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Albenga, attento che cadi!

Sono all’ordine del giorno le cadute per le cattive condizioni dei marciapiedi di Albenga.  Un consiglio ? Mai osservare il cielo, purtroppo tenere gli occhi bassi, anzi a terra. Vedi fotoservizio di Silvio Fasano

Un consiglio per chi, soprattutto come turista, viene a visitare la città delle Torri: mai stare con la testa nelle nuvole, perchè le conseguenza potrebbero essere poco piacevoli. Conviene, soprattutto quando si cammina in via Martiri della Libertà o in Via dei Mille, tenere il cellulare in tasca e guardare attentamente per terra, evitando così rovinose cadute che negli ultimi mesi hanno coinvolto soprattutto anziani, costretti a ricorrere alle cure dei sanitari.

I <Sanpietrini> creano diversi problemi ma per il momento l’amministrazione comunale sembra non curarsi molto delle lamentele.

La verità è che in certi tratti occorre rifare a nuovo i marciapiedi, anche perchè, in questo modo, il Comune eviterebbe di sborsare soldi a coloro che, una volta finiti per terra, fanno poi causa, con le assicurazioni che hanno davvero molto lavoro: <Ma dei soldi –  apostrofa una signora – non te ne fai nulla, se poi, per una caduta, ti ritrovi con una vertebra rotta e costretta a rimanere su una sedia a rotelle>.

E a proposito di assicurazioni: pochi sanno che nel centro storico di Albenga, ma per la verità anche in altre località, il Comune si ritiene esenti dai rischi di cadute dei pedoni, avvertendo dei pericoli che si possono correre. Eppure intervenire, come abbiamo già scritto in un precedente servizio corredato di foto, per il manto stradale di alcune strade, è diventata un’urgenza per una città che ha ragione, e con molta fatica, vuole darsi un’impronta turistica. Anche se prima di tutto ne avrebbero diritto, alla sicurezza, gli albenganesi, ricchi e poveri. Quanti pagano fior di Irpef, Tari, Tasi, Imu. A quali credenziali si ispira chi amministra la nostra città, poco importa il colore. Molto importante è invece la competenza e le capacità degli amministratori.

…..Intanto in Piazza Matteotti (quella della stazione ferroviaria) sono stati rimossi alcuni pini, da tempo ammalati. E’sempre triste quando un pezzo di verde viene via, ma sinceramente, soprattutto dopo l’ultima tempesta di vento di un mese fa, i lavori erano inevitabili. Rimane l’interrogativo, assai inquietante, sul perché sono stati lasciati intatti i tre pini adiacenti alla stazione, uno all’interno del giardino del Dlf. Anche questi alberi sono stati giudicati ammalati e pericolosi, ma nessuno ha potuto intervenire, anche per una semplice potatura perchè, per farlo, occorre il via libera dalla Ferrovia dello Stato. Una classica storia dell’italietta.

Guglielmo Olivero

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