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Lettere/1-Ferrovie come soffocare il Ponente.
2- Ormea, il sindaco è una vera star.
3- Pietra L. il Teatro Sacro e gli oratori.
4- Acqua S. Bernardo solidale con alluvionati

Tre lettere per la rubrica dei lettori di trucioli.it: Le ferrovie e il ponante delle province di Savona e Imperia. Il sindaco di Ormea è un piccolo Renzi ? Il eatro sacro, il Mortorio di Garessio e gli oratori, le confraternite. Acqua San Bernardo Spa solidale con gli alluvionati

Il sindaco Ferraris al TG1 durante le riprese da Garessio alluvionata durante l’intervista al ministro Costa e al presidente della Regione Piemonte Chiamparino

Cari lettori di trucioli, avrete sicuramente notato che il sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, è ormai diventato una star nell’ambiente dei media locali. Ogni settimana si può leggere un articolo che celebra le gesta di questo condottiero di grandi battaglie. Ma quali battaglie? Il Ferraris non è altro che il piccolo Renzi locale, venditore di pan per focaccia, di fumo, di pentole taroccate. Egli si dimentica completamente dei suoi concittadini che da anni e anni, lavorano, sudano, pagano e ora anche spalano, mentre i profughi sono diventati il principale soggetto, nonchè oggetto, della sua meschina propaganda.

Anche nel dramma dell’alluvione che ha colpito dolorosamente la nostra valle non si è risparmiato con puntuali foto ed articoli sugli immigrati al lavoro, ricoperti di fango e di elogi. Poverini, hanno dovuto rinunciare, ma solo per qualche ora, al loro passatempo preferito, il gioco del calcio.. Non ne possiamo più, caro sindaco! Le vere risorse della nostra valle sono quelli che sono nati e cresciuti qui, quelli che lavorano a testa bassa, quelli che arrivano a fine mese con sacrifici, quelli che comprano il cellulare di ultima generazione solo se se lo possono permettere, quelli che non hanno contributi dalla Regione per acquistare le attrezzature per le loro attività, quelli che fanno volontariato senza foto e senza gloria sui giornali, quelli che si sono stufati delle sue continue, virtuose apparizioni.

Firmato: Ormea Culpa

 

FOTO DEI MIGRANTI NEL CAMPO DI CALCIO DI ORMEA

DOMENICA 27 NOVEMBRE 2016: MEGLIO LO SPORT CHE L’OZIO !

PIETRA LIGURE: la storia del Teatro Sacro in Liguria e il Mortorio di Garessio

Caro trucioli, Mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo sul Mortorio 2017 di Garessio, in quanto pur conoscendo di fama la manifestazione non sapevo come e quando si svolgesse. Le rappresentazioni popolari della passione di Gesù che si tengono ancora oggi in molti paesi sia in Italia che all’estero, fanno parte del TEATRO SACRO ossia quella Bibbia dei poveri (biblia pauperum) che hanno origine nel Medioevo durante la settimana Santa, sulle nostre piazze.

L’ inizio del Teatro odierno.

Probabilmente le prime rappresentazioni iniziarono verso la metà del XIII sec. dal centro della penisola, forse a Perugia, dove intorno la 1260 ebbe vita il movimento dei battuti o flagellanti (albori delle prime Confraternite) costituito principalmente dalle classi meno abbienti che, a seguito delle predicazioni del beato Raniero da Fasiano, per reverenza alla divina passione, imploravano la misericordia divina mortificandosi le carni.

Insegnare il Vangelo al popolo minuto, quello che la Chiesa “dotta” con il suo latino non riusciva a fare. Ed ecco che le Confraternite iniziano a rappresentare in volgare la storia della passione e questo teatro, seguitissimo, diviene nel giro di due secoli sempre più “professionale”.

Fino ad arrivare alla Controriforma con il Concilio di Trento che vieta rappresentazioni sacre, uso del volgare e i “mangiamenti” che solevano farsi negli Oratori il giovedì Santo e la sera di pentecoste a ricordare le cene evangeliche.

