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Lettera da Loano: i ragazzi e il parco orfano del sindaco. Il disagio giovanile, ma non solo

“Quando ho iniziato a scrivere questa mail, i soliti e quasi unici fruitori del Parco Escrivà stavano giocando con un pallone, tirandoselo da una parte allʼaltra del giardino, facendolo rimbalzare rumorosamente e accompagnando i lanci con urla e bestemmie (lo so che non sono più reato, ma non siamo nemmeno obbligati a subirle)”… Comincia così l’esposto di alcuni cittadini loanesi. Eccolo. Con un’ultima ora. I ragazzi nel Parco Escrivà sono diminuiti di numero e sono meno o affatto rumorosi. Mi si dice che è un fenomeno temporaneo dovuto al fatto che sono al mare. In ogni caso, che siano al mare o in altra zona di Loano, il fenomeno del disagio giovanile resta. Però questa notte un gruppo di ragazze (sic!) ha giocato rumorosamente a pallone da mezzanotte alle tre: esitavamo a chiamare i Carabinieri… poi da un palazzo vicino è sceso un signore esasperato e le ha allontanate.

 

Spettabili Sindaco, Vice Sindaco, Comandante dei VV.UU.
Assessori
Consiglieri di opposizione
Ufficio Relazioni con il Pubblico
p.c. Comando Carabinieri Loano
p.c. Comitato civico loanese per la tutela del centro storico/avv. Stefano Carrara

Buon giorno,
quando ho iniziato a scrivere questa mail –alle 18,40 del 23 maggio 2016– i soliti e quasi unici fruitori del Parco Escrivà stavano giocando con un pallone, tirandoselo da una parte allʼaltra del giardino, facendolo rimbalzare rumorosamente e accompagnando i lanci con urla e bestemmie (lo so che non sono più reato, ma non siamo nemmeno obbligati a subirle).

Questo abbiamo sopportato per tutto il pomeriggio noi che abitiamo davanti al Parco Escrivà e sopportiamo a tutte le ore: è capitato alle 7 del mattino e si protrae spesso anche fino a notte inoltrata. Anche adesso, pomeriggio del 2 giugno 2016, mentre ho un attimo di tempo per completare la comunicazione, il copione è sempre lo stesso. Vi allego un breve filmato, a titolo di minimo esempio. Altro esempio ormai classico: la notte tra lʼ11 e il 12 giugno i Carabinieri sono intervenuti a seguito di tre chiamate di diversi cittadini della zona: hanno perquisito zaini, chiesto i documenti e invitato i disturbatori ad allontanarsi dal giardino.

Alle 6, sottolineo 6, di domenica 12 giugno, siamo stati svegliati da una partita a pallone e i protagonisti erano gli stessi che il giorno prima hanno imbrattato con pennarelli la pavimentazione del gazebo (documentazione fotografica disponibile); notasi, tra lʼaltro, che mentre alcuni scrivevano su giubbotti arancioni e piastrelle, i loro compagni giocavano a pallone con un casco: speriamo di non dover poi piangere allʼobitorio qualche bravo ragazzo (sempre onorevoli i morti, anche se sono stati stupidi): forse nessuno ha spiegato loro che un casco non deve mai prendere colpi e, se accade, va cambiato. Avere sotto le finestre e sentire in casa questa colonna sonora continua è un disturbo psicofisico non indifferente: intollerabile, poi, nella zona teoricamente più tutelata dal Regolamento acustico comunale. Attraversare il giardino durante le ʻpartiteʼ, ormai passatempo consueto, non è consigliabile; esattamente come è rischioso passare in piazza Italia nella zona tra lʼoratorio e la parrocchia: lì si tira in porta, con violenza, e sbucando dal vicolo della canonica mi è già successo di schivare per un pelo pallonate violente.

