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Il Kyè, lingua indigena di Frabosa e Valle Corsaglia. Alla scoperta delle origini

Sabato 30 luglio, alle ore 16.30, nella Sala Polivalente del Comune di Frabosa Soprana, sarà presentato il fascicolo del Progetto Toponomastica Storica, intitolato Toponimi del Comune di Frabosa Soprana a cura di Maria Castagnino e Furio Ciciliot.

Le fonti edite usate sono rappresentate da una ampia serie di indicazioni del nome Frabosa in documentazione medievale di varia provenienza. Tali documenti in genere si riferiscono indifferentemente ad una o all’altra delle due Frabose (attuali Frabosa Soprana e Frabosa Sottana) all’epoca unite. La maggior parte delle indicazioni deriva dai registri catastali del 1785 contenuti nell’Archivio Storico del Comune di Frabosa Soprana. Maria Castagnino e Furio Ciciliot, in collaborazione con il Comune di Frabosa Soprana e l’Associazione Culturale E Kyè di Fontane. Interverrà Nicola Duberti, con un intervento sulla lingua del Kyé.

Riveste per noi particolare interesse la presenza, in alta valle Corsaglia ed in quelle vicine, di una lingua in corso di studio – lingua detta del Kyé, che così esprime la prima persona singolare (io) – che i linguisti stanno studiando con particolare attenzione. Il nostro augurio è che questo lavoro possa fornire ulteriori indicazioni per definire meglio le origini e lo sviluppo di tale parlata.

Il fascicolo presente è stato curato dal responsabile del Progetto e da Maria Castagnino, presidente dell’Associazione Culturale E Kyé – che tutela la lingua locale presente a Frabosa Soprana, soprattutto intorno a Fontane – associazione che ha collaborato all’iniziativa; un ringraziamento particolare al Comune di Frabosa Soprana che l’ha patrocinata e sostenuta.

Frabosa Soprana Tabella a 13

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Geografia del territorio comunale di Frabosa Soprana

 Il territorio comunale di Frabosa Soprana è di circa 47 Km2, sul quale vivono poco più di 800 abitanti, ed è delimitato, ad oriente, dal torrente Corsaglia, che scorre impetuoso in una vallata stretta e selvaggia. Ad occidente il torrente Maudagna ne segna in parte i limiti mentre, verso il crinale con la valle Tanaro si elevano una serie di rilievi alpini, in particolare Monte Moro e Malanotte (metri 1740/1800 circa), che ne hanno decretato una precoce vocazione allo sci alpino. La parte più bassa del territorio comunale è posta a 555 metri sul livello del mare mentre il monte più elevato, punta dello Zucco, giunge a m 2369.

Altre caratteristiche del territorio comunale di Frabosa sono la presenza di ampi pascoli pressochè pianeggianti nelle zone più elevate, intorno ai 2000 metri, sfruttati, come vedremo, fin dalle epoche antiche ed oggi suddivisi tra varie comunità. L’abbondanza di acque, di boschi e di pascoli hanno indirizzato il territorio verso un’economia montana e gli insediamenti si sono adeguati a tali caratteristiche geografiche.

Scalpellino al lavoro in cava - Copia - Copia

Scalpellini in cava a Frabosa

Gli estesi boschi di castagno domestico, ancora oggi in parte utilizzati, hanno creato una importante risorsa per l’economia locale, che si è anche avvalsa dello sfruttamento di alcune cave di marmo, molto quotato in area piemontese, tanto che numerose chiese torinesi e non solo, quali la cappella del Guarini che ospita la Sacra Sindone, lo hanno largamente utilizzato.

Le estese zone carsiche hanno consentito la formazione di numerose grotte, frequentate da speleologi ed escursionisti. La più conosciuta è quella di Bossea che, per la sua posizione nel fondovalle del Corsaglia e per la sua facile accessibilità interna, ebbe una precoce esplorazione (1850), ma è stato di recente individuato un precedente accesso (1816), e fu la prima grotta italiana ad essere aperta ai turisti (1874).

