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L’assessore ‘trasferisce’ Andora, Stellanello, Testico in provincia di Imperia tra i ‘virtuosi’

Da metà luglio siamo in balia del Solleone. Un colpo di caldo ? O più semplicemente un banale errore (non riveduto o corretto) della redazione di Ligurianews, solerte agenzia di stampa della Giunta regionale Ligure. Nel comunicato del 22 luglio, sul tema ” Rifiuti, l’assessore Giampedrone ….al via la ripartizione di un milione di euro a 83 comuni liguri virtuosi “, tre paesi della provincia di Savona (Andora, Stellanello, Testico) vengono ‘trasferiti’, nero su bianco, in provincia di Imperia. Un vecchio sogno che si ‘avvera’ in un giorno d’estate. Un tempo si parlava della provincia di Albenga, poi di una provincia ‘grande’ da Ventimiglia a Spotorno….

Giacomo Giampedrone assessore regionale all’Ambientee al Ciclodei rifiuti

Al di là dell’aspetto ‘curioso’, la ‘umana’ disattenzione, dell’interrogativo come è potuto accadere, resta la bella notizia per chi da il buon esempio di virtuosità nel delicatissimo settore dei rifiuti urbani. E la ‘ricompensa’ in denaro della Regione per i comuni ‘ virtuosi’. Rifiuti urbani, differenziata,rifiuti zero. Una delle grandi incompiute, nel terzo secolo d. C . della nostra Liguria, di chi ha avuto la responsabilità di amministrarla, da decenni, dall’istituzione delle Regioni, per passare alle province, ai comuni. La guerra senza fine, di litigio in litigio,  ubriacatura di proposte e progetti, annunciati e svaniti, con la chiusura delle discariche comunali o comprensoriali. L’infinita ‘lotta’: la discarica a casa mia non la voglio, men che mai l’inceneritore.

La raccolta differenziata è in ritardo di decenni rispetto ad altre realtà europee. Manca di pari passo la cultura del cittadino. Non si è stati capaci di formare un’opinione pubblica sul problema. La differenziata non è u n problema che appartiene ad altri, ma a ciascuno dei noi. Tutti devono collaborare, essere partecipi. Ovviamente occorre il ‘conduttore’, il Comune che non riesce ad organizzarsi, mettere in pratica il servizio. Una priorità assoluta, come è quella idrica nelle case.

A metà luglio Il Sole 24 Ore dava notizia – peraltro quasi ignorata dall’informazione nazionale –  che il Marocco si sta ribellando sui rifiuti che arrivano dalla Campania ( e forse da altre regioni), trasportati via Nave verso i cementifici di   al- Jadida e Settat. E’ stata istituita  una commissione d’inchiesta parlamentare, dopo il crescente allarme di comunità marocchine. Il giornalista Jacopo Giliberto che ha seguito anche le vicende giudiziarie ed ambientali della Tirreno Power, ha scritto alcuni passaggi che meritano di essere citati e conosciuti. Ovviamente sul tema dei ‘rifiuti’ in Italia, la Liguria non è estranea.

“Si ripetono in Marocco le stesse identiche situazioni, frasi fatte, con cui in Italia politici miopi, associazioni varie di religiosi o medici o sindacalisti, comitati nimby, sindaci del no e sedicenti ambientalisti hanno bloccato per anni la costruzione degli impianti per i rifiuti in molte regioni d’Italia, come la Campania e la Sicilia. No all’inceneritore, il nostro territorio è vocato al turismo culturale, l’agricoltura di qualità, rifiutiamo questo modello di sviluppo, non vogliamo qui l’impianto di riciclo, la soluzione è rifiuti zero. Una bomba ecologica.” E ancora, nell’articolo si legge: ” La soluzione rifiuti zero invocata da finti ecologisti in Italia costringe ad esportare la spazzatura dalla Campania…”.

La Liguria è a sua volta alle prese con l’emergenza continua o appena dietro l’angolo, esportazione in altre regioni del Nord, l’ imperiese ha vissuto mesi drammatici, tra proteste, sequestri, comitati di cittadini. La provincia di Savona ha visto svanire via via alcuni progetti nel ponente: discariche o impianti. A Varazze la discarica (famiglia Vedeo) è da tempo nella tempesta, anche giudiziaria. Resta l’isola ‘salvezza’ di Vado Ligure, affidata a privati, Intanto i comuni sono costretti a prendere atto che i costi, i bilanci, la non differenziata impongono di aumentare le tariffe verso i cittadini, gli operatori commerciali e turistici. In molti casi una vera e propria bastonata per aziende e famiglie. Si paga sui metri quadrati, anzichè sulla ‘produzione’, sul numero dei componenti la famiglia.  Nasce il business dell’affidamento del servizio a società private che, manco a dirlo, devono fare profitto e quando non accade (vedi Aimeri) succede il peggio, ovviamente nella raccolta, Il porta a porta, in attesa  del miraggio ‘rifiuti zero’ nasce tra difficoltà, polemiche, interrogativi, ogni comune si organizza in modo diverso. Ognuno vanta la ‘soluzione ideale’. Pochissimi comuni virtuosi, in regola con gli standard di legge.

