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Il gruppo Orsero sbarca in Borsa. La luce in fondo al tunnel? Raffaella prima azionista
a scapito del fratello primogenito Antonio

Nella storia del ponente ligure è la prima volta che un gruppo industriale arriva in Borsa. “Orsero in borsa” titola il più quotato dei giornali italiani che si occupano di economia e finanza. Dal servizio emerge anche che a livello azionario l’attuale presidente Raffaella Orsero, secondogenita, è salita nella compagine a scapito del fratello Antonio.

Raffaella Orsero il giorno della presentazione del nuovo logo dell’azienda di famiglia (foto Silvio Fasano)

A leggerla così, nasce l’idea romantica di una società della provincia di Savona, leader nel settore dei prodotti ortofrutticoli, che trova in Piazza Affari il naturale sbocco della sua consolidata attività, partita a livello familiare e diventata nel tempo un colosso da 600 milioni di fatturato. In realtà, la quotazione è l’ultimo passo di un importante processo di ristrutturazione che è passato dal congelamento dell’indebitamento e dalla cessione di asset non strategici (leggi: investimenti sbagliati, basti pensare ad Alitalia) per focalizzarsi sul core business della società. Le risorse derivanti dall’operazione serviranno per ridurre l’esposizione con le banche e per finanziare ulteriori acquisizioni, stimolando anche il probabile ingresso di nuovi soci. Ovvero: l’ultimo, decisivo passo verso il definitivo rilancio.

Ovvio che sul mercato di borsa (in prima battuta l’ AIM, mercato alternativo per la quotazione delle piccole e media imprese italia, poi, forse, addirittura al mercato principale di Piazza Affari) andrà lo storico marchio “Orsero”. Senz’altro un brand con maggior appeal rispetto a Glenalta Food, anonima società veicolo attraverso la quale passerà tutta l’operazione.

Gli Orsero (soci storici di Gf Group) restano azionisti di riferimento, con una quota tra il 40% e il 48,7% della società post-fusione. Il flottante sarà superiore al 50% del capitale.

La governance è già stata decisa. Paolo Prudenziati sarà il presidente del Cda con deleghe gestionali. Raffaella Orsero sarà vice presidente e Ad. Matteo Colombini, attuale Cfo del gruppo, entrerà in Cda e affiancherà Raffaella Orsero in qualità di Ad. Gino Lugli e Luca Giacometti (gli altri due partner della Spac sono Silvio Marenco e Stefano Malagoli) entreranno nel board in quanto nominati da Glenalta.

Gf Group è la holding dell’omonimo gruppo internazionale operante nei settori di distribuzione e produzione di prodotti ortofrutticoli in Europa. Nel 1940 nonno Antonio fonda la prima F.lli Orsero, azienda familiare che produce frutta nei fertili campi del savonese. Nel 1961 un’altra generazione di fratelli, quella di Raffaello, espande l’attività al commercio di ortofrutticoli. Anno dopo anno gli investimenti portano l’azienda ad espandersi nei settori dell’importazione e distribuzione di frutta e verdura contro stagione; in particolare, nel 1976, l’azienda comincia a commercializzare banane e a distribuirle in tutto il bacino del mediterraneo.

Nel 1981 Raffello capisce che per assicurare frutta fresca sulla tavola degli italiani, è necessario controllare anche la logistica portuale.  Esordio di Reefer Terminal, nel porto di Savona-Vado, specializzato nella movimentazione e stoccaggio di prodotti freschi. Questo è il periodo in cui nasce anche la partnership con Francia e Spagna, dove vengono fondate due società del gruppo che permettono di distribuire il prodotto in quelle nazioni. La necessità di importare frutta nelle migliori condizioni spinge Raffaello ad investire nel settore armatoriale e nel trasporto refrigerato su gomma. Vengono costruiti i Cala Bianchi e, successivamente i Cala Rossi: navi “bananiere” create ad hoc per il trasporto in stiva di ortofrutticoli freschi. Le banane, core business dell’azienda, devono essere le migliori. Per questo si comincia ad investire in centri di maturazione all’avanguardia.

Nel 2006 le due sorelle ed il fratello Orsero, eredi dopo la morte di papà, prendono le redini dell’azienda. Investono in altri porti nel sud del Mediterraneo, perché la frutta sia trattata nel modo giusto fin dal momento in cui scende dalle navi. Decidono di coltivare sempre più prodotti, per assicurare loro qualità e salubrità. E, alla fine, nel 2010 cominciano a pensare che a questa frutta eccellente, scrivono gli Orsero nel loro sito internet: “l’amiamo da quando nasce a quando arriva sulle vostre e nostre tavole, manca solo una cosa: la nostra firma”. Sulle maggiori tv nazionali vanno in onda spot promozionali.

