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Ceriale strada sbarrata da catenaccio, il Comune: ‘Espropriamo la catena’.
E come perdere un contributo per le scuole

Si potrebbe definire una storiella da crepare di risate. Purtroppo è una comica di ben altro spessore. Una strada pubblica da oltre un decennio è preclusa al traffico. Unirebbe la rete stradale cittadina, poco lontano dal centro città. Invece stop per tutti: vigili del fuoco, protezione civile, ambulanze, spesso con i minuti preziosi per salvare una vita. Altro tema, sempre da Ceriale, reso noto con comunicato stampa dal consigliere  Luigi Giordano: “Come perdere un contributo di ristrutturazione, messa in sicurezza, antisismico, efficienza energetica di immobili pubblici adibiti a servizio scolastico.

La strada a ridosso del centro cittadino di Ceriale chiusa al traffico, da una catena, da oltre dieci anni

Luigi Giordano consigliere comunale di opposizione

COMUNICATO STAMPA DI LUIGI GIORDANO - “Tenuto conto della legge di stabilità 2014 che ha modificato la legge 222/1985. Che regolamenta l’8 per mille oltre che a interventi straordinari per la fame del mondo, calamità naturali,assistenza ai rifugiati: C’erano soldi anche per gli immobili di attività pubblica come gli edifici scolastici ai comuni che ne avessero fatto richiesta. E tenuto conto che le scuole di Ceriale necessitano soprattutto di efficientamento energetico e messa in sicurezza. E visto che con il decreto del segretario generale della presidenza del consiglio dei ministri 14 gennaio 2014 sono stati individuati i parametri specifici per gli interventi, è evidente che con un semplice progetto fatto dai nostri tecnici si poteva attingere dall’otto per mille per la riqualificazione degli edifici pubblici finalizzati all’attività scolastica, quota che altri comuni come Varazze che hanno fatto un progetto nei modi e nei tempi di legge hanno beneficiato di centomila euro per il risparmio energetico scolastico. Ceriale è rimasta a bocca asciutta, e non si capisce come mai. Sono stato a chiedere spiegazioni, ma ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta sensata. Io penso che chi fa l’amministratore pubblico abbia l’obbligo morale di vagliare tutte le richieste e i consigli che arrivano dai cittadini, dai movimenti,e anche dalla minoranza, a volte possiamo dire anche delle cose intelligenti. In poche parole abbiamo perso dei soldi per la sicurezza dei ragazzi. E la colpa di chi è ? Da mie verifiche fatte ho potuto constatare che la richiesta per attivarsi come amministrazione è firmata da Rodolfo Sanna del ” meetup Ceriale e Val Varatella in movimento”, era arrivata al comune nel 2014, e chiedeva all’amministrazione di Ceriale di partecipare al bando ministerile e mettere in pratica, la modifica dell’otto per mille fatta e voluta dal movimento 5 stelle. “

LA STRADA E LA CATENA –  Al blog trucioli.it arrivano segnalazioni di cittadini residenti o proprietari di seconde case. Purtroppo essendo un mezzo di informazione di soli volontari, non sempre riusciamo ad esaudire tutte le richieste. Non c’è solo Ceriale, due province Liguri (Imperia e Savona), due province del Basso Piemonte (Cuneo ed Alessandria). Richieste di ‘intervento’ più disparate e quasi sempre c’è bisogno di una verifica in loco, riscontri in uffici, ricerche di materiale di archivio.

Ultimamente, a Ceriale, abbiamo affrontato alcuni temi, diciamo scottanti. Quello del parcheggio ‘privato’ (un tempo pubblico) rivendicato da un imprenditore (Farinazzo) ed in cui è stata chiamata pesantemente in causa l’assessore Marinella Fasano. Dal Comune nessuna reazione, tutto tace.

Si è scritto del tema, davvero incredibile, della sorte della pista ciclabile. Se ne sta occupando la magistratura, con i tempi relativi della giustizia italiana. Ci sono sei indagati, rapporti giudiziari dei vigili urbani. LA soluzione ? Tutto tace, almeno per l’informazione pubblica.

