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Ceriale venduti i muri dell’ex farmacia comunale. La famiglia Richeri – Manzi di Finale Ligure investe 750 mila €

Il Comune sistema l’area degli ex cantiere Patrone, sul lungomare, con una spesa di 205 mila € e i media danno il giusto risalto alla prossima valorizzazione dell’area che dopo un’attesa di 20 anni diventa pubblica e prevede pure due campi da bocce, un ritorno storico sul lungomare. Ma Ceriale registra anche una significativa operazione immobiliare. La famiglia Richeri, titolare dell’omonima farmacia di Finalmarina, dopo aver acquistato per 1 milione e mezzo di € (unica offerente) la farmacia comunale ha deciso di acquistare  i muri dell’immobile, sulla via Aurelia di ponente, da un ex costruttore edile del loanese. Si parla di 750 mila € per poco meno di 200 mq.

L’immobile che ospita la farmacia San Rocco (ex comunale) ora venduto ai titolari della farmacia stessa per 750 mila euro

Una iniezione di fiducia in un panorama cittadino che ha bisogno di riprendere l’ottimismo, ovviamente purchè sia della ragione. Qualche investimento, soprattutto nella zona commerciale delle Muragne, c’è stato con l’apertura di un grande emporio di proprietà di una famiglia cinese (all’insegna Onest market),  a fianco è sorto un grande negozio di casalinghi e arredo, poi un bar. Più di recente una sala giochi dove aveva chiuso un’attività commerciale d’abbigliamento. Nella zona fanno da traino (Mercatò ex Famila con 60 dipendenti), Lild (20) e l’unica concessionaria officina a marchio ‘Ferrari’ della Liguria. Tra i costruttori hanno concluso i lavori di due acquisti di immobili trasformati e ristrutturati, sul lungomare centrale, Franco Fresia di Ceriale e i fratelli Verus di Magliolo, i più impegnati sul territorio. Franco Fresia da anni ha in agenda una importante operazione immobiliare – alberghiera, sempre nella zona di ponente, sulla fascia costiera e che coinvolge l’arenile e un ex campeggio.

Intanto la buona notizia è l’ulteriore impegno finanziario dei proprietari della Farmacia San Rocco (ex comunale). Come trucioli.it aveva pubblicato nel novembre 2015 (vedi…..) c’era stato l’acquisto da parte dei coniugi Franco e Amaria Richeri.  Il ramo dei Richeri che a Finale Ligure da quattro generazioni gestisce l’omonima farmacia, proprietari pure di diversi immobili. Franco ha sposato una farmacista di Pavia di nobile famiglia. E titolare della “San Rocco” di Ceriale è Laur Amaria Manzi, con una società in nome collettivo di cui è socio il papà.

Si direbbe che le farmacie restano un baluardo all’investimento e anche in questo caso quando sono gestite da privati generano utili che invece non hanno nelle mani di dirigenti e farmacisti dipendenti comunali. Una ragione ci sarà pure visto che non sono chiamate (le farmacie) a fare beneficenza e resistono nonostante la concorrenza delle parafarmacie sorte numerose in tutti i centri della Riviera. C’è da riferire un particolare mai messo in luce nei rapporti farmacie con l’Asl 2. Se l’ASL 1 di Imperia acquista e cede ai pazienti direttamente i medicinali di prima fascia con un robusto risparmio, l’ASL di Savona è una puntuale pagatrice. Un’isola fortunata, rispetto a quanto si legge in altre zone del Paese.  Qui ogni 25 del mese si provvede al saldo. Nessun favore, semmai sinonimo di un’economia sana dove la pubblica amministrazione paga i fornitori con quella tempistica e regolarità che in altri paesi del centro e nord europa è pratica diffusa da anni.