Non mi riferisco certo ai giochi innocenti dei bambini piccoli che a mala pena tirano e rincorrono palle colorate qua e là nella piazza: mi riferisco ad un comportamento ormai abituale –e lasciato diventare tale– di quegli adolescenti che
trascorrono infruttuosamente il tempo libero (tanto!) e schiamazzano accampati sui gradini della chiesa e sulle panchine del Parco Escrivà. Raramente qualche persona anziana riesce ad arrivare in tempo per sedersi sotto il gazebo e, comunque, il giardino non è più una zona tranquilla dove prendere un poʼ dʼaria.

Nel Parco Escrivà non costituiscono certo un biglietto dʼinvito per i turisti la musica ad alto volume (ossessionante, rimbambente), le corse con lo skateboard, le bestemmie, le pallonate, la spazzatura sparsa ovunque (chiedete agli operatori quante lattine, bottiglie di vetro e cartacce raccolgono sotto il gazebo e sullʼerba soprattutto il sabato e la domenica mattina), i mozziconi di sigaretta (ricordo la legge recentissima 221/2015… e qui i mozziconi non sono solo di tabacco), le panchine distrutte. Una volta in cui ho visto intervenire, su chiamata, i Vigili Urbani tutto si è risolto con un buffetto sulla guancia: nessuna richiesta di documenti, nessuna sanzione; nemmeno la volta in cui il gazebo, pubblico, è stato usato per esporre un lenzuolo con una scritta per una festa privata: per carità, meglio questo delle urla, degli schiamazzi, dello spaccio, dei ragazzi e ragazze isterici e ubriachi che vomitano ecc.

In questi ultimi giorni si è notato un passaggio di agenti della Polizia Municipale: i ragazzi, appena li hanno avvistati, si sono ricomposti per poi riprendere con rinnovato vigore le loro rumorose e vacue attività; oppure si sono allontanati lestissimi: cosa avranno da nascondere? perché si dileguano alla vista delle Forze dellʼOrdine? perché i VV.UU. non sono scesi dallʼauto (mi riferisco allʼintervento a seguito di mia chiamata dellʼ11 giugno alle 17,15) e non hanno almeno parlato con loro, magari avvertendoli che la prossima volta li sanzioneranno? Non si sono nemmeno accorti che cʼera un rottweiler libero senza guinzaglio.

Mi pare che non siamo di fronte a teppisti incancreniti, terroristi o criminali organizzati: sono poveri adolescenti che in branco si sentono leoni ma possono essere ancora sensibili ai richiami autoritari, senza contare che da qualche
parte avranno pur dei genitori a cui chiedere come mai i figli sono sempre fuori casa anche in orari anomali per la loro età.

Ancora un aggiornamento in corso di stesura: notte dellʼ8 giugno: solito gruppo di minorenni; solita escalation della turbolenza (con lʼaumentare del tasso alcolemico); urla di festeggiamento per un compleanno; rito della rottura di
bottiglie di vetro –propiziatorio, apotropaico o liberatorio, chissà– sui camminamenti del Parco (dove passano bambini e cani); incitamento ad andare a bere e trasferimento rumoroso e ruttante del gruppo verso piazza Palestro, probabilmente per rifornirsi al distributore automatico prima dellʼorario di non erogazione degli alcolici: basta la tessera sanitaria di un amico maggiorenne e il gioco è fatto anche per i minorenni, si sa; ovvia segnalazione ai Carabinieri, che sono intervenuti ma non credo abbiano potuto rintracciare il branco ormai migrato verso lidi alcolici e tornato poi a notte fonda nel Parco.

A proposito del distributore devo aprire una parentesi perché per quanto concerne la conformità alle disposizioni comunali della dislocazione del punto vendita mi sorgono dubbi, a meno che non sia stato modificato lʼarticolo 8 qui
di seguito citato e scaricato dalla pagina del sito comunale che recita: «Da questa pagina sono consultabili (e scaricabili in formato PDF) i testi dei regolamenti del Comune di Loano, unitamente a informazioni sulla deliberazione istitutiva del regolamento e su quelle che ne hanno eventualmente modificato e/o integrato il testo».

