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Noli, ‘tragicamente ci ha lasciato’ Fiorenza Maglio, 43 anni: il dovere del giornalista

Il dovere di raccontare quello che succede. E’ il ruolo – obbligo del giornalista. Il pensiero lo possiamo leggere in centinaia di editoriali che i direttori di giornali scrivono al loro insediamento. O al commiato per dare atto che non sono venuti meno all’impegno con i lettori.Trucioli.it la scorsa settimana si è trovato involontario protagonista di un caso che potremmo chiamare, come ripete Roberto Saviano, “quando si pratica il giornalismo di servizio”, o ancora “quando vince il coraggio di raccontare la verità”.

L’antefatto. Ore 11,30, l’ospedale San Paolo, a quell’ora affollato, è stato teatro di una di quelle tragedie umane che non si augura a nessuno e che non si vorrebbe mai descrivere seppure per ragioni professionali. La dr. Fiorenza Maglio, 43 anni, già responsabile del servizio assistente sociale a Finale Ligure, poi ai Noli dove la giunta del sindaco Pino Niccoli l’ha promossa capo area, in un momento di crisi e di sconforto, ha ottenuto il permesso di uscire dal reparto di psichiatria dov’era in osservazione da qualche giorno. Ha raggiunto il sesto piano e si è gettata nel vuoto finendo all’interno del cavedio. Una scena agghiacciante per i primi impotenti soccorritori, per pazienti, personale, visitatori che in quel momento affollavano l’ospedale. Quel pietoso cadavere, per i rilievi e gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria e la delicatezza comprensibile del dramma, è rimasto coperto da un velo scuro fino alle 16,30 – 17.

Il primo a darne notizia il sito internet del Secolo XIX di cui è responsabile il capo redattore Nicola Stella, cresciuto alla gavetta della redazione di Savona dove ha ricoperto il ruolo di capo servizio dell’edizione savonese. Una notizia stringata, con le iniziali, senza riferimenti al fatto che si trattasse di un personaggio pubblico, capo area, apprezzato e conosciuto non soltanto a Noli, nell’intero comprensorio. La notizia non è stata ripresa da nessun altro veicolo di informazione. Una libera scelta che magari contrasta, come documenta la rassegna stampa, con almeno una ventina di altri casi di suicidio accaduti nel corso del 2016 e di cui abbiamo letto sulla carta stampa o sui giornali on line. Tentativi di suicidio inclusi. In compenso negli spazi preposti, a Noli e dintorni, sono comparsi tre diversi manifesti funebri. Compreso quello degli amici del gruppo di Semplicemente Noli di cui Fiorenza faceva orgogliosamente parte e che in una circostanza elettorale, con il seggio trasferito nella Casa di riposo, le era costato l’intervento dei carabinieri richiesto dalla lista avversaria. Fiorenza fedele compagna di vita dell’ex sindaco e capogruppo Ambrogio Repetto come indica lo stesso annuncio funebre.

A Noli le reazioni, almeno quelle firmate, nero su bianco, via facebook, sono state esplicite. Ammirazione e complimenti per il rigoroso silenzio mantenuto da Stampa e Il Secolo XIX appositamente citati. Qualcuno ha ringraziato il principe della diffusione locale Ivg.it. Nel banco dell’asino, del cattivo, del giornalista definito pseudo, malvagio, stupido, incosciente, analfabeta (vi risparmiamo gli insulti più pesanti e scurrili) è finito chi ha scritto il pezzo. Purtroppo – a Noli tutti o quasi sanno che l’alfiere del blog di volontari e senza pubblicità è il comandante Carlo Gambetta, tre mandati da sindaco Dc-  nel tritacarne è finito proprio lui, Gambetta, da innocente.  Era stato doverosamente informato che la notizia del suicidio sarebbe stata scritta dal coordinatore del blog, Luciano Corrado, il quale nonostante la vecchiaia e il cuore malandato, trascorre le giornate alle prese col mestiere “più bello del mondo”.

C’è chi come Paolo Bonora non ha dubbi: “…Questi fatti meritano una parola silenziosa per rispetto a chi ci ha lasciato e a chi resta. No trucioli hai sbagliato. ….”. E Maurizio Domenico Bazzardi: “Bravo Paolo Bonora sono totalmente d’accordo con te…”. Eugenio Sommariva: “….Sono pienamente d’accordo con Bonora…ho apprezzato che Secolo XIX e Stampa non avessero ripreso l’episodio sui loro quotidiani cartacei, vedendolo come…”. Breve inciso, è probabile non sia lo stesso Sommariva che mandava ai blog servizi vignettari molto allegri e divertenti,  intelligenti e scaltri, in cui si metteva alla berlina i misfatti della giunta di Ambrogio Repetto, quando Sommariva però, contrariamente a Gambetta, si preoccupava e invocava di restare rigorosamente anonimo.

E Antonello Bonora ? Eccolo : “…Basta pensare a cosa è stato pubblicato su trucioli da illustri nolesi durante la campagna elettorale su questioni strettamente private. Infatti io non leggo Trucioli….”. Sara Garzoglio: “Trucioli? Imparate prima di tutto a scrivere senza errori…” Un quadretto lo merita tal Sambado esperto in antidenigrazione.

Eccola Debora Manzino, consigliere comunale di opposizione, gruppo Repetto e C.: ” Concordo “, ovviamente con Bonora. L’unica differenza è che, a quanto pare, lei trucioli.it lo legge. E via telefono l’ha pure rimproverato per via della notizia sulle dimissioni del presidente della Croce Bianca, in parte aveva ragione. Lei si era dimessa per evitare conflitti di interesse. E poi: “…Perchè trucioli non scrive che questa giunta non ha più aggiornato il sito del Comune nel portale turistico e dire che siamo una città che vive di turismo…”.

Un altro nolese che non ha dubbi è Umberto Tinelli a proposito di chi ha scritto la notizia del suicidio: “…Ma un imbecille si riconosce anche senza firma “. Poca importa. aggiungiamo noi, che ogni articolo ha il suo editor e in assenza della firma, chi scrive è il coordinatore. Oppure si tratta di comunicati stampa.

Non poteva astenersi dal coro Fulvio Peluffo, cognome conosciuto per via di papà da sempre impegnato a fianco di Repetto & Penner: ” Chi ‘frequenta’ ha capito benissimo…”.

A proposito del geometra Penner, già vice sindaco ed esponente di Rifondazione comunista, poi di Sel, dipendente comunale. Alla Messa funebre di Fiorenza Maglio, con una chiesa affollata, mentre usciva ha dato una robusta spallata, proseguendo oltre, a Carlo Gambetta che di anni ne ha una trentina in più, padre di tre figlie ed un figlio che fanno onore, nonno di nove nipotini. Se l’educato e ateo Penner vuole replicare ben accetto. Meglio se porge pubbliche scuse. Se invece vuole tutelare la sua dignità, la sua verità, sa come fare.  Noi continueremo  a non tacere, quando sbagliamo ad ammetterlo, non siamo dalla parte di coloro che sono forti con i deboli e deboli con i forti. Lo documenta il nostro modesto archivio. Le critiche costruttive ben vengano, anche quelle personali. Aiutano sempre. (l.cor.)

 

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