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Un Mario tenore duella con lady Sara:
A Pietra Ligure la Lega governa col Pd
e ha appoggiato la ‘Paita presidente’

Due mozioni sul tema profughi ed accattoni a Pietra Ligure. Curiosamente l’opposizione di centro destra contesta il vice sindaco leghista che notoriamente è uno schieramento paladino della lotta ‘antimigrazione e antiaccottonaggio’  con un crescente successo popolare, dunque di condivisione. Come stanno realmente le cose ? Sara Foscolo merita davvero di finire nel mirino su questi temi ? Non solo, nel duello entra l’alleanza di fatto Lega – Pd, unico gruppo consiliare, un’eccezione nel panorama ligure e italiano. E ancora, l’appoggio del sindaco (che coinvolge indirettamente la giunta) alla sconfitta candidata Raffaella Paita.

Per il consigliere comunale Mario Carrara, ideatore e promotore del Calendario più lungo d’Italia, un giorno da cicerone per illustrare l’opera al cronista

C’è chi sostiene che le le mozioni discusse in Consiglio, sollecitato da  cittadini di fronte al “piú completo, disinteresse della Giunta”. Mario Carrara, esponente di punta dell’opposizione, 9 anni da assessore, ha dichiarato : “L’ho fatto volentieri soprattutto per far “uscire dal suo guscio” la Vicesindaco Foscolo, organicamente in Giunta come rappresentante della Lega Nord, a fianco di esponenti del PD, e con un Sindaco che, prima delle elezioni regionali scorse, non ha avuto esitazioni a unire il suo nome a quello di molti sindaci del PD, in un documento ufficiale di sostegno della candidatura di Raffaella Paita a Presidente della Regione Liguria.”. Ed incalza: “La signora Foscolo ha votato “contro” tutte le mozioni presentate da me (6) tra cui quelle su “Accattonaggio organizzato”, “Profughi a Pietra Ligure”, “Blocco delle aperture di negozi di collanine ed affini” da parte di cingalesi o pachistani nel centro storico, nel solo centro storico ce ne sono ben sei “. Manco a dirlo c’è qualche proprietario di immobile italiano che affitta, qualcuna altro pure connazionale che magari vende la licenza agli extracomunitari. Un affare per gli uni e per gli altri, alla prova del mercato chi gestisce. E spesso i protagonisti italiani sponsorizzane il partito di Bossi il duro del ‘boia chi molla’ e Salvini il ‘mitragliatore’ che non condivide le mezze misure.

Il tema a Pietra é molto sentito ? Pare di si.  Ancora Carrara: “ Ritenevo che su temi del genere la Foscolo, che rappresenta a tutti gli effetti il partito della Lega Nord, fosse più accorta e, se non a favore, almeno si astenesse; tuttavia, non l’ha fatto, votando sempre “No”. Questo mette noi nella condizione di “denunciare” questa situazione che ha, a tutti gli effetti, le caratteristiche di un “unicum”. Ciò in quanto: 1) Non si ha notizia, se non a Pietra, di un’amministrazione tra la Lega “lepenista” di Salvini ed il PD di Renzi. 2) Di in vicesindaco della Lega Nord che faccia da “Vice” ad un Sindaco che ha appoggiato apertamente la candidata Presidente Regionale espressa da PD. Ora noi vogliamo mettere in evidenza queste grandi contraddizioni politiche che, senz’altro, i vertici nazionali di quel partito non conoscono. Inoltre, che che non possono essere ridimensionate dalle dichiarazioni della stessa vicesindaco che ha dichiarato di aver manifestato una sua personale linea di coerenza con quella del suo partito, avendolo scritto su facebook e di non aver voluto votare contro per non alimentare voci di una sua posizione di dissenso rispetto a quella della sua maggioranza. Troppo poco per chi milita in un partito che fa, della lotta all’immigrazione, il proprio maggior punto d’impegno ogni giorno.

