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Belvedere Langhe: da 400 anni i ‘I micun ‘d San Bastian’ e l’assegnazione Premio Scaviss
a tre generazioni del mitico Mulino Marino

Belvedere Langhe, piccolo paese delle Langhe, torna alla ribalta la seconda domenica dopo Pasqua (30 aprile) con una manifestazione storica le cui origini risalgono al 1612 ” I micun ‘d San Bastian” a cura della confraternita di San Sebastiano. Le origini risalgono , come dicevamo, al 1612 quando l’Arciconfraternita di San Sebastiano di Roma concesse l’autorizzazione per la creazione di un affiliata a Belvedere Langhe.

La celebrazione religiosa dei ‘micun ‘d San Bastian’  ha quattro secoli di vita e si rinnova ogni anno a Belvedere Langhe

La processione per le vie del paese con la statua del Santo

Erano gli anni in cui i Savoia, impegnati nelle guerre che insanguinarono l’Europa e nelle controversie con i loro stessi alleati, avevano demandato l’amministrazione della Giustizia alle autorità locali. Pertanto in quegli anni la giustizia era amministrata dai “Battuti Bianchi”che avevano diritto di vita e di morte su tutta la popolazione. Il consiglio era costituito da dodici giudici di cui nessuno conosceva l’identità e che si riunivano, alle due di notte, nella chiesa di San Sebastiano indossando la caratteristica casacca bianca e un cappuccio a forma di cono con i fori per occhi naso e bocca rendendo il riconoscimento impossibile. Li celebravano i processi, decidevano le questioni organizzative e di gestione della comunità e, nella seconda domenica dopo Pasqua, provvedevano alla panificazione di un particolare micun con una ricetta caratteristica e segrete e, in occasione della festa di San Sebastiano li portavano in processione per le strade del paese assieme alla statua del Santo distribuendolo poi,dopo la benedizione, a ogni nucleo famigliare ….

Il micun conservato come una reliquia per tutto il corso dell’anno, alla stessa stregua del ramo di ulivo, veniva somministrato, accade ancora ai giorni nostri, in piccoli pezzetti ai bambini, agli anziani e alle donne incinte come lenimento per i dolori di stomaco. Il micun serviva anche come lenimento dei dolori e malattie degli animali che in quel periodo erano una risorsa importante per la comunità.

Con questa cerimonia che si tramanda da oltre quattrocento anni il pane diventa simbolo di fede e materializzazione della potenza e della bontà di Dio. I secoli sono trascorsi, i “ Battuti Bianchi” anno perso importanza, il potere di vita e di morte, ma è rimasto nell’animo semplice degli abitanti di Langa l’amore per le tradizioni e per il miracolo più “spirituale” che materiale del micun . Ancora oggi con lo stesso spirito di un tempo e una fede incondizionato il decano della confraternita si “ritira” per preparare con la ricetta segreta e originale, tramandata nei secoli, un maxipastone di pasta che nella notte tra sabato e domenica con l’aiuto dei membri della confraternita verrà trasformato in tatti micun da mezzo chilo, cotti nello stesso forno a legna di “miclin ‘inforn”.

Domenica mattina il banditore provvederà all’iscrizione di chi desidera il micun, uno per ogni nucleo famigliare e gli ospiti, ma solo agli uomini. Nel pomeriggio, accompagnati da tutti gli iscritti alla confraternita vestiti con la caratteristica cappa bianca, i micconi verranno portati in processione con il Santo e,a conclusione della cerimonia, benedetti nella cappella di San Sebastiano e distribuiti secondo l’ordine di iscrizione e conservati gelosamente.

A conclusione della cerimonia religiosa verrà assegnato Il Premio Scaviss 2017 a Felice Marino classe 1923 e al nipote Fulvio Marino classe 1986, che rappresentano tre generazioni del Mulino Marino di Cossano Belbo, le cui farine biologiche macinate a pietra sono presenti ormai in tutto il mondo. 

Il Premio Scaviss viene assegnato ogni anno dal Comune di Belvedere Langhe, in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Cerchio Magico – Gruppo Corale Le Raviole al Vin, quale riconoscimento a personaggi che abbiano contribuito alla crescita culturale delle Langhe e del Roero, un riconoscimento a persone di grande spessore morale e intellettuale, che hanno conservato nella loro vita umana e professionale un grande legame alla terra e al mondo contadino.

Luciano Bona



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