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Pietra Ligure, c’era il Monte Grosso ricco di pescheti in fiore, poi ville, palazzine e palazzi

Pagine di storie, foto vecchie di un secolo. Uno dei primi a costruire in zona fu il  Megu du Cungu (un medico che aveva fatto fortuna lavorando nel Congo Belga). Poi sul Monte Grosso e alle sue pendici, a valle, sono arrivati gli imprenditori illuminati. Hanno costruito dapprima ville, quindi palazzine, infine palazzi. Si stava meglio allora o si sta meglio oggi ? Bella domanda !

C’era una volta il Monte Grosso baciato da un’estesa area agricola e produttiva, poi ha prodotto sono cemento e asfalto, con tanti bocconcini disseminati di speculazione per i più avveduti benefattori, ovviamente della comunità pietrese

Ecco un’immagine storica, da album, di come si presentava il Monte Grosso e l’area sottostante un secolo fa, quando passando col treno si veniva abbagliati dai colori dei peschi in fiore e profumati che inondavano la valle.

Certamente i proprietari erano le antiche famiglie pietresi: Accame, Fazio per dire i primi nomi che vengono in mente. Sicuramente poi sono arrivati anche i Nucera- Nocera e gli Angelucci, anche se più in valle. Uno dei primi a edificare in zona fu il c.d. Megu du Cungu (un medico che aveva fatto fortuna lavorando nel Congo Belga) che si costruì una villa neoclassica negli Anni Quaranta (?), successivamente venduta e abitata dal dott. Achille Gramegna con la consorte Doufur. Adesso non abitano più a Pietra Ligure e ignoriamo l’attuale proprietà.

Piano piano a partire dagli anni 60 ha avuto inizio san Cemento, una villa dopo l’altra. Cose da ricchi ? Da signori ? Da sconosciuti al fisco ? Non scherziamo. Non eravamo ancora nati; erano terreni agricoli e ce n’erano abbastanza di  metri quadrati a disposizione per ciascuna famiglia a farsi una bella villa. I condomini, quelli così moderni, carini, graziosi e che hanno arricchito tanta gente sono arrivati dopo, neppure esagerati, le definivano dignitose palazzine. Le strade sono rimaste strette e tortuose perché sorte successivamente per congiungere le abitazioni originarie, le ville, sorte per caso (?) in una fiorente zona agricola.

L’agricoltura porta bene, basta chiederlo agli anziani nonni che hanno venduto. Un po di milioni e qualche appartamento o magazzino. In Comune all’ufficio tecnico le ultime memorie storiche rimaste sono prossime alla pensione. Ora il responsabile dell’ufficio è il tecnico che viene dal Comune di Borgio Verezzi, persona di fiducia dell’attuale segretario Fiorenza Olio, il papà  Dante era stato apprezzato vice segretario prima e poi segretario comunale. A Pietra, a Loano dove abitava. Una persona a modo, educata e gentile. Con i giornalisti aveva un rapporto di franchezza e reciproco rispetto, qualche volta se la prendeva a male soprattutto per la cronaca dei turbolenti consigli comunali che facevano le ore piccole. E ci scappava qualche insulto di troppo. E l’arbitro, come gli arbitri di calcio, a volte finiva per farne le spese.

In quegli anni poteva accadere che un esponente di spicco del Psi fosse espulso dal partito per il “caso Trabocchetto” dove sono sorte diverse abitazioni di sua proprietà e lasciate in eredità. Si vocifera persino di un controverso testamento. Anche a Pietra Ligure del resto ogni ruscello che si apre sul paese spalanca mille rigagnoli…

Pietra Ligure spiaggia di ponente il giorno di Pasquetta, con il Trabocchetto visto da Loano

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