In Marocco contro i rifiuti del Bel Paese, destinati ai cementifici, hanno raccolto migliaia di firme. Associazioni ed i loro avvocati non credono alle rassicurazioni del governo o dei suoi rappresentanti locali.  Scrivono di “crimini  ambientali che minacciano  la salute dei cittadini”. E ancora: “Non vogliamo , non siamo la pattumiera di Napoli o dell’Italia, ci sono conseguenze per la salute e l’agricoltura, il turismo”. Conclude Giliberto: “In Italia  associazioni… medici…sindacalisti… sindaci del no e sedicenti ambientalisti hanno bloccato per anni la costruzione degli impianti e non si sentono responsabili di tutto ciò”.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE LIGURIA  CON L’ELENCO DEI COMUNI VIRTUOSI AI QUALI E’ STATO DESTINATO IL CONTRIBUTO DI UN MILIONE DI EURO

GENOVA. Sono 83 i Comuni liguri virtuosi in fatto di presentazione di programmi di riciclaggio dei rifiuti che riceveranno il primo milione di euro dalla legge 20 sulla raccolta differenziata approvata dalla Giunta Toti alla fine dello scorso anno. Lo ha comunicato quest’oggi l’assessore regionale all’Ambiente e al Ciclo dei Rifiuti, Giacomo Giampedrone al termine della riunione del Comitato d’Ambito regionale che ha effettuato la valutazione dei programmi, sulla base dello screening compiuto dagli uffici regionali, provinciali e di ARPAL. “E’ questo il primo risultato concreto della nostra legge sui rifiuti che ha voluto cambiare marcia rispetto alla politica ambientale ereditata dal passato e definita trasversalmente arcaica dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti – spiega l’assessore Giampedrone – Il milione era stato stanziato nella nostra legge e deve servire a incrementare i livelli di raccolta differenziata sul territorio sostenendo le iniziative proposte dai Comuni”. I Comuni erano stati incentivati a presentare le richieste in forma aggregata e ad orientarsi verso il passaggio al porta a porta. Tra i criteri individuati per la selezione dei Comuni da premiare anche la percentuale di cofinanziamento proposta e il merito tecnico degli interventi inseriti nelle proposte. “Praticamente tutti i Comuni liguri – continua Giampedrone – hanno provveduto a presentare programmi di raccolta differenziata e di riciclaggio e già questo è stato un segno concreto della volontà di miglioramento e di cambiamento di passo in materia. Tenendo conto che a fine 2014 la raccolta differenziata in Liguria ammontava al 35,80% invece del 65 per cento, come previsto dalla normativa nazionale. Una situazione difficile a cui fa da contrappunto un’elevata produzione di rifiuti pro capite, pari a circa il 13 per cento in più rispetto alla media nazionale, anche a seguito delle presenze turistiche”. “Grazie ad un’importante istruttoria avviata dal mese di marzo e condotta di comune accordo tra Regione Liguria, Province e Città Metropolitana – spiega Giampedrone – si è potuto individuare i seguenti 83 Comuni che riceveranno risorse fresche per poter incrementare i propri piani”.

In provincia di Imperia 38 i Comuni finanziati per un totale di 196.056 euro: Pieve di Teco, Armo, Aquila, Borghetto, Cosio, Medatica, Montegrosso, Pornassio, Ranzo, Rezzo, Vessalico, Vasia, Ospedaletti, Prelà, Cervo, Andora (1), Cesio, Chiusanico, Diano Arentino, Diano Castello, Diano Marina, Diano San Pietro, San Bartolomeo al Mare, Villa Faraldi, Andora (2), Stellanello, Testico, Imperia, Ventimiglia, Camporosso, Dolceacqua, Airole, Apricale, Castelvittorio, Isolabona, Olivetta, Pigna e Rocchetta Nervina.

In provincia di Savona 13 Comuni finanziati per un totale di 211.650 euro: Noli, Vezzi Porzio, Spotorno, Bergeggi, Vado Ligure, Quiliano, Albissola Marina, Celle Ligure, Varazze, Millesimo, Cengio, Roccavignale.

In provincia di Genova 25 Comuni finanziati per un totale di 397.308 euro: Chiavari, Cogorno, Leivi, Carasco, San Colombano Certenoli, Coreglia Ligure, Cicagna, Orero, Lorsica, Moconesi, Favale di Malvaro, Tribogna, Neirone, Lumarzo, Uscio, Avegno, Sestri Levante, Busalla, Campomorone, Ceranesi, Mignanego, S. Olcese, Serra Riccò, Bogliasco, Sori.

In provincia della Spezia 7 i Comuni finanziati per una somma complessiva di 194.984 euro che sarà ripartita a: Follo, La Spezia, Varese Ligure, Lerici, Bolano, Riccò del Golfo, Bonassola. L’erogazione del finanziamento avverrà in due fasi: il 50% all’affidamento dei lavori e il 50% a consuntivo. “Con questo primo milione – conclude Giampedrone – dall’anno prossimo la legge 20 entrerà a pieno regime con le sanzioni per i Comuni che non sono in regola con gli obiettivi del riciclaggio, i quali dovranno versare un contributo di 25 euro a tonnellata per la quota che manca al raggiungimento del 45% di riciclaggio entro la fine del 2016. I comuni che non avranno raggiunto la soglia prevista pagheranno un contributo che sarà reinvestito per finanziare nuovi programmi di sviluppo della raccolta differenziata”.

 

 

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