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Pornassio gossip: in vendita l’ex albergo Al Castagneto. Era la garçonière del principe di Monaco. Una storia inedita mai raccontata

L’edificio era sorto come albergo ristorante Al Castagneto (anni ’50), in pieno boom economico, ad opera di una società che faceva capo ai Molié – Dufour, industriali dolciari di Genova (Elah). Poi la vendita ad una congregazione di suore: ospitavano ora anziani, ora ragazzi nella stagione estiva. Quindi la chiusura, una nuova proprietà con Silvio Scarato, nativo di Cosio d’Arroscia, artigiano edile a Loano, oggi pensionato. Negli anni ’90 venne presentato un progetto di ristrutturazione in mini alloggi, ma restò al palo. Ora è in vendita al migliore offerente.

La foto cartolina, anno 1961, dell’albergo- ristorante Al Castagneto di Pornassio, sulla statale del Colle di Nava e al bivio per  Cosio D’Arroscia

La Casa di Riposo Tommaso Reggio porte e finestre sbarrate, da oltre un ventennio, quasi in stato di abbandono

Al Castagneto, all’epoca, era una struttura all’avanguardia per un turismo di qualità.  I primi anni sono stati all’insegna del successo, della novità. L’ambiente richiamava una clientela medio alta dalla Riviera, da Genova, il passaggio sulla statale 28, dal Piemonte alla Riviera di Ponente e viceversa, faceva il resto. Dai racconti di chi ha vissuto quegli anni emerge uno spaccato mai raccontato, inedito. “ Eravamo diciottenni – ricordano due amici di Pornassio – e per noi il Castagneto rappresentava qualcosa di particolare, anche se ci potevamo soltanto permettere di frequentare il bar. Un’ottima clientela, a volte si fermavano auto di lusso, c’è chi arrivava con l’autista, chi con il maggior domo.  Durante la stagione estiva, dopo cena, si raggiungeva il locale per bere un bicchierino, far quattro chiacchiere tra paesani, seduti al bancone.  Ad un certo punto il personale ci invitava ad allontanarci. ‘Dobbiamo chiudere, dobbiamo chiudere‘, ovviamente si ubbidiva. Una, due, tre volte. …ci è venuto il sospetto  che quell’ordine perentorio nascondesse qualcosa di inconfessabile. Ebbene, ci siamo nascosti poco lontano ed ecco arrivare una grossa auto, seguita da un’altra più comune. La prima accedeva direttamente al garage. Così siamo risaliti al vero motivo del  coprifuoco: un ospite d’eccezione, di rango, in compagnia…Si parlava del principe e sovrano di Monaco, Ranieri III. Il tam tam  si era diffuso in paese, c’era qualche dipendente del posto che lasciava trapelare”.  Magari sarà stato in compagnia della moglie.

Come è andata a finire ? Ancora i due pornassini: ” Ha prevalso la discrezione, nei piccoli paesi il pettegolezzo è comune, ma in questo caso ci trovavamo di fronte  ad un evento per noi sconosciuto. Va da se che prevaleva il zitti, zitti. Come dire, molti sapevano, ma la personalità sovrastava tutto. Insomma qualcosa di molto personale”. Un mistero in attesa che viva ancora qualcuno in grado di sapere.

I primi anni ’60. Il principe, non ancora quarantenne ( classe 1923), discendente della famiglia Grimaldi, veniva generalmente chiamato Principe Ranieri. La sua figura pubblica è sempre stata discreta, lontano dalla mondanità,  almeno fino al 1982, quando la moglie principessa Grace Kelly, morì in un fatale incidente automobilistico. Ranieri  che, secondo quanto scritto da Dagospia, sarebbe figlio spurio di una lavandaia nordafricana, Charlotte, libertina e licenziosa che collezionava uomini e amanti come fossero kleenex.  Ranieri che nelle biografie  è descritto persona senza vizi, senza stravaganze, senza amori ‘segreti’. In una Montecarlo  dove i gossip  erano frequenti nonostante la generale riservatezza nel cosiddetto ‘demi-monde’: sceicchi, emiri, play boys, attrici e attricette con un florilegio di donne ingioiellate ed appariscenti che miravano a far colpo sui ricconi mediorientali. Per Ranieri, docile, gentile e remissivo, la moglie Grace fu il toccasana. “Penso che se ne innamorò perdutamente  e che tutto quanto lei facesse fosse sacrosanto” ha scritto una giornalista monegasca.

