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A confronto Noli con Liguria 17 e Rigopiano

“La cava di Noli e l’hotel della tragedia di Rigopiano. Quando l’ex sindaco, indomabile comandante Carlo Gambetta, memoria storica, tenace gladiatore dell’informazione capillare e della sua indipendenza, ammoniva sulla sorte della Cava di Noli predicava al deserto. Fustigatore degli eletti chiamati ad amministrare la cosa pubblica. Mai smentito e spesso ignorato. Consapevole che il cittadino disinformato o male informato di ciò accade in Comune e perché accade, e si tace, crea i giullari al malgoverno, agli incapaci, ai mediocri. Gambetta che scriveva su Trucioli Savonesi e da 5 anni su Trucioli.it, volontario della costanza e diligenza. Per lui un impegno civile, con nome e cognome, senza velleità personali, semmai per una comunità più giusta, leale e soprattutto informata.”

Un palese esempio di dissesto di recente entità, è proprio quello dell’hotel “Rigopiano”, dove un azzardato allocamento della struttura urbanistica, unito a straordinari eventi atmosferici naturali, ha dato origine ad un disastro di considerevole entità con la perdita di vite umane.

In analogia, la zona di Noli in questione potrebbe essere assimilabile per proporzioni, tipologia ed entità; certamente ad oggi nessuno può prevedere e/o prevenire, a fronte dei dati disponibili, e sulla base degli accertamenti svolti, un tale dissesto con le eventuali conseguenze.

Dunque, si pone una riflessione su come il nostro territorio sia fragile, e come prima di procedere in interventi edilizi o assimilabili, sia necessaria una oculata e scientifica valutazione che possa quantomeno prevenire fenomeni come quello appena accaduto di “Rigopiano”

Questo è ciò che scrive il comandante Gambetta nell’articolo edito il due febbraio scorso, ed ancora nell’articolo edito il 25 gennaio 2017: Noli, quanti cittadini disinformati.

Chiusi nelle proprie case, comodamente seduti davanti al televisore, la popolazione nolese da anni ormai appare indifferente a tutto ciò che interessa la vita comunitaria, le strategie proposte ed attuate dalle diverse Amministrazioni Comunali, per poi alla fine subirle, nel bene e/o nel male.

Da tempo molti si affidano a facebook, dove, chi vuole, esprime il suo pensiero che spesso riguarda lo stretto interesse personale, talvolta fuorviando la realtà dei fatti.

Altrettanti si affidano a sentito dire, ad informazioni devianti, di comodo; insomma, manca quella verità che solo in Consiglio Comunale, documenti alla mano, tutti i Consiglieri, di volta in volta dovrebbero chiarire alla popolazione, sia come “Comunicazioni” che come “Interrogazioni“.

“As you make your bed, so you must lie in.; “Wie man sich bettet, so liegt man” o anche”Wer der Grund seines Unglücks ist, beweine sich selbst”.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

Chi ha combinato qualche pasticcio ha bisogno di tutto, fuorché di qualcuno che gli dica “è tutta colpa tua”.

L’analogia cui fa riferimento [Gambetta] al secondo comma: Rigopiano e Noli – Liguria 17, è sostanzialmente “insensato”: pur avendo la medesima gravità è che il primo deriva da un fatto naturale, il secondo è frutto dell’intervento umano, con l’aggiunta della “rapina” del torrente “Noli”

Rigopiano è situata nella parte più alta del comune di Farindola, su un piccolo pianoro a quota 1200 metri s.l.m.alle falde sud-orientali del gruppo del Monte Camicia

(Monte Tremoggia - Monte Siella - Monte San Vito), dorsale orientale del massiccio del Gran Sasso, circondata da boschi di faggio.

Il sito fu abitato nell’era del Neolitico. In località Rigopiano furono rinvenute infatti capanne pietrose a “thòlos“, ben conservate perché usate anche dai pastori come abitazioni provvisorie, durante il periodo dei “tratturi abruzzesi”, terminato nel XX secolo. [Settembre, andiamo. È tempo di migrare.......E vanno pel tratturo antico al piano,].

L’hotel Rigopiano è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe. Lo testimonia la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale. I documenti sono stati evidenziati dal Forum H2O Abruzzo. In pratica il resort è sorto su resti di passati eventi di distacco provenienti dal canalone sovrastante la montagna. [foto 1]

Foto 1

Il geologo Paolo Monaco scrive “Da un rapido esame della morfogenesi del versante che grava sull’area di insediamento dell’hotel colpito dalla slavina si osserva: una valle molto incisa, scoscesa, quindi ad evoluzione recente, che taglia distintamente una antica valle glaciale; la testa di questa giovane valle mostra distintamente i segni di attiva erosione crionivale, con formazione di solchi fin sulla cresta (…). Un’area, quindi, dove il manto nevoso esercita un’attiva azione modellatrice dinamica attraverso valanghe. Il conoide detritico su cui poggia l’hotel sono il prodotto, recente, dell’erosione e trasporto cui è soggetto il versante. Un sito dove l’azione delle valanghe, dunque, doveva essere già conosciuta! La natura lascia i suoi segni sul territorio, non è mai traditrice! Un pensiero a chi ha pagato con la vita per tutto ciò!”.


