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Loano, a sorpresa arriva l’ex ministro Scajola
La serata di musica nobile e con i migranti

E’ arrivato nella storica chiesa di Sant’Agostino, un tempo convento e seminario dei Padri Agostiniani, senza codazzo e valletti. Una presenza di stimolo ed incoraggiamento, a Loano, quella di Claudio Scajola, ex ministro, l’unico politico che ha raggiunto il potere e la stanza dei bottoni di Roma capitale, dopo Paolo Emilio Taviani e in parte Sandro Pertini. La città, con qualche allarmismo di troppo e voci stonate, ha accolto dallo scorso gennaio un piccolo gruppo di migranti. Ospitati nell’antica struttura affidata alla gestione della Fondazione Ceis di Genova fondata da Maria Bianca Costa Bozzo, presidente il figlio Enrico Costa. Due le serate di incontro, fede e partecipazione.

L’ex ministro Scajola nella chiesa di Sant’Agostino di Loano si intrattiene dopo la Messa ed il concerto ad ammirare il clavicembolo del maestro Roberto Grasso

La prima, il 21 gennaio, aveva visto una chiesa affollata, con la presenza del sindaco Pignocca, del vice sindaco Lettieri, autorità civili e militari. La Santa Messa solenne, a seguire il concerto per soprano, tromba e organo promosso dall’Associazione Culturale Vallinmusica dell’Alta Valle Arroscia.  La seconda serata il 18 febbraio. La Santa  Messa celebrata anche in questa circostanza dal vicario generale della diocesi di Albenga – Imperia, don Ivo Raimondo, con don Enrico Giovannini, parroco in quattro paesi della Valle Arroscia, ispiratore e anima di Vallinmusica che finora  non ha ricevuto contributi pubblici dalla Regione Liguria contrariamente a quando accadeva negli anni passati con Music Liguria International,  sede a Borghetto S. Spirito, presieduta da Marinella Mantovani, moglie  di Giancarlo Grasso, ex presidente Cia di Savona, nell’ambito degli Antichi Borghi di Liguria, tra La Spezia e Ventimiglia, che si faceva carico di organizzare e valorizzare i concerti d’organo.  Ora è tutto affidato al volontariato e ai singoli benefattori, alle comunità parrocchiali.

Sia nella prima che nella seconda serata ha riscosso applausi la loanese Melissa Briozzo, soprano, frequenta il Conservatorio Paganini di Genova. Si è già esibita in Vaticano, presenti il papa emerito Benedetto XVI e papa Francesco, come pure  nelle stagioni liriche 2013- 14 ai concerti di Verona. Ha partecipato a concerti con l’Esemble di Archi della Filarmonica di Berlino, è stata Regina della Notte nell’opera Il Flauto Magico per la produzione del teatro della Tosse. Ha interpretato ruoli nelle opere di Rigoletto, il Barbiere di Siviglia e La Traviata  negli Stati Uniti, con la compagnia I.O.C.A. al teatro di Orlando in Florida. Con lei Andrea Verrando di Sanremo, direttore artistico  di Vallinmusica con il giovane maestro Roberto Grasso di Mendatica. E proprio Grasso si è esibito  con il clavicembolo che ha

Melissa Briozzo, soprano di Loano, con l’on Scajola, il direttore della Fondazione Ceis e Maria Grazia Verda Scajola ammirano il clavicembolo

studiato con il maestro Gian Maria Bonino.  Non solo, ha acquistato una copia del 1679 del clavicembolo  della Bizzi di Varese. Uno strumento raro, ce n’è uno in provincia di Savona e due a Imperia. Con una curiosità, uno è stato integralmente realizzato a mano da Enrico Borelli che fa parte della forza dei Vigili del Fuoco della città capoluogo. Lo strumento viene suonato dalla moglie Tiziana Zunino organista della chiesa Luterana di Sanremo.  Quanto costa un clavicembolo ? Grasso, sette anni fa, ha avuto la fortuna di pagarlo 10 mila euro, il prezzo di mercato è il doppio. Uno strumento ricco di storia e fascino antico, dolce e melodico. Nei secoli si è conquistato il favore dei principi e dei nobili, e successivamente della borghesia, per le sue ampie possibilità musicali e per il suo carattere di oggetto di lusso e di prestigio.Il clavicembalo divenne uno degli strumenti più apprezzati nel campo della musica profana.

Al termine del concerto l’on. Scajola si è voluto complimentare con i musicisti, si è interessato al clavicembolo, ha ringraziato don Enrico e  il responsabile della Fondazione Ceis che l’ha accompagnato a visitare i locali mentre i profughi ed i presenti gustavano quanto era stato preparato a buffet dagli stessi migranti di varie nazionalità ai quali anche per questa serata si sono aggiunti quelli ospitati in un albergo di Pietra Ligure, in tutto 25. Con un piccolo fuoriprogramma. Quello che era stato preparato è andato presto esaurito, cenavano pure i profughi e così per chi non è arrivato in tempo non c’era più nulla. La sorpresa ‘repulisti’ non ha risparmiato neppure Scajola, accompagnato dalla moglie  Maria Teresa Verda, e dal direttore della Ceis. Hanno rimediato raggiungendo un ristorante pizzeria.

Un Claudio Scajola disteso e rilassato in una città saldamente ‘nelle mani’ di un delfino fedele e della prima ora, Angelo Vaccarezza. Loano da sempre la città più azzurra della provincia. Per una volta non si è parlato di politica, partiti, candidature. Non è un mistero, come si legge dai giornali, che  Scajola è tentato  dal ritorno alla guida della sua Imperia di cui era stato giovanissimo sindaco. L’ex padre co-fondatore di Forza Italia che a fine gennaio aveva partecipato al teatro Sivori di Genova  alla presentazione del progetto  Energie per l’Italia” del candidato sindaco a Milano Stefano Parisi che gira l’Italia per presentare la sua piattaforma. C’è chi ha visto uno scollamento tra due anime di Forza Italia: quelli che perseguono l’alleanza con la Lega Nord di Salvini e chi  invece aspira ad un centro destra moderato.

Claudio Scajola presente ad una cerimonia che esaltava il dovere cristiano dell’accoglienza e il segretario della Lega Matteo Salvini che nelle stesse ore a Recco invocava pubblicamente “una pulizia di massa anche in Italia, via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve perchè  ci sono interi  pezzi d’Italia fuori controllo. Non vedo l’ora – ha aggiunto –  una volta al governo di controllare i confini  come si faceva una volta e usare le navi della marina militare  per soccorrere e riportare indietro i finti profughi”.

Ben diverse le parole usate, in chiesa, da don Enrico Giovannini, per sensibilizzare il dovere dei cristiani verso persone che sono fuggiti dalla fame, dalle guerre, dalla schiavitù, soprattutto giovani e giovanissimi. Don Enrico che ha voluto rimarcare l’impegno dell’Associazione Vallinmusica per la ‘grande musica europea, quella più impegnata, che ha fatto secoli di storia’. E con i concerti portare un messaggio affinché “ l’Alta Valle Arroscia, l’Alta Val Tanaro possano rinascere, rifiorire, rilanciarsi dopo i disastrosi eventi alluvionali”.  Vallinmusica che si propone di valorizzare come meritano i tesori artistici di tante chiese dell’entroterra, il restauro e la conservazione di quanto è stato tramandato ai posteri, a cominciare da prestigiosi organi.

 

 

 

 

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