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Valle Arroscia, nasce il circuito di 140 km
Outdoor: trekking, bike, cavallo e…

Sarà pur vero, della  mitica ‘Lavanda Coldinava,’ è rimasto solo il marchio, venduto dai Niggi di Imperia ad una società milanese. Non ci sono più campi coltivati come in Provenza. La Valle Arroscia sta invece concretizzando un progetto ambizioso, importante, qualificato. Un trampolino di lancio, lo sbocco positivo da una latente crisi. L’Associazione  Arroscia Valle Slow (aderiscono aziende agricole e cantine, agriturismi, alberghi, bar, pub, Bed and Breakfast, rifugi, campeggi, parchi vacanze, ristoranti, pizzerie, negozi, artigiani) è alla vigilia del lancio di un straordinario percorso attraverso l’intera valle. Tra antichi sentieri, mulattiere. A piedi, in bici, a cavallo. Un bravo grafico – ha realizzato le ‘cartiene’ e la promozione del parco del Marguareis – è al lavoro. La tipografia all’opera.

Un’iniziativa strategica, di grande respiro, innovativa per il territorio che abbraccia e coinvolge. Un punto riferimento attraverso le ottime risorse naturali della valle, delle sue montagne. Uno splendido territorio, da ‘sfruttare’ turisticamente molti mesi all’anno così come accade sull’Altopiano delle Manie, vera e propria terrazza sul mare, tra Finale Ligure e Noli, un piccolo paradiso protetto. Ma da esempio ci sono altre zone d’Italia. Non lontano il ‘Parco del Marguareis’.

La novità 2016. La messa a punto, l’ideazione e la creazione di un circuito – itinerario che avvolge la Valle Arroscia, si spinge e lambisce le Alpi Marittime, l’Alta Val Tanaro, le Navette, i molti che sovrastano Ormea, Alto, Caprauna, fino a spingersi in basso ai confini con la provincia di Savona. Qualche particolare più significativo:  il colle del San Bernardo di Mendatica, quello di Ormea, quello di Pieve. Le cime  dell’Alpetta, di Garlenda, il Garezzo e a Sud potremmo continuare l’elenco. Gran parte del tracciato è ormai usufruibile. Mancano pochi interventi e limitati, peraltro mai invasivi: ‘pulizia’, sfalcio, rimozione di alberi abbattuti dal tempo, seccati. Sentieri e percorsi naturalistici di grande bellezza nel ponente ligure, una miniera di attrazione da utilizzare con oculatezza e lungimiranza. Che va incontro al ‘popolo’ dell’outdoor. Giovani e meno giovani, di ogni estrazione sociale, italiani e stranieri, affascinati dai loro hobby nella natura ‘selvaggia’.

” La svolta in Valle Arroscia è ormai portata di mano, direi un sogno che si avvera – conferma Roberto Porro, 48 anni, contitolare col fratello dell’omonimo pastificio di Nava e di altre attività commerciali in valle -. Il nostro obiettivo era ed è la creazione, valorizzazione di un percorso, un itinerario di 120 – 140 chilometri. Una sorte di grande anello che attraversa tutti i paesi della Valle Arroscia, spingendoci fino al Saccarello, Piaggia (Briga Alta), la Binda, Valcona, Salse, poi Nava, i colli di Caprauna e Alto. Si accarezzano le Alpi del Mare per immergersi, a quota più basse, ai confini del savonese. Ci sono zone, tragitti, in gran parte sconosciuti o comunque da riscoprire, angoli da incorniciare. Per anni sono rimasti solo tracce, poco frequentate o precluse che escludevano questa o quella zona. Questo o quel paese. Una delle peculiarità del progetto è che sono direttamente interessati, coinvolti, tutti i centri, frazioni comprese, della nostra valle”.