Foto 2

Della stessa opinione è Domenico Belcastro che nella sua lunga analisi spiega il motivo per il quale l’hotel Rigopiano non doveva trovarsi in quel punto. “Io sono geologo e sono stato tenente degli Alpini – scrive il geologo -. Alla scuola militare alpina ci hanno insegnato tutto sulla neve. Nessuno cambierà mai la mia idea, ripeto soltanto mia, che il posto era a forte rischio causa valanghe. Putroppo questo é successo (…). Ci insegnavano che le reti in acciaio paravalanghe erano una delle soluzioni, che andavano messe a monte. Sono stato in Svizzera, Austria e Alpi italiane e queste precauzioni sono la norma. Ma questo purtroppo, per varie cause, non é stato fatto al Gran Sasso”.

Ma il punto più interessante del suo discorso arriva dopo:

Inoltre alla base di un canalone alto 1000 metri, come vedete in figura, con due grandi nicchie di distacco, evidenti anche a un giovane osservatore, non si doveva costruire nulla, specie un hotel a 4 stelle che può avere un centinaio di clienti. É una questione di rischio. In una scala da 1 a 10 il rischio per me era 9. Punto. La baita raffigurata da qualcuno in foto antiche negli anni 20, poi 50 e 70 veniva usata raramente dal Cai e da persone esperte (non clienti) e comunque da poche persone. Oggi invece l’hotel ha avuto moltissimi ospiti (troppi purtroppo). Gli effetti li vediamo. Non é successo nulla per 80 anni? Sicuro? Piccole slavine non avvennero? Mi dicono di sì, che ci furono. In ogni caso oggi vediamo purtroppo i terribili risultati, per una super concausa tripla: neve abbondantissima e instabile con vento, sisma con probabile distacco basale e riscaldamento globale che oggi, non negli anni 20, crea effetti terribili climatici estremi e di lunga durata. Questo é documentato scientificamente. Il rischio é stato questo. Andrebbe tutto ricontrollato con gente esperta, preparata e con fondi a disposizione, meno burocrazia e più prevenzione. La Natura si riprende prima o poi sempre i suoi spazi e noi non siamo i padroni ma gli ospiti”.

Noli – Liguria 17

I suoli su substrato quarzitico [vedi TERRE ROSSE DI ORIGINE CARSICA e DEPOSITI PLIO-QUATERNARI]

Le aree di affioramento del substrato quarzitico risultano relativamente poco estese. Morfologicamente piuttosto omogenee, sono costituite generalmente da versanti a pendenza media del 40-50%, soggetti a forte ruscellamento sia areale sia concentrato. La copertura vegetale è costituita da un’associazione dominata nettamente dal Pino Nero nello strato arboreo e dall’Erica in quello arbustivo e in cui è evidente l’intervento antropico di riforestazione, conseguente ai disastrosi incendi che periodicamente percorrono questi versanti.

La forte erosione, accentuata dalla degradazione della copertura vegetale fa si che in vaste aree il suolo manchi totalmente o sia limitato a piccole tasche e a coltri d’alterazione scarsamente pedogenizzate, con rocciosità che supera sovente il 60%. anche dove la pedogenesi è maggiormente sviluppata il suolo è comunque molto sottile di tipo rankriforme . l’associazione pedologica è costituita da Litosuoli, Suoli humo, calcarei, Rendzina e roccia affiorante.”

Foto 3

Il lungo complesso denominato “Liguria 17″ costruito ai piedi della dismessa cava [1] di quarzo, è frutto dell’intervento umano, del secolo scorso, con l’aggiunta della “rapina” del torrente “Noli” [2].

Costruito ai piedi di un pendio piuttosto scosceso, in barba alle leggi di gravità, alle disposizioni del P.R.G., al piano di tutela ambientale, in barba a ………., semplicemente per “far cassa” sia da parte della ditta costruttrice sia da parte dell’amministrazione in carica in quel tempo.

La cava di quarzite

Il quarzo è un minerale, chimicamente biossido di silicio cristallino, SiO2, il più diffuso in natura (è il principale componente di molte rocce ignee e metamorfiche), in una gamma vastissima di modificazioni e di colori, utilizzato in numerosi campi d’applicazione. ………. Il Quarzo é uno dei minerali più diffusi sulla crosta terrestre e può trovarsi in una vasta varietà di ambienti. Può avere origine magmatica, sedimentaria e metamorfica……. Nelle rocce sedimentarie è molto frequente in quanto è un minerale resistente all’alterazione chimico-fisica e nelle rocce metamorfiche può trasformarsi nei polimorfi della Silice di alta temperatura e pressione (Tridimite e Cristobalite, quest’ultima presente quasi esclusivamente nei crateri da impatto di meteorite, data l’altissima pressione a cui si forma).

