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Binari story Andora-Finale:di scena la rissa
Laigueglia spara su Rotary e un nuovo progetto costiero: infantili e pressapochisti

Ci voleva il convegno del Rotary, a Genova, dopo incontri e dibattiti organizzati dal Rotary ad Alassio, per riportare alla ribalta la sessantennale ‘comica’ (?) del trasferimento a monte dei binari tra Andora e Finale Ligure, con un tratto a binario unico da Loano a Finale. Decenni di promesse e progetti, dibattiti, convegni, petizioni popolari, tabelle di marcia disattese, con pochi studiosi che hanno seguito il percorso ormai storico della ferrovia story. Tra questi c’è di diritto, per i suoi studi approfonditi, l’ing. Filippo Bonfiglietti, un romano di Loano che da un anno è presidente del Rotary  nella Città del Muretto. Con l’ex direttore del Secolo XIX, Alessandro Cassinis, hanno dato vita ad un’utile ed opportuna ‘rivisitazione’ del progetto binari a monte. Apriti o cielo !  Fuochi e fiamme. Hanno dimenticato che il vecchio e attuale tracciato ‘disturba’ 164 palazzi sul mare, 8 mila appartamenti per il 95 % seconde case che con il trasferimento a monte accrescerebbero il loro valore almeno del 40 per cento. Oltre ad aree vergini dal cemento e potenzialmente edificabili. Altro che ‘Il Partito del Cemento’ raccontato da Marco Preve e Ferruccio Sansa.  Leggi anche il commento di Felix Lammardo. 

Alessandro Cassinis già direttore del Secolo XIX e inviato speciale,  editorialista

Fulmini e saette. Si è subito mosso, con gli abituali toni moderati, il sindaco di Loano, Luigi Pignocca, la cittadina che nel suo territorio ha ‘benedetto’ il nuovo tracciato interamente in galleria.  Gli osanna li aveva già cantati il predecessore Angelo Vaccarezza che si era equamente attribuito il merito con l’ex ministro Claudio Scajola. Loano penalizzata da sette passaggi a livello e che con un referendum popolare aveva bocciato i sottopassi ferroviari memore che nel 1969 l’allora ministro dei Trasporti, Remo Gaspari, aveva dato per scontato il trasferimento dei binari in tempi rapidi. Col senno dei poi alla città, alla sua economia turistica, al traffico eternamente intasato, quei sottopassi sarebbero stati un toccasana. A meno che non si esulti con chi ha fatto delle ‘seconde case’ la prima rendita di posizione dell’elettorato del centro destra che ha qui solidissime fondamenta.

A Loano gli esercizi alberghieri che nel 1980 erano 123, sono scesi a 19 e si sono persi nel comparto dell’ospitalità almeno un migliaio di posti di lavoro. In compenso le agenzie d’affari sono 43, gli stabilimenti balneari che come le panetterie lavorano sulla massa, sono gettonatissimi, alla pari di pizzerie e ristoranti che hanno raggiunto quota 128. Uno solo albergo è rimasto sulla Michelin, prestigiosa guida internazionale (Il Garden Lido, 4 stelle, che per 8 mesi all’anno chiude il servizio cucina). E un solo ristorante è presente sempre sulla Michelin: il Bagatto, “simpatica trattoria per gli amanti della cucina ligure e di mare”.
Gli organizzatori dell’incontro genovese avranno riflettuto forse anche alla luce dell’esperienza, dei risultati del trasferimento a monte di Sanremo (calo del 30 % dei passeggeri) e di cosa sta accadendo a Imperia e Diano Marina ?  E cosa accadrà ad Albenga con la futura stazione a Bastia (7 km dal centro), la devastazione di aree agricole coltivate ? Basti pensare alla più estesa e produttiva azienda agricola della storica famiglia Anfossi, leader nel Nord Italia nella produzione ed esportazione del basilico e derivati. Gli eredi Anfossi (il papà fu sindaco galantuomo di Albenga), con la collaborazione della Condiretti e di altri importanti produttori agricoli della piana, hanno presentato osservazioni al Puc di Albenga che prevede, tra l’altro, l’attraversamento dei binari nella pianura e la nuova mega stazione a Bastia.

Borghetto S. Spirito è destinata ad ospitare la stazione di Loano che negli anni del boom turistico era la prima in Riviera nei proventi della vendita di biglietti ferroviari. Pure in questo caso il nuovo scalo si trova in aree verdi, in parte coltivate, in parte abbandonate, comunque a 3,6 km dal centro urbano. Idem a Pietra Ligure, con il S. Corona a 500 m. dall’attuale stazione e che rappresenta il primo utente del movimento passeggeri. Con la nuova stazione (ovvero ridotta a fermata) la distanza dall’ospedale si avvicina ai 4 km.

