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Melgrati: Sanità savonese e disinformazione. No a certi primari servi e satelliti.
Sì al terzo polo cardiochirurgico del ponente

Marco Melgrati a tutto campo:”Faccio l’architetto e non ho bisogno che la politica diventi il mio unico lavoro. Mi batto non da oggi per l’unificazione funzionale del Santa Corona e Albenga in un unico plesso con il DEA di II Livello. E’ vergognoso che certi primari savonesi si trasformino in masochisti, servi e satelliti del San Martino. Gli organi di informazione non hanno reso un buon servizio alla Sanità ponentina sui costi superiori rispetto a Genova. Sul bilancio pesano le presenze turistiche che non possiamo certo rifiutare.  Semmai serve un terzo polo cardiochirurgico e la nuova progettazione del Santa Corona. Leggi anche Melgrati interviene dopo l’assemblea a Pietra e mette in guardia dalle mire di Raffaella Paita pro sanità spezzina.

Claudio Scajola e Marco Melgrati uniti nelle speranze

Intervista di Michela Pedemonte di Genovazenanews a Marco Melgrati, Vicecoordinatore regionale di Forza italia e Presidente di Politica per Passione.

Situazione politica del centro destra nel paese e in Liguria anche in vista delle prossime amministrative

Credo che oggi la partita si giochi molto sul referendum tra Si e No…la gente non ha ancora capito che se vince il Si il paese svolterà verso una deriva autoritaria… stupisce che una riforma, che in maniera molto più soft, era stata approvata dal centro destra e poi cancellata da un referendum con l’impegno di tutta la sinistra oggi venga riproposta addirittura in maniera più radicale da Renzi e dai suoi “servi” (perché di questi si tratta, persone che appoggiano questo governo dopo essere state elette con i voti di centrodestra, e che da soli non saranno mai più rieletti, quindi cercano di prolungare così la Loro agonia politica)… quello che deve essere gridato a gran voce, e che invece non è ancora passato come messaggio, è che se vince il Si (come speriamo che non accada) le Regioni verranno esautorate in materia di Sanità, che passerà in capo al Governo. Il risultato sarà che verrà applicato alla lettera il decreto Balduzzi, con la chiusura di strutture ospedaliere che oggi costituiscono in Liguria un presidio insostituibile per il territorio, senza il “filtro” della Regione, che al contrario può e deve valutare le compensazioni territoriali. E questo sarebbe una sciagura…

Dopo il voto del referendum si apriranno i giochi politici… anche se dubito che Renzi tenga fede alla promessa fatta che in caso di sconfitta si ritirerà dal Governo e dalla politica… per fare cosa? Non credo che sappia fare un altro lavoro, e sinceramente penso che non sappia fare nemmeno questo. Per quanto attiene al centro-destra c’è da definire un Leader che possa sostituire Silvio Berlusconi alla guida della coalizione, autoesclusosi per motivi anagrafici, evitando quella deriva di chi vorrebbe il Partito della Nazione, dove Renzi sposa il centro, ricreando nuovamente quella Balena Bianca che la “Storia” ha cancellato. Questo leader DEVE essere una persona in grado di incarnare le istanze dei moderati, e di smorzare gli epigoni di certe parti della coalizione, pur salvaguardando le giuste istanze di queste componenti.

Sei arrivato terzo come preferenze in Forza Italia in tutta la regione Liguria ma non ti è stato assegnato nessun incarico dalla giunta Toti. Cosa è successo?

Giovanni Tori quando era candidato presidente e sponsorizzava in Val Bormida Vaccarezza (foto blog Alassio Futura)

E’ vero che sono arrivato terzo come preferenze in Forza Italia in tutta la regione, molto davanti come numeri a molti del mio partito che siedono in Regione. E’ anche vero che governando con un consigliere di maggioranza gli equilibri sono molto delicati, e a parte un assessore di Fratelli d’Italia, le scelte sono ricadute all’interno degli eletti, proprio per questo motivo. Esiste poi una legge che impedisce a chi non è più stato rieletto di avere incarichi negli enti di nomina regionale per due anni… e poi c’è il fatto che Vaccarezza mi veda come un suo perenne competitor, cosa che a me fa sinceramente sorridere… credo che mi patisca un poco…Anche perché il mio lavoro è fare l’architetto, e sono da sempre solo imprestato alla politica; non voglio e non ho bisogno che la politica diventi il mio UNICO lavoro, come molti altri… Sono del parere che se a tutti si trovasse un ruolo in armonia, sarebbe produttivo e interessante per tutti, anche e soprattutto per il bene del partito, che così sconta confusione in chi vorrebbe partecipare e una mancanza di radicamento nel territorio…

Come è nato Politica per Passione e chi sono i fondatori ?