Il Quarzo era utilizzato dall’uomo già in epoca preistorica. Con esso venivano costruite le punte delle lance ed altre armi, sfruttando proprio la possibilità di ricavare pezzi facilmente lavorabili grazie alla proprietà di questo minerale di rompersi in schegge (frattura concoide). Inoltre, fin da epoche antiche il Quarzo, specialmente nella sua varietà Ametista ma, anche Calcedonio, Agata ed altri, è stato considerato un’importante minerale per la costruzione di pregiati oggetti e gioielli. Sia Greci sia Romani ne apprezzavano la bellezza e gli conferivano molte proprietà divinatorie, costruendone “amuleti” e pietre di vario genere. Per le sue caratteristiche di resistenza alle alte temperature (oltre che di trasparenza) viene utilizzato per realizzare i bulbi delle comuni lampade alogene E’ inoltre il minerale dal quale, per riscaldamento al di sopra della sua temperatura di fusione, si produce il vetro. Il vetro, infatti, altro non è che il polimorfo amorfo (cioè non cristallino) della Silice.

Il Quarzo è un minerale molto comune è utilizzato come abrasivo per la sua durezza, come stabilizzatore di frequenza in circuiti oscillanti è ricercato per la sua piezoelettricità, per la sua trasparenza ai raggi ultravioletti è utilizzato per produrre vetri particolari, per il suo basso coefficiente di dilatazione è usato nella produzione di oggetti che devono essere sottoposti a elevate temperature o a improvvisi sbalzi di temperatura. I vetri di tipo pirex spesso utilizzati come casseruole da forno contengono il 90% di quarzo. Infine con il quarzo si realizzano materiali refrattari, prodotti ceramici, smalti per vetri e per porcellane.

Quando sia iniziato lo sfruttamento della “cava” non è da sapere, certamente nei primi anni del novecento, sviluppatosi in crescendo con l’arrivo della linea ferroviaria, che ha permesso di cambiare il sistema dei mezzi di trasporto: da trazione animale a trazione meccanica.

In seguito vuoi il crescendo degli alti costi di estrazione, di trasporto, di manodopera e non da ultimo la riduzione del serbatoio estrattivo, ne hanno determinato l’abbandono e la dismissione.

Ed è qui che l’amministrazione in carica a quei tempi avrebbe dovuto intervenire con opere di contenimento e riqualificazione ambientale.

La normativa, precedente la legge urbanistica nazionale 17 agosto 1942, n°1150 e successive modifiche e integrazioni, era rappresentata dalla legge 29 giugno 1939, n° 1497 [abrogata dall'art. 166 comma 4, D.L. 29 ottobre 1999] unitamente al regio
regolamento esecutivo
3 giugno 1940, n° 1337, art.li 9 – 17 – 23 punto 5: “preservare dall’alterazione le attrattive naturali e paesaggistiche che costituiscono un intangibile patrimonio della nostra Nazione ed un elemento insostituibile di valorizzazione turistica“.

Ed inoltre anche il P.R.G., tutt’ora vigente anche se scaduto, le variazioni introdotte dal Geologo Roberto Garbarino, [geologo con le p..... ex allievo del geologo Pietro Mainfredi, un altro scomodo rimosso a suo tempo dalla Liguria 17] sono state palesamene disattese.

Tornando a quanto sopra detto [sic. l'amministrazione in carica a quei tempi avrebbe dovuto intervenire con opere di contenimento e riqualificazione ambientale.] anche oggi l’amministrazione piange miseria; ma quale miseria se poi si viaggia a conferire incarichi di fattibilità a destra e a manca per opere che oltre all’onorario del progettista, per essere completate devono attingere nelle tasche della cittadinanza ! [vedi incarico di fattibilità della ex galleria del treno Spotorno – Noli in pista ciclabile]

Note

1 – La Provincia di Savona ha il maggior numero di siti estrattivi della Liguria: si tratta di siti di piccola e media grandezza. Le cave abbandonate (e non recuperate) sono risultate essere 57, molte sono le cave di prestito dislocate lungo le strade nell’entroterra, aperte per la realizzazione delle strade stesse, mentre le cave localizzate sulla costa sono in gran parte state antropizzate e inglobate nel tessuto urbano, come, ad esempio, per i casi di Bergeggi e Spotorno. Diverse si trovano in aree di pregio dal punto di vista paesistico-naturale e sono inserite nel Piano delle Aree Protette Provinciali, aree SIC, altri, nel territorio del Finalese, importanti siti dal punto di vista geologico.

2 – la “rapina” del torrente “Noli” , argomento prossimo.

Alesben B.

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