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Pietra Ligure, voi albergatori misericordiosi, noi infaticabili benefattori di seconde case

Non sono più gli anni in cui il primo quotidiano Ligure (Il Secolo XIX) era leader degli annunci immobiliari a pagamento. Fino a 12 pagine domenicali. I nazional - scic  Corriere della Sera e La Stampa ospitavano colonne di ‘vendesi sulla Riviera Ligure di ponente’. Eppure, nonostante quel si dica e si sparli, ‘san cemento’ continua a tirare e i prezzi non sono farlocchi. Tra i beneficiati le trasformazioni di strutture alberghiere di cui Pietra Ligure detiene un solido primato peraltro in buona compagnia.

E non c’è soltanto il business delle trasformazioni, dal fronte mare alla prima collina, sul mercato insaziabile delle seconde case che ora può contare sulla ripresa grazie ai tassi dei mutui super convenienti, sia a tasso fisso, sia variabile. Da una parte i ‘poveri enti pubblici’ esultano quando fanno promozione, in particolare con manifestazioni capaci di attrarre ospiti anche dall’estero, spesso spendendo fiori di quattrini in gran parte provenienti dall’Imu delle stesse seconde case (il cane che si morde la coda ?). Dall’altra basta sfogliare le guide più prestigiose e lette  della ricettività alberghiera ed emerge il disarmante vuoto di strutture pietresi ‘consigliate’, ‘segnalate’. Non parliamo di eccellenze nei cinque e quattro stelle. I pochi valorosi ( e coraggiosi) operatori che non hanno gettato la spugna, magari hanno investito denaro, fatto ricorso ai benefici – finanziamenti di leggi regionali, sono tra i pochissimi a garantire ospitalità alberghiera e lavoro. Anche se non manca chi, per far quadrare i bilanci, ricorre alla manodopera di cooperative. Costo 6,50 euro l’ora, nessun altro obbligo col lavoratore. E dire che la provincia ha al suo attivo due importanti e qualificate scuole alberghiere. Fino a qualche fa erano tre. Qual è lo sbocco occupazionale per questi studenti, per le loro famiglie ? Emigrare, nella maggioranza dei casi fuori provincia, oltre regione o frontiera, all’estero: Germania, Inghilterra, Francia, persino i paesi esotici, gli Emirati arabi.

Non è irrituale percorrere le strade, i viali di Pietra Ligure ed incontrarsi con edifici alberghieri (ormai ex) dove ‘troneggia’ la vecchia insegna, ma anche ‘strabilianti’ offerte di un bilocale, trilocale, attici, persino piscina panoramica.  Con la promozione di un investimento sicuro, per una vacanza serena, senza il caos e lo smog delle grandi città. A Loano il sindaco ha annunciato in un incontro all’Università della Terza Età di essere riuscito a creare una ‘città a misura d’uomo’. A Pietra Ligure c’è da scommettere che, dopo il primato del verde pubblico più esteso della provincia, fa proseliti lo vocazione a tifare per ‘cemento amico’. Una catena di Sant’Antonio che ha quasi sempre baciato i risultati elettorali.

Avanti c’è ancora posto, magari con qualche benedetta variante urbanistica, oppure il recupero (premiato) di un vecchio immobile, spacciandolo alla stregua di una conquista di qualità per il territorio. Un’occasione unica nell’interesse della comunità e dell’industria turistica. E l’elettore spesso premia i benefattori dal cuore d’oro.

In questo mini viaggio proponiamo una delle tante operazioni edilizie da incorniciare. Non è il caso di gridare allo scandalo, ognuno fa gli interessi che la legge e le norme urbanistiche consentono, sull’onda coinvolgente di “rilanciamo l’edilizia“, crea benessere e posti di lavoro. Con un grazie particolare da parte di manodopera dell’Est. Ormai i connazionali, imprese edili con operai propri, sono in via di estinzione. Per fortuna, almeno in questo, la Lega tace,  può urlare per altri sventurati immigrati.

E allora ? Evviva i fortunati, i soliti noti professionisti della Riviera o ignoti progettisti con parentele importanti, ovviamente Pietra Ligure inclusa. Meglio se nella macchina amministrativa opera anche qualche agente immobiliare ‘disinteressato’. Poco importa, purchè ‘mattone&affari&politica‘ non ammainino la bandiera. Lo ‘sviluppo’, falso  o meno che sia, alla fine dei conti paga. Anche Pietra Ligure ne è una testimonianza. Da Palazzo Golli, sede del Municipio, al ‘parlamentino’ della Regione Liguria, passando per la ormai defunta Provincia.  Di case per ‘turisti’ ce ne sono già troppe grida una minoranza ?  Il rapporto tra spazi e infrastrutture è una nota dolente che va a discapito del turismo vero e non drogato ? C’è più bisogno di decoro, pulizia e polizia pro legalità ?

Comunque sia bisogna essere ottimisti e costruttivi da non confondere con ‘benemeriti costruttori ed immobiliaristi’. Pochi, ma buoni. Sperare in un futuro ‘riparatore’ si può e si deve, purchè non si abbai sempre alla luna.

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