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A Borghetto S. Spirito non faremo prigionieri
Al Pd? Basta brutte figure come a Loano

Non faremo prigionieri. Questo è il primo pensiero che, a caldo, si sofferma nella mente di chi in questi quattro anni di amministrazione Gandolfo ne ha sottolineato le gravi lacune.

Ex Oleificio Roveraro, Borghetto

Gianni Gandolfo ed Emanuele Parrinello

Ho pensato molto su cosa fosse giusto scrivere.

Credo che, alla fine, sia necessario esprimere con forza due concetti.

Se vi sono responsabilità amministrative in capo alla giunta di Giovanni Gandolfo è doveroso che quest’ultima se le assuma ed è giusto comprendere se, a fronte del preteso “buco”  milionario di bilancio, si debbano aggiungere ad esse le responsabilità eventuali di funzionari.

Sarà indispensabile per chiunque si candidi a Sindaco di Borghetto che chiarisca come intende risolvere la questione economica e se vi sono posti di lavoro a rischio fra i dipendenti del Comune.

Certo qualche sassolino dalle scarpe bisogna pure toglierselo.

Ora Emanuele Parrinello e quel poco che è rimasto del PD di Borghetto devono una spiegazione plausibile a chi, come me, fra il 2007 e il 2012 ci ha messo la faccia nel fare opposizione alla giunta di Santiago Vacca.

I tempi sono mutati e con essi le condizioni economiche della Riviera e di Borghetto: le contrapposizioni così forti in quegli anni fra centro-destra e centro-sinistra lasciano spazio oggi a problemi innumerevoli e di non poco conto che oggettivamente, al di là dell’appartenenza politica, attenderanno i futuri amministratori di Borghetto.

Per comprendere, però, che cosa si vuole fare nei prossimi anni, è bene soffermarsi a ricordare che cosa è accaduto nel recente passato.

Il PD deve spiegare che cosa c’era di sinistra nella amministrazione dell’ex Sindaco Gandolfo. I democratici devono tentare di convincere prima se stessi che in questi quattro anni hanno cercato di metterci almeno un briciolo di quelle idee e principi che avevano sostenuto di avere quando nel 2007 mi chiesero di candidarmi a Sindaco con la lista “Una Mano a Borghetto”.
Le parole trasparenza e partecipazione che tanto animavano gli interventi della consigliera prima DS e poi PD Ferrando appaiono sbiadite, per non dire nascoste da una nebbia molto intensa che ha caratterizzato l’azione politica dell’ex Sindaco Gandolfo.
Un consiglio: nessuno del PD si candidi alle prossime amministrative borghettine (evitare, se possibile ,brutte figure come quelle del PD di Loano, salvo che non si voglia fare una triste conta, mi sembra il minimo).

Rammento al PD che ha appoggiato una amministrazione, quella uscente, della quale, a titolo esemplificativo, si ricorda quanto segue: non pervenuta sull’Oleificio Roveraro, che continua sempre più forte a rappresentare un pugno nello stomaco nel panorama di Borghetto; neppure un tentativo di soluzione alla questione è stato dato dal Sindaco e dal PD (Emanuele Parrinello era Assessore ai Lavori Pubblici); non pervenuta sul PUC: la necessità di procedere ad una regolazione assennata del territorio, che consenta di intravederne per il futuro nei prossimi decenni un armonico sviluppo, è rimasta lettera morta;
la revisione degli accordi sul gas, peggiorativi per il Comune ha sortito un esposto della minoranza; 
tentativo fallito di soppressione dell’Azienda Speciale, fiore all’occhiello delle precedenti amministrazioni, non suffragato da ragioni oggettive; tentativo non riuscito di vendere le ex scuole Fasce (quelle che durante il mandato del sottoscritto, quando ero all’opposizione con la madre dell’assessore Parinello, Gandolfo pregò il Sindaco Vacca di non mettere in vendita);non pervenuta sulla pista ciclabile (quella che doveva essere smantellata).

Il Sindaco, però, quando si è dimesso ha ricordato gli aspetti positivi della sua amministrazione: ad esempio aver dotato della possibilità di ottenere il certificato di prevenzione incendi le scuole di via Trilussa: avviso ai Naviganti dunque tali edifici pubblici non erano a norma ? Averli messi a norma è il minimo sindacale per una amministrazione.

La maggioranza della maggioranza del Sindaco Gandolfo se ne è andata nel peggiore dei modi: non ha saputo cogliere i segni evidenti di una sconfitta pesante che aleggiava da tempo.

Le sentenze del TAR Liguria non hanno insegnato molto.
Trasparenza e Partecipazione ? No, ciò che verrà ricordato è il dissesto finanziario in cui è stato condotto il Comune di Borghetto. Un buco che sarà ripianabile dopo anni di sacrifici. Qualcuno di voi pensa che oramai sia finita: ma vi sbagliate, perché il prossimo Sindaco, per un minimo di rispetto verso gli elettori, dovrà per forza
investire della questione la Corte de Conti e qualcuno dovrà spiegare perchè il Comune di Borghetto è arrivato fino a questo punto. Ma il PD quali spiegazioni può dare ? 
Di fatto il Comune di Borghetto nei prossimi anni sarà retto da una amministrazione che dovrà lottare con i conti in rosso. Allo stato non si può nutrire nessuna speranza che venga intrapresa una politica di sviluppo reale del territorio borghettino.

L’amministrazione Gandolfo ha lasciato segni che resteranno indelebili per molto tempo.

Noi l’avevamo detto. Siamo stati perfette Cassandre. E il Sindaco in questi mesi cosa farà ? Cosa dirà al Commissario Prefettizio ? Rifletterà sulle parole pronunciate da questo blog dallo scrivente e da altri ? Rifletterà sulle critiche mosse dai cittadini e dalla minoranza ? Si sentiranno in colpa quelli della ex maggioranza ? O la colpa sarà di chi ha criticato, di chi non ha capito, di chi ha scritto in questi anni su questo blog ? E quelli del PD cosa faranno ? E tutti gli altri cosa dovranno fare: comportarsi come quelli che dissero ” Non faremo prigionieri ? “.

E’ Borghetto ad essere prigioniera, ma di se stessa , della sua incapacità di governarsi. La mancanza di tessuto sociale e l’assenza di slanci culturali sono la causa dei mali di Borghetto e di buona parte della Riviera. Noi continueremo a scrivere, informare i cittadini, senza condizionamenti, perché non ci resta altro da fare.

Ed intanto l ‘ex Oleificio Roveraro, simbolo della sconfitta di Borghetto, con la sua immane mole decaduta gode e godrà di lunga vita ancora per molto, molto tempo…

Giovanni Sanna

 

 


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