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I treni della speranza sulla Ventimiglia – Savona. Disagi, ritardi, la beffa delle ‘navette’
E da San Giuseppe a Ceva semplice binario

I treni della speranza. Così studenti e lavoratori pendolari definiscono da sempre i convogli della tratta Ventimiglia-Savona, alle prese con numerosi disagi. Si pensava che dopo il raddoppio della linea tra Andora e S.Bartolomeo le cose cambiassero e che i <ciaraffi> (così chiamano i treni gli abbonati) potessero arrivare puntuali a destinazione. Leggi anche la lettera dell’ing. Roberto Borri per la ferrovia Savona – Torino.

L’illusione è durata lo spazio di un giorno, o meglio dei due treni principali che ogni mattina portano allo studio o al lavoro tantissime persone. La copertina, poco onorevole, va al regionale 6171 in arrivo a Savona alle 8,54. Già ad Albenga (dove il treno è annunciato in partenza alle 8.04), il ritardo si aggira tra i 10 e 20 minuti.

Un vero handicap per chi deve timbrare il cartellino entro le 9: per molti l’entrata ritardata in ufficio viene recuperata nella pausa pranzo con sacrificio di quei momenti liberi così preziosi per chi lavora.

Non meglio vanno le cose per l’Intercity 505 (Ventimiglia-Roma) molto frequentato, soprattutto al lunedì, dagli studenti che si recano a Genova per le lezioni universitarie.

I ritardi poi affliggono altri convogli, soprattutto quelli pomeridiani. Ma oltre al danno è arrivata pure la beffa perchè con il trasferimento a monte delle stazioni interessate (Imperia e Diano) sarebbe indispensabile un continuo servizio navetta tale da portare i viaggiatori nel centro dei vari paesi. Non è così con la conseguenza che tanti pendolari, con un notevole aumento dei costi, devono recarsi in auto nelle nuove stazioni.

Non ci vorrebbe molto a sincronizzare i viaggi delle navette con l’arrivo o partenza dei treni, ma per uno dei tanti italici casi questo facile compito sembra un’impresa titanica. Per il momento ai tanti utenti che ogni giorno usano il treno rimane la rabbia di come i convogli siano stati puntuali soltanto il primo giorno per dimostrare la loro falsa efficienza davanti ai tanti <papaveri> presenti al taglio del nastro.

E dire che soltanto il 23 novembre scorso Il Secolo XIX poteva titolare: I collegamenti diretti tra Genova e Ventimiglia aumentano da 16 a 18. Il raddoppio dei binari aiuta il Ponente. I regionali guadagnano 9 minuti e le nuove stazioni più lontane dal centro avranno collegamenti regolari. A goderne sono soprattutto gli Intercity. Un’ora e 53 minuti per andare da Genova a Ventimiglia con il Thello.  Ma sulla rete ligure resta la linea unica di 23 km tra Andora e Finale”. Già quando la stazione di Albenga sarà trasferita a 6,5 chilometri dal centro città, quella di Loano a 3,5 km, quella di Pietra Ligure sulla quale converge il traffico della cittadella sanitaria del Santa Corona sarà ridimensionata a ‘fermata’. Se il buon giorno si vede dal mattino….

Guglielmo Olivero

LA LINEA SAVONA – TORINO: QUEL DOPPIO BINARIO VIRTUALE,

DA SAN GIUSEPPE DI CAIRO A CEVA UN SEMPLICE BINARIO 

Già nel numero 102  di trucioli.it ebbi a sottolineare l’importanza di alcuni treni Rapidi Torino – Savona – Ventimiglia, effettuati con le meravigliose ALe 601: autentici cavalli da corsa dall’allestimento comodo, che consentivano di muoversi agevolmente tra Torino e la Riviera di Ponente. Oggigiorno è imprescindibile, almeno in corrispondenza della fine della settimana e di altri periodi con giorni festivi, così come in alta stagione, avere collegamenti veloci, naturalmente, integrati da altri più lenti, ma con maggiore capillarità nella penetrazione territoriale, tra Torino e Savona, alcuni dei quali estesi a Ventimiglia, il che ha una valenza tanto dal punto di vista dell’ecologia, quanto dal punto di vista della sicurezza, giacché il treno è a guida vincolata e marcia comandata. Ovviamente, non si deve dimenticare la linea del Colle di Tenda, un tempo solcata da treni Espressi composti da due sezioni che si dividevano a Breil sur Roya per raggiungere rispettivamente Imperia Oneglia (oggi, sarebbe possibile arrivare alla nuova stazione d’Imperia unificata) e Nice Ville.

Affinché tutto questo sia correttamente implementato, occorre disporre di materiale dalle prestazioni ed allestimenti adeguati, linee in perfetta efficienza, sulle quali apportare quelle migliorie consentite dalla tecnica moderna, consentendo, a sua volta, di sfruttare i vantaggi offerti dal materiale e, merce quest’ultima quanto mai rara, almeno ai giorni nostri, personale ferroviario di provata competenza e capacità professionale, specie sul fronte della programmazione degli orari.

La linea Savona – Torino è a doppio binario virtuale tra Savona e San Giuseppe di Cairo, ma il triplicamento sarebbe quanto mai agevole, essendo la via di Altare già predisposta per il raddoppio fin dal lontano 1926: una volta realizzato tale raddoppio, si potrebbe poi chiudere temporaneamente la via di Ferrania e raddoppiare anche quella. Da San Giuseppe di Cairo a Ceva, abbiamo il semplice binario, con l’aggravante dell’eliminazione del binario d’incrocio a Saliceto. Da Ceva in poi, abbiamo il doppio binario, che, se avessero ripristinato la ferrovia quasi distrutta dall’alluvione del 1994, sarebbe triplo fino a Carmagnola. Le ragioni del mancato raddoppio sono facilmente individuabili nei poteri forti costituiti dal mondo del trasporto stradale: se, a Nord di Ceva servono trasporti ferroviari efficienti per il pendolarismo giornaliero dei lavoratori su Torino, a Sud, verso il mare, occorre che l’utenza vi si rechi in autovettura, magari prodotta a Torino da quella stessa Ditta che ha contribuito con fondi propri a realizzare l’autostrada numero sei, finalizzata al trasporto di autovetture su bisarca al porto di Vado Ligure, ma anche e soprattutto allo spostamento dei turisti in autovettura, con evidenti code ben visibili in alta stagione.

Ing. Roberto Borri

 

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