Ceriale la farmacia Lupano sulla via Aurelia

A Ceriale opera un’altra farmacia, ‘Nan‘ in origine e che prima si trovava nel centro storica ed ora sull’Aurelia, in zona centrale, più comoda anche per il parcheggio.  Nel 2000 la farmacia Nan era stata acquistata dal dr. Gianni Lupano. In realtà la farmacia aveva mantenuto il nome Nan, ma dagli anni ’70 venne comprata  da Paolina Santo coniugata Nan.

Lupano appartiene ad una famiglia  che negli anni 60 aveva realizzato l’albergo Sud Est (vicino al Moresco), trasformato in residence. Negli anni ’80 l’ulteriore trasformazione in multiproprietà, un ‘esperimento’ che si è concluso male  dopo pochi anni. Ora è un condominio e papà Lupano, classe 1924, aveva poi acquistato il San Marco ad Alassio, in origine  una clinica pediatrica di cui si occupava la figlia. Quattro anni fa l’immobile è stato venduto ai proprietari del Grand Hotel (imprenditori cuneesi della Fincos – Conicos, famiglia Vinai-Bongiovanni) che hanno realizzato un residence.

Le farmacie, dicevamo, che in ogni città e paese rappresentano un ‘motore’ che gira a pieni volumi e che la pur sempre concorrenza in agguato non è riuscita a scalfire più di tanto. Semmai nonostante  gli osanna alle fatture elettroniche, alla rivoluzione tecnologica, alla sburocratizzazione lumaca, devono vedersela con un mare di carte e copie, fotocopie. E’ rimasto l’obbligo di stampare  ed archiviare ricette e fatture, un doppio lavoro, una stupida burocrazia.

A Ceriale dove le due farmacie, private ed in buone mani, devono convivere con un tessuto socio economico che viaggia ora da moribondo, ora da malato cronico. Con cittadine come Loano ed Alassio dove esiste una sana concorrenza commerciale, con aree ricche di attività che si rinnovano, investono, rischiano.  Ceriale che soffre, non da oggi, lo scollamento tra amministrazione comunale e mondo commerciale e turistico, ciò che resta. Manca un’ adeguata collaborazione, molti limiti e incomprensioni, a volte personalismi. Lo stesso Civ che dovrebbe dare un impulso e rappresentare la coesione, la spinta, non è riuscito a far passare quella linea ovunque vincente di chiudere i centri storici, altre volte accade che ci si deve scontrare con limitazioni  imposte dalla polizia municipale.

L’area demaniale dell’ex cantiere navale Patrone dove sorgerà il nuovo parco urbano comunale

Ceriale che, nel generalizzato mortorio di levante, avrà un primo piccolo impulso dalla spettacolare pedonale che la unisce a Borghetto e che si può raggiungere Loano e fino ai confini di Pietra Ligure.  Ceriale che aspetta e spera una soluzione – ha visto passare cinque sindaci, con il primatista provinciale Ennio Fazio che col sindaco compagno Renato Zunino di Celle Ligure, detiene lo scettro di permanenza in Municipio –  del complesso immobiliare della famiglia Murialdo (il capostipite Franco è mancato il mese scorso) che ad un certo punto aveva stretto un accordo con il Gruppo Delle Piane di Savona (industriali e costruttori edili), ma pare sia tutto naufragato. C’è il delicato e dibattuto tema cinquantennale del porticciolo turistico contro il quale si sono schierate tutte le associazioni di categoria di Borghetto S. Spirito, ad iniziare da Bagni Marini.

