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Erosione arenile e i soldi dell’assessore
Lo studio Sirito, la piattaforma, furbi a Vado

Dalla ” redazione@regione.liguria.it” un comunicato stampa con oggetto: “Ambiente Regione Liguria: Regione Liguria capofila della lotta all’erosione costiera. Assessore Giampedrone: 1,2 milioni grazie al progetto Ue Maregot”.

L’assessore regionale Giacomo Giampedrone

E ancora: “Negli ultimi cinque anni il mare si è mangiato porzioni sempre più consistenti di territorio, con grave danno per le coste liguri che rischiano di ridursi considerevolmente sotto l’effetto dell’erosione costiera. Un fenomeno che in Liguria interessa il 33% delle spiagge e coinvolge un’ampia fetta di popolazione, visto che l’80% degli abitanti liguri e delle attività economiche sono collocati sulla fascia costiera. Un territorio fragile quello ligure che rischia di ridursi drasticamente, sotto i colpi dell’erosione marina, in grado di pregiudicare un patrimonio di bellezza unico e mettere a rischio anche le attività economiche“. ….

…. Termina l’Assessore Giampedrone: “Si tratta di un progetto ambizioso, in cui il dipartimento della Regione Liguria ha investito ed ottenuto molto. Un progetto che permette alla Regione di limitare gli effetti del cambiamento climatico e di progettare soluzioni sostenibili e durature per salvaguardare l’economia”…. “Lavoreremo con le amministrazioni comunali per cercare soluzioni condivise e mettere a disposizione le competenze tecniche in tema di erosione, tema fondamentale per la nostra Regione”.

Alleluia!!! Arriva un finanziamento europeo di 1,2 mln €, a mio avviso per giustificare il “riesame” di volumi di studi già scritti che, con i loro contenuti scientifici, hanno nel secolo scorso interessato (anche se spesso disattesi) la vita e la manutenzione della nostra costa, vedi ad esempio quelli dello Studio Ing. Volta di Savona.

Vengo ora a conoscenza che è: “IL MARE CHE ERODE LA COSTA” e nel contempo pregiudica il patrimonio di bellezza unico ecc.ecc. L’approccio non è certo dei migliori; si vuol identificare il “solo peccato”, non si accenna minimamente al “peccatore”, anzi…ai tanti “peccatori“.

Personalmente, punto il dito contro l’uomo, sia quello avido che quello che l’accontenta, non certo contro il mare, con il suo patrimonio costiero; un insieme a cui viene sottratto il suo habitat naturale consolidato nei millenni, spesso scientemente violentato. Quindi….per favore…!!!???

E’ risaputo che da millenni torrenti e fiumi hanno portato a mare sedimenti ghiaiosi, i quali hanno contribuito a formare e poi mantenere i diversi arenili. Altrettanto e’ scientificamente provato che, dove c’è stato prelievo di questo materiale dagli alvei per altri scopi (edilizia in particolare), le relative spiagge si sono poi trovate in sofferenza.

Le dighe foranee dei tanti porticcioli turistici hanno contribuito notevolmente a creare normale quanto logica erosione sotto vento. Erosione onerosa, rimediata annualmente a suon di denaro pubblico per mantenere con ripascimenti quell’arenile necessario alla balneazione. Quando non di peggio: chi non ricorda, ad esempio, quella mareggiata che ha causato lo sfondamento della massicciata a protezione della linea ferroviaria a seguito della costruzione del porto turistico di Lavagna? Oppure carte false sul porticciolo di Ospedaletti (oggetto da me esaminato nel passato).

Anche nel nostro piccolo golfo abbiamo avuto l’esempio negativo di come una cattiva gestione di un abuso comporta ulteriore onere di denaro pubblico (39.000 €), spesa che poteva essere evitata per la ricostruzione di un molo necessario al consolidamento del sito. Trucioli.it No 99 del 10/11/2016 (vedi…..).

Non parliamo poi del modo in cui è stata condotta la discarica presso i Bagni Nereo e quella enorme in località Serra: in spregio a qualsiasi norma riguardante l’ambiente è stato scaricato di tutto e di più, senza protezione adeguata a mare. Anche se l’arenile di Spotorno ne ha beneficiato, questo non giustifica aver poi lasciato un debito ambientale di fortissimo degrado. L’importante era allocare a costo “zero” il materiale di scavo delle gallerie del treno ed autostrada.

Cosa dire dell’erosione/aggressione “da monte” per costruire strutture fisse di vario genere?