Lentamente, anche se con difficoltà queste manifestazioni spariscono purtroppo quasi dappertutto.

In Liguria la fine del Teatro Sacro ha di fatto dato il via a quella esplosione artistica della scultura processionale che da Genova si è sparsa nelle riviere e nell’entroterra, regalandoci opere lignee di straordonaria bellezza che ancora oggi possiamo vedere nei nostri Oratori.

Sandro

GARESSIO: ACQUA SAN BERNARDO SOLIDALE CON GLI ALLUVIONATI

Sono ripresi, martedì, 29 novembre, a pieno regime, la produzione e la consegna di Acqua S.Bernardo e di The Bio S.Bernardo in acqua minerale dagli stabilimenti di Garessio e Ormea. La scorsa settimana, come è noto, gran parte della Valle del Tanaro, insieme con il Basso Piemonte e la Liguria, sono state teatro di una drammatica alluvione, che a Garessio, ha riaperto le ferite dell’esondazione del 1994.

“Vorrei innanzitutto ringraziare tutti, clienti, fornitori, partner e i tanti amici che durante questi giorni ci hanno dimostrato la loro solidarietà in un momento di difficoltà oggettiva – commenta Antonio Biella direttore generale di Acqua S.Bernardo – Il mio grazie naturalmente va poi a tutti i dipendenti, in primis al direttore di stabilimento, Gigi Delforno, che si sono prodigati per effettuare gli interventi urgenti e necessari per cercare di salvaguardare le nostre industrie. Interventi che ci hanno permesso già da venerdì di soddisfare gli ordini previsti. Un sincero ringraziamento anche alle autorità locali, provinciali e regionali, che si sono mantenute in stretto contatto con noi e si sono adoperate per ripristinare la viabilità, il più velocemente possibile, anche ai nostri camion che si occupano del trasporto dell’acqua.

Ora – prosegue Biella – il nostro primo pensiero è però verso tutta la popolazione alluvionata del nostro territorio. Tra le famiglie che hanno subito danni, fortunatamente solo materiali, ci sono anche tanti nostri dipendenti e collaboratori di Garessio e Ormea, e delle frazioni ancora isolate o con gravi problemi di collegamenti. Da questa terra da sempre nasce Acqua S.Bernardo per raggiungere le tavole di tutta Italia. Ci preme infine rassicurare anche i nostri clienti e preziosi partner commerciali. I problemi dell’alluvione non hanno fortunatamente creato interruzioni alle nostre linee produttive. Difficoltà oggettive e danni ci sono stati, per quanto riguarda i trasporti e alcuni passaggi organizzativi, ma si tratta di problemi superati o in via di risoluzione nel breve periodo. Qui nella Valle del Tanaro, del resto, si è abituati a indossare gli stivali, a rimboccarsi le maniche e ripulirsi dal fango, per ripartire il giorno successivo, con determinazione e possibilmente più forte di prima”.

LA BIBBIA PER AFFOSSARE UN SERVIZIO FERROVIARIO

ECCO COME HANNO SOFFOCATO IL PONENTE LIGURE

Ing. dr. Roberto Borri

Spett. trucioli, come già ebbi a dire in occasione di una conferenza, la bibbia per affossare un servizio ferroviario si basa sui seguenti canoni:

Regionalizzare.

Ritardare o non eseguire le manutenzioni, fino a rendere le linee impraticabili o spezzate in tronconi di scarsa utilità.

Eliminare binari di precedenza e d’incrocio, specie nelle stazioni di testa (c. d. Rete snella).

Istituire treni a tariffe di mercato.

Autoservizi sostitutivi in parallelo.

Coincidenze estremamente scomode.

Relegare le linee complementari ad un ruolo esclusivamente locale, con treni a percorso breve, includendo pochissimi nodi.

Il che porta gl’infrascritti effetti deleteri:

Sopravvivenza solo delle categorie estreme.