Sara Foscolo nel suo depliant alle consultazione comunali

Il vice Sara Foscolo, sul tema e sullo scontro con Carrara, ha dichiarato a Savona news: “Purtroppo mi rendo conto di essere di fronte ad una persona che dopo tanti anni di amministrazione, ancora non riesce a digerire la sconfitta e passa il tempo a scrivere mozioni su mozioni, cercando di sostituirsi alla maggioranza. Le azioni del consigliere Carrara servono solo per nascondere l’inutilità del suo ruolo, da egli stesso definito di opposizione e non di minoranza… non partecipa alle riunioni dei capigruppo, è contrario agli incontri preliminari del consiglio, utilizza i cavilli del regolamento del consiglio per bloccare il lavoro del consiglio stesso, richiedendo convocazioni inutili e depositando interpellanze mascherate da mozioni. Ogni mese siamo chiamati a discutere le mozioni più assurde, dall’autoscala del Comune, alla chiusura dei dehor, al passaggio dei funerali… forse il consigliere Carrara non si è ancora reso conto che i cittadini sono talmente annoiati che non seguono neanche più i consigli comunali in streaming! La cosa che mi stupisce è che lo stesso consigliere che ho sempre considerato, nonostante tutto, una persona intelligente, non capisce o non ascolta le risposte che gli vengono date. I problemi dei mendicanti, della sicurezza, degli immigrati, dei profughi sono problemi sovranazionali che possono essere affrontati solo ed esclusivamente seguendo le leggi nazionali. La sottoscritta, in qualità di Vicesindaco, non approverà mai richieste di Carrara contrarie alle norme di legge, come quelle dell’ultimo consiglio, fatte solo per demagogia e per finire sui giornali. Dire a me che sono favorevole all’immigrazione, inoltre, è assurdo, quando ho già abbondantemente espresso le mie idee in proposito! ” E conclude: “Ho votato contro alla mozione sugli immigrati, perché tutto quello che ci veniva richiesto di fare è già stato fatto! D’altronde, se avessi approvato la mozione oggi leggeremmo sui giornali di fantomatiche rotture all’interno della maggioranza… Pensiamo a risolvere i reali problemi della nostra città invece di fare inutili polemiche per avere visibilità! L’amministrazione di Pietra Ligure lo sta facendo! Invito la minoranza a fare altrettanto!”

LE MOZIONI PRESENTATE DA MARIO CARRARA

Profughi a Pietra Ligure, Il sottoscritto Mario Carrara, consigliere capogruppo consiliare, espone di seguito la presente Mozione Consiliare:

Abbiamo appreso, sgomenti, che anche Pietra Ligure é diventata luogo di collocamento di profughi. Non solo, oltre quelli collocati, di cui si è venuti a sapere a cose concluse, i giornali hanno anche divulgato il fatto che il numero dei profughi stessi avrebbe potuto consistente essere ben più consistente di quelli effettivamente già arrivati e già soggiornanti nella nostra città: fino al numero esorbitante di 100 !

Poiché la nostra città basa pressocché esclusivamente la propria economia sul turismo, che basa, a sua volta, la sua forza oltreché sulla promozione del nome della città medesima anche sulla sua immagine e sul suo decoro, appare veramente non condivisibile né accettabile, che la nostra città stessa debba essere costretta ad accettare di ospitare persone nullafacenti che hanno l’unico problema di far passare, in qualche modo, il tempo delle loro giornate.

Considerando, pure, del tutto inaccettabile la politica nazionale che, essa stessa, provoca il formarsi di numeri rilevanti di extracomunitari immigrati, mischiando e non distinguendo, se non solo “a parole”, i “profughi da guerre “, rispetto ai “migranti economici ” , cioè di coloro che, non fuggono da conflitti, ma solo dai disagi economici di nazioni economicamente depresse.

Tutti, insieme, “indistinti” nelle motivazioni per le quali hanno lasciato i loro paesi d’origine, vengono, quindi, “sistemati” nelle città e nei nostri paesi, anche quelli della Riviera Ligure; questi ultimi, per la maggior parte dei casi, inadatti ad ospitarli, perché privi di prospettive di offerte di lavoro o di occasioni di occupazione che i profughi possano tenere impegnati, corresponsabilizzandoli negli ingenti sforzi fatti dallo Stato e dalle comunità per la loro ospitalità; paesi privi di strutture “adeguate” alla sistemazione dei profughi medesimi, se non in alberghi privati, che offrono le loro camere per riempirle nei periodo “morti”, alberghi attrezzati alla normale ospitalità dei turisti per brevi periodi, ma non per i lunghi periodi dell’ospitalità sociale/caritatevole; paesi privi di ogni preparazione ed esperienza ad un’accoglienza di “massa” di carattere “sociale/caritatevole ” di individui che provengono da altre culture, da altre religioni, con altri valori, con un altro concetto di civiltà; paesi privi delle adeguate risorse per emergenze di tal genere e per assicurare la sicurezza delle loro comunità con servizi di sorveglianza e di prevenzione dei crimini; inoltre, ancora ribadendo un concetto espresso più sopra, sempre con riferimento ai paesi costieri della Riviera Ligure del tutto inadeguati alle sistemazioni “sociali/caritatevoli” di massa poiché viventi su un tipo di economia che fa soprattutto dell’immagine positiva e della sicurezza garantita i propri punti fermi che attirano i turisti a venire e li invogliano a ritornare.

