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Ormea, quel formaggio concubino del mare

Un entroterra povero, ma ricco di cose buone. I formaggi dei nostri alpeggi sono una gustosa risorsa. Ogni alpeggio rappresenta un micro ambiente unico, tanto che i formaggi prodotti sulle “nostre” montagne si differenziano tra di loro non solo per la mano del casaro, ma soprattutto per i profumi e i sapori che derivano dalla diversa composizione floristica di ogni pascolo. Il nome ‘Raschera’, mitico formaggio, nasce a Ormea che nell’800 aveva un patrimonio di 3 mila mucche, 2 mila pecore, mille capre.

Nel breve spazio delle Alpi Liguri, pensate alle piacevoli differenze dei formaggi dei pascoli affacciati sul mare, tra il vaccino “formaggio d’ alpeggio di Triora” a pasta compatta, pressata, di colore giallo dorato, al vaccino, ovino e caprino “Ormea (Raschera) d’alpeggio” – a pasta morbida, elastica, di colore bianco avorio -, in paragone al delizioso morbido “formaggio del Garezzo”, con la presenza di una abbondante occhiatura.

Rino Lanteri

Di quello del Garezzo resta memorabile quello che preparava Rino Lanteri che cessò di vivere dopo una lunga sofferenza al Santa Corona di Pietra Ligure per aver contratto il micidiale carbonchio, malattia ora fortunatamente scomparsa negli umani.

LEGGI L’ARTICOLO DI Gianfranco Benzo:  Il formaggio che vede il mare sugli Altipiani di Ormea, tra Piemonte e Liguria,  l’origine del Raschera…..

Nella ricerca storica compiuta dall’ex sindaco di Ormea emerge che il nome Raschera è dato dall’omonimo rio affluente del torrente Corsaglia nel territorio ormeasco.

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