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Assolto Invernizzi, ora torna in Comune.
E Alassio accattonaggio: ‘tolleranza zero’

La Corte d’Appello di Genova ha assolto con formula piena Rocco Invernizzi che, condannato in primo grado per l’affaire spiaggia Zero Beach, aveva dovuto lasciare il seggio e la presidenza del consiglio comunale. Altra notizia: verbali amministrativi (chi pagherà?) e provvedimenti di allontanamento dei mendicanti. L’assessore leghista Piero Rocca annuncia: “Ad Alassio tolleranza zero per una città sicura e plauso ai vigili urbani”.

Rocco Invernizzi già presidente del Consiglio comunale di Alassio

COMUNICATO STAMPA DI MARCO MELGRATI - Soddisfazione per l’assoluzione in Corte d’Appello a Genova con formula piena di Rocco Invernizzi e Chiara Ravera per l’ ”affaire” Zero Beach. Giustizia è stata fatta, ma a che prezzo! Subito Invernizzi in Consiglio!

Melgrati: sono felice per l’amico Rocco. Ma chi potrà ripagarlo di un anno di sofferenza? Grazie a Massimo Parodi, che lo ha degnamente sostituito quest’anno.

Dopo la sentenza del Tribunale di Savona del 06.07.2016 che assolveva Chiara Ravera dalle accuse sulle irregolarità sulla vicenda delle opere della spiaggia Zero Beach, la logica conseguenza è stata questa sentenza di oggi della Corte d’Appello di Genova, che ha assolto Rocco Invernizzi (dopo che era stato giudicato colpevole in primo grado, per un reato che non esisteva) e Chiara Ravera “perché il fatto non sussiste” e “perché il fatto non costituisce reato”.

Melgrati, vicecoordinatore Regionale di Forza Italia e Presidente di Politica per Passione:  sono ancora più felice perché Rocco aveva aderito al movimento Politica per Passione, autosospendendosi in attesa del verdetto definitivo…oggi ritorna in Consiglio Comunale ad Alassio, dove era stato “frettolosamente sospeso”, mentre per autorevoli esponenti della Sinistra, De Magistris e De Luca su tutti, condannati per reati ben più gravi, era scattata la sospensiva, mentre per Rocco no. Privato inoltre della carica di Presidente del Consiglio, carica ottenuta “sul campo” forte delle sue 263 preferenze. Spero che ora il Sindaco Canepa e la maggioranza vogliano reintegrare Rocco Invernizzi alla carica di Presidente del Consiglio. Lo ritengo un atto doveroso! Si chiude così un’altra pagina buia della magistratura inquirente di Savona, condizionata per anni da un clima di “caccia alle streghe” di maccartiana memoria nei confronti dei pubblici amministratori (specie se di centro-destra), che per fortuna è terminato con il pensionamento del vertice apicale.

E mi piace ricordare quello che ho già avuto modo di scrivere, relativo agli ultimi 5/6 anni di storia giudiziaria savonese, dalla farsa dell’indagine sulla T1 di Ceriale (tutti assolti, tranne un piccolo abuso edilizio che sarebbe stato sanabile), con un sequestro che ha portato al fallimento dell’impresa di Andrea Nucera e di molte imprese dell’indotto, con decine e decine di persone disoccupate e lasciate a casa senza un lavoro…e lo scheletro di una importante operazione immobiliare che rimane li a deturpare il panorama e a ricordare questo caso di malagiustizia… E i sequestri dei cantieri di Villanova d’Albenga, sulla base di una teoria “improbabile” smontata dai giudici di Primo Grado e di Corte d’Appello, che però ha lasciato sul campo imprese che sono fallite, altre in amministrazione controllata, e anche qui persone e aziende rovinate economicamente e lavoratori in mezzo ad una strada, oltre a famiglie che avevano comprato la prima casa e che non la hanno potuta abitare per anni, con costi aggiuntivi per i bilanci familiari.

E non voglio parlare più dei 27 processi a mio carico e delle altrettante assoluzioni! Anche sulla questione dello Zero Beach la Magistratura inquirente di Savona ha avuto enormi responsabilità. Ancora una volta, dietro ad una indagine che ha portato a sequestri e interruzioni di attività, ci sia stato il dramma di una imprenditrice e di una azienda costrette a chiudere perché ne è stato dichiarato il fallimento… Ed era una azienda florida, prima che l’autorità giudiziaria costringesse la titolare dello Zero Beach a demolire la scogliera, stoccare il materiale in altro posto, riottenere una autorizzazione che oggi si scopre era legittima ed aveva già, e ricostruire questa scogliera…fino al sequestro di tutto lo stabilimento balneare…

E adesso? Tutti assolti, ma la signora Chiara Ravera è stata rovinata economicamente, perché aveva investito tutti i suoi averi in questa struttura, e per via dell’accanimento giudiziario (alla luce delle sentenza di oggi e di quella del 6 di luglio) ingiustificato, sbagliato e dannoso ha perso tutto! Qualcuno deve riflettere, e qualcuno (anche se non è sufficiente) almeno chieda scusa!!!

Marco Melgrati (Forza Italia, Politica per Passione) Alassio, 27.10.2016

Piero Rocca assessore alla Polizia Urbana di Alassio (foto Silvio Fasano)

COMUNICATO STAMPA - Continua a ritmi serrati l’offensiva della Polizia Municipale di Alassio contro il fenomeno dell’accattonaggio nel centro cittadino. Oltre ai numerosi verbali amministrativi comminati a chi violava un’apposita ordinanza sindacale che vieta la mendicità, sono recentemente stati adottati anche provvedimenti di allontanamento di soggetti abitualmente dediti a comportamenti contrastanti col decoro urbano. Dopo il provvedimento del Questore – a seguito di precisa richiesta del Comando di via Canata – di divieto di ritorno ad Alassio per cinque anni nei confronti di tre cittadini romeni che dormivano in stazione ed erano soliti stazionare nei pressi dei supermercati del centro, nei giorni scorsi è stato allontanato e segnalato all’Autorità Giudiziaria un individuo di origine nigeriana di 46 anni sul quale pendeva già un provvedimento di espulsione non ottemperato.

Gli agenti della Polizia Municipale, in collaborazione col locale commissariato di Ps, hanno dapprima identificato l’uomo, che era solito stazionare sul marciapiede di fronte al supermercato “Carrefour” di via San Giovanni Bosco, e poi, accertato il provvedimento recentemente emesso dalla Prefettura di Alessandria al quale non si era attenuto, accompagnato lo stesso all’Ufficio Stranieri di Savona dal quale sono cominciate le procedure per il rimpatrio.

“Un plauso al lavoro della Polizia Municipale di Alassio che, a dispetto delle difficoltà di organico, dei tagli del governo e delle risorse limitate, è sempre in prima linea per la tutela dei cittadini e per il mantenimento della sicurezza”, commenta Piero Rocca, Assessore alla Polizia Municipale del Comune di Alassio. “Chi viene qui per delinquere o per fare accattonaggio, non è il benvenuto. Da parte nostra, tolleranza zero verso tutti i fenomeni di illegalità e di violazione delle norme sul territorio, perché Alassio resti una città sicura e a misura di cittadino”.

 

 

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