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Mai passerelle ! E chi è Mai
del marchesato autonomista di Zuccarello

Mai dire mai. Sono Belfagor ammiratore e tifoso di Stefano Mai. Io Erode dell’inferno e dei peccatori. Lui diploma di perito elettronico, per 10 anni sindaco di Zuccarello, il paese del Marchesato impegnato nella battaglia indipendentista e in predicato a diventare ‘la piccola Svizzera’. Parole e non ‘passerelle’ riprese dal Secolo XIX, con tanto di cartello installato, e autorizzazioni di legge, sulla via principale del paese. Mai, già capogruppo (stipendiato) in Provincia, e in Regione assessore all’agricoltura, allevamento, caccia e pesca, acquacoltura, sviluppo dell’entroterra, escursionismo e tempo libero. Contrariamente a quanto scritto dagli angeli de ‘La Riviera’ non fa parte degli assessori e consiglieri che… (Vedi anche a fondo pagina l’estroso fotoservizio di Silvio Fasano)

Stefano Mai assessore regionale e già sindaco di Zuccarello

prima di essere eletti in Regione dichiaravano modestissimi stipendi anni mentre ora possono esibire redditi  fino a 150 mila euro netti. Agli 8.800 euro  di stipendio base, si aggiunge il rimborso spese variabili a seconda della distanza da Genova. Non hanno però documentato a quanto ammonta la quota da versare al partito. Per il mio Stefano Mai, mai si potrà dire che ha uno stipendio favoloso. Solo 13.740 euro mensili nel 2016 (documento Regione Liguria). Semmai da leghista. Non ha bisogno dei quattrini dei cittadini in quanto attesta che  è “rimasto Manager dell’offerta per Autogrill Spa presso Ceriale Sud”.  Una frase esplicita, chiara (!?), non si presta a dubbi, copiata dal suo sito di assessore ligure, nato Santa Margherita Ligure il 25 maggio 1970.

Il nostro, il vostro Stefano Mai che ha solennemente dichiarato di essere l’ “avversario dell’Unione dei Comuni”. Speriamo che il brillante sindaco di Andora, forzaitaliota Doc, Mauro in arte Demichelis, sempre gioioso nel sua fotogenia, non gli tolga il saluto, la fiducia invece pare scontata ancorché meritata. Il mio Mai – notizia freschissima e divulgata oltre alla vox populi- che un sindaco invidiosetto, a nome Massimo Niero, spalleggiato da perdenti pidiessini, osa raccontare ai massa media: “Cisano sul Neva, la borgata Martinetto, alluvionati, proprio ai confini di Zuccarello, dimenticati dalla Regione e dal quasi concittadino Stefano Mai. “…Non una telefonata, una visita in loco…la furia del torrente Neva ha spazzato via la strada, negozi, bar, ristorante, crollato il ponte verso Conscente…abbiamo già speso 500 mila euro di somma urgenza su un bilancio comunale di due milioni e mezzo….le uniche notizie di stanziamenti regionali li abbiamo lette sui giornali….alla Regione abbiamo chiesto un ausilio tecnico per  compilare le schede  dei danni, ma ci è venuta incontro solo la Provincia….Abbandonati anche da chi in Regione  rappresenta questo territorio e nonostante ci siano cisanesi  che hanno votato per Mai.…non si è visto neppure Angelo Vaccarezza....hanno lasciato soli i comuni governati dal centro sinistra, anche Nasino con 200 mila euro di danni e Castelbianco….”. Diciamolo chiaro e tondo, Belfagor non crede ad una sola parolina, anche se sono parolone, alle infamanti accuse, anzi insinuazioni, visto che sono prive di fondamento, dunque false in fatto e in diritto.

Io conosco bene Stefano in arte Mai, ci siamo incontrati pochi giorni fa a Isolabona, gioiello dell’entroterra imperiese. Qui preparano una gran festa per il 7 gennaio, con specialità uniche, assolutamente genuine e digeribili. Qui il vs. Mai è comparso sul piccolo schermo di Imperia TV per rallegrarsi dell’organizzazione e dell’impegno civico (Vedi il suo invito vi aspettiamo tutti a Isolabona al 7° minuto del filmato……). A dire il vero Stefano non ci teneva ad essere ripreso (‘Non voglio far la figura di chi fa passerelle….mi avete già ripreso una quarantina di volte nel 2016….aspettate il 2017….non sono un politico di professione, né un esibizionista, con tutti gli invidiosi che circolano….‘). A Isolabona una comparsa in Tv di Mai era d’obbligo hanno spiegato sindaco ed assessori. “Abbiamo ricevuto un importante (sic!) contributo dalla Regione per questa festa popolare che promuove tutta la vallata…”.