Cosa è emerso di inedito dal convegno di Genova ? Il Secolo XIX il 15 gennaio ha pubblicato un articolo di  pura cronaca.  ”Le grandi opere devono essere  ’utili, snelle e condivise’. Il raddoppio ferroviario Andora- Finale è un ‘ottimo progetto dal punto di vista ingegneristico’, ma ‘ rischia di essere vecchio rispeto alla condivisione sociale’ estremamente costoso’  e richiede tempi molto lunghi“. Si tenga conto che, dopo 20 anni, sono scaduti i vincoli urbanistici (vedi trucioli….) .  Si tenga conto che nessuna previsione di buon senso potrebbe prevedere, nella migliore delle ipotesi, non meno di 10 – 12 anni perchè sia attuato il trasferimento.

Comunque vale la pena leggere cosa si è detto ed a quali conclusioni si è giunti, a Genova, con il merito di aver impresso un nuovo colpo d’ala, senza linguaggi talebani. Il titolo è eloquente, parla di ‘débat pubblic’. In Francia esiste ormai da circa vent’anni e trae origine dalle proteste contro le grandi opere e che permette ai cittadini di informarsi, di esprimere il loro punto di vista sulle iterazioni e sulle conseguenze dei progetti stessi.

E’ stato Maurizio Crispino, professore ordinario al Politecnico di Milano e membro della struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  a far presente che un progetto da 1, 54 miliardi per meno di 32 km di nuova linea, già definitivo dal 2012, è in attesa che venga finanziato in blocco e per legge non si può finanziare a blocchi.  Due le posizioni a confronto ha scritto Cassinis. I rappresentanti delle Ferrovie ( Cologero De Venuta di RFI e Alessandro Carrà di Italfer) e l’assessore regionale ai Trasporti, il sanremese avv. Giovanni Berrino.  Hanno confermato la validità del progetto attuale.

L’ingegner Filippo Bonfiglietti (autore di numerosi articoli, vedi trucioli.it e relazioni tecniche e comparative) e Enrico Isnardi rappresentante degli utenti hanno invece difeso la linea costiera e rilanciato il raddoppio in sede, lungo la fascia costiera. Ha mediato Fabio Capocaccia, presidente dell’Istituto  internazionale delle comunicazioni: mantenimento della linea attuale potenziata e costruzione di un ‘bypass’ veloce nell’entroterra per Intercity, Eurocity e i merci secondo il progetto approvato, ma con fermata solo alle spalle di Albenga. Sarebbe stato interessante un commento di Cassinis, giornalista di prim’ordine, tenuto conto che forse è l’unico (editorialista) studioso e documentato nel tema al centro del dibattito. (L.Cor.)

LA DURISSIMA REPRIMENDA DEL COMUNE DI LAIGUEGLIA,

UNICA CITTADINA COSTIERA DOVE SI ERA PRESENTATA UN’UNICA LISTA

QUESTO IL COMUNICATO STAMPA - “Il recente convegno ­organizzato a Genova ­dal Rotary, nel quale ­il Comune di Laiguegl­ia è stato rappresentato dal­ vicesindaco Giancarlo Garassino su delega del­ sindaco, è stata l’o­ccasione per un trist­e ritorno al passato,­ ossia alla riapertur­a dell’annoso problem­a che ritenevamo del ­tutto superato riguar­dante la definizione ­del tracciato del rad­doppio della linea fe­rroviaria del ponente”. Dopo che negl­i anni sono stati rad­doppiati con tracciat­i a monte le tratte G­enova-Finale Ligure e­ Ventimiglia-Andora­ sostenendo notevoli ­investimenti mai mess­i in discussione da a­lcuno, ora – durante ­il succitato convegno­ – dal Rotary Club Al­assio e dal Porto di ­Genova è stato presen­tata, come fattibile,­ una nuova soluzione ­per il raddoppio dell­a tratta Finale-Andora indicando­, con estrema superfic­ialità, che il miglior­ progetto sarebbe que­llo del semplice radd­oppio in sede, assai ­più facile tecnicamen­te e più sostenibile ­sotto l’aspetto econo­mico.

Laigueglia respinge c­on estrema determinaz­ione una simile impos­tazione progettuale c­he ritiene ‘infantile­’, ‘pressapochista’ e­ forse utile solament­e agli interessi di c­hi oggi la propone di­sinvoltamente con tan­ta leggerezza. Laigueglia e tutto il­ litorale da Finale L­igure ad Andora hanno­ il diritto di libera­rsi dopo tanti anni d­i una barriera a mare­ che tante difficolt­à crea ancora oggi, a­nche in termini di si­curezza, ad un uso ra­zionale del loro terr­itorio, non immaginan­do certo (come qualc­he voce maligna insin­ua) di cementare ulteriormente il litoral­e ma invece per utili­zzarlo nel migliorare­ il proprio sistema v­iabile e la propria v­ivibilità.

