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Pieve di Teco, un giorno di gloria per il sindaco

“Il Comune ha agito in modo ineccepibile, l’opposizione ha fatto una mistificazione dei fatti per farci apparire non solo incapaci ma anche un po’ truffaldini. La Corte dei Conti ci ha scagionati e possiamo parlare di una vittoria netta su tutta la linea essendoci stato riconosciuto anche un rimborso spese di mille euro”. Gongola il sindaco Alessandro Alessandri, geometra, intervistato nella sua Pieve di Teco da Imperia Tv, in uno dei suoi tanti giorni di gloria. “Abbiamo vinto la lunga battaglia (sic!) su tutti i fronti, prosciolti da ogni addebito avendo operato in modo ineccepibile nel solo interesse della comunità”. Più di così !  Leggi la sentenza della Corte…

La vicenda delle 210 nuove plafoniere al neon e un contratto che vincola il Comune fino al 2032 aveva fatto discutere, sollevato critiche, interrogativi. Tutto documentato negli atti del Comune (delibere, bilanci, determine) e conseguenti esposti dell’opposizione consiliare. Nero su bianco, cifre, dati, raffronti. Emergeva una circostanza curiosa. Il Comune di Pieve di Teco a pochi giorni dal collaudo del nuovo impianto elettrico dell’edificio scolastico ( e non solo) prese una delibera di giunta in cui dichiarava vetusto lo stesso impianto affidando i lavori ad una ditta con una spesa di 60 – 70 mila €. Ironia della sorte la proposta era denominata ‘Un mondo di luce a costo zero’. In altre parole sarebbe come se un privato, un’azienda, rifacessero a nuovo un impianto e una volta reso funzionante, a collaudo avvenuto, decidessero di rifarlo in toto. Con la differenza sostanziale che il privato paga di tasca propria e non con la cassa della comunità.

Alessandri ha spiegato che i giudici amministrativi hanno ritenuto legittima la decisione  (cambio di illuminazione da corpi magnetici a lampade  elettroniche dotate di una tecnologia moderna nell’interesse degli studenti e di quanti usufruivano del nuovo impianto (uffici comunali inclusi).

In recenti dichiarazioni stampa Alessandri non si risparmia nella ‘glorificazione’ di quella scelta. Testuale: “E’ stato sancito non solo che amministratori e funzionari sono persone oneste, ma che sono pure serie e competenti, amministrano la cosa pubblica col buon senso del padre di famiglia”.

Più tecnico il commento degli avvocati difensori Sarah Garabello  e Alessio Anselmi: “La Corte dei Conti  ha riconosciuto l’insussistenza dell’elemento  soggettivo della colpa grave, sia ex ante che ex post, affermando la legittimità del modus operandi, che non ha comportato alcun danno per la pubblica amministrazione”.

Insomma si sarebbe trattato solo un abbaglio degli oppositori. E’ lo stesso sindaco di tutti i cittadini pievesi, eletto al secondo mandato con un largo consenso elettorale, a biasimare, additare i ‘colpevoli’. Sue parole: “Con l’amaro in bocca emerge il comportamento  della minoranza consiliare che non volendo prendere atto dei fatti oggettivi nelle mille riunioni in cui si è discusso del tema, continua da anni a seminare divisioni in una comunità che invece avrebbe bisogno di concentrare tutte le sue energie nelle sfide per il futuro, soprattutto economico”. Tutto chiaro ? Solitamente chi è al governo non ha bisogno dell’aiuto determinante o meno dell’opposizione che del resto è ormai rilegata, con il nuovo ordinamento elettorale, ad un ruolo passivo, del tutto marginale da ‘presa d’atto’ e non accade solo nei piccoli comuni. Chi vince ha una salda maggioranza e può fare, si suol dire, il bello e il cattivo tempo. Per gli aspetti amministrativi restano solo i ricorsi alla magistratura contabile, con le note lungaggini.

Per essere più espliciti. Chi governa non può attribuire a due rappresentanti di minoranza di essere un freno allo sviluppo socio economico del paese. Corresponsabili di scelte giuste o sbagliate che siano del sindaco, della giunta. Aggiungiamo che è lo stesso Alessandri, dopo la pronuncia della Corte dei Conti, a ribadire:” Amministratori e funzionari di Pieve di Teco sono persone oneste, serie e competenti “. Una pagella da 10 e immacolata. I pievesi dovrebbero dichiararsi fortunati,  ’baciare’ dove passano i loro timonieri, essere guardinghi verso gli oppositori. Insomma andare in brodo di giuggiole, orgogliosi quando, con ammirevole frequenza, sentono tivù  e leggono dei traguardi raggiunti a Pieve, della buona amministrazione, del futuro radioso che sprigiona ottimismo. Esaltare, elogiare, promuove il territorio con ricadute positive sulle attività artigianali, commerciali, posti di lavoro per i giovani. Pieve di Teco, insomma, grazie ad Alessandri e C. è  una comunità viva, piena di vita, di iniziative. Senza di lui sarebbe …il baratro ?

