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Noli ‘vola’ con la compagnia area norvegese

Una strenna natalizia inattesa, gradita e gratuita per Noli che nonostante le scempiaggini ambientali, mantiene un grande fascino vacanziero. E tante potenzialità che andrebbero meglio sfruttate e organizzate. Una famiglia della Norvegia, clienti abituali dell’hotel Italia, ha girato uno spot pubblicitario per una compagnia area norvegese destinato alla tv di quel paese; a pagarlo costerebbe qualche centinaia di miglia di euro. Ecco il link: https://cloud.motionblur.no/index.php/s/53Jlzb4tqBZ1RlO 

Forse non tutti sanno che Noli aveva un patrimonio promozionale senza pari almeno nel ponente ligure. Sui testi scolastici della scuola dell’obbligo della Germania si studiava la storia di Noli, la sua Repubblica, la tradizione marinaresca e della pesca.  Accadeva lo stesso per Albisola con la ceramica. Un messaggio per milioni di cittadini, non a caso dagli anni ’50 ai primi anni ’80, arrivi e presenze teutoniche svettavano nelle classifiche. Ma c’era anche una affezionata clientela del Bel Paese che oggi chiameremo d’élite.

Noli , il cartello bilingue di divieto di accesso ai velocipidi e di fissare le biciclette  ai pali dell’illuminazione pubblica o cartelli stradali (fai un click per ingrandire la scritta)

Approfittiamo dell’occasione per documentare quella che si potrebbe definire una ‘comicità’ se non fosse vera, segnalata e letta su siti on line stranieri e nella rubrica delle lettere di quotidiani tedeschi, austriaci e svizzeri. A Noli accade che il sindaco – medico Giuseppe Niccoli sia animato da un particolare rigore (non chiamiamola fobia) contro l’ingresso delle biciclette nel centro storico. Non solo c’è chi è finito nelle maglie dei vigili urbani, lo stesso sindaco in persona in qualche circostanza pare abbia indossato l’abito del ‘cacciatore’,  ’castigatore’ redarguendo e facendo valere il divieto, ad iniziare dai connazionali. E qui viene il bello, anzi il grottesco. Il divieto in realtà esiste, ma sembra fatto apposta per rimanere nascosto. E lo documentiamo con queste immagini.

Diciamo che impedire alle biciclette l’accesso alla ‘bomboniera’ dei carruggi e l’impagabile centro storico è cosa opportuna e saggia. Non solo per l’incolumità dei pedoni e per un senso di civismo. Forse pare esagerato impedire che le biciclette, condotte a mano, possono essere lasciate in ‘sosta’ ? Bisogna ammettere che anche la sosta potrebbe diventare ‘pugno in  un occhio’ qualora si moltiplicassero come capita di vedere in altre cittadine della Riviera. A questo punto però sarebbe comunque logico che i cartelli con i divieti fossero bene in mostra nelle varie zone di accesso. E comunque sarebbe utile un confronto con esercenti, commercianti, operatori turistici e l’Amministrazione comunale per una soluzione che tenga conto delle diverse esigenze.

Il regolamento comunale di Noli del resto è esplicito laddove riporta: ” E’ fatto divieto sulle aree pubbliche assicurare velocipidi agli impianti di segnaletica stradale e della pubblica illuminazione, stazionare con velocipidi o altri beni privati sulle aree verdi…lasciare velocipidi in stato di incuria e abbandono…. ( e su questo aspetto il decoro ha ragioni da vendere ndr) …servirsi degli appositi portabici presenti sul territorio….vietato circolare (in bicicletta) in piazza Milite Ignoto, piazza Colombo, piazza Garibaldi….vietato circolare in costume da bagno e torso nudo…..Vietato bivaccare…per le .deiezioni canine è consigliato l’uso della bottiglietta d’acqua…Vietato  lasciare animali soli esposti al sole nell’abitacolo dell’auto…Vietato condurre i cani nelle aree verdi e per giochi dei bambini…. Le  sanzioni sono da 25 a 500 euro”.

Il cartello è sistemato su un’aiuola seminascosta di corso Italia

C’è da dire che finora non risulta che rappresentanti della maggioranza o della minoranza abbiano sollevato la questione ‘velocipidi’ e problematiche conseguenti. Interessa una piccola minoranza ?  Il turismo outdoor è balzato ai primi posti, soprattutto nel Finalese, grazie alle Manie di cui Noli può godere in parte. A Finale Ligure un sindaco -medico di centro destra aveva emesso un’apposita ordinanza, tuttora in vigore, per il libero accesso delle biciclette sul lungomare e nel centro storico. Finendo però per creare obiettive condizioni di pericolo e fastidio per incolpevoli pedoni che sono assai più numerosi e che hanno il diritto di non essere tallonati, disturbati dai ciclisti sportivi, della domenica o cicloturisti.

Potremmo concludere: a Noli si esagera da una parte, a Finale Ligure dall’altra. Anche se il malvezzo dell’uso della bicicletta in zone pedonali resta diffuso, tollerato, quasi sempre impunito in molte cittadine turistiche o meno.  Siamo di fronte alla tolleranza diseducativa di massa, all’italiana. Senza andare lontano basta analizzare cosa accade sulla nostra Autofiori dove anche gli stranieri premono abitualmente sull’acceleratore, oltre i 130 km o altri limiti. E dire che nei loro paesi – lo può testimoniare chi viaggia spesso – rispettano rigorosamente il codice, a cominciare dalla Svizzera, alla vicina  Costa Azzurra, alla Germania, all’Austria. E’ una sorte di forche caudine perchè non ci sono soltanto le auto ben visibili della polizia dotate delle apparecchiature, è facile imbattersi in auto che noi chiamiamo ‘civetta’ o ancora sistemi fissi di rivelazione che scattano le foto quando si supera la velocità indicata. E non c’è scampo. Inoltre se si viene fermati e non si ha il denaro per pagare (carta di credito inclusa) o preziosi da lasciare in pegno, viene ‘bloccato’  l’automezzo o il motomezzo.

E nel Bel Paese ? Andiamo con l’alternanza, con il garantismo a macchia di leopardo, con un giorno di controlli e dieci senza; i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con l’ Autostrada elevata a pista da corsa.

 

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