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A Finalborgo, 70 opere di Neacsu
E Ghidetti scrisse: dalla Romania a Garlenda

Sabato 25 marzo, alle ore 18, l’artista rumeno Constantin Stan Neacsu inaugura la mostra personale “Esperimenti” nell’Oratorio dei Disciplinanti, presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo. La mostra resterà aperta al pubblico dal 25 marzo al 30 aprile 2017 dal martedì alla domenica, dalle ore 15 alle ore 20. L’ingresso è libero.

Proporrà circa 70 opere scelte fra i lavori eseguiti durante il suo soggiorno in Italia.

Nato il 27 luglio 1952 a Bran (nel distretto di Brasov) in Romania, nella regione storica della Transilvania, lunga è la strada che ha condotto il pittore Neacsu in Liguria. E tutto ciò ha inizio nel 2010.

Affascinato, come molti altri suoi colleghi stranieri, della qualità artistica e della cultura che albergano nel nostro Bel Paese, oltre che dal clima e dalla buona cucina, si è trasferito con la moglie dapprima a Pietra Ligure e quindi a Garlenda, nell’entroterra albenganese.

La sua formazione è accademica. Di fatto, dopo aver seguito gli studi presso il Liceo d’Arte di Targu Mures, nel 1975 si è laureato in pittura all’Università di Belle Arti di Cluj-Napoca. Sempre in Romania ha insegnato Discipline Artistiche per molti anni e nel frattempo, attraverso un rigoroso iter richiesto dal suo Paese, ha ottenuto il riconoscimento di Artista Professionista, divenendo membro dell’U.A.P. – Unione degli Artisti Plastici della Romania.

La sua arte, grazie alla particolare tecnica in costante evoluzione, ha suscitato sin dall’inizio grande interesse fra i critici, gli intenditori ed i media, che in più occasioni hanno realizzato interessanti interventi e servizi tematici sul suo lavoro.

Il compianto critico e letterato ingauno prof. Aldo Ghidetti scrisse di lui: «Per Constantin Neacsu ciò che importa non è tanto il bello in se stesso, quanto l ‘arte, quanto la suprema armonia e la disarmonia dei colori e delle sfumature. Constantin modella e rimodella continuamente, diciamo così, i suoi mosaici sempre diversi perché ama la vita piena di arte, di musica, di bellezza. E non e poco dopo le distruzioni, e le devastazioni che sono state operate dal, e nel mondo moderno.»

E aggiunge la critica biellese Maria Teresa Molineris: «Le opere che oggi affascinano sono quelle che Constantin esegue manipolando una materia che si presenta libera e indomabile: il fieno. Sotto i suoi impasti di colore, la materia si placa in una dimensione scultorea, tridimensionale, tornando alla dimensione poetica delle vivaci coloriture pollockiane. In certe opere di notevole bellezza anche il colore sembra trovare un rigore puro che genera armonia. Il rosso, il nero, l`azzurro, il grigio animano i suoi grandi lavori.»

 

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