Politica per Passione è nato da una esigenza di radicamento sul territorio del centrodestra, al di fuori e al di sopra dei partiti tradizionali, che in questo momento hanno perso la loro azione “sociale” e aggregativa, e vengono “usati” solo in campagna elettorale, qualunque essa sia. I fondatori sono consiglieri comunali o semplici attivisti che hanno militato nei partiti di centro-destra e che ora appunto in questi partiti non si riconoscono più, vuoi per le scelte locali, vuoi per chi rappresenta i partiti a livello provinciale, vuoi perché si sono sentiti usati e poi abbandonati. E’ un gruppo forte e numeroso, in crescita, con rappresentanti in tutta la provincia di Savona. Fra breve comincerà la campagna di tesseramento, e allora ci potremo contare… e forse a qualcuno faremo paura… ma il nostro impegno è all’interno della coalizione di centro-destra, e ci vedrà nell’immediato con i banchetti a favore del No al referendum…

Hai da poco rilasciato un comunicato stampa per le idee che ti sono state ” copiate”. Hai iniziato così il tuo comunicato :” Leggo sui media di Ospedale Unico Santa Corona-Santa Maria di Misericordia… sono felice che qualcuno abbia copiato una mia vecchia idea!” Spiegaci meglio …

Ho letto di recente che alcuni consiglieri Regionali e Sindaci si sono appropriati di una mia idea, manifestata in tempi non sospetti con mozioni, interrogazioni e comunicati stampa, sull’unificazione funzionale degli Ospedali di Santa Corona e Albenga in un unico plesso con il titolo di DEA di II Livello.

Secondo alcuni il DEA di II livello di Santa Corona non ha i numeri per essere tale… devo dire che la giunta del PD di Burlando, Montaldo e Paita ha fatto di tutto per cercare, piano piano, di svuotare Santa Corona di Contenuti, Primari e reparti importanti, a vantaggio dell’Ospedale di Savona, Dea di I livello, perciò minore…

Perseguendo la linea da sempre seguita che dal lontano 2010 vado proponendo, di realizzare un DEA organizzato su due plessi e di potenziare l’ospedale ingauno per farlo lavorare su una parte di attività ora svolta in S Corona, come la chirurgia di elezione a media complessità, ho esortato più volte la regione, dai banchi di minoranza prima, ed ora che il centro-destra governa, a voler fissare il ruolo del DEA del ponente organizzato su due plessi, quello ingauno e quello pietrese, organizzandone di conseguenza la riqualificazione della sede pietrese con un taglio di questo tipo, in maniera da razionalizzare le risorse che saranno disponibili dall’alienazione di parte delle aree e volumi esistenti, riducendo le nuove edificazioni e le riqualificazione dei volumi esistenti per REPARTI AFFERENTI L’ATTIVITA’ TIPICA DEL DEA DI URGENZA/EMERGENZA, oltre a dotazioni imprescindibili. Che si tratti di un mini monoblocco o di un riuso di parte dei volumi integrandoli e collegandoli, alla luce dei propositi sull’assetto ospedaliero del ponente savonese ove gravita anche il nuovissimo e funzionale ospedale ingauno, credo sia opportuno considerare una nuova progettazione che tenga conto anche delle funzioni ripartite tra i due ospedali in questo modo.