Si è affrontato e documentato l’argomento spinoso delle ‘antenne’-ripetitori installate in zone diverse ed abitate della città. Il caso più inquietante accade per un antenna non lontano dalle scuole. Il Comune non ha mai provveduto ad un ‘piano antenne’ in modo da disciplinare l’installazione. Nello stesso articolo avevamo messo a confronto Ceriale e Noli dove da anni è attivo un Comitato di cittadini e proprietari di seconde case, con risultati apprezzabili, a tutela della salute degli alunni, dei bambini, i più esposti.  A Ceriale invece ‘silenzio perfetto’. Pare che il problema interessi a quattro gatti.

In più circostanze abbiamo descritto e fotografato che Ceriale è l’unica cittadina d’Italia in cui ‘le belle di notte’ praticano il mestiere sull’Aurelia davanti alla casa del sindaco. Chi pensava che la ‘denuncia giornalistica‘ , iniziata e ripetuta da tre anni a questa parte, avrebbe sortito qualche effetto si sbaglia di grosso. La sfida, se così possiamo definirla, ci vede soccombenti. I consiglieri comunali, eletti dai cittadini, di maggioranza e minoranza, rispettano la sordina. Ora da poco più di un mese, le ‘schiave’ romene, giovanissime, in tre o quattro, col calar delle tenebre, si piazzano proprio davanti alla casa del primo cittadino. Dopo essersi definitivamente allontanate dalla zona Famila in quanto, si dice, protetta all’esterno da telecamere. Tiene loro ‘compagnia’ l’autosalone – unico in Liguria – della Ferrari.  Succede anche questo in un paese ormai in preda alla rassegnazione, indifferente e del ‘farsi i fatti propri’. Non importa il danno morale e materiale, la diseducazione alla legalità, la pessima figura delle istituzione democratiche. Inoltre, si pensi al deprezzamento delle case che si affacciano sull’Aurelia, alle attività di esercenti che pure nelle ore serali devono fare affidamento al lavoro. A chi bisogna rivolgersi per non avere il ‘mercato del sesso’ sotto casa ?  Con gli anni la piaga è stata risolta ad Andora, Borghetto S. Spirito, Loano e Pietra Ligure, Finale, Savona e Albissola Mare. A Ceriale ed Albenga resiste la maledizione, con i duri leghisti in giunte di centro destra (lady Rosi Guarnieri e di centro sinistra).

Ci perdoneranno (?) i lettori di questo lungo e forse noioso preambolo. Arriviamo dunque alla storia della catena che, come in altre circostanze, è raccontata anche da eloquenti immagini. Agli atti comunali, ma tutto pare finito nel dimenticatoio, un’interrogazione del sempre più solitario (per il potere locale) e impotente consigliere comunale Luigi Giordano. Anche lui era stato sollecitato da alcuni cittadini. Una strada che dovrebbe unire via Romana, via Belvedere con via Sant’Antonio e  l’Aurelia, è ostruita al transito veicolare, motocicli inclusi, da una catena con lucchetto. Giordano aveva fatto presente, lo scorso anno, alla giunta comunale, che si crea di fatto una situazione intollerabile, per i cittadini, in primis le ambulanze della locale Croce Rossa, dei vigili del fuoco, penalizzati nelle situazioni di soccorso ed emergenza.  Aveva aggiunto, tra le segnalazioni, quella di una donna che abita in zona ed il marito era stato colpito da infarto. Purtroppo si erano persi muniti preziosi e si era salvato per un soffio. Tutti dovremmo preoccuparci di fronte ad una situazione simile. Ci sono di mezzo cittadini inermi, i nostri cari, amici o magari congiunti. Sarà pur vero che è in ballo una controversia che vede un privato che lamenta danni alla sua tranquillità e a quelli di altri inquilini se la strada fosse aperta a tutti. Non conosciamo le sue ragioni. Resta grottesco pensare che si possa mettere a rischio la salvezza di una persona per una via asfaltata dal Comune, con sottoservizi, ma preclusa alla circolazione da chi ha ritenuto, per difendere legittime ma non condivisibili ragioni, di installare una solida catena e paletti.

Che dire ? Auguriamoci che non accade mai l’irreparabile. Poi c’è di mezzo la prevenzione. A Ceriale non c’è più da stupirsi di nulla. Lo testimonia chi da 47 anni fa informazione in questa provincia.  E senza una condanna civile e penale per diffamazione.  Non è un merito, un dato di fatto per gli immancabili detrattori. Ognuno tragga le conseguenze che vuole, sulla base della sua coscienza e maturità civica, l’educazione ai giovani. (L.Cor.) 

 

 

 

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