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Laigueglia, la sfida di ‘Pico Rico’ (ex Lido).
Il pizzaiolo ristoratore del ‘galletto alla brace’: 300 posti e 17 dipendenti

Da una ‘favola’ vera all’altra, da scrivere. Lo storico Lido di Laigueglia, inaugurato nel 1960 da Adriano Celentano quando era militare di leva (vedi servizio di trucioli del novembre 2015…), ha intrapreso una nuova sfida. Questa volta affidata ad un personaggio che non ha celebrità nazionale ma (in cassaforte) uno strepitoso successo commerciale. Inventore di una ristorazione popolare innovativa.  Alfonso Buonocore, 54 anni, a 12 già pizzaiolo con papà, origini a Tremonti (nel salernitano), è salito sul podio con uno dei locali più frequentati dell’alessandrino. Oggi tenta il bis sulla Riviera turistica confidando nel ‘becco saporito’ . Vedi a fondo pagina il fotoservizio di Silvio Fasano della festosa serata inaugurale.

Alfonso Buonocore, ristoratore ad Alessandria, alla serata inaugurale di ‘Pico Rico’ 2 a Laigueglia, di cui è titolare (Foto Silvio Fasano)

E in un’affascinante, magica baia, è venuto alla luce il ‘Pico Rico 2‘ con un gestore venuto dalla gavetta. Il vecchio Lido è andato in pensione, nonostante la robusta ristrutturazione che lo aveva caratterizzato nel corso degli anni e l’alternarsi di gestioni (sala da ballo, locale notturno, ristorante). Quale futuro ? Siamo alla svolta, una ‘cura da cavallo’ per affrontare la sfida. Alfonso Buonocore non ha risparmiato per gareggiare, scommettere, salpare oltre la burrasca. Un mese e mezzo di lavori per la trasformazione in ristorante popolare, pizza inclusa. Un ambiente ‘scenografico’. Una scommessa per andare incontro alle esigenze delle famiglie prima di tutto. La filosofia non  seguire la moda dei piatti liguri, della cucina locale e tradizionale. E’ rivoluzionaria per la riviera delle seconde case, ma anche col fascino che madre natura ha conservato.

Il neo ‘comandante’ imprenditore dell’ormai ex Lido viene descritto persona schiva, umile, tenace, infaticabile che non ama mettersi in mostra. Più fatti che parole, concretezza messa in campo. Anche a Laigueglia ha voluto al suo fianco uno staff di collaboratori fidati. A cominciare  da chi  cura il marketing, promozione, rapporti con i media. Mirko Lai,  40 anni, da sei braccio destro nell’azienda  ’Pico Rico’ di Alessandria. “Si lavora bene, con passione e slancio – osserva Lai -, il signor Buonocore  non è un tifoso di voli pindarici. Non ha vinto al totocalcio. A 12 anni, papà gli disse ‘mettiti dietro il forno’ e dal quel momento non si è più staccato….la prima pizzeria era nella zona di Chivasso”.

Il Lido, sul lungomare di levante di Laigueglia, è una risorsa. Aveva visto giusto il suo fondatore Quansito Zunino. Poi il timone è passato agli eredi. Roberto Brunazzi, geometra, ottimo conoscitore della realtà laiguegliese, persona accorta e a modo. Nel locale, pur sempre di proprietà demaniale, ha investito, fiducioso, a volte deluso. Lui che da anni, nella stagione estiva, segue le sorti e la conduzione dello stabilimento balneare, rinnovando anche la struttura balneare. Testimone dei tempi e con l’esperienza del passato. Questa volta è andato con i piedi di piombo prima di affidare le sorti del suo ‘Lido’. Per anni simbolo della Riviera by night, frequentato dal ‘popolo della notte’. Ha detto tanti no, fino a quando ha trovato un imprenditore con le giuste credenziali. Ha rifiutato offerte di ‘cinesi’ e di operatori italiani.

Come è nata l’idea della famiglia Buonocore di investire a Laigueglia ? Ancora Lai: ”  Proporre in Liguria l’esperienza, il successo raggiunto  nel locale di Alessandria. Non solo pizzeria, piatti stuzzicanti, popolari, semplici, senza che il cliente debba spendere troppo. Il nostro cliente ideale è la famiglia, c’è  uno spazio riservato ai bambini e al loro intrattenimento. Il nostro obiettivo non è solo rivolto ai turisti della stagione estiva o degli week end invernali, vogliamo conquistare la fiducia, l’apprezzamento dei residenti  e dell’entroterra. Del resto il nostro format è  collaudato dal 2009″.

Esportare il format alessandrino in riva al mare ? In un’area dove il turismo è l’unica risorsa. Dove non manca la ristorazione per tutti i gusti e le tasche…..Mirko Lai: ” Diciamo che ad Alessandria, dove possiamo ospitare oltre 300 persone, si è fatto un utile rodaggio. Siamo stati messi alla prova. Così ci siamo detti se la nostra filosofia di ristorazione funziona in Piemonte,  perchè non sperimentarla in Liguria ? Lassù abbiamo una assidua clientela ligure; spesso osserva come manchi un ristorante – attrazione sul nostro modello. E’ vero, sulla costa c’è una lunga stagione invernale, senza bagnanti e in sottotono. Facciamo affidamento sui giovani.  Sulla novità che Pico Rico riesce a mettere in campo. Crediamo sia la strategia vincente, capace di richiamare gente  da un ampio arco del ponente ligure, così come accade ad Alessandria”.