Per tutto quanto sopra, il Consiglio Comunale di Pietra Ligure si esprime ed impegna l’Amministrazione Comunale affinché sia formalmente rappresentata al Prefetto di Savona la ufficiale contrarietà della città all’arrivo di nuovi profughi, non considerandoli compatibili con la vocazione di carattere turistico-economica su cui si basa prevalentemente l’economia della città. Considera, inoltre, del tutto inaccettabile un’eventuale “imposizione dall’alto” alla sistemazione di carattere “sociale/caritatevole” di immigrati, in quanto contraria agli interessi della città. Pietra Ligure, 9 Gennaio 17

SECONDA MOZIONE-  Regolamentazione e limitazione attività commerciali e di pubblico esercizio nel centro storico.

Abbiamo assistito, in questi ultimi tempi, ad un proliferare abnorme di attività commerciali “anomale” nel centro storico. Sono saliti a sei i punti vendita di collanine, braccialetti e monili vari, tutti dello stesso tipo e genere, tutti in negozi arredati ed illuminati con le stesse caratteristiche: bianco ghiaccio “asettico”, tipico degli obitori.

Mentre si avanzerebbero già seri dubbi sulla possibilità di “sopravvivenza ” commerciale di uno solo di tali punti vendita, viste le locazioni prevalenti e considerando pure la redditività commerciale dei mesi invernali, si prende atto, invece, che questo tipo di attività, al contrario di quanto avviene per i negozi italiani, è in progressivo sviluppo ed espansione: sembra inarrestabile!

Si vede che i clienti acquistano questi prodotti, “a mano bassa “, ma facendo attenzione a non esser visti da nessuno.

Poiché, però, non è giusto, né bello che i nostri centri storici, così attraenti per le loro tipicità architettoniche ed estetiche, siano “invasi” da attività di vendita di questi prodotti, tutti provenienti dall’estero, di scarso valore, tocca al Comune approntare gli strumenti normativi per impedire il loro assurdo “proliferare”.

Ciò vale anche per il caso di pubblici esercizi che si volessero aprire, sempre nel centro storico, per prodotti come kebab, hot dogs, patate fritte, ecc., estranei alla tradizione culinaria ligure o, quantomeno, italiana.

Riteniamo, infatti, che una promozione valida del Centro storico di Pietra Ligure, come di tutte le cittadine della Riviera, si debba e si possa attuare con la vendita di prodotti tipici locali o, almeno prevalentemente italiani e con la somministrazione di cibi e bevande originarie del luogo, o almeno prevalenti.

Andando avanti così come sta andando ora, invece, il Centro Storico cadrà sempre più in una depressione commerciale che lo renderà commercialmente privo di ogni attrattività.

Il nostro Comune é già intervenuto, con la precedente Amministrazione, a regolare ed impedire il proliferare delle agenzie immobiliari nell’ambito del Centro Storico (anche se ultimamente abbiamo notato l’apertura di una nuova: ma vigilate o no?).

Altri Comuni, ben più grandi ed importanti di noi, hanno adottato appositi REGOLAMENTI specifici per il centro storico, per esaltarne e preservarne le tipicità ed il valore: FIRENZE, ne è l’esempio più insigne; nel suo centro storico non si possono vendere che determinati tipi di generi commerciali ed, in ogni caso, la prevalenza di ciò che si vende nei negozi DEVE ESSERE DI ORIGINE ITALIANA; inoltre, bar e ristoranti devono esercire la loro attività in linea con la tradizione della città: altre attività non sono consentite; quelle che sono esistenti hanno due anni per adeguarsi alle nuove norme, pena la revoca della licenza.