Ce ne fossero in Liguria e in Italia personaggi di caratura alla pievese: onesti, competenti, concreti, trasparenti, fautori di legalità e mani pulite. Capaci di ascoltare.

Comunque sia pare utile mettere a confronto quanto aveva pubblicato trucioli.it nel febbraio 2016 a proposito del ‘Caso illuminazione Beghelli e dintorni’ . Fatti, atti, documenti contabili,  raffronti. (Leggi l’articolo di trucioli del 26 febbraio 2016….). E il doveroso commento alla sentenza della Corte dei Conti illustrata dal sindaco (Vedi l’intervista e le dichiarazione del sindaco a Imperia TV…..).

A loro volta i due consiglieri di minoranza Renzo Brunengo (ex sindaco, già presidente della Comunità Montana) e Alberto Molinari hanno replicato affidandosi ad un comunicato (quasi ignorato dai media)  riproponendo argomentazioni e critiche. Il cittadino può farsi un’opinione, trarre le somme. Ancora una volta Brunengo e Molinari  si affidano ai numeri che scaturiscono da atti pubblici.

Comunicato del Gruppo consiliare “Uniti per Pieve di Teco”

IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DELLE SCUOLE PAGATO DUE VOLTE, MA, PER LA CORTE DEI CONTI, NESSUN DANNO ERARIALE

Il Sindaco Alessandri si fa scudo della sentenza della Corte dei Conti per vantarsi, sui giornali ed alla televisione, “di avere amministrato come il buon padre di famiglia” e ci accusa di mistificare i fatti. Noi abbiamo detto, e diciamo, ancora più convinti, che il costo di quei lavori è palesemente spropositato e lo pagano i cittadini.

Ecco quanto ci costano le 210 plafoniere al neon installate:

Prima volta Euro 23.889,80 ( Vedasi dichiarazione del tecnico)

Seconda volta
Euro 55.100 + iva (Vedasi contratto Beghelli)

TOTALE Euro 91.111

Uno sproposito ! Le cifre parlano da sole !

Un pessimo contratto, manutenzione compresa, che vincola il Comune fino 2032 con la ditta Beghelli, quando da diversi anni l’illuminazione a led sta soppiantando tutti i vecchi sistemi. Questi neon sono già superati . Ma il Comune continuerà a pagare !!

Prendiamo doverosamente atto delle motivazioni della Corte dei Conti che afferma: “non è ravvisabile l’elemento soggettivo della colpa grave” e “Trattandosi di beni (le plafoniere al neon) attualmente esistenti nel patrimonio dell’Ente locale (stoccate in magazzino), il loro costo non può essere, pertanto, considerato quale “valore perduto” da addebitare a coloro che hanno deciso la disinstallazione”.

Qualcuno, anziché attaccare la minoranza che evidenzia scelte sbagliate, dovrebbe seriamente riflettere sulle spese dell’amministrazione perché, se le tasse comunali sono così alte, un motivo c’è e la Corte dei Conti mai dirà niente su questo; come mai dirà se le scelte fatte dall’amministrazione siano giuste o no; è un compito che i cittadini non possono delegare a nessuno !

Gruppo consiliare “Uniti per Pieve di Teco” – Pieve di Teco 20 Settembre 2016

Renzo Brunengo, Alberto Molinari

E IL BANDO PER DUE ASSUNZIONI IN COMUNE. MA CHI L’HA VISTO ?

Finalmente c’è anche la voce della minoranza consigliare sul più recente caso che trucioli.it ha affrontato titolando: “ Pieve di Teco un bando molto speciale in Comune per due assunzioni….”.  Leggi……Senza ricevere smentite o rettifiche come prevede la stessa legge sulla stampa. Ovviamente ognuno è libero di rispondere o meno. E’ un esercizio di democrazia, nel rispetto dei ruoli tra chi ha il dovere di informare rispettando il principio di verità dei fatti e chi ha il diritto non solo a difendersi, ma tutelare la propria onorabilità. Sia esso un cittadino qualunque o un personaggio pubblico con doppi doveri.

Non abbiamo difficoltà, quando sbagliamo,  a scriverlo, ammettere l’errore sempre in buona fede, chiedere scusa. Cerchiamo di informare i lettori senza condizionamenti, con umiltà, conoscendo i nostri limiti. Non è casuale se non accettiamo pubblicità, né contributi, non apparteniamo a onlus, a cooperative. Non chiediamo aiuti a banche che magari hanno divorato i risparmi anche di  imperiesi, savonesi. Non abbiamo il sostegno di aziende che a volte ricevono contributi pubblici (non è un reato ) e conosciamo come sia andata a finire. La nostra è una scelta di volontariato. Coraggiosa forse, controcorrente sicuramente. Un’informazione che non sia piegata a interessi politici, economici e che non debba rispondere a padrini, a padroni e neppure all’ombra degli inserzionisti. L’arroganza e l’insulto non ci appartengono, né la pratica assai diffusa tra i vigliacchi: chi non è con me è contro di me, l’arma della cattiveria, della delegittimazione, della terra bruciata. Possiamo sbagliare, certo.