Laigueglia, unita a t­utti gli altri Comuni­, forte anche del par­ere espresso dall’ass­essore Berrino, dall’­onorevole Vazio e dal­ rappresentante al con­vegno della rete ferr­oviaria, respingerà ­con ogni possibile de­terminazione ogni irr­icevibile proposta di­ ritorno al passato. Sull’argomento, non s­olo per noi tanto vit­ale ed importante ma ­anche e soprattutto p­er l’intero sistema d­i comunicazione veloc­e tra Italia, Francia­ del sud, Spagna e Po­rtogallo, allo scopo ­di evitare l’isolamen­to ferroviario in cui­ è precipitata la nos­tra Riviera, l’Ammini­strazione Comunale, ­vista l’importanza de­l tema, porterà nel p­rimo Consiglio Comuna­le utile la discussio­ne su quanto emerso n­ella riunione di Geno­va”.

IL COMMENTO DEL GIORNALISTA FELIX LAMMARDO, GIA’ DIRETTORE DI IVG.IT

ED  EDITORIALISTA DEL GRUPPO CHE PUBBLICA SAVONANEWS: BASTA UTOPIE!

E’ come infierire: immaginare di esorcizzare lo spostamento a monte della ferrovia di ponente, sostenendo l’idea di rafforzare quello che già c’è, semmai con il condimento di un bypass interno senza fermate sulla costa. Era inevitabile che la proposta uscita fuori dal Rotary Distretto 2032 provocasse discussioni.

Dopo quasi cinquant’anni di parole e soldi per le idee progettuali, qualcuno pensa di ritornare al punto zero. Peggio: al punto di non ritorno. Perché se davvero si arrivasse a metterci una toppa, evitando di realizzare l’opera organica attesa da decenni, il sogno della migrazione montana dei binari diventerebbe definitivamente utopia.

Ogni ipotesi che propugna il mantenimento in sede della linea Finale-Andora, dovrebbe essere relegata all’ambito delle boutade. Per il Cipe – che si è svegliato qualche mese fa – non si potrebbe suddividere l’intervento in lotti costruttivi, perché unitario. Alcuni consiglieri regionali, però, fanno invece notare che il governo può e dovrebbe codificare i lotti costruttivi in accordo con la Corte dei Conti, come accaduto per il Terzo Valico.

Che fine faranno i 225 milioni di euro stanziati nel 2014, sbandierati all’epoca da Lupi come “cosa fatta”? Peraltro 225 milioni, una porzione “piccola” su 1,5 miliardi di euro che servirebbero per mettere mano sulla tratta. Evidentemente qualcuno ha la fregola di impiegarli, in qualche modo, magari per la semplice manutenzione di quello che già c’è.

Felix Lammardo

ANGELO VACCAREZZA AL PD: GIU’ LE MANI DAL RADDOPPIO DEL PONENTE

DICHIARAZIONI DI Angelo Vaccarezza-  “Sono decenni che lottiamo con tutte le nostre forze per avere questa infrastruttura, l’unica soluzione possibile a un problema che affligge questo territorio. Cari compagni, non provate nemmeno per scherzo a raccontarci la storiella che a Roma ci hanno ripensato: il progetto relativo al raddoppio ferroviario di ponente per la tratta Andora-Finale non si tocca.  Abbiamo vissuto con i treni che attraversavano le nostre città, abbiamo vissuto in coda ai passaggi a livello aspettando quel progetto risolutivo, un’infrastruttura che, una volta realizzata, ci darà una ferrovia da terzo millennio, con un servizio che ci collegherà ai grandi centri, eliminando un impatto ambientale terribile. Io ho amministrato per molti anni Loano, città con ben sette passaggi a livello”

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE AI TRASPORTI DELLA REGIONE LIGURIA GIOVANNI BERRINO

. “Per il completamento del raddoppio ferroviario del Ponente c’è massima condivisione con il territorio che è concorde sulla realizzazione del tracciato a monte. Sicuramente saranno coinvolti i sindaci e quindi le comunità locali in una discussione costruttiva per arrivare alle migliori soluzioni ad esempio per quanto riguarda il collegamento con quelle che saranno le nuove stazioni, ma il progetto dell’opera non va messo in discussione perché da questa nuova infrastruttura, dipende molto il futuro del Ponente, sia in una prospettiva economico-turistica, sia per abbattere un ultradecennale isolamento”. Lo ribadisce l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino per quanto riguarda il dibattito che si è aperto sul raddoppio ferroviario Andora-San Lorenzo al centro di un convegno organizzato a Genova. “Come ho avuto modo di dire anche nel mio intervento al convegno – dice l’assessore Berrino – lo spostamento a monte della ferrovia è l’unica soluzione praticabile per il raddoppio. I benefici per la costa, una volta liberata dal traffico ferroviario, sarebbero molteplici sia dal punto di vista ambientale sia turistico, consentendo un’eventuale prosecuzione della pista ciclabile sull’ex sedime ferroviario. Auspichiamo pertanto che non ci siano passi indietro da parte del ministero sull’opera e che alcune isolate voci fuori dal coro non siano prese come alibi per il non finanziamento del completamento del raddoppio. Ci aspettiamo, inoltre, che anche il Pd, che in queste ore ha diffuso note stampa a favore dell’opera, passi dalle parole ai fatti e si unisca a noi nel chiedere, ai propri rappresentanti al governo, di sbloccare una volta per tutte le risorse necessarie a completare il raddoppio”.

 

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