Disaffezione dell’utenza al servizio pubblico, ad eccezione di quello ad alta velocità.

Mancata compensazione delle perdite con gli introiti derivanti dai servizi più redditizi.

Disgregazione del sistema ferrovia, che si regge sull’effetto rete.

Strumentalizzazione di questi eventi da parte di alcuni Amministratori pubblici ed alte cariche dell’Amministrazione Ferroviaria per peggiorare ulteriormente la situazione.

Ahimè, la regionalizzazione ha creato venti sistemi ferroviari diversi in altrettante Regioni e, nel Sud Tirolo, due sottosistemi provinciali, poiché, anche nell’ambito della Regione, ogni Provincia è autonoma rispetto all’altra, ma, a compensare queste negatività va la forte sensibilità della popolazione e dei suoi rappresentanti nei confronti di un trasporto sostenibile, che, nella modalità terrestre, vede nella ferrovia il suo cardine, tanto è vero che la tratta da Meran a Mals, dismessa dall’Amministrazione Nazionale è stata resuscitata da quella Provinciale, fino a farla diventare vittima del suo stesso successo ed ora si vedono costretti ad elettrificare ed a meditare anche il raddoppio per poter far fronte ad una sempre crescente utenza.

La situazione Piemontese è ormai diventata tristemente famosa e simbolo di una noncuranza degli interessi generali assolutamente da proscrivere, per tacere del pur utile servizio metropolitano in ottica fortemente Torinocentrica, con analogo specchio sul golfo Ligure, dove l’area del Comune di Genova e le zone suburbane possono contare su di un servizio accettabile, pur con tutte le limitazioni dovute al nodo di Genova, ma la zonizzazione illustrata nell’articolo è diventata sempre più evidente e penalizzante negli ultimi anni, dove il tarlo di una gestione privatistica ha manifestato tutti i suoi effetti erosivi.

Occorre, innanzi tutto, un cambio di mentalità, considerare i servizi essenziali ad alta rilevanza sociale, come Sanità, Istruzione, Poste e Telecomunicazioni, Trasporti, Energia quale preciso dovere della Pubblica Amministrazione nei confronti dei Cittadini e non già fonte di lucro privato per questa o quell’Azienda; peggio che mai parlare di mercato o introdurre politiche di tipo mercantile. Quando si pensava ancora in quest’ottica, pur con efficienza non molto elevata, ma con grande efficacia, anche nelle zone più periferiche esisteva un servizio dignitoso, che assicurava ai viaggiatori la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità ed ai mittenti o destinatari delle merci un servizio, che, se non brillante, almeno accettabile.

I collegamenti Rapidi tra Milano ed il Ponente Ligure erano due soli, ma di grande prestigio, tanto è vero che erano inseriti nella rete dei TEE, i treni di qualità d’importanza Europea, uno dei quali era il Ligure, che collegava Milano Centrale con Marseille Saint Charles e, per un breve periodo, addirittura con Avignon! Nondimeno, non si deve pensare che quelli fossero sistemi di trasporto esclusivi: era sufficiente un biglietto di prima classe a tariffa competente (quindi, non solo ordinaria, ma anche ridotta, per coloro che ne potevano beneficiare) ed un supplemento Rapido speciale, comprensivo di diritti di prenotazione, mentre i treni Rapidi Torino – Savona – Ventimiglia, effettuati con le meravigliose ALe 601, non avevano nemmeno l’obbligo di prenotazione e, di conseguenza, il supplemento era d’importo inferiore. L’elenco potrebbe continuare citando i vari Riviera Express oppure, su distanze più brevi, l’Espresso Savona – Acqui Terme – Valenza – Casale Monferrato – Vercelli o, in categoria inferiore, i Locali Ventimiglia – Savona – Alessandria – Casale Monferrato o Ventimiglia – Genova -La Spezia, che, con la loro fermata in tutte le stazioni, assicuravano capillarità anche su lunghe distanze.

Roberto Borri

 

 

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