Comunicato del Gruppo consiliare “Uniti per Pieve di Teco”

DUE ASSUNZIONI NEL COMUNE DI PIEVE DI TECO.

Le due assunzioni, a tempo determinato, nel Comune di Pieve di Teco hanno generato molte contestazioni. Noi prendiamo le distanze dal modo in cui ha agito il Comune. Ci rendiamo conto che anche noi, in qualità di consiglieri, rispondiamo di fronte all’opinione pubblica, e proprio per questo chiariamo la nostra posizione.

La pubblicazione del BANDO, del cosiddetto “Cantiere-Lavoro”, di cui alla Legge Regionale 30, con il modulo per fare la domanda di partecipazione, la data entro cui presentare le domande (l’11 agosto) ed il giorno in cui si sarebbero svolte le prove di selezione (sempre 11 agosto), avvenuta dal 16 al 30 agosto a bando scaduto, ha fatto arrabbiare molti. Anche l’elenco dei candidati AMMESSI alla selezione è stato pubblicato il 6 settembre, dopo le assunzioni. Lasciando tutti di stucco ed increduli.

Molti pievesi interessati ed anche non pievesi, si sono a noi rivolti per avere spiegazioni. Diversi lo hanno fatto con accesi toni di rimprovero: “anche voi siete consiglieri comunali….!” Precisiamo subito che con questa storia non abbiamo nulla a che fare. Abbiamo saputo delle assunzioni solo quando abbiamo visto i nuovi dipendenti in Comune. Sapevamo solo che doveva uscire il bando per avere letto la delibera di Giunta di richiesta di autorizzazione alla Provincia. Nulla di più. Ma dov’è la trasparenza a questo punto !? Solo tre hanno partecipato alla selezione.

Il Bando non è stato reso pubblico con manifesti, come era scritto nella delibera, e neppure è stato messo un avviso pubblico nella bacheca comunale. E’ legittimo agire in questo modo ?

Mai il Sindaco ci ha parlato di voler assumere, né in consiglio comunale, né in modo informale. Nulla da eccepire nei confronti degli assunti che sono persone rispettabilissime ma, questo fatto, gravissimo, conferma ancora una volta il perdurare di una gestione personalistica del Comune che denunciamo.

Pieve di Teco 20 settembre 2016

I consiglieri Renzo Brunengo e Alberto Molinari

LA SMENTITA E LA VERITA’ DEL SINDACO AFFIDATA A FACEBOOK 

Con questa immagine affidata a Facebook, qualche giorno dopo l’articolo di trucioli.it a proposito del bando di concorso, relative selezioni ed assunzioni, il Sindaco ha voluto dimostrare che la pubblicazione del ‘bando’ è avvenuta dal 26 luglio all’11 agosto. Chi l’ha visto ? A noi è sfuggito e a quanti altri ? Si può dimostrare  che non è così ? Tenuto conto che gli aspiranti ad essere assunti in Comune erano tre (un quarto,  figlio di un dipendente comunale di Pieve, ha presentato domanda 15 minuti dopo l’ora fissata dal bando) è plausibile che nessun altro l’abbia saputo ? Non sia corsa voce? E’ plausibile che pur in tempi di disoccupazione record di giovani, laureati e diplomati in primis, oltre il 40 % in provincia di Imperia, soltanto tre  aspiravano ad un impiego a tempo determinato (sei mesi), con buone probabilità di rinnovo ? Che dire ! Mai dire mai.

C’è da fare una piccola considerazione. Se il bando è stato pubblicato, come attesta la dichiarazione del messo comunale Delia Pignone, bisogna dare atto che lo si è fatto ben due volte. La prima è sfuggita a tutti o quasi. La seconda no. A tempi scaduti, a noi è successo di leggere soltanto l’ultima.  Siamo gli unici e in solitudine ? Si può dare torto alla minoranza ‘disfattista( ?) e non collaborativa (?) quando testimonia: “Il Bando non è stato reso pubblico con manifesti, come era scritto nella delibera, e neppure è stato messo un avviso pubblico nella bacheca comunale. E’ legittimo agire in questo modo ?”.  Ebbene  colpa di chi non ha visto, non ha letto, non è stato previdente e diligente. E se le cose stanno così tutti gli incolpevoli protagonisti meritano le scuse. Un biasimo, invece, per tutti gli altri, trucioli.it incluso.

Anche se parrebbe ci sono altre cose che non quadrano. Perlomeno meriterebbero di essere chiarite. Le determinazioni del Segretario comunale nr. 557 e 558 (progressivo del Registro Generale delle determine) sono datate 9 e 11 agosto e riferite a questo bando. Ma le determine di agosto adottate dai vari responsabili, dopo queste date, hanno tutte un numero inferiore progressivo. Ci sarà un motivo, per noi incomprensibile; restiamo fiduciosi, prima o poi, ce lo spiegheranno all’insegna della trasparenza.

 

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