Altri tempi? Assolutamente NO!

La storia si ripete oggi con la ormai famosa piattaforma Maersk a Vado Ligure; si parla di cento camion al giorno di materiale proveniente dagli scavi del “terzo valico”. Meno se ne parla, meglio è, a partire dalla stampa locale. Anche se la petizione popolare aveva segnato pollice verso: solo ITALIA NOSTRA e WWF con la consulenza dello Studio Sirito di Savona (ex Studio Volta), sempre con poca risonanza giornalistica a livello provinciale/locale, ha preso posizione.

Personalmente, attraverso Trucioli.it sento il dovere di riportare le sintesi/conclusioni finali del fascicolo suddiviso in:

A) Osservazioni sulla perizia di variante della nuova piastra multifunzionale di Vado Ligure, finalizzate alla verifica dell’eventuale impatto sulle spiagge di Savona e di Vado Ligure:

” In sintesi, la piattaforma piena provoca il dissesto del regime della spiaggia di Vado Ligure, ma la conseguenza più tragica della realizzazione delle opere in perizia, appare l’impatto ancora più marcato sulla grande spiaggia di Savona (della lunghezza di più di 3 km) del prolungamento e deviazione al largo della diga del porto traghetti, aggravato anche dall’effetto concomitante della piattaforma.

In conclusione il mantenimento della spiaggia di Savona nelle condiziomni attuali di arco costiero di spiaggia ininterrotta, è incompatibile con la realizzazione della variante.”

B) APM Terminals Vado Ligure spa: riscontro a interventi presentati nel corso della seconda sessione del 28 giugno 2016: risposta all’Ing. Giorgio Sirito:

“In proposito si è previsto nell’ambito del SIA di tenere sotto controllo questo tratto di litorale mediante attività di monitoraggio della linea di costa e dei fondali, al fine di individuare tempestivamente gli interventi più adeguati per la mitigazione di questo eventuale impatto. Tali interventi potrebbero consistere in un trasferimento del materiale depositato in prossimità del Segno sul tratto in prossimità del cantiere nautico”. (Ammissione che se vera, significa lasciare il rubinetto aperto al futuro consumo di denaro pubblico n.d.r.).

C) Controdeduzioni dello Studio Sirito alla “risposta” della APM Terminals Vado Ligure:

“…Conclusioni. Per tutto ciò, lo Studio Sirito non trova nessun motivo nel “riscontro Technical APM”, per variare alcunchè delle sue osservazioni, di cui il “riscontro” conferma anzi ancor più la validità, divagando senza affrontare in concreto i concetti esposti sui reali effetti negativi delle opere. …

… Si aggiunge che l’offerta, più volte avanzata nel corso del dibattito da un rappresentante APM circa la disponibilità per un monitoraggio ed intervento in caso di inizio di segnali di dissesto, non è accettabile, in quanto a quel punto significherebbe avere già dissestato il regime di equilibrio idraulico-marittimo delle spiagge, senza poterne più rimuovere le cause”.

N.d.r. la stessa proposta di monitoraggio per possibili danni al SIC (sito di interesse comunitario) in corso di ripascimento dell’arenile di Noli con il materiale di scavo del tunnel di Capo Noli è stata predisposta nel progetto ANAS/Regione. Significato? Si vuol far credere (sulla carta) di poter rimediare ad un disastro ambientale in atto… fermandosi(?) quando è scientificamente palese che il disastro è inevitabile: l’ulteriore erosione/scomparsa della prateria di posidonie, l’ulteriore intasamento degli sfoghi delle acque piovane.

CONSIDERAZIONI

Egregio Assessore Giampedrone, da persona anziana che ha avuto l’opportunità di “fare esperienza” sia come “uomo di mare”, sia come Sindaco, sono contento che denari comunitari arrivino comunque anche nella nostra Regione per studiare, per programmare.

Mi permetto ricordarLe però, che non sono assolutamente d’accordo quando afferma che il “nostro territorio rischia di ridursi drasticamente sotto i colpi dell’erosione marina” (in quanto tale, presa alla lettera). Le consiglierei, invece, di stimolare il tema di come normare, come impedire che quello che è successo nel recente passato e, purtroppo ancora in questi giorni, come sopra descritto, possa avvenire ancora nel futuro, con relativo sperpero di denaro pubblico.

Con la natura non ci si può permettere di giocare alla roulette russa…

Assessore, la vera EROSIONE a volte è identificabile in quella del denaro pubblico!!!

Carlo Gambetta

 

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