Il gruppo Gf nel corso dei decenni ha ampliato il business dal punto di vista territoriale, sino alla attuale presenza in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Costa Rica e Colombia, con un’attività di trasporto di frutta mediante l’utilizzo di navi di proprietà.

Antonio Orsero

La storia più recente del gruppo è stata purtroppo toccata da episodi di cronaca giudiziaria, ma anche di dipendenti ‘esodati’, ad iniziare dalla storica sede di Albenga ancora in attesa di una destinazione che non sarà più degli Orsero. Nel luglio 2014 annunciavano (vedi Il Secolo XIX): “Sulle nostre aree arriverà un colosso che attirerà 5 mila clienti al giorno”.  La famiglia Orsero è stata coinvolta nell’inchiesta sui cosiddetti fidi “facili” concessi da Carige ai tempi della allegra gestione di Giovanni Berneschi. Nel registro degli indagiati sono finiti quattro membri degli Orsero: Raffaella, Anna Chiara e Antonio. A determinare l’apertura di questo filone di inchiesta è stata una ispezione di Bankitalia in diverse sedi Carige sul territorio. Nel mirino sono finiti finanziamenti per 91 milioni di euro. I fratelli Orsero sono indagati in relazione a fidi e finanziamenti ottenuti da Carige e dalla controllata Carisa. La società è tuttavia esclusa dall’indagine.

A fine dello scorso settembre è esploso il dramma umano, iniziato qualche anno prima, del primogenito Antonio, 54 anni, due volte agli arresti per un asserito caso di violenza sessuale nei confronti della sessantenne badante rumena. Antonio che ha trascorso un lungo periodo di cura in una clinica svizzera,si è diviso dalla moglie, vive solo a Pietra Ligure dove  risiedono le sorelle e la mamma, il cognato Alessandro Piccardo.

L’ARTICOLO A FIRMA DI CARLO FESTA PUBBLICATO DAL SOLE 24 ORE  DEL 16 NOVEMBRE 2016

Il gruppo Orsero, società specializzata nell’importazione e nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli, è pronto a debuttare a Piazza Affari. Lo farà grazie aun’operazione di fusione con la Spac Glenalta Food, la società veicolo costituita dai manager Gino Lugli, Luca Giacometti, Silvio Marenco e Stefano Malagoli.

Sono infatti stati forniti i dettagli dell’operazione. Gli 80 milioni apportati da Glenalta saranno utilizzati per 25 milioni per acquisire strumenti partecipativi i n mano alle banche creditrici del gruppo alimentare ligure, mentre fino a 55 milioni saranno utilizzati per acquisizioni e investimenti.

La società arriverà in Borsa con un flottante tra il 48,7 e il 57,4%. I soci storici (al momento il gruppo fa capo per il 60% alle due sorelle Orsero, per l’11% al fratello e per il restante 29% a soci locali) resteranno con una quota tra il 40,4 e il 48,7%, a seconda di quanti soci di Glenalta eserciteranno il diritto di recesso.

Alla fine dell’operazione Orsero disporrà di nuove risorse e potrà aprire il proprio capitale all’ingresso di ulteriori investitori, anche per perseguire i piani di crescita. Orsero debutterà sull’Aim per poi passare allo Star.

Giunge, quindi, a conclusione la vicenda complessa e travagliata che ha portato Orsero alle porte di Piazza Affari. La società è infatti passata da un pesante processo di ristrutturazione dei debiti secondo una procedura 182 bis della legge fallimentare.

Fino a due anni fa il gruppo Orsero aveva circa 400 milioni di debiti, con patrimonio netto negativo, a causa soprattutto di una serie di investimenti sbagliati. A partire dal 2013 è stato avviato un negoziato con le banche per sterilizzare l’indebitamento, è cambiato il management ed stata avviata una cura dimagrante che ha portato a scorporare e vendere gli asset non attinenti al core business. A livello azionario l’attuale presidente Raffaella Orsero è salita nella compagine a scapito del fratello Antonio.

Ora la società si presenterà al matrimonio con Glenalta con circa 100 milioni di debito. Altri 115 milioni sono diventati strumenti finanziari partecipativi in mano alle banche, che verranno acquisiti da Glenalta all’interno dell’operazione di reverse merger (con un fair value di 25 milioni).

I restanti 55 milioni della Spac entreranno nel gruppo alimentare e saranno utilizzati in parte per rimborsare le banche e in parte per acquisizioni e investimenti.

Per quanto riguarda gli obiettivi di acquisizione, le nuove risorse potrebbero essere usate per consolidare il mercato di riferimento o espandersi in settori adiacenti, come quello della frutta secca.

Il gruppo Orsero, che commercia anche banane e ananas a marchio proprio, ha realizzato nel 2015 – limitatamente al perimetro di quotazione – un fatturato proforma di 617 milioni, con un Ebitda adjusted (senza poste straordinarie) di 27,5 milioni. (Carlo Festa)

 

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