Una vita da favola,  un romanzo d’appendice la storia di Ranieri di Monaco, il sovrano più longevo d’Europa. Ha saputo coronare tutti i suoi sogni, dalle riforme politiche che è riuscito a introdurre nel piccolo ma autorevole Stato fino al desiderio, esaudito nonostante tutto, di sposare la più brillante tra le stelle del firmamento hollywoodiano, Grace Kelly, la grande diva che per lui rinuncerà alla scena e che poi troverà una tragica morte in una folle corsa lungo le strade del principato. Una ricca, felice enclave sulla Costa Azzurra tra Mentone e Nizza: 32 mila abitanti, 32% francesi, 20% italiani, 19% monegaschi, 5% inglesi, paradiso delle banche (ce ne sono 45) e dei vip che vanno a rifugiarvisi da sempre. Era questo il regno dell’ottantunenne Ranieri III, sovrano di Montecarlo, nato il 31 maggio del 1923, a Monaco. Figlio di Sua Altezza Serenissima la principessa Charlotte Duchessa del Valentinois e del principe Pierre Melchior Conte di Polignac, divenuto Grimaldi con l’Ordonnance Souveraine del 18 marzo 1920. Il principe Ranieri succede a suo nonno, il principe Louis II, il 9 maggio 1949. Non aveva ancora ventisei anni. Cinque anni prima, il 30 maggio del 1944, la principessa ereditaria Charlotte, figlia del Principe Louis II, autorizzata dal Principe Sovrano, aveva infatti rinunciato, in favore del figlio, al suo titolo di Ereditiera e alla successione al trono di Monaco.

È l’aprile del 1956, quando il sovrano sposa Grace Patricia Kelly, grande attrice di Hollywood e bellezza algida e aristocratica di Filadelfia, negli Stati Uniti. Le nozze tra il principe e l’attrice fanno sognare il mondo. In breve Grace diventa un modello per tutte le «ragazze bene» anni Cinquanta e un’icona glamour. Dalla loro unione nascono tre figli: la principessa Caroline Louise Marguerite, il principe Albert Alexandre Louis Pierre, oggi regnante ereditario, e la principessa Stephanie Marie Elisabeth. La vita felice di Ranieri III con la «star» Grace viene però interrotta bruscamente, il 14 settembre del 1982, da un terribile incidente d’auto in cui la principessa perde la vita e la figlia Stephanie rimane ferita.

In compagnia di chi era il principe quando Ranieri raggiungeva l’albergo ristorante Al Castagneto ?  Con la giovane moglie ? E perché  chi lo gestiva ogni volta allontanava i giovani del paese ?

Sta di fatto che con l’arrivo delle suore la struttura ha cambiato nome in Tommaso Reggio e per alcuni anni ha svolto un servizio di accoglienza e soggiorno destinato a persone anziane, mentre nella stagione estiva arrivavano ragazzi e ragazze, con la possibilità di studiare le materie scolastiche.

In Comune era stato presentato un progetto di trasformazione in mini alloggi, ma ormai la crisi aveva già investito la montagna, le vallate, l’entroterra.  Non c’era più mercato. Oggi ci sono deboli segnali  di ripresa, con decine di case in vendita. Per l’ex glorioso immobile, ormai malconcio, qualche spiraglio potrebbe aprirsi. Trucioli.it, due settimane fa, ha dato in anteprima la notizia che un altro immobile (ex albergo Miramonti a Case Rosse dei fratelli Bertora) è stato preso in affitto da un colosso nazionale dell’assistenza socio sanitaria e potrà offrire una quindicina di posti di lavoro. Preziosissimi in alta valle.

Da albergo Miramonti, a Case Rosse di Pornassio, trasformato prima in centro assistenziale ed ora preso in affitto da un colosso friulano per l’assistenza socio sanitario a minorenni

Nei primi mesi del 2017 aprirà una struttura per minori dai 10 a 18 anni. Una ventina di posti di cui 15-16 accreditati dall’Asl imperiese. Un investimento della Sereni Orizzonti Spa, con sede ad Udine, attività in 10 regioni, dal sud al nord, isole comprese; 60 strutture attive o in costruzione,  2000 mila dipendenti. Il responsabile dell’ufficio Urp della Asl1, Gian Luca Piatti, ha fatto presente che in realtà  “non ci  sono altre strutture simili in tutta la Liguria, tanto che i bambini da curare devono essere trasferiti  fuori regione.” Un centro di cura che dovrebbe colmare le carenze sanitarie di un territorio che va da Ventimiglia a La Spezia. Si tratta di minori  con problemi neuropsichiatrici. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori dopo aver ottenuto dal Comune il via libera con una Dia.

L.Cor.

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