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Lettera / Pazienti liberi d’essere clienti anche da medici e paramedici ladri e truffatori

Ill.mo Dott. Roberto BORRI, il movente di questa terza lettera è, prima di tutto, il desiderio di escludere il “chi tace acconsente” relativo al suo articolo “Sono un medico che non ha clienti ma pazienti…” (vedi… Trucioli del 9 marzo 2017).

Rinaldo Sartore vive a Sanremo ed è tra gli alluvionati di Monesi, e presidente dell’Associazione Monesi Borgo Antico

Il secondo motivo è il piacere di manifestarle la mia gratitudine per aver voluto confermare i suoi dogmi: -Tutti i servizi pubblici essenziali non possono essere gestiti anche da aziende vere, private-. La mia tesi è che il cittadino dovrebbe essere libero di scegliere tra un fornitore pubblico e uno privato. Non amo gli inutili inglesismi; ad esempio, day hospital. Il mio ha richiesto 28 giorni all’ospedale di Sanremo e se il servizio fosse stato indicato tramite una definizione in lingua italiana, tipo – esami in giornata- l’abissale differenza tra sogno e realtà sarebbe più evidente e contestabile rispetto al fumoso day hospital.

Gli anglosassoni utilizzano business, in senso positivo, per definire profittevoli scambi commerciali; business è produrre merci e generare servizi allo scopo di vendere il miglior prodotto possibile ad un prezzo conveniente, sia a chi vende, sia a chi acquista, ottenendo il massimo del profitto.

Lei, caro Dott. Borri, sostiene che solo la gestione pubblica di Sanità, Istruzione, Acqua potabile, Trasporti ?, PTT, “Energia in tutte le sue forme” garantiscano “l’applicazione di quei sani principi morali che dovrebbero portare ad escludere interessi privati…”

Per fare buon peso anche l’informazione; perché no? Della sanità abbiamo già parlato e personalmente le ho dimostrato quanto costa una visita ambulatoriale in ambiente “sterile” ovvero non inquinato da sindacalisti, raccomandati-incapaci, tangentisti, postifissi, assenteisti, timbratori di cartellini conto terzi – ancorché volontari non retribuiti – e stipendifici finalizzati al voto di scambio.

Una visita, lo ripeto per chi non avesse letto il mio precedente intervento, fatturata a 28,51€ E Lei mi parla di “sani principi morali”.

Striscia la Notizia ha mostrato, oltre vent’anni fa e durante molte edizioni, i timbratori di cartellini conto terzi in azione in diversi ospedali. Mamma Rai, frutto della sessa mala pianta che ha generato le Asl, non l’avrebbe mai fatto per rispetto al dogma e per solidarietà. La magistratura in barba alla Obbligatorietà dell’Azione Penale ha potuto non sapere; anche loro disprezzano le televisioni commerciali !

A questo punto sento il dovere di ripetermi: -Sono convinto che nel nostro servizio sanitario pubblico vi siano operatori capaci, seri e generosi a tutti i livelli, alcuni sono eroi e missionari; così come è evidente che, grazie a costoro, vi siano anche strutture pubbliche d’eccellenza le quali in molti casi nulla hanno da invidiare ai migliori Ospedali europei. Però le chiedo: -Lei è d’accordo col principio della complicità? Per quale motivo la maggioranza (?) dei dirigenti, del personale medico e paramedico si è reso complice da un quarto di secolo dei loro colleghi ladri e truffatori?

Per quale ragione nel nostro paese, dove un diritto non si nega mai a nessuno, dovrebbe essere negata la facoltà di scegliere tra Istruzione Pubblica e Istruzione Privata? I motivi che hanno fatto precipitare l’Istruzione Pubblica italiana al 183° posto nel mondo, sono gli stessi che offuscano i risultati della Sanità Pubblica. Siamo tutti d’accordo che non si debba mai privatizzare l’acqua potabile, la quale è bene che resti demaniale, ma mettere in concorrenza, tra pubblico e privato, la distribuzione dell’acqua potabile è cosa buona e giusta e potrebbe anche essere fonte di salvezza; prima che il costo dell’acqua del rubinetto superi quello dell’acqua minerale; e magari sia erogata a giorni alterni, escluso festivi!

Ma Lei se le immagina le Regie Poste italiche – regie in quanto oggi sarebbero anacronistiche ma ottant’anni orsono funzionavano meglio di oggi-, immagina come sarebbe la nostra Repubblica della banane senza le poste private ovvero i corrieri? Lei vorrebbe che anche i trasporti fossero solo pubblici? Secondo Lei la fuga dal nostro paese di circa 200.000 giovani italiani, tra i quali moltissimi medici preparati e capaci, i migliori, è una moda passeggera?

         Rinaldo SARTORE

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