Il sindaco Valeriani ed De Vincenzi, predecessore e consigliere regionale Pd

Per anni la premiata ditta Burlando/Montaldo/Paita con i loro sindaci De Vincenzi/Valeriani ci hanno imbonito di speranze, quando sventolavano il protocollo di intesa come la soluzione salvifica dell’ospedale, lasciando intendere la fattibilità economica di soluzioni intermedie ed una programmazione che in realtà era limitata a qualche idea abbozzata… Siamo stanchi di speculazioni sulla Sanità e non mi piace neppure veder utilizzare i numeri di questa, usandoli strumentalmente come se i cittadini dovessero vergognarsi di qualche cosa. Mi riferisco alla presentazione errata e strumentale che alcuni organi di informazione hanno fatto dei dati della Sanità ligure e savonese nel libro bianco predisposto dalla Regione. E anche del vergognoso “outing” di alcuni primari Savonesi che preferiscono essere servi e satelliti del San Martino piuttosto che avere un DEA di II livello “forte” nel Ponente che serva le provincie di Savona e Imperia. Leggo appunto sui media di ipotesi di reparti “doppioni” da sopprimere, tra i quali l’Emodinamica presente a Savona e Pietra Ligure, quest’ultima di nuovo aperta 24 ore su 24 grazie ad una battaglia che ho condotto in prima persona con lo stimolo di Ingrid Petani, il supporto dei comitati cittadini e le migliaia di firme raccolte. L’Emodinamica rappresenta un presidio salvavita fondamentale e non è ipotizzabile la chiusura di nessuno dei due reparti, che servono uno tutto il savonese, il levante della provincia e la val Bormida, l’altro tutto il finalese, il pietrese, l’albenganese e le valli retrostanti. Meno che mai si può immaginare la chiusura del reparto di Pietra Ligure, il quale come DEA di 2° livello, per legge ( Decreto 70/2105 sugli Standard Ospedalieri) deve esserne per forza dotato.

Inoltre, credo che le rappresentazioni rese dalla stampa sullo stato della sanità savonese dovrebbero essere riviste. In particolare osservo che essendo la nostra una provincia a forte vocazione turistica sia ovvio che i costi della Sanità pro-capite risultino superiori a quelli della provincia di Genova la quale ha inferiori flussi turistici…. visto che non si possono respingere i malati in funzione della loro residenza geografica, d’estate e d’inverno, ancorchè temporanea!!! Inoltre, la provincia di Savona sede del DEA del ponente ligure, mi pare piuttosto ovvio che disponga di un numero di posti letto equivalenti a quelli del comprensorio genovese anch’esso sede dell’altro DEA ligure di San Martino!!!!

Piuttosto sarebbe corretto riequilibrare scelte politicizzate (dal PD) e clientelari che sono state fatte nel passato, privilegiando correttamente il ruolo fondamentale del DEA di II livello di Santa Carona, spogliato di specialità e di centralità specialistiche a favore del nosocomio savonese, come ho esaustivamente espresso nella corposa mozione di tutela del DEA pietrese e dell’assetto ospedaliero esistente, approvata all’unanimità del Consiglio Regionale il 27/1/2015 della precedente legislatura, la quale, rappresentando un atto di indirizzo importantissimo, espressione propositiva del centro-destra, votato peraltro all’unanimità dell’Aula, credo debba essere presa in considerazione quale atto programmatorio anche in questa legislatura

E poi c’è chiaramente la necessità di un terzo polo cardiochirurgico localizzato nel Ponente per coprire il fabbisogno regionale. Tale polo dovrebbe trovare una collocazione idonea all’Ospedale Santa Corona che dispone di attività consolidata di rianimazione intensiva , di chirurgia vascolare, di chirurgia toracica e neurochirurgica, e di emodinamica H24 (finalmente, dopo la battaglia portata avanti con successo), ma che è definito in maniera assolutamente inappropriata struttura con DEA di secondo livello in quanto carente di attività cardiochirurgica. Trattandosi di Dea di II Livello, sancito con una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale nella passata legislatura (scusatemi se mi ripeto, ma essendo stato il promotore di quella iniziativa la sento particolarmente mia), l’unico in Liguria oltre l’Ospedale San Martino, che serve tutto il ponente della regione, ai sensi del Decreto n. 70/2015 sugli standard Ospedalieri, nell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure DEVE essere presente la Cardiochirurgia. Con questo tipo di servizio si evita l’istituzione di un reparto, i costi fissi dei medici e del personale infermieristico, utilizzando i posti letto e le Strutture Complesse già esistenti in appoggio e collaborazione.

