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Ormea, se la montagna sposa l’omertà
La risurrezione è affidata ai coraggiosi

Non importa se il mondo dell’informazione da tre anni ignora il ‘funerale’ e le letali conseguenze. Non è invece condivisibile il perdurante silenzio della società civile, ovvero ciò che resta dei partiti, dal Pd a Fi, dalla Lega Nord ai M5S, delle tre maggiori organizzazioni sindacali, delle associazioni di commercianti ed esercenti, artigiani, professionali, della Confindustria, Camere di Commercio. Ormea da capofila di un progetto di sviluppo intercomunale, interprovinciale e interregionale, si è trasformata in becchino di un potenziale tessuto produttivo. Non si potrà mai dire che ‘mani ignote’ hanno seppellito un ‘Protocollo d’Intesa Territoriale’ a favore di un sistema integrato di filiera: legno, energia, sviluppo. Mani sporche di astio, livore, forse annosa inimicizia, sono politicamente ripugnanti, umanamente esecrabili, socialmente distruttive ? L’arte di distogliere l’opinione pubblica pare abbia finora pagato ? Oppure tutta colpa di un ‘abbaglio elettorale’ ? Di un progetto che non stava in piedi ?

Ormea non sfugge alla crisi dell’industria delle vacanze montane, alla stregua di locali della Riviera è possibile trovare un menù fisso a 11 € nel cuore commerciale del paese

Trucioli.it, con il vecchio cronista che dell’Alta Val Tanaro serba il rimpianto degli anni gloriosi per una comunità che alla fin fine si è trovata a pagare un conto da lacrime e sangue, come abbiamo scritto (vedi…..), si ripropone un duplice obiettivo. Informare con l’arma della corretta informazione basata sulla documentazione (carta canta, in ossequio all’antico detto ), dall’altra stanare quanti gestiscono il potere ed hanno il dovere di percorrere tutte le strade possibili per riportare Ormea, il suo comprensorio, i paesi dell’Alta Valle Arroscia sulla strada della valorizzazione dei boschi e dello sviluppo sostenibile. Dare una speranza alle future generazioni che non sia panna montata o propaganda.

E’ triste e significativo ascoltare, rendersi conto che, ad Ormea, pare soffi il vento dell’omertà. Non è quella mafiosa fortunatamente, scaturisce da una diffusa assuefazione, alimentata da disinformazione peraltro descritta e raccontata in molte parti del Paese da reality show e programmi di approfondimento delle tivù  nazionali.  Al punto che nessun giornalista ha curiosato sulla sorte o sulla ‘condanna’ inflitta a due regioni (Liguria e Piemonte), due province (Cuneo e Imperia), 11 comuni ( 6 del cuneese e 5 dell’imperiese) , due Camere di Commercio, l’Università di Torino (Disafa Natrisk), il Corpo Forestale dello Stato,  il Parco Alpi Liguri con sede a Rezzo (IM). Pare comunque utile leggere la lettera che trucioli.it ha ricevuto dal sindaco Ferraris che fin dal primo momento abbiamo interpellato (vedi altro servizio).

L’antica Trattatoria del Vapore è stata dagli anni ’50 e ’70 uno dei simboli della cucina casalinga di Ormea, successivamente ha cambiato tre gestori, il quarto arriva da Torino, una donna chef che propone pure menù a 12 €

LA LETTERA DEL FUNERALE - Era il 23 luglio 2015, tre consiglieri comunali di ‘Ormea sviluppo paese‘  - che come ricordava un articolo de La Stampa del 28 maggio 2014 hanno perso le elezioni con il candidato sindaco Gianfranco Benzo per una manciata di voti (542 a 525) – scrivevano una lettera ‘testamento’ alle Regioni, alle province, ai comuni, alle Camera di Commercio e all’amministrazione civica del loro paese.  Gian Paolo Minazzo, Alberto Bottero e Paolo Gai nelle ultime righe furono persino ‘profeti’ (del resto anche l’articolo de La Stampa prevedeva il de profundis del progetto ‘filiera del legno‘ avviato dalla giunta Benzo) e terribilmente severi. “...Tutto vanificato. Solo per esercitare una sterile azione di disprezzo vendicativo (sic! ndr) per i critici, gli oppositori ed i precedenti amministratori, dimenticando che lo sviluppo del territorio va governato sia per rispettare equilibri ambientali e sociali, sia per favorire insediamenti produttivi e logistici, di tanto era necessario dare informazione…“, seguono le firme.

