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Passata la festa gabbato lo santo…
Grazie Don Ghilardi. Ci hai lasciato il libro ‘Rimettersi in gioco’, è la tua vita

Una vita per aiutare gli altri quando ‘Savona faceva paura’. Un carattere forte e caparbietà gli hanno permesso di superare  i giorni difficili, dolorosi. Il ‘pestaggio’ mediatico di un’inchiesta, un’imputazione, titoli e locandine. Infine un’assoluzione liberatoria, con la grave malattia ormai al capolinea. Don Giovanni sempre a fianco dei ragazzi di strada, disadattati e che grazie al suo aiuto materiale, morale, educativo sono usciti dal tunnel della droga, del carcere. E’ stato il primo, a Savona, ad occuparsi del disagio giovanile in città. Contro tutti o quasi. Una storia di successi ed insuccessi come testimonia il libro che ha scritto: ‘Rimettersi in gioco’. Trucioli.it riproporre alcuni  momenti significativi della figura e dell’opera del ‘prete di strada’. Con la nota di cronaca introduttiva di un parrocchiano.

Si sono celebrati, sabato 17 settembre 2016, alle 9, nella chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo a Voze, i funerali di don Giovanni Ghilardi. Un prete con la P maiuscola.

Don Giovanni Ghilardi era nato a Camaiore (Lucca) il 18 aprile 1936 ed era stato ordinato presbitero nel 1963. Apparteneva alla congregazione fondata da San Giovanni Bosco, punto di partenza di una missione verso i giovani, che ha lasciato in città un segno duraturo. Pur rimanendo sempre salesiano, appartenenza a cui teneva moltissimo, divenne parroco della comunità di Voze, di Vezzi Portio e Magnone, nell’entroterra di Noli.

Il quotidiano “La Stampa” di domenica 18 settembre, a firma [S.C.] scrive “Oltre 800 persone ieri ai funerali di Don Ghilardi“. Ottocento persone che hanno presenziato alle esequie, stipando, fino all’inverosimile, la Chiesa di Voze, il Sagrato e le vie adiacenti.

Accanto al feretro si sono stretti tutti i suoi ragazzi, “ragazzi” come li chiamava lui. Una seconda famiglia, costituita dai bambini, oggi adulti, che lui aveva creato negli anni settanta che accoglieva ospiti proveniente dai Servizi Sociali e dal Tribunale dei Minori di Genova; i suoi ragazzi che oggi ne piangono la scomparsa dopo averlo seguito con affetto durante tutta la sua malattia.

Alla cerimonia funebre, presieduta dal vescovo Vittorio Lupi, cerano: il fratello Don Cesare, l’altro fratello Don Luigi, il nipote Giuseppe, il vicario Don Antonio Ferri, il vicario ispettoriale dei Salesiani Don Karim Majidi, Don Giovanni Amani, dell’Ordine Benedettino di Finale e Son Andrea Giusto che ha letto il telegramma inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone, grande amico di Don Ghilardi che spesso si trovavano assieme sia a Voze che a Roma.

Quando è stato eletto sul Soglio Pontificio il Papa Bergoglio, Don Ghilardi accompagnò a Roma la nipote del Papa; sovente mostrava a tutti, con orgoglio, la fotografia che lo ritraeva abbracciato a Papa Francesco che aveva accanto la nipote.

Erano presenti anche i giudici che hanno lavorato con lui: l’ex procuratore Vincenzo Scolastico, il giudice del Tribunale dei Minori di Fenova, Giampiero Cavatorta, il giudice minorile Annamaria Faganelli e l’ex preside dell’I.M. – L.L. “Della Rovere”, oggi appartenente alle dame di carità dei Servizi Sociali.

Non mancavano le autorità civili del Comune di Noli: il Sig. Alessandro Fiorito nella sua qualità di vicesindaco e di assessore, con la fascia tricolore; l’assessore Jessica Bellesio; i consiglieri di maggioranza e minoranza: Piera Barisone e Ambrogio Repetto. Le autorità militari nelle persone del maresciallo Milano e di alcuni dei suoi uomini; i rappresentanti della polizia locale; il coro degli Amici dell’Arte di Noli, e poi tanti cittadini che a vario titolo, conoscevano e/o frequentavano Don Ghilardi. sia di Voze, sia di Noli, sia di di Portio e di Magnone.

Ma c’erano proprio tutti ? – No !

L’Amministrazione del Comune di Vezzi Portio, che ha l’onore di averlo avuto, per le frazioni di Portio e di Magnone, come parroco, era Assente.

Erano assenti sia il Sindaco, sia gli Assessori, sia i Consiglieri; eppure, quando alla fine di ogni festività religiosa, c’era il rinfresco, offerto dalla Confraternita organizzatrice, al tavolo delle così dette autorità, c’erano proprio Tutti !

Alesben B.

LE PRIME LOTTE DEGLI ANNI ’70 DI DON GHILARDI

UN BALZO AL 15 DICEMBRE 2009

Nella sala delle conferenze  di Palazzo Beato Jacopo di Varazze  don Giovanni Ghilardi  ha presentato il suo libro ‘Rimettersi in gioco’. Mario Traversi, presidente dell’Associazione ‘U Campanin Russu’ ha ricordato l’importanza  del figura del don e del suo libro. “Questo – ha detto don Giovanni –  vuole essere un resoconto di tanti anni di lavoro a contatto  con i problemi dei giovani. Una storia di successi ed insuccessi. E’ la mia vita. Si potranno trovare storie diverse di ragazzi che ho visto crescere. Ne esce un’immagine  di Savona a quei tempi. Una Savona diversa, difficile. Ho tentato di racchiudere le mie esperienze e metterle a disposizione di chi vorrà servirsene”.

Silvia Simoncelli, giornalista, scriveva sul Decimonono: ” Lungo la strada tanti sono gli ostacoli incontrati da don Giovanni, prima di tutto  con scontro con le istituzioni…anche con lo stesso ordine dei salesiani”. Don Ghilardi  che era quasi di casa anche in questura, ricordava: ” Ho movimentato monti e mari per cercare gli aiuti necessari. …”. Aglli fine degli anni’ 90 don Giovanni  termina l’esperienza  con i ragazzi.  ”Stavo passando dal ruolo  paterno a uno più vicino a quello del nonno. Avrei voluto trovare il giusto successore per portare avanti la mia strada. Non è successo e la casa d’accoglienza è stata chiusa”.

LA STAMPA 19 GIUGNO 2011 – DI FATTO HA CONTINUATO A CELEBRARE MESSA ANCHE A VOZE, OLTRE CHE A MAGNONE E VEZZI PORTIO

20 APRILE 2011 PRIMA PAGINA DEL SECOLO XIX

22 APRILE 2011 ARTICOLO SULLA STAMPA

IL CICLONE GIUUDIZIARIO: 

8 GENNAIO 2015

24 MAGGIO 2016 L’ASSOLUZIONE

I FUNERALI 15 SETTEMBRE 2016

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