Ceriale che con l’inizio dell’estate, dopo l’approvazione  del progetto definitivo in Conferenza dei servizi deliberante in Regione – previsto per la prima decade di marzo – si passerà all’affidamento della gara d’appalto (205 mila euro). E’ l’epilogo della telenovela che ha caratterizzato gli storici cantieri navali Patrone, con concessione demaniale agli eredi Patrone: le famiglie Moreno a loro volte divise ed al centro di un lungo contenzioso legale e giudiziario. L’area di quasi 2 mila mq acquisita in toto dal Comune era stata al centro di divergenze all’interno della maggioranza, ma anche diverse valutazioni della minoranza, in particolare del consigliere Luigi Giordano. Tra gli esponenti del gruppo del sindaco Fazio a chiedere una destinazione turistica-ricettiva-commerciale era stato il consigliere Simone Fresia, ingegnere, figlio di Giuseppe (Pinuccio) Fresia, costruttore edile, inizialmente in società con il fratello Franco.  Il giovane Fresia che aveva anche la delega alla Polizia Urbana ha finito per rassegnare le dimissioni dopo che il sindaco aveva punito il ‘ribelle’ con la revoca degli incarichi – deleghe. Insomma punito per aver osato dissociarsi da una scelta che, da tecnico e figlio di imprenditore, riteneva sbagliata per la città.

I lavori che si concluderanno con la nascita di un nuovo parco urbano (al suo interno il fortino della Grande Guerra che la Sovrintendenza ha imposto di preservare) prevede sistemazione dell’arredo urbano con aiuole e panchine, attrezzature gioco a ‘rete’ per ragazzi, amache, scivoli, piramide di corda su un fondo di sabbia.  Infine il ritorno a quei campi da bocce che per decenni hanno rappresentato un’attrazione in centro, con Ceriale che poteva contare su una formidabile squadra di cerialesi. I due campi erano stati chiusi e trasferiti nel nuovo ‘bocciodromo’ di regione Magnone. Quel vuoto che oggi ospita spazio di gioco per bambini, ma nel cuore e nella mente di tanti cerialesi erano rimaste le bocce sul lungomare. (l.c.)

 

 

 

 

L’area di 2 mila mq che ospitava il cantiere navale Patrone, all’interno è rimasto lo scheletro di un fortino di guerra che dovrà essere salvato

Il centro storico di Ceriale al mattino del giorno di Natale 2016

 

Il secondo tratto di ponente del centro storico di Ceriale nella mattinata di Natale 2016

 

Il tratto di levante del centro storico di Ceriale il giorno di Natale 2016

 

 

 

Un altro pezzo del restyling urbanistico annunciato dall’amministrazione

comunale di Ceriale si completa: lunedì prossimo inizierà la demolizione dell’ultima parte

dell’ex cantiere Patrone, almeno per la parte che riguardava lo stabile degli ex uffici. Per

quanto riguarda il fortino, invece, rimarrà tale e quale in quanto definitivamente vincolato

dagli enti per la salvaguardia del territorio e dei manufatti.

Così si completa l’abbattimento di uno pezzi della storia economica della cittadina

cerialese rappresentata dai cantieri navali Patrone. Gli interventi di demolizione dello

stabilimento nautico situato sul lungomare cittadino erano iniziati nello scorso mese di

aprile, poi interrotti.

Leggi anche

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all’intervento di restyling”

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● Contrarietà Ceriale, il consiglio comunale approva il progetto “Terre di Mare”.

Giordano: “Altra cementificazione”

● Urbanistica Ceriale, in Consiglio il restyling dell’area di ponente. Il sindaco Fazio:

“Indispensabile dopo anni di degrado”

L’operazione era stata fortemente voluta dal Comune di Ceriale con il sindaco Ennio Fazio

che aveva a suo tempo firmato un’ordinanza per un intervento d’urgenza che prevedeva la

bonifica e la messa in sicurezza della copertura in lastre di cemento amianto dell’ex

cantiere navale.

Ora si completa la demolizione. Per l’area, soggetta agli interventi di riqualificazione

urbanistica varati dal Comune, si parla di spazi pubblici considerato che il cantiere

sorgeva su area demaniale affidata ai Patrone. In un primo tempo si era pensato anche

all’insediamento di nuove attività turistico-commerciali, ipotesi poi abbandonata. Il

progetto di demolizione e bonifica della zona occupata dai cantieri navali era stato oggetto

di un lungo iter amministrativo, fino all’ok definitivo arrivato dalla Conferenza dei servizi.

 

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