VERBA VOLANT SCRIPTA MORITURUS -  Non conosciamo se ci siano state risposte alla drammatica missiva. Si premetteva che tutti gli enti citati avevano siglato (con i consigli comunali chiamati a deliberare) un “Protocollo d’Intesa Territoriale per la costituzione di un sistema integrato di filiera: legno, energia, sviluppo.” Rimarcavano: “Una proposta di sviluppo  locale attraverso la valorizzazione del capitale naturale e di immobili pubblici (la ex cartiera ndr), volta a creare occupazione  sostitutiva attraverso  l’insediamento e lo sviluppo di nuove aziende di green economy nell’area delle Alpi Liguri dove si è manifestato il declino del tessuto produttivo esistente”.

Basti pensare a cosa ha rappresentato negli anni e per i posti di lavoro la cartiera di Ormea e il suo indotto.  I tre consiglieri ponevano in risalto un altro aspetto non proprio secondario in un momento di perdurante ‘casse vuote’ per i comuni. Non diciamo altrettanto per le Regioni se solo passiamo in rassegna nel corso degli anni le prebende dei rispettivi parlamentini con stipendi, si è scritto, persino superiori a quanto percepisce il presidente degli Stati Uniti d’America o della Repubblica Tedesca. ”Senza spese – scrivevano - per le amministrazioni locali, il risultato complessivo sarebbe stata la creazione  di un’iniziativa integrata per gestire la filiera del legno locale, dal bosco ai prodotti industriali finiti e dai prodotti di scarto del bosco alla produzione di elettricità e calore secondo lo schema del sistemata integrato foresta -legno – energia“.

Vogliamo fare il mea culpa a partire da questo blog di volontari che si occupa, con crescente successo di lettori, con tutti i limiti del volontariato e professionali, dell’Alta Val Tanaro e dell’Alta Valle Arroscia. Una cosa dobbiamo aggiungere non per vana autocelebrazione: spesso proprio gli articoli che trattano temi, personaggi di ieri e di oggi di queste valli, registrano impennate di visitatori; abbiamo superato in qualche caso la soglia di 5-6 mila visite. Sta a significare quanto sia l’interesse oltre il confine o oltre i lettori locali.

Un’eccellenza nei locali che dal 1930 al 2013 ospitavano la storica pasticceria Sappa, oggi un’eccellenza per l’enoteca, formaggi e prodotti tipici

Ebbene aver ignorato la sorte  del ‘Progetto di filiera del legno’ dopo essere stati tra coloro che hanno cercato di valorizzarlo con l’informazione giornalistica, costituisce un autogol in piena regola. Siamo venuti meno, seppure in buona fede, al dovere di dare conto dell’accaduto, di quello che sarebbe apparsa una pagina buia della storia di questa terra. E gli altri attori ed interpreti? Noi c’eravamo, ma in coro siamo stati assenti e latitanti, pur senza essere mafiosi, gli altri pare abbiano ignorato. Temevano di predicare nel deserto ? Abbaiare alla luna ? Non lo sappiamo.

Leggiamo che in quella lettera – grido di dolore inascoltato si ricordava che “A seguito della esperita procedura  ad evidenza pubblica, in attesa dei tempi burocratici necessari all’aggiudicazione definitiva, veniva individuato  un aggiudicatario ‘provvisorio’ .” E poi ? Ancora il documento dei tre consiglieri: “ Dopo investimenti in impianti e strutture per 4 milioni (8 miliardi delle vecchie lire ndr), avrebbe prodotto energia elettrica da immettere in rete, acqua calda da utilizzare nell’impianto di teleriscaldamento di Ormea, vapore per le attività industriali interne e realizzato una linea industriale per la produzione di pellet certificato.  Il legno di pellet è un combustibile ricavato dalla segatura essicata, poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro tipicamente di 6- 8 mm. “.

Chiunque di noi percorra le strade liguri e piemontesi troverà lungo il percorso tabelloni che ‘reclamizzano’ la presenza di un centro vendita di pellet più conveniente rispetto ad altre forme di riscaldamento.  Non solo. La lettera  ricordava proprio la risorsa “legname proveniente  dai boschi di proprietà dei 10 comuni, conferitari in varia misura secondo i programmi di taglio annuale, con orizzonte temporale di un decennio….ogni Comune sarebbe stato contrattualmente in grado di conoscere in anticipo e per l’intero intervallo di tempo, l’entrata da prezzo di macchiatico da iscrivere nel proprio bilancio annuale“. Briciole ? Giudicate voi: Armo 12 mila €, Cosio d’Arroscia 21, Mendatica 37, Montegrosso Pian Latte 15, Pornassio 21, Priolo 2,5; Pamparato 6,5; Frabosa Sottana 21, Ormea 67,5. Complessivamente poco meno di due milioni di € nell’arco di 10 anni.  Chi vive in queste realtà sa cosa significa per sindaci, assessori, consiglieri dove fare i conti persino con gli spiccioli, si fa per dire, visto lo sforzo di  far fronte alle emergenze, allo stesso pareggio di bilancio che la legge impone.