La Liguria della stagione balneare e di week end, spesso affollati, a Laigueglia come Alassio, è caratterizzata da una spaventosa carenza di parcheggi. In centro sono tutti a pagamento, Andora esclusa.

Lai: ” Abbiamo valutato questa problematica. Ci siamo resi conto che c’è una buona possibilità di parcheggio lungo la Via Aurelia e dietro la stazione ferroviaria. Il ‘Pico Rico’ ha la fortuna di trovarsi in un posto strategico. Possiamo consigliare, inoltre, di sfruttare l’opportunità di  una rilassante passeggiata sul lungomare. Da Alassio si può raggiungere Laigueglia lungo una costa meravigliosa, romantica”.

Chi sono le figure di primo piano nella vostra azienda ? ” Pare superfluo ripeterlo, la mente operativa, il pilastro, il motore è il signor Alfonso. C’è il marketing, le pubbliche relazioni, ma anche chi ha fatto uno studio approfondito, a partire dal marchio, il logo. Il disegnatore Bonelli di Torino, un nome ed una professionalità nel settore. Il responsabile di Pico Rico, a Laigueglia, è Marco Mensi.  Abbiamo selezionato camerieri, barman, cuochi, aiuto cuochi, animati non solo dalla buona volontà, dalla predisposizione al contatto col pubblico, al lavoro di squadra. In gran parte persone che abitano nel comprensorio, con qualche collaboratore collaudato nel locale di Alessandria.  Complessivamente  impegniamo 17 dipendenti per far fronte fino a 3o0 coperti”. Possiamo aggiungere che  altri 12 dipendenti sono occupati nella spiaggia, nel bar – ristorantino a mare, dello stabilimento balneare del geometra Brunazzi. Una realtà occupazionale che, dopo il Municipio, si colloca al secondo posto nella graduatoria dei posti di lavoro a Laigueglia.

Ancora qualche curiosità descritta da Mirco Lai. Il dipendente più giovane  ha 19 anni, il più anziano 50, la media è uno staff  giovanile. L’esclusivo Galletto Pico Rico resta il piatto forte, marinato e cotto, con metodo churrasco tipicamente brasiliano, su speciale griglia con braci di legno e carbone argentino vegetale.  Il galletto, allevato a terra, proveniente dalla Valle Spluga in provincia di Sondrio, è accompagnato da una selezione speciale di patatine fritte, contornato da verdure a cubetto, fette di pane tostato e una sala esclusiva.  C’è  un menù dedicato a chi segue la dieta vegetariana, quello che rispetta il gusto e le esigenze nutrizionali dei più piccoli. Altro fiore all’occhiello, in tema di qualità, sono le esclusive birre Kronenburg e Grimbergen di produzione belga e francese. Birre crude artigianali.

Come accade ad Alessandria, il Pico Rico di Laigueglia è lo ‘spazio ideale’ per l’addio al celibato, feste di laurea, matrimoni, ricorrenze, battesimi, cresime, comunioni, incontri conviviali. “Ammettiamolo pure – conclude Lai – pensiamo sia giunto, sulla Riviera di Ponente, il nostro momento. Un investimento che non deluderà né noi, né la clientela. Aperti tutto l’anno. Pranzo dalle 12 alle 15.  Cena dalle 19 alle 2. Per clienti di tutte le età e con animatori qualificati ai quali è affidato lo spazio dedicato ai bambini, organizzando eventi a calendario dedicati, baby dance incluso. Senza ignorare la musica, anche in questo caso, per tutte le età, affidandoci a un bravo Dj. La nostra carta di identità ? Cibi sani e prelibati serviti in tempi rapidi come in un fast food, la movida, prezzi contenuti”.

Un’impresa avvincente, diciamo difficile, in una Riviera che si è caratterizzata dalla moda delle ‘vacanze brevi’, dall’affollamento nei fine settimana, da un turismo sempre più popolare, dall’ inflazione di ristoranti, pizzerie, bar che, a loro volta, offrono anche  occasioni di ristorazioni, ad iniziare dagli stabilimenti balneari. Una concorrenza spietata. Un super lavoro concentrato in periodi piuttosto definiti: Capodanno, feste pasquali, ‘ponti’. Con l’interrogativo delle condizioni meteo. La Riviera non è più il luogo di vacanza dove gli stranieri erano in maggioranza, il turismo di qualità è un’eccezione.  La clientela locale spesso privilegia l’entroterra e persino le ‘buone cucine’ del Basso Piemonte.

Il ‘Pico Rico’ non segue i menù tradizionali del ‘pesce’. Il nostrano  è raro e  caro, alla portata di chi non ha problemi ad arrivare a fine mese. Tra l’altro, il 90 per cento dei piatti di pesce è d’allevamento, non solo nazionale, proviene dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa, dal Sud America.

Al ‘Pico Rico’ non resta che augurare buona fortuna. Non è un ring. Non è una partita di calcio.  Ne un investimento da mordi e fuggi. Il ‘galletto’ non può permettersi di soccombere, pena la disfatta e finire sulla brace o senza piume. (L.Cor.)

 

 

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