E Belfagor aggiunge doverosamente: “Una premessa per creare tanti posti di lavoro per i giovani diplomati e laureati delle vallate”. Belfagor, in arte demonio, intende rivelare un aspetto segreto delle benemerenze dell’onnipresente Mai. Non ha perso tra la primavera, l’estate e l’autunno, persino l’inverno, una sagra, una festa da paese, un expo, da una valle all’altra, e quasi sempre in incognita, alla chetichella. Pardon lui voleva ‘nascondersi’ tra i cittadini comuni,  riconosciuto e trascinato sul podio, intervistato diligentemente e col dovuto piglio giornalistico dai due fenomeni, fuori serie, della tivu imperiese. La nostra Imperia Tv (ne conta 47 di servizi Mai, due più, due meno) a chiedere all’assessore di sacrificarsi:  “due parole di incoraggiamento e ringraziamento per tutti”. E poi, sempre Belfagor, può svelarvi il gran cuore del personaggio. Solitamente le autorità sono invitate al banchetto: a volte pagano, offrono persino di tasca loro sindaci, presidenti di Pro Loco, altre volte paga l’organizzazione. Con Mai non sia mai detto: ho visto con i miei occhi che quasi quasi veniva alle mani con il sindaco di Pornassio, la sera del 29 agosto 2015, c’era anche Marco in arte Scajola,  c’era il Barbagallo. Stefano Mai aveva appena pronunciato davanti a 12 spettatori della conferenza che “I sindaci sono quelli che risolvono i problemi della comunità…i sindaci sono i piloti veri, io copilota, i cittadini i veri motori”. Insomma Mai vuole sempre pagare di tasca sua.

Come faceva, lui assessorone, a mangiare gratis ? Le malelingue che non mancano purtroppo, testimoniano che c’è qualche rappresentante della giunta Toti che ha girato buona parte delle sagre o delle expo, delle feste anche patronali dei paesi, da ‘ospite d’onore‘. Vale a dire  ’paga pantalone‘. Sia detto, ridetto e ripetuto, come possono testimoniare sindaci, presidenti di Pro Loco e di benemerite associazioni, non è il caso del gioviale, brillante e generoso cittadino illustre di Zuccarello. Per lui conta coerenza e buon esempio. L’ha imparato alla scuola leghista dei figli bossiani. E quando qualcuno lo prende in giro, o meglio ha dubbi sulla reale volontà di Zuccarello di autonomia ( in attesa dell’esame Ue, si discute di governo e confini) Stefano Mai, vero e indivisibile, dichiara al Secolo XIX  del 7 settembre 2015, pagina 19, a firma di Stefano Franchi: “ L’indipendenza del borgo è un progetto su cui io ho iniziato a lavorare tempo addietro e che ora altri portano avanti. Spero comunque di poter dare il mio contributo anche se ora ho altri incarichi. Sono convinto che l’attuale amministrazione vorrà proseguire su questa strada.  Tutti i piccoli comuni stanno soffrendo per i tagli ministeriali  e per l’eccessiva burocrazia. Ottenendo l’indipendenza, Zuccarello potrebbe essere  un bell’esempio  di territorio florido ed efficiente  in cui tutti i cittadini possono avere una vita migliore rispetto a quella attuale. Comunque non si parla solo di Zuccarello, ma di un territorio più vasto, con altri comuni  della Provincia di Savona, Imperia e Cuneo”.

Da allora sono seguiti sul Secolo XIX in particolare e La Stampa solo 32 servizi per la “Zuxit “, avvincente messaggio  di buona speranza verso l’indipendenza. Con Belfagor, il bugiardone, qualcuno sostiene che se ci fossero, in Liguria (non andiamo oltre), due Mai saremmo come il Principato di Monaco. Un uomo che riesce a svolgere tutte le pratiche d’ufficio, da bravo manager di azienda privata, e nello stesso tempo non perde un appuntamento folkloristico, siamo precisi di valorizzazione delle tradizioni e cultura locale. Il segreto ? Solo un diavolo può conoscerlo: non dorme Mai  e poi mai più di 4 ore a notte. Lui in ufficio va quando gli altri scappano. Il lavoro rende in doppio, soprattutto all’alba e a notte inoltrata. E’  per tutte queste ragioni, di alta scuola politica, che alle accuse non risponde mai in modo generico. Punto per punto alla stregua di un certosino  e pignolo giudice di gara. Ecco il testo integrale della risposta a chi non è abituato a tirarsi su le maniche, nè alle difficoltà.