I BENEFICI DI ORMEA - Se i piccoli paesi dell’alta valle imperiese potevano leccarsi i baffi, Ormea si poteva considerare ‘baciata dalla fortuna’. Manna dal cielo ? Lo ricordavano i tre Benziani scrivendo : ” Ormea oltre al riconoscimento  del relativo prezzo macchiatico, l’aggiudicatario avrebbe permesso di mettere a profitto immobili comunali inutilizzati e costosi, versando all’ente un canone di 97 mila euro l’anno (dite niente ! ndr).  Sempre l’aggiudicatario avrebbe inoltre consentito la riduzione del costi del kWh in bolletta agli utenti del teleriscaldamento cittadino, dagli attuali (eravamo nel 2015 ndr) 0,134 a 0, 115, pari ad un minor esborso annuo per gli utenti ormeesi di 104 mila €”.

Denaro che sarebbe rimasto nella disponibilità delle famiglie, di chi fa più fatica e e si sacrifica per arrivare a fine mese; insomma come nei risparmi in bolletta il beneficio lo avvertono maggiormente i più bisognosi, gli ultimi di evangelica memoria.

E’ successo invece che all’aggiudicazione provvisoria dell’appalto non è seguita quella definitiva e nel frattempo si era insediata l’amministrazione retta dal sindaco Giorgio Ferraris, insegnante, da sempre uomo della sinistra e punto di riferimento del socialismo rosso e delle cooperative vicine a quell’area. Un personaggio pubblico che non si è mai risparmiato, ora in questo ora in quello ente pubblico, persino consigliere nel più piccolo Comune della provincia ‘Granda’: Briga Alta.

Possibile che una persona della sua caratura (tra chi può esibire la fedina penale pulita) non abbia messo sul piatto della bilancia anche solo i posti di lavoro che la ‘filiera del legno’ avrebbe generato ?  Che non abbia valutato il fattore volano, locomotiva di investimenti, ricchezza prodotta ? Possibile che gli stessi valenti gregari si siano lasciati trascinare in quello che si è palesato  ’tanto peggio, tanto più siamo ignorati ‘ ?

I terzetto di consiglieri firmatari traggono le somme definendo la debacle voluta da Ferraris e C.costi del non fare“, “ mancata quantificazione degli effetti economici, sociali, ambientali, ritardata realizzazione di infrastrutture ritenute strategiche per il territorio delle due valli.  Anzi si indicano esattamente “ottimizzazione, nel rispetto dell’ambiente, dell’utilizzo delle biomasse forestali di quattro alte valli alpine, considerabili sito pilota, sia nell’ambito della filiera legno, sia  della produzione di energia”.  C’è di più da non sorvolare: ” l’uso dell’energia nella sua componente produttiva potrebbe a sua volta essere sede di trasformazioni nella filiera del legno in grado di aumentare il valore aggiunto del prodotto legnoso, ma anche essere, nel contempo, produttore e consumatore di energia elettrica e termica”.

Al bar Vineria della Posta di via Roma si possono apprezzare anche squisite torte dolci casalinghi: un richiamo per visitatori italiani e stranieri e chi pratica outdoor

C’è da domandarsi come sia stato possibile che il potere nelle sue articolazioni, le stesse lobbies molte attive in Piemonte e in Liguria, non abbiano battuto colpo. Sia tra i fratelli di Piazza del Gesù (Il Rito Scozzese è l’élite dell’iniziazione massonica) e che ha visto di recente l’indignazione degli Alam (antichi liberi accettati muratori) piemontesi  per il comportamento tenuto davanti all’Antimafia ed al suo presidente Rosy Bindi. Sia tra i seguaci di Palazzo Giustiniani (Goi)  con il numero uno d’Italia, Stefano Bisi il quale ha difeso strenuamente la privacy di chi è iscritto ad un’associazione  non riconosciuta, né prevista dalla Costituzione. Nel cuneese e nell’imperiese è presente un possente esercito di queste due realtà esoteriche e non potevano non sapere.