Per tutti questi motivi, si sottopone la presente Mozione Consiliare all’esame del Consiglio Comunale, chiedendo di approvarla nella parte del suo dispositivo come segue:

LINEE GUIDA da far proprie da parte dell’Amministrazione Comunale per un loro successivo inserimento nei REGOLAMENTI già esistenti o per la redazione di nuovi, all’uopo predisposti:

A) Nell’ambito del centro storico di Pietra Ligure, così come individuato urbanisticamente dal vigente P.R.G., É VIETATA l’apertura ed il trasferimento da altre zone della città, di esercizi commerciali non omogenei con la tradizione commerciale della Liguria o, almeno, italiana.

B) In ogni caso, i prodotti posti in vendita, almeno per il 70% del loro quantitativo complessivo, devono essere di provenienza della Liguria o, almeno, italiana.

C) É VIETATA l’apertura di bar e ristoranti non omogenei con la tradizione culinaria della Liguria o, almeno, italiana.

D) Gli esercizi commerciali ed ipubblici esercizi esistenti, le cui caratteristiche non corrispondessero o collidessero con le prescrizioni stabilite ai punti precedenti, hanno DUE ANNI di tempo per adeguarsi alle stesse. Decorso invano questo lasso di tempo, il Comune provvederà alla REVOCA delle relative licenze.

Si allega, a puro titolo esemplificativo, il Regolamento apposito, scaricato dal sito del Comune di FIRENZE, che ha costituito spunto per la redazione della presente Mozione Consiliare.

Allegato: Regolamento Comune di Firenze

TERZA MOZIONE – Accattonaggio a Pietra Ligure.

Stiamo assistendo ad una vera invasione e diremmo quasi “stabilizzazione” degli accattoni a Pietra Ligure che, ogni giorno, specie nel centro storico, arrivano (non si sa da dove…) e, occupando postazioni “fisse”, chiedono l’obolo ai passanti.

Infatti, essi occupano posizioni ormai “stabili” e “studiate” strategicamente circa il passaggio dei pedoni o presso esercizi commerciali nei pressi dei quali si posizionano anche in due, al lato dell’entrata e di fronte alla stessa; li troviamo: presso il sottopassaggio di via Rocca Crovara, in via del Pretorio, in via Matteotti e, specialmente, in via Garibaldi, ogni giorno.

Noi non vogliamo che si perseguiti il mendicante che stende la mano chiedendo la carità a chi passa; non ce l’abbiamo con chi è misero e non ha altra risorsa che il buon cuore della pietà altrui, sia ben chiaro!

Tuttavia, il fatto che ogni giorno dei giovani, grandi e grossi, si “piazzino” in punti prestabiliti, chiedano petulanti la moneta; a volte “inseguano” il passante, se quest’ultimo non concede subito quanto loro chiedono e lo assillino insistentemente, non fa pensare “al mendicante che chiede la carità “, ma ad un sistema della questua, ad una vera e propria organizzazione dell’elemosina, che lucri e sfrutti la generosità della gente, tanto da non solo “chiedere” ma anche “insistere” per avere.

Una cosa del genere, per le dimensioni che sta assumendo, non può tollerarsi oltre, anche perché Pietra Ligure, città che basa tutta la sua economia sul turismo e sull’immagine che essa dà a chi la visita, non può offrire sempre l’impressione di essere una città piena di accattoni, perché essa non corrisponde alla realtà dei fatti, essendo gli stessi tutti dei perfetti “sconosciuti” forestieri, che niente e nulla hanno a che fare con la nostra comunità; inoltre, non si può continuare a lasciare che questa forma di questua assillante, sia rivolta in queste forme che, in quanto espresse da persone giovani e robuste, quasi intimidiscono chi ne è oggetto, specialmente le persone deboli ed anziane.

Per tutto quanto sopra esposto, chiediamo che venga approvata la presente Mozione Consiliare, nel seguente dispositivo: Il Consiglio Comunale di Pietra Ligure impegna il Sindaco e la Giunta a provvedere con l’emissione di un’ordinanza “antiaccattonaggio “, valida per tutto il territorio comunale, con l’intervento deciso delle forze dell’ordine, tale che si “elimini, finalmente, questo fenomeno, allontanandosene gli autori e ripristinando sia un aspetto di dignità all’immagine della Città, che di tranquillità per i cittadini pietresi”.

Non siamo per combattere i poveri ed i miseri, ma per combattere chi abusa del buon cuore della gente, facendo pressione sulla generosità e sulla volontà di chi passa per strada, chiedendo non tanto un obolo, quanto un “pedaggio”. Pietra Ligure, 5 Dicembre 2016

 

 

 

 


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