COMUNICATO STAMPA DI STEFANO MAI REGIONE LIGURIA

GENOVA. “Questa Giunta regionale ha dimostrato, già a poche ore dagli eventi calamitosi che si sono abbattuti sul Ponente savonese e ligure, di essere operativa nel piano degli interventi. Oltre ai sopralluoghi istituzionali per la stima dei danni assieme ai sindaci dei Comuni colpiti, con il presidente Toti e l’assessore Giampedrone, personalmente sono stato in prima linea sul territorio anche come volontario della Protezione civile. Pertanto, sebbene comprenda lo spirito da campagna elettorale delle prossime elezioni provinciali che anima il sindaco Niero, non posso accettare finte morali dal primo cittadino di Cisano, territorio che conosco bene e che visito con frequenza data anche la mia residenza a Zuccarello. Non sono solito a passerelle, come quelle fatte oggi dai suoi compagni di partito, ma a lavorare nel concreto per arrivare a risultati tangibili nell’interesse dei cittadini e delle imprese”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai risponde alle dichiarazioni del sindaco di Cisano Massimo Niero secondo il quale la Regione Liguria non sarebbe stata abbastanza presente dopo gli eventi alluvionali del 24 e 25 novembre 2016. “Ricordo – continua l’assessore Mai – che questa Giunta regionale, su proposta dell’assessore Giampedrone, ha già stanziato 5 milioni di euro che saranno ripartiti tra i Comuni colpiti dal maltempo per interventi di difesa del suolo e ripristino del territorio. Il governo, da parte sua, ha ad oggi stanziato solo 11 milioni di euro a fronte di 150 milioni di danni. Pertanto consiglio al sindaco di Cisano di mettere da parte inutili polemiche verso chi, come la nostra Giunta, sta lavorando nell’interesse dei suoi concittadini e di tutti i territori alluvionati, e indirizzi invece un forte pressing politico verso il suo stesso partito a Roma perché reperisca i 43 milioni di euro che ancora mancano all’appello sui 54 richiesti dalla Regione Liguria. Sarebbe bene anche che il sindaco non diffondesse informazioni distorte, di cui ho ricevuto segnalazione, in merito alla mancata presenza di Cisano nella lista dei Comuni alluvionati e finanziabili. Dopo che è stato decretato lo stato di emergenza da parte del governo, sarà a breve nominato il commissario straordinario alle emergenze che si occuperà di stabilire la presenza o meno di Cisano nella lista: non posso pensare che Cisano, o altri Comuni della vallata, possano esserne esclusi. Siamo in attesa di ricevere il decreto finale sullo stato di emergenza sulla bozza del quale abbiamo già dato l’intesa nella giunta del 30 dicembre scorso. Dopodiché – conclude – il commissario convocherà tutti i sindaci per iniziare a ragionare sulla ripartizione degli 11 milioni stanziati dal Governo”.

MINI CURRICULUM AUTOBIOGRAFICO DI STEFANO MAI Perito elettronico, attualmente è Manager dell’offerta per Autogrill spa presso Ceriale Sud. Vive a Zuccarello di cui è stato sindaco e Consigliere della Pro Loco. Ha ricoperto la carica di Consigliere provinciale di Savona dal 2009 al 2014 come Vice Presidente Commissione Affari costituzionali e capogruppo Lega Nord dal 2011 al 2014. È socio fondatore della Società Pesca sportiva dilettantistica “amici di Sampei”. Volontario della Protezione Civile, è stato coordinatore del gruppo operativo di Zuccarello nonché caposquadra del Gruppo comunale antincendio boschivo AIB. È stato membro del Comitato di gestione del CIO Ingauna, centro intercomunale, come referente per le Valli Neva e Pennavaire. È stato membro della Giunta esecutiva del Comitato nazionale “Il monumento a Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia: mecenatismo e cultura umanistica nella Lucca del primo quattrocento”, istituito dal Mibac.

