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La morte di Enzo: a Ponte di Nava dopo 150 anni chiuso l’alimentari – edicola – tabacchi

Ponte di Nava, sui confini tra la provincia di Cuneo e Imperia, frazione di Ormea, meno di 40 abitanti. Tre ristoranti, di cui un albergo, un bar, tre negozi di alimentari, compresa una panetteria dove negli anni ’50 e ’60,negli week end si faceva la coda per comprare pane e grissini squisiti, preparati da mani esperte, cotti nel forno a legna. Il paese da un mese e mezzo è orfano di un concittadino benemerito, con la B maiuscola. Una morte improvvisa, fulminante, l’ha colto in camera da letto. Uno strazio per la moglie, i due figli, i nipotini e la mamma ultranovantenne. Una perdita ‘pesante’ con la conseguenza della chiusura della rivendita di generi alimentari, edicola, tabacchi. 

Dopo 150 anni di attività, serrande chiuse a Ponte di Nava nel negozio di alimentari della famiglia Launo – Piccirilli

“Mio marito Enzo Launo è mancato un mese e mezzo fa, a 69 anni. Io stavo dietro il banco, lui era il perno dell’attività. Non ho scelta, non ho la forza, ho chiuso e se a qualcuno interessa rilevare l’attività mi fa piacere, E’ un’attività con un secolo e mezzo di vita alle sue spalle, di padre in figlio, quattro generazioni. Mi sono rimasti i due figli, i nipotini. Assisto nonna, mamma Alda Merlino, 91 anni e l’improvvisa perdita dell’amato figlio è stato un colpo durissimo, non si è più ripresa dalla choc. Ora, in casa,siamo rimasta noi due sole”. Chi parla con l’anziano cronista che fin da giovane frequenta quest’angolo di terra tra Liguria e Piemonte, è Maria Vincenza Piccirilli, 68, anni, un anno in meno del marito scomparso. Una donna umile e laboriosa, abruzzese d’origine. Si erano conosciuti a Viozene e da 40 anni erano insieme. Uno per l’altro. Un amore solido, una famiglia unita anche nei valori sociali, umani.  Maria Vincenza, titolare dell’attività, moglie, mamma premurosa, ha cresciuto i figli, faceva compagnia ai suoceri. Il marito Enzo si divideva tra i negozio, il lavoro alle dipendenze dell’industria Signoretto di Garessio dove è rimasto per 40 anni. Era meccanico specializzato. Tra i suoi dirigenti ha avuto il concittadino Gianfranco Benzo, più volte sindaco di Ormea e che oggi ricorda: “Enzo un punto di riferimento per Ponte di Nava, figlio del mitico controllore della Viani (corriere di linea). Il dramma in un paese tutto sommato ridotto al lumicino quanto ad abitanti, ma ‘ricco’ di attività. Se pensiamo che in  provincia di Cuneo ci sono comuni dove non c’è più neppure un negozio…”

Certo, Ponte di Nava non sono solo rose e fiori. C’è la lunga stagione invernale, la crisi economica e turistica non l’ha risparmiata.  Lo Stato, la Regione non danno gli aiuti che ricevono, tanto per fare un esempio, i commercianti ed esercenti dei Comuni montani dell’Alto Adige, del Trentino, della Valle d’Aosta. Qui le tasse si pagano come nell’opulenta Riviera o in città. La stagione estiva è ridotta ad un paio di mesi, per fortuna è rimasto il passaggio, chi ritorna per un giorno al paese d’origine, chi ha ristrutturato o mantenuto la casa degli avi.  Enzo Launo operava con scrupolo e serietà commerciale. Educato, gentile, disponibile con i clienti. Non raccontava che le patate, i funghi, mirtilli erano di Quarzina, dei boschi delle Alpi Marittime, se invece arrivavano dai mercati all’ingrosso. Non spacciava formaggi ‘industriali’ per nostrani, dei pastori ormeaschi o della Valle Arroscia. Con la moglie erano orgogliosi, fieri, quando potevano proporre sul banco di vendita la torte di verdure o di patate preparate secondo la tradizione locale da mamma Alda. Una specialità che di fatto si è estinta. Ai funerali di Enzo c’era tanta gente, arrivati da ogni parte. Lutto e dolore. Ponte di Nava rimasta senza uno dei suoi figli migliori. La chiusura del negozio priva il paese di un servizio importante, unico in zona (tabacchi e giornali). La chiusura settimanale di uno dei due esercizi consentiva un’alternanza utile alla comunità.

“Mio marito non era malato – ricorda al telefono la vedova con voce fioca -, durante il giorno si era assentato per fare le compere. Siamo andati a letto e verso le 22,45, mi ha detto che non riusciva a prendere sonno. “Mi alzo e faccio due passi”. E’ crollato sotto i miei occhi. Un infarto fulminante. E’ stato terribile. E’ vero che soffriva i pressione alta, si curava con tre pastiglie al giorno e non ci sono stati segni premonitori. Non so se riuscirò a riprendermi, di fronte a me un vuoto incolmabile. Un dolore infinito”. A consolare  mamma Maria Vincenza i figlio Paolo, 35 anni e Andrea, 37, sposato, padre di Roberto e Christian. “Restano la mia ultima speranza – conclude la signora Piccirilli -, vorrei tanto che Andrea occupato presso una cooperativa che opera sull’Autostrada del mare trovasse una sistemazione fissa, magari da ausiliario al traffico. Invece resta appeso al filo della precarietà. Penso a quanti nel camposanto del paese, dove ovunque ci sono lapidi con il cognome Launo, hanno voluto esprimermi partecipazione e solidarietà. Penso che sarà la mia ultima dimora, vicino alla persona che ho amato e mi dato tanto nella vita. Un marito ed un padre meraviglioso”,

Era il 21 aprile 2013 quando a Mendatica accadde una tragedia famigliare sconvolgente. Il piccolo Matteo, 3 anni, morì annegato nella vasca da bagno dell’Agriturismo del paese. Una disgrazia che scosse due vallate, l’Arroscia e la Val Tanaro. In quella occasione Enzo Launo fu intervistato da un giornalista del Secolo XIX che raccoglieva i sentimenti e parole di partecipazioni . Ecco cosa scrisse: “C’’è anche chi è accorso da Ponte di Nava non appena appresa la notizia. «Quando l’ho saputo mi sono sentito di ghiaccio – ammette Enzo Launo –, Conosco la famiglia Storace da anni, siamo amici e, quando veniva qui, vedevo sempre quel bellissimo bimbo. Non mi sembra vero”. Ora se n’è andato anche Enzo; il destino ingrato l’ha strappato ai suoi cari, mancherà a tutti, ai suoi concittadini, ai pendolari della domenica. Ciao Enzo, la terra ti sia lieve, il tuo sorriso e la tua bontà non si possono dimenticare.(L. Cor.)

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