Ecco il passo del documento comunale: CRITERI PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PER GLI ESERCIZI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE E MODALITÀ PER IL CONSUMO IMMEDIATO NEGLI ESERCIZI COMMERCIALI E ARTIGIANALI APPROVATI CON DELIBERA DEL C.C. N. 14 DEL 31-05-2012 DIVENUTA ESECUTIVA IL28-07-2012 ART. 8 DIVIETI […] Su tutto il territorio compreso dalla Via Aurelia (esclusa) al mare non è ammesso destinare locali adibiti in modo esclusivo per l’installazione di distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande. […] Se non sono intervenute variazioni, perché si è concessa la licenza per un distributore nella zona a mare dellʼAurelia? Temo che, come si constata quotidianamente, anche in questo caso Loano sia un feudo a sé, in cui nessuno si è preoccupato di controllare e di far applicare la legge.

So di essere noiosa e prolissa, so di segnalare sempre gli stessi fenomeni (il che già è inquietante), ma ripeto che non sto descrivendo eventi eccezionali: è da pochi giorni trascorsa la notte del 9 giugno durante la quale, verso
mezzanotte, abbiamo cominciato ad essere deliziati da un concerto di bonghi con solito accompagnamento di schiamazzi.

Da cinofila mi duole segnalare anche il pessimo comportamento di molti proprietari di cani: lasciano il loro amici a quattro zampe senza guinzaglio e non li sanno controllare, per cui permettono che scorrazzino nelle aiuole abbaiando furiosamente lʼuno contro lʼaltro (il che, credetemi, non è affatto inevitabile: basta un poʼ di educazione, anche in questo caso), spesso non ne raccolgono le deiezioni e contribuiscono così al degrado dello spazio verde.

Anche questo comportamento non pare essere sanzionato: se, invece, si elevasse qualche sanzione, se sistematicamente venissero richiamati allʼordine i trasgressori, forse il problema sarebbe già contenuto, se non risolto, grazie al passaparola. Forse anche un numero maggiore di cartelli posizionati ben in vista allʼinterno del giardino potrebbe scoraggiare almeno i più rispettosi delle regole di civile convivenza. Invece il cartello è affisso in alto e lontano dal giardino: sullʼabbaiare devo insistere: per ore, e sottolineo ʻoreʼ, piccoli cagnetti isterici fuori controllo latrano in continuazione,e sottolineo ʻin continuazioneʼ; qualche giorno fa un mio vicino, ormai esasperato, si è affacciato dalla finestra urlando furibondo (ed è una persona non usa agli eccessi): ha minacciato le anziane proprietarie di cani di chiamare i Vigili: spero lo faccia ma, se lʼagente che verrà si comporterà come ho già visto fare (bonario rimprovero, sorriso e ripartenza immediata), so già che non cambierà nulla e questo scoramento è un sintomo grave, che dovrebbe preoccupare le Autorità: ormai la sfiducia nelle locali istituzioni serpeggia, si è insinuata nelle menti di una parte dei Loanesi, almeno di quelli che non credono di essere nel migliore dei mondi possibile, pardon, nel migliore dei Comuni possibile.

Sottolineo che i comportamenti sopra descritti sono tutti in violazione del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Loano; non vi cito gli articoli perché li dovreste conoscere e perché ho già avuto occasione di elencarveli la scorsa estate (mail 23 giugno 2015), quando lamentai anche lʼassoluta mancanza di illuminazione (impianto vandalizzato, per restare in tema, non colpito dai fulmini di Giove) e furono quindi installati tre fari di cui uno si è presto bruciato; installazione «provvisoria», mi dichiarò telefonicamente il sindaco, dottor Pignocca: ma la sistemazione definitiva da lui promessa per ottobre 2015 non è mai avvenuta: qui cʼè un cavo elettrico volante, esteticamente orribile… e il faro bruciato lascia quasi al buio proprio il gazebo, oasi di pernottamenti, scambio di canne e, sospetto, di spaccio (segnalai già lʼandirivieni di un individuo in moto per rapido passaggio di ʻoggettiʼ).