L’attività cardiochirurgica, potrebbe essere acquisita tramite un servizio di Global Service, si renderebbe disponibile in tempi rapidi, coprirebbe la necessità attuale (stimata in circa 350 interventi anno) e corrisponderebbe ad un costo di rimborsi DRG di circa 7.000.000 Euro. Tale costo è decisamente inferiore a quanto stanziato dalla regione stessa per l’ICLAS di Rapallo (10.000.000 per il 2015) e molto inferiore a quanto speso per gestire l’attività cardiochirurgica presso la struttura pubblica del San Martino di Genova. La struttura della cardiochirurgia potrebbe essere accomodata con minime opere strutturali presso gli spazi attualmente liberi adiacenti la cardiologia e l’emodinamica (e in stretta vicinanza con la rianimazione ed il pronto soccorso del Santa Corona). Come sala operatoria potrebbe essere utilizzata una delle sale adiacenti alla rianimazione. Il personale specialistico (3 cardiochirurghi, i perfusionisti e i ferristi) con il materiale di consumo verrebbero forniti dal service. Come detto in precedenza, un progetto così strutturato permetterebbe di offrire ai pazienti del Ponente Ligure nuove prestazioni ad alta specializzazione con un costo delle procedure (che l’ente paga al fornitore del servizio) che è inferiore ai DRG che incassa dalla Regione. Ma a volte mi sembra di lottare contro i mulini a vento…

COMUNICATO STAMPA DI MARCO MELGRATI: IL DEA A PIETRA NON SI TOCCA, C’E’ LA PROMESSA DELL’ASSESSORE VIALE. ALCUNE SPECIALITA’ DAL SAN PAOLO DEVONO TORNARE AL SANTA CORONA

Ma chi dice che la Regione vuole togliere il Dea di secondo livello a Santa Corona? Il Dea del Ponente di II livello di Santa Corona- Santa Maria di Misericordia è “diritto” del territorio!

Melgrati: importante la presa di posizione dei Sindaci delle provincie di Savona e di Imperia, ma le intenzioni dell’assessore Viale sono sempre state chiare, dichiarate e esplicitate.

Al teatro di Pietra Ligure abbiamo assistito ad un apprezzabile intento che ripercorre quanto da me iniziato, in solitario, già dal 2010. Fui io per primo ad ipotizzare la coesione stretta dei due ospedali per poter assolvere alle funzioni sanitarie territoriali al meglio, anzichè farsi la guerra. Sono lieto di aver udito ricordati nella mozione alla firma dei sindaci molti dei passaggi della mozione che feci approvare all’unanimità in Consiglio Regionale il 27/1/2015, dove proponevo la tutela del DEA di II Livello di Santa Corona e dell’assetto ospedaliero con l’unione dei plessi di Albenga e Pietra. Non mi spiego perché la stessa mozione non sia ancora stata portata in Consiglio Regionale anche in questa legislatura da qualche paladino della sanità, di maggioranza o di minoranza, che siede in Consiglio Regionale! Mi compiaccio di aver potuto ascoltare degli scippi di specialità operati al DEA pietrese da parte dell’ospedale di livello inferiore savonese, non tanto per questioni campanilistiche quanto per l’applicazione del Decreto 70/2015 al quale obbligatoriamente la sanità ligure dovrà conformarsi

Ecco quindi che alcune specialità ora dislocate nel San Paolo dovranno tornare nell’HUB pietrese per completarne il corredo specialistico, come ampiamente descrivevo nella citata mozione del 2015, quantomeno nella loro direzione ed altre purtroppo non potranno essere lasciate preda delle smanie dei potenti primari savonesi ma dovranno essere ubicate necessariamente nel luogo istituzionalmente indicato dalla normativa, cioè nell’HUB. In un momento di tagli alla sanità purtroppo la ridondanza non ci sarà più concessa e l’assetto ospedaliero dovrà essere correttamente ripristinato. Le distanze chilometriche e isocroniche che discendono dalla morfologia del nostro territorio, oltre ad una rete viaria insufficiente, impongono un assetto ospedaliero particolarmente organizzato su plessi ospedalieri facenti parte di una rete ad HUB/SPOKE come prevede la normativa ed il ponente ligure non può rinunciare al proprio HUB. Ma ciò nonostante, dall’assemblea di Pietra Ligure ho potuto cogliere alcune inopportunità e difetti di strategia: perchè dare già per perduto il DEA quando i numeri sono dalla nostra parte? Ben venga l’unione tra Albenga e Pietra per formare un unico ospedale PUBBLICO ma quando si avvia una difesa del DEA occorre esser chiari sulla normativa di riferimento che altro non è se non il famoso decreto degli standard ospedalieri n. 70/2015.