L’economia attuale di Frabosa Soprana è oggi equilibrata tra le varie componenti del territo-rio. Gli insediamenti principali – Bassi, Bossea, Botteri, Corsaglia, Straluzzo, Fontane, Forneri, Lanza Serra, Mondagnola, San Martino, Seccata – sono situati quasi sempre ad altitudini inferiori ai mille metri e serviti da strade tortuose, vista la conformazione del territorio.

Il territorio di Frabosa Soprana e le sue risorse storiche e paesaggistiche sono state descritte in varie pubblicazioni che ne hanno raccolto le vicende con particolare interesse per la storia orale e le tradizioni, mantenute vive con lo sforzo dei residenti. In particolare, il museo etnografico di Fontane, raccoglie numerosi reperti di vita alpina ed ha curato una nutrita serie di pubblicazioni.

frabosa Soprana 1921 panorama - Copia

Frabosa Soprana, cartolina spedita nel 1921 (collezione G. Mondino)

Evoluzione storica e amministrativa del territorio di Frabosa Soprana

 Come detto, fino al 1698 esiste una unica Frabosa la cui storia medievale è ancora mal delineata. Si è ritenuto di ritrovare il nome di Frabosa nel toponimo Ferriere contenuto in un documento del 1041, ma molti dubbi esistono al riguardo e la prima citazione sicura di Frabosa, contenuta in un documento originale del marchese di Saluzzo, è del 1210 (in Freabulza). A partire da quella data le citazioni si fanno relativamente numerose ed indicano già la presenza, in epoca medievale, di mulini lungo il corso del Maudagna, in una posizione in cui oggi si è sviluppata Frabosa Sottana.

Tra le peculiarità dei territori alpini è importante sottolineare una antica presenza di sfruttamento dei pascoli da parte di greggi e mandrie che hanno lasciato numerosi indizi. In particolare si ricorda che confina direttamente con Frabosa l’altipiano della Raschera, isola amministrativa del comune di Magliano Alpi, situato nella piana cunese, lontano qualche decina di chilometri. Sempre nella zona alpina, intorno ai duemila metri sul livello del mare, sono situati i vari alpeggi che, già in epoca medievale, portarono ad una precoce delimitazione dei loro confini per lo sfruttamento.

Tralasciando le varie vertenze tra le comunità, soprattutto con quella di Mondovì egemone nella zona, il vero atto di nascita delle due Frabose è il 1698, quando viene imposta dal duca di Savoia una suddivisione territoriale attraverso una sistematica ricognizione e delimitazione dei loro confini. L’origine di tale divisione è in realtà anteriore e frutto di numerose vertenze che portarono, in alcuni casi, a spartizioni artificiali e non sempre condivise.

Le vicende più recenti del territorio sono legate anche all’infeudazione, con la vicina Frabosa Sottana, alla famiglia Pallavicino, avvenuta nel 1620 e che durerà per oltre due secoli, fino al 1824.

Le maggiori novità vissute dal territorio sono recenti e vedono l’avvio della precoce attività turistica sia per le bellezze naturali (grotta di Bossea) sia per gli sport invernali quando Frabosa, negli anni Sessanta del XX secolo, giunse ad essere la seconda stazione di sport invernali della provincia di Cuneo.***

Dal punto di vista religioso-amministrativo, Frabosa Soprana fece parte fino al 1388 della diocesi di Asti e da quella data confluì in quella attuale di Mondovì. Nel territorio comunale sono comprese le seguenti cinque parrocchie, di seguito riportate in ordine di fondazione:

  • San Giovanni Battista, fondata a cavallo tra XV e XVI secolo
  • Santissima Annuinziata, in frazione Mondagnola, fondata nel 1918 che presenta legami storici molto anteriori con Frabosa Sottana
  • Santi Giacomo e Filippo, in frazione Serro, fondata nel 1593
  • Santa Maria della Neve, in frazione Corsaglia, fondata nel 1606
  • San Bartolomeo in frazione Fontane, fondata nel 1749.

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