STEFANO MAI RACCONTATO DA TRUCIOLI.IT IL 16 LUGLIO 2015  - Lo ricordiamo al lavoro all’Autogrill di Ceriale Nord e a quello di Valle Chiappa, fine anni ’80, assunto come operaio di 5° livello. Lo ricordiamo, nei primi anni ’90, gestore ed addetto alla vendita del distributore di carburante Agip, nell’azienda di Calcagno – Mai (Ads Andora) di via Aurelia. Dopo gli anni ’93, all’Autogrill di Ceriale Sud, sull’Autofiori, da operaio ad impiegato di primo livello. Responsabile del servizio manager dell’offerta. Nel 1992, dopo la scuola media superiore, si è diplomato perito elettronico, che comprende informatica e chimica di base. Conosce, buona infarinatura, inglese e francese. Oltre a sindaco, è stato capogruppo leghista in Provincia col presidente Angelo Vaccarezza. Ha fatto esperienza nella ex Comunità Montana Ingauna, nella società di pesca sportiva (trucioli aveva riportato la notizia della protesta per la chiusura della pesca all’anguilla, di cui un tempo il savonese e l’imperiese potevano fregiarsi, come accadeva per le lumache nostrane, non quelle allevate a Casanova Lerrone dove opera il maggiore produttore del ponente, un secondo si trova nell’imperiese). Mai può ancora fregiarsi di esperienza nella squadra della protezione civile ed antincendio boschivo, nel consiglio di circolo didattico, nel consiglio di istituto comprensivo. Consigliere capogruppo Stefano Mai, capogruppo in Provincia, anno 2012, compenso loro € 4.801,50, netto € 3.582,46, spese di viaggio e missioni € 2.060,45. Lista civica di centro destra Uniti per Zuccarello. Sindaco nel 2004 fino al 12 ottobre 2004, quando otto consiglieri presentano una mozione di sfiducia e la giunta decade con la nomina del commissario prefettizio il 13 dicembre 2004. Mai, riletto sindaco nel 2005, resta in carica fino al 2015.

LE CANNONATE DI ANGELO VACCAREZZA AL PRIMO CITTADINO DI CISANO SUL NEVA

Albenga. “Il sindaco Niero non può permettersi di dire falsità e speculare politicamente su una vicenda come l’alluvione che ha colpito duramente il comune di Cisano sul Neva”. Così il capo gruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza risponde punto su punto alle pesanti accuse contro la Regione lanciate ieri dal primo cittadino del paese dell’entroterra albenganese.

Vaccarezza, nel corso di una conferenza stampa nella sede di Forza Italia ad Albenga, non le manda a dire e nel mirino, oltre al sindaco di Cisano, finisce anche l’esponente del Pd Raffaella Paita che sempre nella giornata di ieri ha preso parte al sopralluogo in località Martinetto assieme al sindaco Niero.“Uno dei primi luoghi che ho visitato è stato proprio il ponte di Cisano crollato, certo non l’ho detto al sindaco e non l’ho sbandierato. E poi nel momento in cui viene riconosciuto lo stato di calamità è la protezione civile che si occupa della segnalazione dei danni e dalla compilazione delle schede dei privati e su Cisano le segnalazioni ci sono, eccome!”

“La Regione ha messo a disposizione risorse e denari: in questo il nostro interlocutore è la Provincia, come avviene nei casi di alluvione e nell’ipotesi di strade provinciali franate o bloccate. Da questo punto di vista, per gli interventi sulla viabilità, l’ente regionale è intervenuta subito, con fondi stanziati dalle proprie casse”.

“La Provincia dov’è? Perchè il sindaco Niero non parla della provinciale per Erli? E’ ridicolo pensare al colore politico e al fatto che la Regione aiuti e abbia sostenuto solo le amministrazioni comunali di centro destra: Bardineto? Toirano? Cairo?. Noi non abbiamo certo guardato le tessere politiche: questo aspetto, rilanciato anche dalla Paita, è falso, così come non è vero che non sono stati fatti sopralluoghi tecnici” sottolinea ancora il capo gruppo di Forza Italia in Regione.“Il sindaco Niero non si è visto nell’incontro che si è svolto in Prefettura dove si è parlato dei problemi strutturali agli acquedotti e alle fognature, forse perché non c’era Renzi e allora ha pensato di non essere presente? Anche in questo è intervenuta la Regione, prima dell’arrivo dei denari dello Stato, con altre risorse: questi sono fatti, non chiacchiere da propaganda politica”.

“Le somme urgenze di Cisano non sono 500 mila euro, ma 350 mila euro, dei quali 220 mila sono relativi all’alveo del torrente e che necessitano dei finanziamenti dello stato di emergenza, esattamente come per gli altri comuni. Ora vedremo l’ordinanza e convocheremo tutti i sindaci per erogare le risorse, per questo non capisco la polemica del comune di Cisano…”.

“In conclusione la Regione ha fatto il suo e forse di più, rispondendo alle richieste della Provincia e dei territori colpiti, speriamo ora che il Pd convinca il governo Gentiloni ad erogare tutte le risorse previste dallo stato di emergenza. Se io fossi il sindaco Niero mi vergognerei…” conclude Vaccarezza.

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