Partiamo dal presupposto che la Legge ci accorda il diritto al Dea facendo riferimento nei parametri alla precisa definizione di “bacino di utenza” e non di “residenti” o “abitanti” o altre libere interpretazioni di molti politici e altri che ho ascoltato ieri… i quali quando parlano di 500.000 residenti paiono elemosinare di comprendere nel calcolo i flussi turistici!!!! questi ultimi sono già compresi visto che la legge cita espressamente il “ bacino di utenza” e quindi disponiamo di ben oltre le 600.000 persone richieste dal decreto. Il significato dei termini è inequivocabile: il bacino di utenza è riferito a “persone”, nè “abitanti” nè “residenti” e quindi, sarà importante poter produrre il dato di presenze medie con cui parametrare gli ingenti flussi turistici per poter agevolmente veder superato il limite inferiore di riferimento. Per non parlare dei riferimenti ad un applicazione non meglio precisata della Balduzzi, con la quale si paventa un (improbabile e indimostrabile ) pericolo di perdita dei nostri Ospedali….(anche se con la vituperata vittoria del Si al referendum toglierebbe molto del potere contrattuale e decisionale alle Regioni, trasferendolo al Governo centrale). Il ponente ligure ha pieno diritto di avere un Dea di 2livello, un HUB, e questo – se ne facciano una ragione gli autolesionisti savonesi- non potrà mai essere ubicato a Savona per ovvia necessità di essere baricentrico ai suoi territori che sono le due province di Savona ed Imperia. Quindi nessuna deroga, nessun arrendevole auto-mutilazione…

Con lo stesso criterio anche il bacino di utenza di ambito 1 albenganese avrebbe quindi facoltà di rivendicare il proprio Ospedale in questo caso territoriale, oltrepassando le 80.000 persone di un bacino di utenza importante. Ma ancor prima di considerarlo ospedale territoriale, il S. Maria di Albenga ha più opportunità ad essere legato al Dea pietrese per costituirne il suo plesso di ponente, dedito all’attività chirurgica di elezione, oltre ai servizi sanitari di base che deve offrire come ospedale territoriale. Insomma, la funzione del S. Maria di Misericordia può e deve essere addirittura a duplice!!!! Savona potrà continuare ad essere Ospedale spoke di primo livello, dipendente dal proprio hub pietrese/ingauno…con buona pace di qualche primario masochista e Genova-centrico, e di qualche amministratore savonese frettoloso nelle decisioni improvvide e incauto… e comunque, vista la parata di Deputati e Sindaci del PD a Pietra Ligure, sarà meglio che questi vigilino sulle reali intenzioni del PD regionale, che attraverso Raffaella Paita, spezzina Doc, amerebbe espropriare Santa Corona del Dea di II Livello per esportarlo al nuovo Ospedale di La Spezia…Vigilate, compagni, vigilate…

Alassio, 09.11.2016

Il dr. Paolo Bellotti, primario cardiologo e direttore del dipartime nto di emergenza Asl 2

il dr Amnon Cohen del Dipartimento materno infantile Asl 2.

NOTA DI REDAZIONE – Il Secolo XIX – Savona di mercoledi 9 novembre ha citato il nome dei primari di Savona che hanno chiesto per la Liguria un unico Dea al San Martino di Genova, dunque togliendo il Dea del Santa Corona. Ecco un brano dell’articolo di Silvia Andreetto: ..La proposta di creare un solo Dea di 2° livello in Liguria è partita da un pool di medici, capitanati da Paolo Bellotti, direttore del dipartimento di emergenza e Amnon Cohen del Dipartimento materno infantile. Eppure, nel 2015, il Santa Corona ha registrato 46 mila accessi al Pronto soccorso, di cui mille e 800 provenienti da Imperia e 650 da Genova. E il nosocomio ingauno ne ha registrati 23mila 403. Ma ad allarmare i sindaci c’è anche la chiusura, entro la fine dell’anno, della chirurgia vertebrale, unica nel ponente ligure ed eccellenza a livello nazionale.

 

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