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‘Istruire gli Ignoranti’
La catechesi del vescovo Borghetti

Prendo spunto dalla testimonianza fatta da mons Borghetti, vescovo di Albenga/Imperia, durante una sua catechesi sulle opere di misericordia. Il tema era “Istruire gli Ignoranti” parafraso una sua frase “Solo in Gesù trovo la mia felicità, anzi quando penso di fare di mia iniziativa, senza di lui, cala l’ombra sulle mie mani”.

I vescovi Borghetti e Oliveri in seminario ad Albenga del 2015

Avrei voluto commentare questa bella frase e dare anche la mia testimonianza al momento, ma mi sono intimidito e cosi mi sono bloccato; forse non ho dato spazio allo Spirito? Purtroppo è questione di ignoranza!

Anche io sono preso tra alti e bassi sopratutto sentendo queste continue notizie di violenza terroristica, razziale, religiosa, politica e anche sentendo la tanta corruzione che divora la povera gente.

Vorrei dimenticarmi di essere cristiano e imbracciare il mitra non solo per urlare la bonta dell’amore ma violentare la violenza che sembra allargarsi a macchia d’olio; perforare il cuore di tanta gente ottusa che sempre più diventa mia nemica e non più coinquilina pacifica del mio stesso pianeta.

Oppure, per me che non sono coraggioso abbastanza, invocare l’aiuto di un super mann o i magnifici giustizieri che mettano le cose a posto ma la vita non è cosi e la realtà non è un film.

Mi viene in mente, nonostante la mia testa calda, Lui, Gesù, che mai ha sbollentato la sua rabbia se non una volta nel tempio (non entro in particolari).

Mai ha ucciso con la volontà di annientare l’uomo malfattore che aveva davanti, lui aveva di mira non l’uomo ma la sua azione malvagia, la sua perversa cultura.

Gesù non ha mai avuto la testa calda da rispondere con azioni malvage al malvagio; al contrario non si è mai opposto al nemico, nemmeno nel momento piu difficile della sua vita.

Credo si sia comportato cosi perche lui amava quella gente come si ama la moglie o un amico o il proprio padre e toccava con mano la loro ignoranza che li accecava, ma la sua felicità stava nel capirli e no nel collocarsi al di sopra delle loro azioni.

Amando in questa misura ha legato tutti noi esseri umani nella categoria della cecità, dell’ignoranza e così ci ha salvati da noi stessi!

Per questo smetto l’anima istintiva che vorrebbe farmi reazione di una azione uguale e contraria e dico che la mia felicità sta nell’averlo come maestro sopratutto in certi momenti difficili e incomprensibili.

A proposito mi viene in mente l’espressione che ha usato papa Francesco intervistato per la visita fatta ai carcerati il quale si chiedeva e rifletteva della loro reclusione: “Perchè loro si e io no?”

Può sembrare una frase fatalista ma detta dal capo della Cristianità universale che solo ieri era quasi più che il “sole nascente” che entrava dalla trifora delle nostre chiese esposte a oriente, che si confondeva con le stelle del cielo, che tra Lui e Dio si poteva mettere il segno matematico del “coincide”, la sua espressione significa per noi che è un fratello tra fratelli, alla scuola dell’unico maestro: Gesù di Nazareth.

Don Giuseppe

 

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