A proposito di vandalismo e degrado, è opportuno un accenno alle panchine danneggiate e allʼimpianto di illuminazione vandalizzato: Il Regolamento, dicevo: sarebbe sufficiente applicarlo, sanzionare e, magari, convocare i genitori di questi ragazzi o segnalare i casi più delicati ai Servizi sociali: quando dei quindicenni o poco più trascorrono intere giornate e notti sulle panchine, bevono oltre misura, servendosi ai distributori automatici grazie alle tessere sanitarie degli amici
maggiorenni, e poi gridano sguaiatamente (si chiamano e si salutano con grida scimmiesche) e si trascinano da una panchina allʼaltra come degli zombi, quando succede questo, ripeto, sarebbe opportuno e doveroso da parte delle
Autorità responsabili della salute pubblica chiedersi se ci sia qualche problema. A questo proposito rivolgo un appello con voce più accorata al Sindaco cui spetta, se non erro, la vigilanza sulla sicurezza, sullʼordine pubblico, sulla salute dei cittadini e che è tenuto ad adottare provvedimenti per impedire gli eventi dannosi.

Perdonatemi, non sono un giurista ma credo di dover sottolineare questo richiamo estendendo alla definizione incolumità pubblica (che si riferisce allʼintegrità fisica) il significato più completo di integrità psicofisica, che mi pare a rischio o già compromessa per molti dei nostri giovani e, perché no, per noi che subiamo i loro eccessi. Considero sacrosanto e inviolabile per questi ragazzi –e per i proprietari di cani, che dispongono di una sola misera area a loro riservata– il diritto di correre, suonare, giocare (attività che non contemplano lo spaccio e il consumo di alcool e droga, prevalenti, invece, nei nostri giardini): occorrono spazi a loro destinati, dove possano esprimersi, nel rispetto dellʼaltrui pari diritto alla quiete e alla fruizione serena delle aree pubbliche, e dove siano sanzionati sistematicamente in caso di vandalismo.

Dovrei sentirmi al sicuro e confidare in notti estive tranquille e silenziose leggendo che pagheremo una vigilanza privata e che, grazie al suo professionale contributo, sono già stati sequestrati degli occhiali di plastica ad un ambulante abusivo? Dovrebbe confortarmi questa fotografia autoreferenziale?

Vi ricordo quanto già scritto lo scorso anno: chi ha sfondato di notte i vetri del nostro portoncino condominiale non è extracomunitario e aggiungo che la crisi degli esercizi commerciali non mi pare del tutto imputabile ai venditori abusivi ma a congiunture economiche mondiali più gravi.

Chiedo scusa per la prolissità che richiede un supplemento di attenzione e di pazienza da parte vostra, ma vi assicuro che anchʼio, al pari dei miei vicini, sto esercitando la pazienza per sopportare questa degenerazione della zona in cui prima vivevo nel silenzio e nella tranquillità. Ora, mentre è stata appena urlata lʼennesima bestemmia e la tranquillità della casa è turbata da urla, cori e musica martellante, vi saluto e spero vivamente di non dovervi scrivere più.

Lettera firmata

PS. Chi di voi, Sindaco in primis, è mai venuto nel Parco Escrivà di giorno o la sera o la notte a passeggiare o a sedersi su una panchina per leggere tranquillamente un libro o chiacchierare con gli amici? Chi di voi sarebbe sereno sapendo la propria figlia o il proprio figlio in questa zona di notte? o sapendoli sdraiati per tutto il pomeriggio sulla strada, tra gli sputi, davanti allʼex sede di Loanosalute?
PPS. Ore 18 di domenica 12 giugno. Mentre finalmente riesco a concludere questa mail, mi affaccio alla finestra incuriosita dallʼimprovviso silenzio: un plauso ed un ringraziamento sinceri alla vigilessa che è ora intervenuta con professionalità nel Parco ed ha parlato a lungo con i ragazzi; ovviamente non ha compiuto alcun atto eroico, ma sono giunta al punto di sentirmi grata per un comportamento che dovrebbe essere normale e consueto. Non appena lei si è allontanata, ovviamente, lʼinsieme sta rapidamente tornando come prima: pallonate da una parte allʼaltra del giardino, cani liberi abbaianti e famigliole con passeggino che passano e non si fermano.

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