Con lo ‘scandalo politico amministrativo‘ di Ormea e C. nessuno pare abbia messo in pratica il far sapere, mobilitare le coscienze e le forze sane del Bel Paese, l’informazione prima di tutto considerata il quarto potere. Lo diciamo per quanti, anche nelle nostre terre, hanno seguito ed abbracciato  il percorso iniziatico della massoneria con i tre gradi di apprendista, compagno e maestro venerabile  previsti dall’ordinamento  del Rito Scozzese e per  chi ha la responsabilità  di aver raggiunto il grado 33, il massimo riconoscimento dal Rsaa. Massoni che hanno l’ambizione  di entrare in un circuito privilegiato che garantisce relazioni di potere  e affari più o meno legittime, secondo studiosi della materia. E il luogo dove si coltivano questi rapporti  non è tanto la loggia, quanto i riti che si affiancano  alla libera muratoria  diventando a volte incontrollabili come testimonia la storia non lontana.  I riti sono associazioni satellite  e accessorie alla massoneria, autonome ma non indipendenti. Non possiamo credere che per ‘filiera del legno’  siano stati lasciati soli i tre consiglieri comunali di Ormea, l’ex sindaco Benzo. E nessuno si sia ribellato all’idea che solo con più posti di lavoro ed occupazione si crea la crescita economica. L’abc di ogni compagno che abbia frequentato la scuola politica delle Frattocchie.

Turisti italiani e stranieri alla vigilia della primavera alla Vineria della Posta di Ormea

E’ TRAMONTATA L’UNIVERSITA’ DELLA MONTAGNA - Il protocollo d’intesa racchiudeva un capitolo riservato  alla creazione di una base per l’Università della Montagna. A Edolo (Brescia) hanno realizzato una base universitaria prevista negli accordi tra Università di Torino, Milano, Brescia, Padova e Firenze.  Capofila Milano, Brescia e Firenze partners. Le Università  hanno firmato nel 2013 l’accordo di cooperazione  inter – universitaria in attuazione  del Programma MIUR – 2011 / 2017 per favorire la creazione di un Centro universitario di eccellenza, da denominarsi ‘Università della Montagna‘. Era prevista la pianificazione di attività comuni presso la sede decentrata NatRsk di Ormea, oltre all’ampliamento dei campi di interesse dei corsi IPROMO che in “Ormea hanno il loro principale centro didattico, a quelli del centro GeSdiMoont-UniMi e la programmazione di Summer School IPROMO in cogestione  e in accordo con il Segretariato FAO per la Mountain Partnership”.

Tutto abbandonato, Ormea può fare a meno di giovani universitari !? Una vera follia, ci ripetiamo un delitto da non tacere, né da giustificare. E dire, da ultimo, che a curare l’asta pubblica definita illegittima per motivi procedurali, non di merito (procedura e atti relativi) era stato lo studio legale del prof. Claudio Dal Piazz. Si è spento pochi mesi dopo, a 83 anni; figura di spicco del Foro torinese e docente. Leggendo La Stampa, considerato “uno dei massimi esperti italiani di diritto amministrativo e dell’Università”.

E purtroppo se ne sono andati nel frattempo due ‘pezzi’ importanti del laborioso progetto di Ormea: il prof. Garoglio economista forestale e il prof. Zanini  presidente del corso in Scienze Forestali, tra i più entusiasti dell’iniziativa.

E oggi ? In Valle Arroscia ed in Val Tanaro allargano le braccia: “Siamo stati beffati da un errore procedurale nella gara di appalto, dispiace per il nostro futuro visto che si trattava di un’idea e di un progetto nostro e che nessuno dall’esterno ci aveva imposto. Tutto un lavoro di squadra andato in fumo e che ha coinvolto tante persone, a cominciare dai consigli comunali, pur sempre organi democratici per eccellenza. Ora cosa ci riserva  il futuro di Ormea e dei piccoli paesi in dissolvimento anagrafico ? Molta amarezza e disillusione per aver perso una grande opportunità per tutti“. Ricchi e poveri. Rossi e neri. Ma non può finire cosi!

Luciano Corrado

La carta turistica di Ormea con gli esercizi commerciali ed il percorsi più suggestivi

Giorgio Ferraris sindaco

LA DELIBERAZIONE  N 165 DELLA GIUNTA COMUNALE DI ORMEA CHE HA ‘BOCCIATO’ IL PROGETTO DI FILIERA DEL LEGNO ED UNIVERSITA’ DELLA MONTAGNA CON IL SINDACO GIORGIO FERRARIS, IL VICE SINDACO ITALO VINAI E L’ASSESSORE ASSUNTA SERENELLA OMERO

Italo Vinai vice sindaco

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