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Il sindaco di Ormea: ‘Basta frottole e tacere la verità. Sono pronto ad un confronto’

Mi spiace per l’equivoco che si è creato non avendo ricevuto sulla mia casella di posta elettronica le domande inviate via mail, che ho visto quindi solo successivamente alla pubblicazione dell’articolo “Quel treno carico di sviluppo perso ad Ormea. Affossata la filiera legno, energia. …Il sindaco tace”, pubblicato sul numero 121 di “trucioli” e che se avessi ricevuto non avrei lasciato senza risposta.

Gianfranco Benzo, 70 anni, dal 24 giugno 2014, presidente di Riviera Trasporti Spa, sindaco di Ormea dal’1975 all’85 e dal 2009 al 2014, laureato in Agraria con 110 e pubblicazione della tesi, corsi di qualificazione alle Università di Trieste, Padova e al Politecnico di Milano, abilitato all’Albo dottori agronomi e forestali, consulente del tribunale, iscritto all’Albo Nazionale dei Revisori contabili, abilitato all’insegnamento Matematica e Scienze naturali, estimo, materie tecniche ed economiche

Avendolo letto, prima di rispondere a quanto mi è stato chiesto sulle prospettive future, ritengo necessario e doveroso chiarire la situazione a cui fa riferimento l’articolo, che contiene notizie che non corrispondono al vero e dati usati in modo scorretto e strumentale.

Il sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, insegnante, politico di lungo corso della sinistra democratica, in una foto d’archivio con la figlia


Le argomentazioni dell’articolo si basano sui costi del servizio di teleriscaldamento, che sono il motivo principale per cui la procedura della cosiddetta “filiera del legno” era stata correttamente annullata dall’attuale Amministrazione.

I costi della produzione del calore non sono stati “estratti dal cilindro del prestigiatore”, come scritto nell’articolo, ma sono stati forniti e documentati dalla società “Calore Verde”, che gestisce il servizio di teleriscaldamento cittadino, i cui amministratori erano stati nominati proprio dall’amministrazione Benzo, a partire dalla Presidente Simona Sappa, che era anche consigliere comunale eletta nella lista dell’ex sindaco.

L’analisi dei costi e delle condizioni di fornitura è peraltro chiara e ben specificata sia nella deliberazione della Giunta Comunale che nella determinazione del Responsabile del Servizio, dove risulta evidente che la proposta e il business plan presentati dalla società Aqva 430 S.r.l., non erano né realistici, né attuabili.

Ho illustrato e spiegato tutti i dati e i particolari della questione in un’assemblea pubblica dove il signor Gianfranco Benzo non ha partecipato ma dove erano presenti gli attuali consiglieri di minoranza, che facevano parte della precedente amministrazione, che non hanno avuto nulla da eccepire o da replicare sull’operato in proposito dell’attuale amministrazione, né in quella sede né in Consiglio Comunale.

Contrariamente a quanto affermato nell’articolo, nessuno dei componenti dell’attuale amministrazione ha la malattia che avevano quelli precedenti di voler distruggere e criticare tutto quello che era stato fatto da chi c’era prima; se ci fosse stato qualcosa di positivo da portare avanti lo avremmo fatto. La verità è che abbiamo dovuto porre rimedio ad un’iniziativa impostata per motivazioni esclusivamente elettorali, con una procedura definita dal Tribunale Regionale Amministrativo “contra legem” e “caratterizzata da tali anomalie e palesi violazioni dei principi di evidenza pubblica da non poter essere considerata idonea a suscitare alcun tipo di legittimo affidamento in un ragionevole operatore di mercato”.

Posso affermare, lasciando a chiunque lo ritenga la facoltà di smentirmi o di querelarmi, che si è trattato di un brutto pasticcio confezionato per prendere qualche voto in più, sfornato due giorni prima delle elezioni comunali e avvallato da una commissione tecnica del cui operato preferisco non parlare, essendo già mancati due dei tre componenti.

A qualcuno può sembrare attendibile che una società costituita da due soci che non avevano neppure versato per intero il capitale sociale di 10.000 (diecimila) euro, proponga un investimento da 4.000.000 (quattro milioni) di euro?

A qualcuno può sembrare realistico e credibile che una società che presenta un progetto per tagliare legna dai boschi di proprietà comunale della zona per utilizzarla in un impianto locale per la produzione di energia e pellet, prospetti un’occupazione di 30 “addetti commerciali” ?

Sono comunque sempre disponibile a un confronto pubblico sull’argomento, dati alla mano, con l’ex sindaco e con qualsiasi moderatore a sua scelta.

Anche se siamo in periodi in cui dominano le “fake news”, bisogna smetterla di “diffondere frottole e tacere la verità”.

L’Amministrazione non ha assolutamente in programma la realizzazione di una rete del gas, come è scritto nell’articolo, ma sta invece lavorando, con la società Calore Verde, per affiancare alle attuali caldaie che producono calore un impianto di cogenerazione, per produrre anche energia elettrica, sempre alimentato a cippato di legna, proprio per sviluppare le attività economiche legate all’utilizzo del patrimonio boschivo locale, esigenza per la quale è stato ideato e realizzato, nel 2000, l’impianto cittadino di teleriscaldamento, che Gianfranco Benzo, allora consigliere di opposizione, ha sempre avversato.

Quanto sopra per una doverosa e corretta informazione. Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento in merito.

Giorgio Ferraris

Sindaco di Ormea


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