Gli obiettivi sono dunque la percorribilità dei sentieri da parte di chi fa trekking, bike, a cavallo. Ovviamente non si può immaginare una tappa unica, da qui la divisione del percorso, più breve o più lungo. Una lunghezza massima di 140 chilometri. 120 a cavallo. Tra i problemi, non è tanto l’opera di pulizia dei sentieri quanto l’assenza di rifugi che potrebbero soddisfare le esigenze di un punto tappa. O perlomeno nei lunghi tratti. Poi c’è da tener presente che sono diverse le necessità logistiche di chi va a cavallo, piuttosto che a piedi o in mountain bike. Un camminatore della domenica o chi fa sport  per podismo. Comunque sia è sapere e soddisfare uno svago naturale, salutare, in costante espansione. I turisti del verde, della natura, dell’aria aperta, un agonismo fai da te. E non solo italiani, tra i maggiori cultori ci sono tanti stranieri, a cominciare dai paesi del Centro e Nord Europa.

Cesare Bollani

Ai dubbi, alle perplessità sui tempi che passano tra il dire ed il fare, Roberto Porro è categorico: ” Siamo pronti per mettere in rete un sito ad hoc, per illustrare, fare da guida pratica, con tutte le informazioni utili, consigli, cercando di non tralasciare nulla, sul modello dell’ideazione che caratterizza e impreziosisce il vicino Parco del Marguareis. Un lavoro egregio, affidato  ad un valente grafico, Promoter, ideatore,  Cesare Bollani al quale ci siamo rivolti con fiducia proprio sulla base dei risultati che ha raggiunto con altre iniziative. L’altro aspetto importante è che l’Associazione Valle Slow è unita e consapevole dell’importanza dell’iniziativa, convinti che rappresenta nel futuro immediato un primo traguardo, un primo allenamento. A cui deve seguire l’impegno costante di tutti, il coinvolgimento. Non resta che partire, si direbbe fiduciosi. Oltre al sito internet, è in stampa il materiale di guida pratica e promozione, comprese tovagliette, cartine, illustrazioni grafiche, dépliant originali. Far conoscere le opportunità del territorio, stimolare tutte le categorie economiche aderenti, nessuno escluso”.

E’ già attivo un ‘punto informazioni’, a Pieve di Teco, della Valle Slow, in piazza Borelli, ex caserme. Punto di riferimento per l’intera valle.  Pare di capire che la strada intrapresa dall’associazione sia quella di imparare, far tesoro, da chi ha dimostrato con fatti, risultati, di essere più bravo. I risultati. Affidarsi a persone competenti, professionisti. A partire da Cesare Bollani, piacentino di nascita ma da tempo ligure d’adozione (tanto d’aver coperto l’incarico di Presidente della Confraternita del Basilico), libero professionista, consulente nel settore della promozione turistica e manifestazioni. Un’esperienza di trentanni. Qualche anno fa ricordava l’importanza “di dialogare e di interagire sia con le Associazioni che con le Istituzioni, per promuovere lo sviluppo del territorio, accrescere il desiderio di unirsi, affermare che solo aumentando la collaborazione si può uscire dall’impasse socio economico in cui si è precipitati con la lunga crisi”. I miracoli sono dei santi. Eppure ci sono zone del Bel Paese e del mondo dove è stato l’uomo, la sua intelligenza ed intraprendenza a creare benessere, fare sinergia e metterla in pratica.

Eliana Maffone

L’ottantina di associati a Valle Slow (comprende 11 comuni) lo scorso anno ha eletto presidente (alternanza con Roberto Porro) Eliana Maffone, contitolare di un’azienda vitivinicola di Acquetico. E’ affiancata dal vice presidente Giancarlo Seno, dalla segretaria Sabrina Bertora, dal direttivo. La Valle Arroscia sulla buona strada di una nuova identità ? Non solo natura, artigianato, agricoltura, cucina tipica, tradizioni, sagre e feste, ricorrenze. Lo sviluppo outdoor che ha fatto la fortuna, premiato, altre zone d’Italia. Certo, non si pensi alla manna caduta dal cielo. Ad abbassare la guardia della qualità, del servizio, della rigorosa conservazione di madre natura che non può essere abbandonata a stessa. Va curata, rispettata, né affidata a slogan che non rispecchiano la realtà, deludono o tradiscono le attese degli usufruitori. E alla fin fine spengono l’interesse, la forza del motore associativo.

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