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Grazie Nicola, per 57 anni il barbiere amico dei loanesi e del calcio nostrano

Nicola Spiniello, ultimo figaro della ‘vecchia Loano’, ha staccato la spina con il magone in gola e con tanto orgoglio. Un meritatissimo riposo. La sua barberia in via Cavour, nel centro storico, ha cessato l’attività. Dopo aver fatto scuola a 16 dipendenti, da 20 anni era rimasto solo. Una chiusura non del tutto prevista, accelerata da problemi di staticità dell’immobile causa lavori in un alloggio. Lui, barbiere inquilino da 57 anni.

Nicola Spiniello, 78 anni ma non li dimostra: per 57 anni il barbiere dei loanesi, in via Cavour, ha cessato l’attività per una meritatissima pensione

Nicola, classe 1938, era giunto a Loano nel 1959, di anni ne aveva 22. Natali a Cerignola (Foggia), emigrato a Milano dove ha frequentato la scuola per parrucchieri. A 14 anni l’apprendistato, il suo primo lavoro in corso Vittorio Emanuele dal Figaro Liso. Undici anni nel capoluogo lombardo da garzone. Quindi il trasferimento a Loano. “Ho deciso di raggiungere mia sorella – racconta -, erano gli anni in cui si stava realizzando corso Europa, l’impresario Prato ucciso per strada con una fucilata. Ho preso in affitto ed aperto la barberia dove sono rimasto fino a pochi giorni fa. Allora eravamo cinque barbieri, ma negli anni il numero ha persino raggiunto quota 17. E oggi ? Incredibile ma vero, per una strana sorte, con il mio addio  al lavoro,  tornano ad essere cinque. Un’attività che mi ha dato tante soddisfazioni, tanti amici, involontario confessore di assidui clienti. Tra i primi ad ascoltare mugugni e lodi. Da Loano ho avuto tanto e una sola sfortuna: mia moglie, a 50 anni, colpita da una paresi, costretta sulla sedie a rotelle. Anche questo dramma mi ha aiutato ad apprezzare il valore della vita, del lavoro, della rettitudine, della solidarietà, della sofferenza”.

Sono tante le persone e personaggi della società loanese che Nicola ha conosciuto. “Tra tutti e senza offese per gli esclusi – continua Nicola –  uno in particolare merita di essere citato, il cavalier Stefano Ferrari. Da quando ci siamo conosciuti mi è sempre stato vicino, non posso dimenticare le sue premure nel periodo in cui sono stato ricoverato al San Martino di Genova. Calza a pennello quel detto ‘chi trova un amico trova un tesoro’. Stefano un cuore d’oro, altruista, sempre pronto a  prodigarsi e non certo per interesse.  Vorrei aggiungere che al San Martino ho trovato un’altra persone squisita di origini loanesi, il dr. Paolo Strada, figlio del compianto Maurizio per anni consigliere comunale della nostra città. A Loano ho un fratello, una sorella, a Torino altri due famigliari, i nipoti”.

Nicola Spiniello non era solo il barbiere dei loanesi per antonomasia, che conosceva tutto di tutti, benvoluto ed apprezzato, rispettato. E’ stato a lungo tra i protagonisti della Loanesi Calcio, negli anni più gloriosi. Il cassiere che si faceva in quattro pur senza apparire. Tanta passione, tanto impegno, tanta modestia. Non sbraitava, non era un attaccabrighe. Un dirigente perbene, serio e onesto che si sacrificava per la società calcistica, per la squadra, gioiva e soffriva. E’ stato al fianco dei mitici presidenti Voltolini, Masserio, Ballesio. E’  ancora in vita un dirigente della prima ora, ricco di entusiasmo per la squadra del cuore, Piero Maritano. Un assiduo alle partite e agli allenamenti, battagliero, un tenace della tifoseria, incapace di arrendersi, di gettare la spugna.

Nella barberia di Nicola le pareti tappezzate dalle foto ricordo degli amici più cari che non ci sono più e di storia del calcio loanese

Nicola Spiniello ha ricoperto l’incarico di presidente dell’associazione di categoria, chiamato a sostituire un’altra figura popolare nel modo dei parrucchiere per uomo nella città dei Doria, il compianto Mario Del Balzo. “Ho resistito alcuni anni – racconta – , mi recavo a Savona dove era stata aperta una scuola per aspiranti parrucchieri. Insomma ho cercato sempre di fare del mio meglio al servizio degli associati e di un mestiere duro che però da tante soddisfazioni e gli immancabili grattacapi.  Non si diventa ricchi, semmai dalla vita si impara tanto. Molto è cambiato. Resta la soddisfazione, direi la gioia, di essere ancora chiamato per tagliare i capelli ad amici. Vado volentieri, trascorro a casa loro un’ora di ricordi, tra rimpianti e le speranze che ci restano. Vorrei poter ringraziare tutti, stringere la mano. Dire loro che c’è tanta gente buona e generosa, la scuola di vita mi ha insegnato che fare del bene non si sbaglia mai. Grazie Loano, grazie loanesi “.

Che dire, da ieri in via Cavour c’è un piccolo grande vuoto. Non c’è più il saluto, il sorriso del barbiere, la sua memoria storica.  Auguri Nicola, una serena vecchiaia ti ricompensi e ti accompagni come hai meritato e sarai ricordato per la tua bontà e rettitudine.

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