata dalle cifre ufficiali, non quella raccontata dal Sindaco per mascherare.

Il centro per la raccolta differenziata aspetta da ben 10 anni di essere realizzato e per questo colpevole ritardo sulle bollette degli utenti viene riversata la penale comminata ogni anno dalla Regione.

Altro pasticcio con l’asilo nido di via Eula. Prima si voleva darlo in gestione ai privati e sono state indette ben due gare di appalto, pagando inutilmente una società di consulenza. Poi la Giunta, dopo avere individuato la ditta vincitrice, si è pentita ed ha annullato tutto. Il Sindaco e la Giunta hanno le idee molto confuse perché continuano a fare e disfare le loro stesse decisioni.

Il bilancio approvato, se escludiamo i finanziamenti che la Regione ha concesso per i recenti danni alluvionali, circa 500.000 Euro, è ridotto a nulla per lo sviluppo del paese. Serve per la gran parte a tenere in piedi gli uffici con la loro struttura, sempre più burocratizzata, e non per gestire in modo corretto i servizi che il Comune dà ai cittadini.

Abbiamo ricordato agli attuali consiglieri di maggioranza che Pieve ha molte possibilità di sviluppo e che il Comune potrebbe fare molto. Noi crediamo nel futuro di Pieve e nelle sue potenzialità, in linea con i tempi, e per questo ci battiamo. Pieve ha anche il ruolo storico di motore della Valle ma anche su questo e sull’Unione dei Comuni, l’amministrazione è mancante.

Dal Sindaco non abbiamo avuto alcuna risposta nel senso da noi auspicato e neppure sulle nostre osservazioni. Nulla di concreto, solo parole di propaganda. Se l’è presa pure con le amministrazioni che lo hanno preceduto, addirittura dal 1970 in poi.

A questo punto non possiamo fare a meno di ricordargli che sono ben 14 anni che è in Comune, nove da Sindaco e cinque da assessore nell’amministrazione Brunengo, dove ha approvato tutto quello che ora contesta.

Il nostro è stato un voto decisamente contrario.

Pieve di Teco, 26 Aprile 2017

Renzo Brunengo, Alberto Molinari

L’antico borgo di Pieve di Teco, può essere valorizzato fornendo al turista – visitatore la descrizione della storia architettonica. Questo scorcio di edificio, con le sue caratteristiche aperture, è stato ripreso da alcune riviste straniere, peccato che il decoro esterno non sia una cartolina da esibire. Chissà quando anche i nostri borghi avranno un decoro da poter esibire.

Pieve di Teco vista dall’alto

Si legge che l’Anas nel 2017 ha ricevuto solo 400 milioni di euro per opere di manutenzione stradale. Piange miseria rispetto ai 4 milioni di € necessari, in compenso anche a Pieve di Teco lascia un immobile di proprietà in pieno centro nell’abbandono. Forse il Comune avrà già sollecitato un intervento, senza ottenere risposta.

 

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